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venerdì 4 febbraio 2011

Pancioccolato

Non vi sembra delizioso anche solo il nome?
Direi di sì...
Da rotolarcisi dentro!

Vi sto scrivendo dalla mia camera, sdraiata sul mio letto rotondo (troppo chic e troppo comodo!), osservando il mio spazio privato che sa di me, del mio profumo (Ipnotic, di Dior - mica pizza e fichi!), delle candele alla cannella, al CIOCCOLATO (ovviamente), ai chiodi di garofano e alla vaniglia. La carta da parati messa solo su una parete raffigura New York nei colori del rame, del fumè, dell'oro e di una tonalità fra il marrone scuro e il nero. Marilyn Monroe mi sorride da una quadro e da una piccola cassettiera dov'è stampata sopra una sua immagine su fondo nero lucido. Mancano ancora tutte le mensole che voglio e i vari specchi che devo ancora appendere, ma le due lampade da tavolo sono bellissime, nere e bianche e così l'armadio pitturato in avorio con degli inserti neri, rossi e oro. Le pareti sono un mix fra il carminio e il ciclamino e spicca la piccola chaise loungue con legno smaltato d'argento uguale al tessuto, dove si interseca un motivo floreale nero. Il tutto illuminato dalla lampada alogena a stelo messa a media intensità (odio la troppa luce, sono per gli ambienti in penombra).
Non so ancora bene dove piazzare tutte le mie scarpe e i miei stivali, ma nel complesso direi che è piuttosto carina...sì-sì!

E con questa bell'immagine come sfondo, vi abbandono con la seconda ricetta del giorno.


Ingredienti:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di burro
  • 6 uova
  • 125 grammi di zucchero
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di cioccolato fondente in scaglie
  • sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro.
In una terrina lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero, ottenendo così un composto chiaro e spumoso.
Sbattere a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli delicatamente alla crema di tuorli. Infine unire a filo il cioccolato fuso.
Dividere quindi l'impasto in due parti e metterne una in frigorifero.
Alla parte rimasta aggiungere il pangrattato e versarla in uno stampo foderato con carta da forno. Cuocere la torta in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Una volta pronta sfornare e sformare, lasciandola raffreddare su di una griglia o su di un tagliere.
Togliere dal frigo la parte di impasto conservata e spalmarla interamente sulla torta (che dovrà essere fredda!). Spolverizzare con il CACAO amaro e guarnire con le scaglie di cioccolato.

E dite se è poco!!!

Dolce...papà!

Come mi ero ripromessa ieri, oggi gran giorno di pulizie (che manco a Pasqua!).
La mia camera, ora, sembra essere tornata quella di prima, sebbene non sia totalmente soddisfatta...
Ma è un'inezia in confronto a ciò che è successo questa mattina: mi sono finalmente arrivate le copie del mio nuovo libro: A META' STRADA!!!
Un'emozione infinita, gente, davvero!
Io non sono una che piange o che fa i salti di gioia, però quello che mi accade dentro è forte e nonostante non riesca mai a manifestarlo a pieno alle persone che mi circondano, chi mi conosce bene lo può immaginare. Lo può capire osservandomi, fissandomi negli occhi...
E poi, al di là del pathos di vedere pubblicato (e quindi toccare con mano) il proprio scritto, il proprio romanzo (anche se siamo a quota tre la gioia, la sorpresa e la commozione interiore non spariranno mai!), a sto giro c'è una sensazione in più.
Sì, perchè questo è il libro che racchiude una storia vera. La mia e di mio padre. Il mio narrare della sua morte così come l'ho vissuta io. Parole che non sono mai riuscita a dirgli. Espressioni che non mi sono mai permessa o che, al contrario, avrei voluto evitare....
Una sorta di "addio". Uno sfogo che non è mai venuto fuori a voce.

E mi fermo qui, non voglio annoiarvi o rattristarvi oltre.
Magari, più in là, ne trascriverò un accenno sul blog. Per ora (se vi interessa, certo) sappiate che sono felice, orgogliosa di lui (e sì, anche un po' di me stessa!) e del fatto che fosse mio padre.

E a lui dedico questo dolce, visto che le volte che lo preparavo se ne faceva fuori metà tutto da solo!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di patate
  • 100 grammi di burro
  • 5 uova
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di nocciole pelate
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito
  • pangrattato
  • sale

Per decorare:
  • 3 cucchiai di marmellata di albicocche
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • burro

Lessare le patate (pelate o no a vostra scelta, nel senso che se non lo fate prima lo dovrete fare poi).
Lavorare a crema il burro con lo zucchero e un pizzico di sale. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e mescolare con cura. Tritare le nocciole e amalgamarle al composto insieme alla buccia grattugiata del limone, le patate passate allo schiacciapatate, il semolino e il lievito.
Lasciare riposare l'impasto ottenuto per almeno venti minuti.
Imburrare uno stampo rotondo e cospargerlo di pangrattato.
Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli delicatamente al composto che sarà stato a riposo, versandolo poi nello stampo.
Cuocere per 45 minuti in forno già caldo a 200 gradi.
Nel frattempo mescolare la marmellata con pochissima acqua. Quando la torta sarà pronta, sformata e raffreddata, spalmergliela sulla superficie. Quindi fondere a bagnomaria il cioccolato con 20 grammi di burro e un paio di cucchiai di acqua e con la glassa ottenuta ricoprire interamente il dolce.


Buonissimo, vedrete!

sabato 22 gennaio 2011

Torta "cenerina"... forse di una "nonnina"...

