Visualizzazione post con etichetta zucchero semolato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zucchero semolato. Mostra tutti i post

giovedì 10 febbraio 2011

Ma un "goccetto", mai?

Ragazzuole mie!
E' tutto il giorno che vi trascuro, lo so, mea culpa, mea culpa, mea massima culpa!
Però ci sono un sacco di buoni motivi dalla mia che, però, non ho la possibilità di raccontarvi ora perchè devo nuovamente scappare!
Quindi, per farmi momentaneamente perdonare, ho deciso di regalarvi una piccola chicca, tratta sempre da uno dei miei libricini magici.... devo troppo essere stata un'alchimista in una vita passata!


Ingredienti:
  • 250 grammi di alcol a 90°
  • 250 grammi di cacao amaro
  • 1 kilo di zucchero semolato
  • 1 stecca di vaniglia
  • 1 litro di latte intero

Prendere una pentola e mettere sul fuoco il latte, lo zucchero, il cacao (precedentemente mescolati insieme a freddo) con metà della stecca di vaniglia.
Lasciare bollire il composto per 3 minuti soltanto, poi togliere la pentola dal fuoco e lasciare raffreddare.
Una volta freddo unire l'alcol e mescolare bene fino a quando si otterrà un liquido cremoso. Versarlo quindi in una bottiglia e chiuderla bene.
Il liquore sarà pronto per essere bevuto dopo una settimana di conservazione.

Sbronzatevi, donne!!!
Ora devo proprio scappare, a dopo!

domenica 6 febbraio 2011

Domenica è sempre domenica!

Com'è che faceva quella canzoncina??
...Domenica è sempre dome-ni-caaaaaaa....
Proprio così.
Il giorno in cui (quasi) tutti si riposano o partono presto per una piccola gita fuori città. Il giorno dove si "ricatta" amorevolmente qualcuno perchè ti porti la colazione a letto. Il giorno in cui hai tutto il tempo del mondo da dedicare a te stessa e alle cose che più ti piacciono (si spera), che ovviamente non siano le pulizie di casa, ti prego!!! Il giorno in cui ci si organizza per incontrarsi con amici che non si vedono da tempo o con i parenti, per un bel pranzetto all'insegna del: AIUTO! HO BISOGNO DI UN DIGESTIVO! L'unico giorno (forse) dove si riescono a convincere i mariti, i compagni e i fidanzati a fare un interminabile giro di negozi (con la solita scusa: GUARDIAMO SOLO LE VETRINE, GIURO!), ragionando già sul fatto che saranno loro, al ritorno, a portare i vari pacchi, pacchetti, borse e borsine. Il giorno in cui si decide si non alzarsi proprio dal letto, vivendo in pigiama, mangiando, leggendo e guardando vecchi film alla televisione. Il giorno in cui è più magico di sempre osservare i tuoi figli che giocano, magari insieme al papà, tutti sdraiati per terra sul tappeto o sulla moquette. Il giorno migliore, se sei piccola, per saltare sul lettone dei tuoi genitori, dando loro la sveglia e il tuo personale buongiorno.
Insomma, DOMENICA è sempre DOMENICA!
Almeno per la maggior parte di noi.
E proprio in questa domenica ci tengo a dare in benvenuto a tutte coloro che si sono aggregate dal BELGIO! Ciao, belle fanciulle!
In effetti, lo ammetto, in questo caso sono un po' di parte, visto che lì ci abitano i miei adorati cugini.... ma è ovvio che spero non siano solo loro a vagabondarsela fra i miei post, ma abbiano esteso l'invito agli amici.... e agli amici degli amici!!!
Detto questo, bando alle ciance e via col primo dolce di questa bellissima e assolatissima giornata! Il nome è: Pizza dolce di nonno Ernesto al cioccolato e l'autore si chiama Alfonso Iaccarino.


INGREDIENTI:
  • 800 grammi di amarene
  • 370 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di pasta frolla
  • 200 grammi di cioccolato fondente amaro
  • 6 tuorli
  • 2 albumi
  • 40 grammi di cacao in polvere
  • 8 centilitri di latte
  • burro e farina per lo stampo

Cuocere le amarene snocciolate con 250 grammi di zucchero per 20-30 minuti. Ovviamente non essendo stagione di amarene potete posticipare tale ricetta, attendendo la frutta necessaria, oppure, per quelle di voi che ne hanno avuto la possibilità, potete utilizzare quelle sciroppate preparate quest'estate e tenute in dispensa (così fa mia mamma). Altrimenti si possono comunque comprare (non fresche), se il dolce in questione vi attira.... Brave! Mai arrendersi!!!
Passata la mezz'ora porre tutto dentro un colino, appoggiarlo su di una ciotola e fare scendere tutto lo sciroppo ottenuto.
Stendere la pasta frolla (il mio solito consiglio è di farla voi stesse o al massimo di andarla a comprare da un pasticcere o un panettiere di fiducia. Solo non arrivate ad acquistare quella tenuta nel banco frigo dei supermercati, fra yogurt e formaggi!), ricavarne 6 dischetti e rivestire con essi 6 stampi da crostatina di 8-10 centimetri di diametro, che prima avrete imburrato e infarinato. Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno preriscaldato a 190 gradi per 5-10 minuti (il tempo varia dalla potenza e dal modello del vostro forno, comunque controllate spesso le crostatine).
Intanto, in un pentolino scaldare il latte con il CIOCCOLATO grattugiato, mescolando fino a che quest'ultimo non sarà completamente sciolto e ritirare dal fuoco.
Montare bene i tuorli con lo zucchero rimasto, unire il cacao e incorporare il cioccolato fuso, mescolando energicamente. Lasciare ora raffreddare.
Sbattere gli albumi a neve fermissima e aggiungerli delicatamente al composto.
Versare il tutto nei fondi di pasta frolla precedentemente cotti e cuocere nuovamente in forno ancora caldo a 190 gradi per altri 5-10 minuti o finchè il ripieno non risulterà ben rappreso.
Servire queste "pizzette dolci" calde, decorandole con la salsa di amarene preparata all'inizio e se ce l'avete a portata di mano uno spruzzo di zucchero a velo vanigliato.

Sì, non è velocissama, però è appunto una ricetta "domenicale", dove (sempre sperando) nessuno vi corre dietro.... e poi la bontà ripaga, ricordatevelo!!!

venerdì 4 febbraio 2011

Pancioccolato

Non vi sembra delizioso anche solo il nome?
Direi di sì...
Da rotolarcisi dentro!

Vi sto scrivendo dalla mia camera, sdraiata sul mio letto rotondo (troppo chic e troppo comodo!), osservando il mio spazio privato che sa di me, del mio profumo (Ipnotic, di Dior - mica pizza e fichi!), delle candele alla cannella, al CIOCCOLATO (ovviamente), ai chiodi di garofano e alla vaniglia. La carta da parati messa solo su una parete raffigura New York nei colori del rame, del fumè, dell'oro e di una tonalità fra il marrone scuro e il nero. Marilyn Monroe mi sorride da una quadro e da una piccola cassettiera dov'è stampata sopra una sua immagine su fondo nero lucido. Mancano ancora tutte le mensole che voglio e i vari specchi che devo ancora appendere, ma le due lampade da tavolo sono bellissime, nere e bianche e così l'armadio pitturato in avorio con degli inserti neri, rossi e oro. Le pareti sono un mix fra il carminio e il ciclamino e spicca la piccola chaise loungue con legno smaltato d'argento uguale al tessuto, dove si interseca un motivo floreale nero. Il tutto illuminato dalla lampada alogena a stelo messa a media intensità (odio la troppa luce, sono per gli ambienti in penombra).
Non so ancora bene dove piazzare tutte le mie scarpe e i miei stivali, ma nel complesso direi che è piuttosto carina...sì-sì!

E con questa bell'immagine come sfondo, vi abbandono con la seconda ricetta del giorno.


Ingredienti:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di burro
  • 6 uova
  • 125 grammi di zucchero
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di cioccolato fondente in scaglie
  • sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro.
In una terrina lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero, ottenendo così un composto chiaro e spumoso.
Sbattere a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli delicatamente alla crema di tuorli. Infine unire a filo il cioccolato fuso.
Dividere quindi l'impasto in due parti e metterne una in frigorifero.
Alla parte rimasta aggiungere il pangrattato e versarla in uno stampo foderato con carta da forno. Cuocere la torta in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Una volta pronta sfornare e sformare, lasciandola raffreddare su di una griglia o su di un tagliere.
Togliere dal frigo la parte di impasto conservata e spalmarla interamente sulla torta (che dovrà essere fredda!). Spolverizzare con il CACAO amaro e guarnire con le scaglie di cioccolato.

E dite se è poco!!!

giovedì 3 febbraio 2011

Tutti in Alaska!

Detto fatto sono tornata alla mia seconda casa....
Miiiii quant'è "incasinata" Roma!!!
Dopo un periodo in una piccola cittadina come Imperia (e con le settimane di malattia trascorse fra le mura di casa), tornare qua è stata una vera e propria immersione di folla! Specie scendendo a Termini e prendendo la metro per arrivare dove devi, chiaro!
Sono decisamente stanca... il viaggio in treno è sempre palloso e la posizione obbligatoria, incastrata fra quelli che ti stanno di fianco e quelli che ti stanno davanti è massacrante. O spendi un botto in treni più fashion, dove almeno riesci ad accavallare le gambe (senza "alzare" il tavolino con le ginocchia) e dove il gomito del vicino non ti è praticamente in grembo, oppure sei "costretta" a sentirti come un coniglio in gabbia, con tanto di borsoni e trolley disseminati nel corridoio, perchè guai a metterli sugli appositi porta bagagli... eh, no! Primo perchè pesano tantissimo e secondo, anche se ci riuscissero, ti guardano come a dire: dopo me la tiri giù tu la valigia??!
E intanto ti chiedi come mai tu ce l'hai fatta stare, senza dare fastidio a nessuno.
Comunque devo essere capitata in un vagone sfigato, di quelli aperti e non chiusi a scomparti, con persone che urlavano, russavano, puzzavano (ma perchè la gente non si lava???) e via dicendo. Una ha litigato con il suo fidanzato (al telefono) per tutta la durata del viaggio (sei ore!!!) concedendoci la grazia di due o tre pause brevi. Un altro ha continuato a magiare le cose più assurde e decisamente non consigliate durante un viaggio (dove non sei per i fatti tuoi nella tua macchina), spruzzando briciole e olio fritto ovunque. E altri due, ancora, che si sono accapigliati per la prenotazione del posto (fatta su Internet) perchè a quanto ho capito avevano entrambi il sedile numero 27 e si è solo chiarito dopo un'ora, una marea di insulti e l'arrivo del controllore che sì, il numero era lo stesso, peccato che fossero le carrozze a essere differenti! Ma non lo puoi leggere prima sul biglietto?! Non è mica scritto in sanscrito!!!
Insomma, un manicomio!
E ora eccomi qua... da una parte felice, soprattutto di cambiare aria e di riavere intorno i miei "coinqui", e dall'altra un po' "affaticata" mentalmente per tutto ciò che devo fare e mettere a posto. La mia camera (oltre a essere coperta di polvere ovunque) ha un aspetto strano. Non so, è buffo, ma mi dà la sensazione che non sia come quando l'ho lasciata... Forse lasciare un luogo, uno spazio tuo privato, per così tanti giorni ti porta a dovertici poi riabituare quando ti ci ritrovi... non lo so, non so bene come spiegarmi, so solo che è così che la vedo. Probabilmente perchè il viverci era senza dubbio diverso, poi per una come me, fissata con la pulizia, con i profumi, con l'ordine... e un po' come se adesso dovessi di nuovo organizzarla, di nuovo ripristinarla e visto che comunque oggi sono stanca di mio e ho ancora addosso gli strascichi del male fisico il tutto mi appare moltiplicato e in negativo. Ma sono certa che domani andrà meglio. Straccio, guanti, scopa, paletta, moccio e via di olio di gomito, spalancando porte e finestre. Senza contare che voglio darmi da fare con i lavori che ancora mancano... Appendere quadri e mensole, posizionare libri e altri oggettini vari, nonché appendere le ultime lampade.

Vabbé, è andata, ci dormirò sopra. Scusate il piccolo e ridicolo sfogo!


Ingredienti:
  • 600 millilitri di gelato al cioccolato
  • 600 millilitri di gelato alla crema
  • 90 grammi di cioccolato fondente
  • 1 disco di pan di Spagna al cioccolato (diametro 20 centimetri, spessore circa 2,5 centimetri)
  • 3 albumi
  • 175 grammi di zucchero semolato

Si dice (e così recita il libro da cui l'ho presa la prima volta) che questo dolce fosse un classico degli anni Settanta... perciò, diamoci sotto col "retrò"!