Semplice, semplice, semplice...
Facile, facile, facile....
Veloce, veloce, veloce...
E se volete farvi pure aiutare, perchè no? Sarà divertente!
Io sbologno sempre lo "sgusciamento" di qualunque cosa a nipotini, amichetti, cuginastri e figliocci vari, avvolgendoli da capo a piedi in dei grossi grembiuli da combattimento.
E qui con i pistacchi c'è un bel da fare, fidatevi, specie per quanto riguarda quelli che non si vogliono mai aprire!!!


Ingredienti:
  • pesare 3 uova (con il guscio) e metterle da parte
  • burro in egual peso delle uova
  • cioccolato fondente in egual peso delle uova
  • zucchero a velo vanigliato in egual peso delle uova
  • 3 cucchiai di farina bianca
  • 3 cucchiai di mandorle tritate
  • pangrattato

Fondere sul fuoco il cioccolato insieme al burro.
Aggiungere la farina (e mescolare), lo zucchero (e mescolare), i pistacchi sgusciati, pelati e tritati finemente (e mescolare), i tuorli delle uova, uno alla volta (sempre mescolando) e infine gli albumi montati a neve fermissima.
Versare il composto ottenuto in una taglia, imburrata e cosparsa di pangrattato, quindi infornare in forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti.

Ed ecco pronta una merenda nutriente e genuina, alla faccia della famiglia del Mulino Bianco!!!

domenica 16 gennaio 2011

Assai "ardua"...anzichenò!

Sì, bene, e qui vi voglio...
Scovata ricetta anticha dettata dalla tradizione più "tradizionale" (se mi permettete il gioco di parole).
Già immagino le facce della maggior parte di voi quando leggeranno un ingrediente in particolare fra i tanti...
Prima che sputiate per terra dal disgusto (esagerate!) e prima che pensiate a me come a una pazza, ricordatevi che in cucina non ci sono limiti e le abitudini tramandate di generazione in generazione non si possono mandare all'aria o criticare così, tanto per, solo perchè magari non corrispondono alle nostre. Vi pare?
Per questo dolce in particolare noi oggi ci spostiamo in Emilia Romagna... Quindi, per chi fra voi mi segue e abita in questa meravigliosa Regione non ci saranno problemi. Per chi di voi non si scompone mai o è comunque pronta a sperimentare e a provare di tutto, nulla di che allarmarsi. Per quelle di voi, invece, che sono un po' più "sensibili" o schizzinose o forse legate esclusivamente ai gusti a cui sono abituate da anni, beh... nessuno vi obbliga, sia chiaro!
Sorrido, anche se non potete vedermi....


Ingredienti:

Per l'impasto della "torta":
  • 7 decilitri di latte
  • 330 grammi di sangue di maiale
  • 200 grammi di sapa o di miele (a vostra scelta)
  • 100 grammi di mandorle sgusciate
  • 100 grammi di zucchero
  • 80 grammi di pangrattato finissimo
  • 50 grammi di canditi (possono essere misti oppure di una singola frutta che vi piace)
  • 50 grammi di burro
  • 2 cucchiaini di spezie (un mix tra cannella, noce moscata, un pizzico di pepe e un pizzico di zenzero)
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • limone

Per la pasta di "pane":
  • 300 grammi di farina di frumento tipo "0"
  • acqua
  • sale

Tritare finemente le mandorle insieme con i canditi, precedentemente tagliati a pezzettini. Bagnare il trito con qualche cucchiaio di latte.
Mettere il latte sul fuoco con ammollo la buccia del limone tagliata a strisce. Una volta giunto a bollore levare la scorza di limone e lasciare bollire per dieci minuti. Unire il cioccolato a pezzettini e mescolare aiutandolo a sciogliersi del tutto. Quindi levare dal fuoco e lasciare raffreddare il latte al CIOCCOLATO.
Versare ora nel latte il sangue di maiale, passato prima al setaccio, e tutti gli altri ingredienti tenendo per ultimo il pangrattato (se per caso risultasse troppo lasciatene un po' da parte). Mettere il composto così ottenuto a cuocere a bagnomaria e mescolarlo spesso con un cucchiaio, in modo che non si attacchi. Sarà pronto quando mettendo il cucchiaio in piedi, al centro del composto, esso rimarrà dritto, senza che voi lo teniate. Se questo non avviene, aggiungere il pangrattato che avrete lasciato da parte.
Nel frattempo con la farina di frumento, l'acqua necessaria e un po' di sale preparate una pagnotta di pasta (come se doveste fare del pane per la famiglia). Una volta pronta (liscia e omogenea) stendete con un mattarello la pasta di pane e foderate con tale sfoglia una teglia, precedentemente unta di burro. Riempire tale sfoglia con l'impasto cotto a bagnomaria e infornare in forno caldo a 180 gradi fino a quando immerso uno stuzzicadenti nella pasta e nel ripieno esso tornerà fuori asciutto.

Diciamo che, a parte il sangue di maiale (a cui non siamo magari abituate), è una bella tortina, no?
Se vi impressiona ancora tanto, evitate di elencare gli ingredienti ai vostri amici o a chi offrirete il dolce... Se invece ve ne sbattete le balle o, ancora meglio, trovate il tutto molto normale perchè magari abituate a la carne (e la carne cotta al sangue) non vi turba maneggiare sangue puro nel fare una torta, ben venga.
E godetevi il risultato del vostro cucinare!!!
Ah... pure poetessa sono!