Versare il gelato al CIOCCOLATO in una terrina grande e ammorbidirlo bene con un cucchiaio di legno o una spatola da pasticcere (che se ce l'avete è pure più figa!).
Rivestire la parte interna di un'altra terrina con una pellicola trasparente, lasciandola fuoriuscire dai bordi. Versare il gelato lavorato in questa seconda terrina e stenderlo bene sia sulla base che sui lati di essa (guarda te cosa si inventavano le nostre madri!!!). Aggiungere il cioccolato fondente grattugiato, ricoprendo interamente il gelato.
Riempire ora la ciotola con il gelato alla crema e lisciarne la parte superiore con il cucchiaio. Coprire con la pellicola e mettere in freezer per tre ore.
Scaldare il forno a 200 gradi.
Montare gli albumi a neve ferma con lo sbattitore elettrico. Aggiungere poco alla volta lo zucchero. La neve alla fine dovrà risultare densa, lucida e liscia, come il preparato per fare le meringhe. Tenerla quindi da parte.
Adagiare il pan di Spagna su un pezzo di carta da forno e rovesciare su di esso (facendo bene attenzione) la "cupola di gelato, togliendo poi la pellicola trasparente.
Tagliare via con un coltello il bordo intorno della torta, lasciandone 2,5 centimetri intorno al gelato. Spalmare quindi la neve-meringa sul gelato e il bordo di pan di Spagna che resta libero, assicurandovi che la cupola sia interamente (e ben) coperta.
Infornare per circa 10 minuti, fino alla doratura della meringa.
Una volta pronta, servire immediatamente.

Per chi ha i genitori che se la vivacchiavano da baldi giovani in quegli anni pazzi: provate a fargliela come sorpresa e metteteli poi alla prova per vedere se la riconoscono!

sabato 29 gennaio 2011

Ebbene sì, una frittata...

Oggi si comincia alla grande!
Ho appena scoperto che alla nostra allegra combriccola si sono unite le dolci fanciulle della MALESIA! Proprio così, amiche... mi sto espandendo senza nemmeno accorgermene...che figata!!!
Quindi benvenute, ragazze, e mi raccomando non lasciateci più!
Cambiando argomento la mia gatta più piccola deve aver ingoiato qualcosa di strano che le è rimasto incastrato in gola, perchè continua a deglutire in modo anomalo, pulendosi il muso tutta storta, come se con la zampina potesse farsi uscire il corpo estraneo dalla bocca. Oppure potrebbe essere una lisca di pesce o roba simile... so che mi fa una tenerezza infinita. Fa un verso simile a quello di un vecchietto che scatarra per terra, tra una sigaretta e l'altra! Ho anche provato a guardarle le tonsille, sperando di vedere e beccare qualcosa, ma niente... ci vogliono la pila e gli strumenti del veterinario. Solo che quello che conosco io, dove ho portato l'altra a far sterilizzare, oggi non c'è. Così mi tocca aspettare il mio vicino di casa, che di sicuro ne conoscerà altri visto e considerato che è pieno di gatti anche lui.
Speriamo solo che non peggiori fra oggi e lunedì....

Nel frattempo alla tv, su Iris, stanno dando un vecchio film: L'ultimo dei grandi re. L'ho visto un paio di volte quando ero ragazzina e ricordo di essermi impallata un sacco con JARED LETO, lattore che interpreta il protagonista. Mi fa strano rivederlo ora, mi sembra così piccolo, così "infantile"... cioè, l'attore è uno bonazzo ancora oggi, super cool, ma adesso che io sono bella cresciutella il ruolo che ricopriva in questa pellicola mi fa solo sorridere (con tenerezza), anche perchè era lui stesso un pivello (anche se già super carino).
Comunque me lo rivedo volentieri stando qui a occuparmi di voi.

Per oggi ho pensato a qualcosa di "trasgressivo", preparatevi.
Non che una frittata in sé lo sia, chiaro, ma senza dubbio non è il primo "dolce" (visto che è quasi sempre salata) che viene in mente quando si parla di cioccolato, dico bene?
E magari molte di voi non l'hanno nemmeno mai associata alla nostra grande passione comune. Perciò sarà come provare qualcosa di VERAMENTE nuovo... Facendolo poi sperimentare a chi vi sta intorno... (questo tipo di novità sorprendono sempre positivamente i maschietti, fidatevi, specie quelli ghiotti delle frittate "comuni").
Non mi ricordo nemmeno più da dove ho ricavato la ricetta. Forse da una qualche rivista, sta di fatto che da quando ho provato a farla per la prima volta (curiosissima) poi non ho più smesso e quando io o miei amici hanno voglia di qualcosa di dolce, ma diverso dal solito... ecco qua che tiro fuori la padella e via col liscio!


Ingredienti:
  • 2 banane
  • 1 limone
  • 100 grammi di cioccolato bianco
  • 6 uova
  • 50 grammi di zucchero bianco
  • 40 grammi di burro

Sbucciare le banane e affettarle in rondelle sottilissime. Spremere metà del limone e irrorarle col succo ricavato.
Sbattere le uova con lo zucchero e la scorza di tutto il limone grattugiata. Quando saranno ben montate aggiungere il cioccolato fuso (sciolto precedentemente a bagnomaria) e colato a filo.
Sciogliere il burro in padella (senza farlo sfrigolare), unire le banane con il loro succo al composto di uova e, una volta amalgamato bene, versarlo in padella sul burro completamente sciolto.
Cuocere bene da entrambi i lati, aiutandovi a girare la frittata con il coperchio della padella.
Se volete proprio "svaccare" (come dice mia zia), una volta trasferita la frittata su di un piatto grande e lasciata intiepidire un attimo, potete spolverarla di zucchero a velo vanigliato oppure accompagnarla con un filo di sciroppo d'acero.

Beh, mi dispiace dirvelo, ma ci sono tutti i presupposti per un sabato pomeriggio da sballo, visto e considerato che piove, fa freddo e... di certo prima o poi vi verrà fame. No?

giovedì 27 gennaio 2011

E voi che tipo di mamma siete?

Lo so, strana domanda per introdurre la prima ricetta di oggi...
Eppure si sa, noi donne siamo brave coi bambini tanto quanto in cucina e viceversa. Ce l'abbiamo inside come dice sempre una mia amica.
So che ci sono ragazze e donne che non pensano di essere all'altezza di divenire madri, che hanno giustamente paura perchè, ammettiamolo, un figlio non è certo da paragonare a un qualche tipo di ciambellone che in un'ora e mezza è bello e pronto e non ci si deve più pensare! Specie se poi si tratta del primo figlio e quindi non si sa bene come comportarsi e quello che bisogna fare per agire il più correttamente possibile...
Così come (purtroppo) sappiamo bene che non tutte le donne e le ragazze, una volta divenute mamme si sentono legate alla creatura appena messa al mondo... Fin troppi casi vengono sviscerati attraverso la televisione e i quotidiani su neonati uccisi di proposito o abbandonati per la strada o venduti per raccimolare soldi o scambiati per una banalissima dose di una qualsiasi droga. Donne (e non solo) che non se la sentono di essere madri, che si detestano per ciò che è accaduto e di conseguenza trasferiscono questo "odio" sul bambino a cui hanno appena dato la vita, senza che lui ne abbia alcuna colpa. Donne che, pur essendo felici del frugoletto che stringono fra le mani, nel giro di poche settimane cadono nella classica depressione post-partum e invece di venirne fuori (aiutate anche dal proprio compagno, dai famigliari, dagli amici e, perchè no, da uno psicologo) precipitane sempre di più dentro un vortice che la risucchia, prosciugandole e trasformandole in un'altra persona. Una persona capace, in un raptus di follia, di cacciare giù dal balcone il suo bimbo di pochi mesi, perchè non smette di piangere, rimanendo del tutto impassibile o comunque distaccata dal gesto appena compiuto, quasi fosse l'unica soluzione possibile in quel momento. E, in alcuni casi, negando persino l'accaduto, non ricordandosi di averlo fatto.
Storie assurde e drammatiche capaci, ahimé, di rammentare che la realtà supera (sempre) di gran lunga la fantasia. Che non ci dobbiamo più stupire di nulla. E che purtroppo queste cose accadono tutti i giorni, nonostante alla tele ci continuino a propinare (da anni) l'allegra famiglia felice del Mulino Bianco e altri esempi simili.
Ma non è di questo che volevo arrivare a parlarvi.
Rivolgendomi a chi di voi ha dei figli, a chi sta per averne, a chi li desidera e li sta cercando, a chi li vorrebbe ma non trova la materia prima coi cui farli, a chi ci sta pensando perchè ancora non è sicura, a chi magari ha paura però si commuove (anche solo internamente) quando vede un determinato film che parla di questo o anche solo quando incontra per strada una mamma che coccola suo figlio...
A tutte voi, amiche, io chiedo questo: CHE TIPO DI MAMMA SIETE (O CREDETE DI ESSERE?)
Ci avete mai riflettuto?
La mia curiosità sorge spontanea dopo aver letto un certo articolo sulla rivista "A" di questa settimana.
Io, che appartengo alla categoria di quelle che lo vorrebbero sì un bimbo, ma non hanno sotto mano l'uomo "giusto" con cui farlo (e, personalmente parlando, all'idea di dovermi tenere anche il padre, al di là del figlio, il desiderio mi scema di brutto... perchè madre sì, ma moglie no, grazie!), leggendo di questo argomento mi sono sentita ispirata... e anche piuttosto incuriosita!
So che siete amanti della cucina, dei dolci e del CIOCCOLATO in particolare (altrimenti perchè visitare e iscrivervi al mio blog? Brave, continuate così!), ma vorrei sapere anche che tipo di "chioccia" vi sentite, visto e considerato che molte di voi che mi scrivono o con cui chatto su facebook sono soprattutto mamme.
Intanto precisiamo che il tutto deriva dal libro: L'inno di battaglia della madre tigre di Amy Chua, che spiega in cosa comporta un'educazione rigida alla cinese. L'autrice, americana di origini cinesi, insegna a Yale e ritiene (sorridendo) che le mamme occidentali siano troppo permissive con i figli. In una parola: RAMMOLLITE.
Partiamo, quindi, dall'analizzare le varie catergorie...
Poi sarete voi a trarre le giuste conclusioni per voi stesse.

LA MADRE TIGRE (riporto dall'articolo):
Ossia l'autrice del libro (...) quando la sua bambina di 7 anni non riesce a suonare il pianoforte le fa saltare i pasti, sequestra la casa delle bambole (...). Per le figlie la Madre Tigre sogna un futuro alla Condoleezza Rice. Loro, cui è vietato persino giocare a Shanghai, probabilmente escono di nascosto la notte, fumano nei bagni della scuola e copiano i compiti dalla vicina di banco. (...)

LA MADRE CANGURO (riporto dall'articolo):
Non potendo trascinarsi a zonzo i figli nella pancia (...) la Madre Canguro li allatta fino ai due anni: in tram, al ristorante (...). Con altre talebane del capezzolo si scambia consigli sul web e inorridisce alle news (...) che avvertono: i bebè che non provano cibi solidi entro i 6 mesi rischiano più allergie. Ma la Madre Canguro, rigorosissima, è spesso circondata da suocere o zie molto meno teutoniche, che offrono al bebè cucchiaiate di gelato al caffè, ovetti di Pasqua e marshmallows rosa confetto. (...) la Madre Canguro rinuncia volentieri al lavoro, non manda i figli alla scuola materna perchè teme le maestre come la peste. Non li manda in piscina, serbatoio di germi. Non è che sia fobica. E' accorta. (...)

LA MADRE RAGNO (riporto dall'articolo):
Informata e costantemente connessa. Lei sa tutto e vede tutto. (...) la Madre Ragno tesse la sua tela su Internet, dispensa consigli dal blog (...) L'apoteosi è raggiunta quando un femminile le offre la Rubrica Fissa. Qui racconta la sua interessantissima vita fra pannolini, iscrizioni scolastiche, vacanze esotiche per famiglie, promozioni sul campo (la Madre Ragno è fortunatamente in carriera e aggiorna il suo blog dal desk di lavoro). Sempre concentrata sui post, sui poke e sulla sua vasta community, la mamma aracnide non sente la bambina che piange, corregge i compiti dei figli via mail e quando il ragazzo ha un problema lo spedisce su Wikipedia (...) Sotto le lenzuola, preferibilmente twitta.

LA MADRE LABRADOR (riporto dall'articolo):
Solidale, generosa, pronta a dare una mano. E' la madre di tutte le battaglie, la professionista dei casi umani: bambini denutriti, mutilati, abbandonati. Dissipa il patrimonio famigliare finanziando ong in tutto il mondo. Adotta decine di piccoli a distanza (...) finanzia vaccinazioni. Per la Madre Labrador, anche i figli nascono naturalmente innocenti, alla Rousseau. E da buoni selvaggi devono sperimentare da soli le conseguenze dei propri errori (...). rafforzando a tal punto l'autostima dei figli, nel corso della storia le Madri Labrador più fortunate hanno generato capi di Stato e grandi leader di partito.

LA MADRE APE REGINA (riporto dall'articolo):
Si riproduce generosamente per assicurare la sopravvivenza della specie. (...) l'importante è organizzarsi. Naturalmente slow food, la Madre Aper Regina è ambientalista perchè si sente minacciata dall'inquinamento e, a differenza della sua omologa animale, è pure molto Operaia. (...) usa pannolini ecologici da lavare ogni volta (...) fa pagnotte in casa col lievito madre, organizza gruppi di acquisto bio-solidale, fabbrica il sapone a domicilio. Iscrive i bambini alla scuola steineriana a dieci chilometri di distanza, se il bilancio lo permette, perchè desidera che crescano uomini liberi. Rifugge dagli antibiotici, ha una fede incrollabile per l'omeopatia. Prima o poi i suoi figli si ingozzeranno furtivamente di merendine e ciclosporine, si faranno il piercing alla lingua, tatueranno l'inguine e organizzeranno feste alcoliche tra minorenni. Ma questo accade a tutte le Madri, meglio saperlo in anticipo.

Capito l'antifona?
Bene, brave.
Ora, io non so voi che tipologia di madri siate o vogliate diventare... sta di fatto che il seguente dolce è dedicato alla forza con cui affrontate ogni nuovo giorno e all'amore con cui accudite la vostra prole, stringato o eccessivo che sia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • 25 grammi di lievito di birra
  • latte fresco
  • 75 grammi di burro
  • 3 tuorli
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • rum
  • sale

Per la copertura:
  • 2 cucchiai di caffé forte
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di cioccolato bianco

Sbriciolare il quadratino di lievito di birra e scioglierlo in due cucchiai di latte caldo. Aggiungere quattro cucchiai di farina, mescolare bene e lasciare lievitare in un luogo tiepido per almeno un'ora e mezza (possibilmente coprendo la ciotola con un panno).
In una casseruola sciogliere il burro (evitando di farlo sfrigolare) e incorporare i tuorli, uno alla volta. Unire ora lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata del limone. Amalgamare bene, dopo di che incorporare la pastella lievitata messa precedentemente da parte, aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaio di rum. Lavorare il tutto senza sosta fino a ottenere un impasto dalla consistenza elastica.
Imburrare e infarinare uno stampo per Kugelhupf (dolce tipico della tradizione Mitteleuropea. Il nome deriva forse dalla sua forma particolare che ricorda i cappucci dei frati) o (per quelle di voi che ne sono sprovviste) un normalissimo stampo a cupola e versare al suo interno il composto, fino a mezza altezza. Lasciare quindi lievitare ancora il tempo necessario all'impasto per raggiungere l'orlo del recipiente (accadrà più velocemente se l'avrete lavorate bene).
Una volta lievitato infornarlo in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per un'ora, dopo la quale togliere il dolce dal forno, sformare dallo stampo e lasciare raffreddare su di un piatto da portata.
Preparare intanto la glassa stemperando lo zucchero a velo nel caffè, versandola poi sul dolce e cospargendola con il cioccolato bianco ridotto in granella.
C'è anche chi scioglie il cioccolato a bagnomaria unendo poi lo zucchero e il caffè, cospargendo il kugelhupf con la crema ottenuta.
A voi la scelta.

E a voi, belle mamme, il mio più sentito affetto!
Forza e coraggio, che solo chi ci passa e lo fa amando può comprendere....

mercoledì 26 gennaio 2011

Diplomatiche mini o mini diplomatiche?

A volte, l'amore assomiglia a un uovo di Pasqua: una sorpresa rivestita di rassicurante cioccolato!
                                                                                                  Anonimo


Oggi mi sono svegliata felice (a parte il freddo e il sonno) e la felicità è andata aumentando durante la mattinata...
Il primo strato di contentezza è derivato da un sogno fatto stannotte, con protagonista un ragazzo sconosciuto, ma molto, moooolto interessante... e insieme a lui ne combinavo di tutti i colori, sentendomi realmente benissimo!
Il secondo strato è arrivato come una vampata di rossore quando ho letto un messaggino su Facebook mandatomi da una persona "speciele"...iiiiihihihihi!
E infine, il terzo strato me l'ha regalato mio cugino Stefano, dandomi la fresca notizia che lui e sua moglie Silvia sono in attesa del primo bambino!
Che meraviglia! Specie poi se magari lo stavano cercando...

Comunque non c'è che dire, mattinata intensa di emozioni!

E, a proposito di "strati", mi appresto a rendere felici anche voi tutte, mie care donne (sempre nei limiti del possibile, certo)!


Ingredienti:

Per le diplomatiche:
  • 1/2 kilo di pan di Spagna
  • 220 grammi di cioccolato al latte
  • 180 grammi di cioccolato fondente
  • 300 millilitri di panna fresca
  • 4 uova
  • 240 grammi di zucchero semolato
  • 4 fogli di gelatina
  • 100 millilitri di rum

Per la decorazione:
  • zucchero a velo
  • cioccolato al latte

In due scodelle separate fondere i due cioccolati a bagnomaria.
Montare due uova intere più due tuorli con lo zucchero, fino a ottenere il classico composto chiaro e spumoso.
Fare ammorbidire in acqua fredda i fogli di gelatina per dieci minuti, poi toglierli dall'acqua, strizzarli, dividerli in parti uguali e aggiungere ai due cioccolati (sempre tenuti separati fra di loro).
Montare bene la panna, dividerla in due parti e unirle ai due CIOCCOLATI.
Fare lo stesso con le uova sbattute con lo zucchero, dividendo il composto in due e versare ogni parte nelle due scodelle, ottenendo così due creme distinte.
Tagliare il pan di Spagna ricavando delle strisce lunghe e rettangolari e bagnarle con il rum (al quale avrete aggiunto due o tre cucchiai d'acqua).
Spalmare su un primo strato una delle due creme di cioccolato, ricoprire con il pan di Spagna, quindi stendere l'altra crema e terminare con altro pan di Spagna.
Fare riposare e rapprendere in frigorifero per almeno tre ore e servire il dolce tagliato a bocconcini quadrati (ossia mini-diplomatiche), ricordandosi di decorare con una pioggia di zucchero a velo e il cioccolato al latte grattugiato.

Carine, vero?
Soprattutto buone!

lunedì 24 gennaio 2011

Salame, salame e ancora salame!

Ebbene sì, lo ammetto e ve tocca (anche se non vi và): oggi ce l'ho con i rotoli e coi salami, perciò praparatevi!
Naaaa... non è mancanza di "qualcosa", brutte, stregacce, maliziose!!!
Oddio, se magari mi capitasse di incontrare un medico che, oltre ad essere bravo, sia anche bello, perchè buttarlo via? Per ora non è ancora capitato (e sì che ne ho visti da Natale a oggi!).
Pazienza. Mi devo accontentare di quelli di CIOCCOLATO!
E ben vengano!


INGREDIENTI:
  • 150 grammi di burro
  • 120 grammi di cacao amaro
  • 250 grammi di zucchero
  • 100 grammi di amaretti
  • 1 bicchierino di amaretto di saronno
  • 2 uova

Lavorare il burro ammorbidito con una spatola fino a ridurlo a una crema.
Unire lo zucchero a cucchiaiate, mescolando dopo ogni cucchiaiata.
A questo punto aggiungere un uovo più un tuorlo, amalgamando con cura.
Incorporare il cacao setacciato e gli amaretti ridotti in poltiglia, bagnati precedentemente con il liquore all'amaretto.
Ora incorporare l'albume tenuto da parte e montato a neve ben ferma.
Dare al composto la forma di un salame e avvolgerlo in un foglio di alluminio.
Mettere il salame in frigo per almeno quattro ore, dopo le quali tirarlo fuori, tagliarlo a fette e servirlo.

Da aggiungere al rotolo precedente, dandovi alla pazza gioia!!!

domenica 23 gennaio 2011

Barbagliata di Milano

Un'altra notte in bianco, amiche... che due palle!
Con tanto di colichetta al seguito, giusto per non farsi mancare nulla!
Da una parte mi dicono che lentamente sto migliorando... dall'altra so anche che è normale con tutte le cose che sto prendendo per guarire che ci sia un rivoluzionamento dell'organismo con tanto di "peggioramento" momentaneo, perchè paradossalmente condurrà ad una disinfiammazione completa.
Non avessi la pazienza che ho di carattere mi sarei già arrampicata sui muri!
Mamma, poverina, non sa più cosa fare e cosa inventarsi di cibo da darmi, idem mia nonna, che dopo aver tirato fuori tutte le opzioni e i rimedi (risalenti all'anteguerra!) ormai appena mi vede si attacca al suo rosario e inizia a pregare...!
E io, intanto, qua a "soffrire" in silenzio, mentre vi elargisco parole e azioni a dir poco succulente!!!
Brave, brave, ridacchiate pure alle mie spalle!


INGREDIENTI:
  • 120 grammi di cacao
  • 7,5 decilitri di latte
  • 1 stecca di vaniglia
  • 100 grammi di zucchero
  • 4 tuorli

Versare in latte in una casseruola, con dentro la stecca di vaniglia e portare a ebollizione.
In un'altra casseruola, lavorare a spuma i tuorli delle uova con lo zucchero.
Incorporare il cacao e dopo il latte versato a filo, eliminando la stecca di vaniglia. Riportare il composto sul fuoco, a fiamma dolce, mescolando per almeno quindici minuti, fino a ottenere una crema densa.
A questo punto togliere dal fuoco, versare la "barbagliata" in delle tazze e servire bollente.
Volendo si può aromatizzare con del Marsala.


Sapere com'è, con la scusa del freddo e della mancanza di coccole (solita in noi donne, che si voglia fare le dure o meno)... questo e altro!

mercoledì 19 gennaio 2011

Torrone noccioloso

E vissero felici e fondenti....
                                                                       Anonimo



Troppo carina, vero? Ih!

Tornando a noi, ragazze, oggi sono un po' così-così, pensierosa. Sta succedendo una cosa molto importante a uno dei miei migliori amici, quindi ho la testa altrove, scusatemi...
So che non posso abbandonarvi, questo no, mai, ma non mi sento di chiacchiarare come al solito... Non mi sento di raccontarvi qualcosa di me o delle mie giornate, come faccio prima di snocciolarvi ogni ricetta...
Mi perdonate, vero?
Grazie, sapevo che avreste capito!


INGREDIENTI:
  • 800 grammi di nocciole
  • 400 grammi di zucchero semolato
  • 300 grammi di miele
  • 200 grammi di cioccolato al latte alle nocciole
  • 70 grammi di cioccolato fondente
  • 3 albumi
  • 2 fogli di ostie

Versare in una casseruola 40 grammi di zucchero e 40 millilitri d'acqua. Mettere la pentola sul fuoco e lasciare sciroppare.
Prendere i due tipi di cioccolato tritarli insieme e farli scioglire a bagnomaria.
Porre il miele in un secondo pentolino e portarlo sul fuoco, sempre mescolando, fino a quando, tuffandone una goccia in un bicchiere d'acqua, il miele si cristallizzerà.
Montare gli albumi a bagnomaria.
Fare caramellare lo zucchero rimasto in un pentolino con 1/2 bicchiere d'acqua e unirlo al miele. Unire anche gli albumi, poi il cioccolato e le nocciole pelate e tostate.
Ricoprire il fondo di una placca da forno con le ostie e versarvi dentro il composto, livellandolo. Ricoprire con la seconda ostia e pressare con una seconda teglia, dando quindi uno spessore di 1,5 centimetri all'impasto.
Lasciare indurire il torrone e tagliare a quadratini, a rettangoli o come più vi piace, prima di servire.

Buon torrone a tutte!

lunedì 17 gennaio 2011

Biscotti cioccolato bianco e nocciole

La vita senza cioccolato è come vivere essendosi scordati qualcosa di importante.
                                     Marcia Colman Morton & Frederic Morton



Mmmm...biscotti... o "bicotti", come dicevo da piccolissima...
Spesso ce ne dimentichiamo un po', perchè siamo più propense alle torte, ai dolci a cucchiaio, a cose o più veloci nella loro realizzazione o meno "impegnative", o che comunque conosciamo e siamo diventate brave a fare... Cioè, diciamolo, non sempre si ha voglia di star lì a impastare la frolla e poi aspettare che si indurisca in frigo, con l'idea che dovremo mettere mano al mattarello e stenderla, sperando che sia venuta bene, nè troppo "molla" nè troppo asciutta... insomma, una barba!
Le nonne sono un pelo più brave, bisogna ammetterlo. Al di là dell'essere in pensione e quindi dell'avere più tempo e più calma per affrontare le cose, hanno in sè quel qualcosa in più che rende tutto più buono... più facile... più riuscito... più "nonnesco". E' vero?
Da piccola a me piaceva molto starla a guardare mentre mi preparava i suoi vari biscotti, e che gioia quando mi chiedeva di aiutarla, insegnandomi passo passo il da farsi e come farlo al meglio... Adesso, devo ammettere che quando mi metto a cucinare (dolci soprattutto) opto quasi sempre per una torta o per le varie cosucce che vi ho già scritto sul blog... I biscotti, per quanto deliziosi (e direi essenziali nel te del pomeriggio! Oppure in quello della mattina) sono effettivamente più "complicati" e ti scema un po' la voglia al solo pensare alla trafila da fare che necessitano...
Ma oggi voglio chiedere scusa a tutti loro!
E voglio mettermi di impegno, insieme a voi, per prepararne alcuni davvero interessanti....

Ingredienti:

Per la pasta:
  • 125 grammi di burro
  • 125 grammi di zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • 155 grammi di farina tipo "00"
  • 110 grammi di farina di mais fine
  • 50 grammi di cioccolato bianco
  • bicarbonato
  • 20 nocciole del Piemonte (o quelle che avete...)

Lavorare il burro con lo zucchero, incorporare i tuorli e le due farine setacciate, unendo un pizzico di bicarbonato. Rendere la pasta omogenea e appiattirla su un foglio di carta da forno. Richiudere l'impasto con una pellicola e fare riposare in frigo per un'ora.
Una volta trascorso il tempo unire alla pasta il cioccolato tritato, impastandola nuovamente.
Stendere la pasta con il mattarello dopo averla fatta rapprendere in frigo per un'altra mezz'ora. Poi tirarla fuori e con un coppapasta ritagliare delle forme ovali, ponendo al centro di ognuna 1 nocciola.
Se avanza della pasta (dipende se le vostre formine ovali sono più o meno piccole) amalgamatela di nuovo e formate delle striscioline con le mani, che andrete ad adagiare (tipo anello) intorno alla nocciola depositata sul biscotto, schiacciando appena in modo per i due pezzi di pasta rimangano attaccati, intrappolando così la nocciola nel mezzo.
Infornare su una teglia foderata con carta da forno per circa 20 minuti a 170 gradi.

Beh, se non altro i vostri bimbi o i vostri fratellini e sorelline ne saranno entusiasti!

Con cosa condire un torta troppo "normale"?

Gli uomini sono come i cioccolatini. All'inizio sono tutti dolcissimi, ma poi salta sempre fuori un retrogusto amaro. Per fortuna ci sono anche quelli affidabili come i gianduiotti: non deludo neanche dopo una scorpacciata.
                                                                                    di Tina Grube



Hallo, balde giovinette!
Eccomi qui con una nuova salsina pronta per voi...
Vale il discorso dell'altro giorno, ricordate? Quello che anche una salsa ha il suo perchè, e non è detto che debba sempre e solo "accompagnare" un dolce più importante di lei... ma, anzi, si può benissimo gustare anche da sola, e che scorpacciate!!!
Comunque sia, questa di oggi in particolare, oltre a gustarla a cucchiaiate, si può utilizzare per dare la vita a qualcosa di "morto" (o anche a qualcuno, per carità). La si potrebbe chiamare Salsa Frankestein! Se afferrate l'analogia....

E la cuciniamo dedicandola al mio amicicicio Samu... io e lui sappiamo perchè!


INGREDIENTI:
  • 100 millilitri di latte fresco
  • 100 millilitri di panna fresca
  • 100 grammi di cioccolato extrafondente
  • 1 cucchiaio di zucchero bianco
  • 1 peperoncino rosso secco
  • 1 stecca di cannella
  • 2 chiodi di garofano

Scaldare appena il latte e unire lo zucchero, il peperoncino e la cannella spezzettati, più i chiodi di garofano e lasciare in infusione per quattro ore, dopo di che filtrare.
Scaldare nuovamente il latte insieme alla panna e dopo poco unirvi il cioccolato triturato, facendolo sciogliere per bene.
Lasciare raffreddare la cremima ottenuta e utilizzarla come salsa di accompagnamento per dolci... Ma anche come CIOCCOLATA da bere in tazze da tè o da degustare in bicchierini da "cicchetto"...

Alla faccia di chi ci vuole male!!!

venerdì 14 gennaio 2011

Piccolo tiramisù alternativo...

E qui vi voglio, ragazzuole!
Per chi ama il tiramisù e tutti i suoi "simili", ossia i dolci a strati (a cui si possono variare quantità e ingredinti), questo è il vostro post!
Anche perchè, ammettiamolo, bisogna uscire dal solito seminato!
E poi usare il rosolio non vi riporta un po' bambine? Non richiama alla mente situazioni e pomeriggi "casalinghi", passati magari a farsi viziare dalla nonna o dalla zia?
Perciò adesso vi propongo di preparare 'sta "cosetta" veloce e di servirla a nonne e zie, giusto per ripagarle dei vizi, o per provare ad ammorbidirle un po' (per coloro che si ritrovano delle Signorine Rotthermaier in famiglia!!!).


Ingredienti:
  • 100 grammi di pan di Spagna
  • 100 grammi di cioccolato fondente (oppure al latte o anche bianco)
  • 50 grammi di burro
  • 40 grammi di zucchero bianco
  • 50 grammi di rosolio

Tagliare a fettine il pan di Spagna.
Grattare la cioccolata. Fare sciogliere il burro a bagnomaria in una casseruola, dove aggiungerete lo zucchero e il CIOCCOLATO grattugiato, lavorando il composto con un cucchiaio di legno fino a quando non sarà sciolto tutto. 
Versare il rosolio in un piatto fondo e immergere in esso, una alla volta, le fettine di pan di Spagna, riempiendo con queste uno stampo a scelta (bagnato precedentemente con del rosolio), alternando la crema di cioccolata alle fette imbevute.

Non vi dico quanto sia buono e quanto sia DOLCE!!!
Ma i vostri bimbi (o i vostri fratellini e sorelline) vi adoreranno!

Budinotto pane e cioccolato

Che tenera...
La ricetta inizia recitando così: ...E' un budino da famiglia; non aspettate quindi di sentire cosa squisita...
Ahahahah! Ma chi lo dice che le cose preparate in casa, con ingredienti semplici e comuni, per il "bene" (e la fame) di tutta la famiglia, non siano cose buone, per non dire squisite??? ANZI! Spesso è proprio il contrario! No?

INGREDIENTI:
  • 100 grammi di pane avanzato (possibilmente di quello fine, comune, bianco, oppure integrale ma non "amaro")
  • 70 grammi di zucchero bianco
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • 20 grammi di burro
  • 4 decilitri di latte intero
  • 3 uova
  • cannella
  • noce moscata

Versare il latte bollente sul pane tagliato a fette sottili, dentro una terrina. Dopo due o tre ore passatelo in un passaverdure o schiacciapatate o in un qualsiasi altro "aggeggio" che lo trasformi in un impasto unito. Dopo metterlo sul fuoco, in una casseruola, aggiungendo lo zucchero, il burro e il cioccolato grattugiato.
Girare spesso il composto e farlo bollire per una buona mezz'ora, poi lasciarlo raffreddare.
Unire solo quando è freddo le uova, mettendo prima i rossi (uno alla volta) e quindi gli albumi montati a neve, mezzo cucchiaino di cannella e due pizzichi di noce moscata.
Cuocere l'impasto ottenuto a bagnomaria in uno stampo liscio, unto di burro, fino a quando risulterà ben compatto e non troppo bagnato all'interno (verificare infilando un coltello). Servirlo freddo.

E' già buono così, ma se si vuole aggiungere quel qualcosa in più lo si può accompagnare con della crema Chantilly o della semplice panna montata.

Buona scorpacciata familiare!!!

lunedì 10 gennaio 2011

Soufflè patate e cioccolata

Sorelle!
(e anche fratelli, se ci sono...)
Stamattina sveglia "all'alba" e analisi, poi di corsa a casa, mangiare qualcosina e mò mi tocca bere una bottiglia d'acqua (senza poi poter andare a fare la pipì) prima di recarmi in clinica per l'ecografia...
Ma chi se li inventa sti esami???!
E poi che palle il fatto di non poter mangiare nulla prima che ti levino il sangue! Cioè, una si sveglia, già debole di suo per lo stato di salute e per la dieta che sta facendo e non può manco concedersi un cucchiaino di miele nel tè, prima di uscire e andarsi a "bucare"! Eh, no, altrimenti lo zucchero appena introdotto và subito in circolo e il sangue lo rivela e viene fuori che hai la glicemia alta quando magari non è vero!
Che due palle! e poi ti inculcano fin dai tempi delle medie che la colazione è il pasto più importante della giornata e bisogna darci dentro da quando posi i piedi a terra, appena scesa dal letto.
Dire che stavo su dritta per miracolo è dire poco!
Insomma, a me non viene fame dopo aver fatto tutto l'ambaradan! Anzi, mi si chiude lo stomaco fra lacci emostatici, fialette, aghi, odore di disinfettante...

Ehh....quanta "pasiensa", come dice il mio cuginetto Gughi!

Oltrettutto mai che ti capitassero dottori fighi, ci avete fatto caso?
Nada. Bravi, professionali, competenti (grazie a Dio!) ma alquanto cessi oppure decrepiti! Voglio dire: non che pretenda George Cloony in ER, o Clive Owen in Amore senza confini o i neolaureandi Kevin Bacon e William Baldwin in Linea Mortale..... PERO', UN MINIMO!!!
Dico male?
Anche solo per potersi distrarre un attimino dal fatto che ti stanno palpando tutta e schiacciando e spingendo le dita nella carne fin su nei pensieri!
No, niente, i begli uomini indossano il camice bianco solo nei film, porca zozza! Oppure sono io che sono talmente sfigata da non averne incontrato nemmeno uno, non so...!
Voi siete state più fortunate di me? Immagino di sì.
E magari qualcuna di voi se lo sarà anche sposato il bel dottore di turno.... Brava, brava, brava!
Non so mica se ti meriti la ricetta seguente, visto quanto culo hai già avuto nella tua vita!

Ingredienti:
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 80 grammi di farina di patate
  • 80 grammi di cioccolato fondente 
  • 30 grammi di burro
  • 4 decilitri di latte
  • 3 uova
  • rum


Sciogliere su fuoco il burro con il cioccolato. Una volta fusi unire la farina di patate e il latte caldo a filo. Non smettere di mescolare e aggiungere anche lo zucchero.
Una volta cotta la farina e omogeneizzato il composto, lasciarlo raffreddare.
Unire quindi una cucchiaiata di rum e le uova: prima i tuorli e poi gli albumi montati a neve (se ci scappa un albume in più il soufflè viene pure meglio, ricordatevelo).
Ungere ora col burro uno stampo da soufflè (pensate che sulla ricetta c'è scritto che potete adagiare l'impasto anche su di un vassoietto resistente al calore e lasciarlo "lievitare" sul fuoco... vedete voi quale tecnica vi sembra migliore), versarci il composto, metterlo in forno a 160-170 gradi e lasciare semplicemente che si gonfi bene.
Una volta pronto, servirlo caldo e, a chi piace ABBONDARE, con del cioccolato grattato sopra, in modo che si sciolga da solo al contatto con la superficie, tipo lo sciroppo sul gelato.

Cioè, capito cosa vi scrivo, nonostante le mie condizioni???
TZS....

mercoledì 5 gennaio 2011

Muffin basilico-ciocco

Sfogliando distrattamente TV Sorrisi e Canzoni di una o due settimane fa, mi sono imbattuta in qualcosa di niente male davvero...
Diciamo che (oltre al cioccolato) la mia attenzione è stata catturata dalla parola: basilico.
Sì, proprio così, basilico.
E, al di là del fatto che io adoro il basilico, si sa che la mia Terra è una delle patrie di tale pianta (se mai ce ne fossero molte altre), no? Basti pensare al pesto, conosciuto (credo) in tutto il mondo.
Beh, oggi useremo il basilico per cucinare dei dolcetti e vedrete che ci sarà da leccarsi i baffi!
Lasciatemi però ringraziare coloro che l'hanno inventata: Morgana e Andrea, due ragazzi che fanno i parrucchieri di professione a Solbiate Arno (VA) e sono troppo "avanti"! Spero solo che possano perdonarmi per aver osato riportare qui di seguito il loro operato...
Grazie mille!

Ingredienti:
  • 180 grammi di farina "00"
  • 170 grammi di zucchero semolato
  • 3 uova
  • 150 grammi di burro
  • 10 grammi di cioccolato fondente
  • 50 millilitri di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere
  • 1 manciata di basilico fresco (20 foglie circa)
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • sale

Sciogliere il CIOCCOLATO con il burro a bagnomaria. In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la farina setacciata, dopo di che la crema di CIOCCOLATO e burro fusi e un pizzico di sale. Unire poi il cacao, il latte, il pepe e il basilico tritato. Incorporare delicatamente il lievito e il bicarbonato.
Versare il composto così ottenuto in degli stampini imburrati e infarinati (vanno benissimo anche quelli in silicone). Mettere a cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa venti minuti.
Una volta cotti i muffin sfornarli e lasciarli raffreddare (c'è a chi piacciono caldi, però), dopo di che sformarli e radunarli su di un piatto o su un vassoio.
Servire adornati con foglie di basilico.

Non è sfiziosa? Specie per chi, come me, è sempre alla ricerca di sapori originali!

Pavé alla cannella glassato al latte

Ma vieeeeeeeeni!!!
Al nosto gruppo si è aggiunta anche la Danimarca!!!
Sono troppo contenta, sul serio! Si tratta del Paese del mio amore immaginario...: il Principe AMLETO!
Mi sono innamorata la prima volta che ho letto il poema di Shakespeare e da lì è stato un susseguirsi di testi ricercati, di libri, di film, di opere teatrali, tutto! A costo di imparare la storia quasi a memoria...
...Potrei chiudermi in un guscio di noce e dirmi re di uno spazio infinito...
Perciò, benvenute di cuore, donne del magico Nord, avete rallegrato un po' la mia giornata, iniziata non proprio allegramente con le analisi del sangue che mi aspettavano all'alba delle otto!
E voglio quindi rendervi grazie in modo speciale, se me lo permettete (a patto di continuare a venirmi a trovare!!!)

Ingredienti:

Per il pavé:
  • 250 grammi di farina bianca
  • 250 grammi di zucchero
  • 250 millilitri di latte intero
  • 125 grammi di burro
  • 1 cucciaio di cannella in polvere
  • 1 bustina di lievito chimico
  • 2 uova
  • sale

Per la glassa:
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • 30 millilitri di panna fresca

Prendere una terrina e versarci dentro la farina setacciata insieme con il lievito e la cannella, unendo poi lo zucchero. Sbattere le uova insieme al latte e un pizzico di sale e versarli al centro della terrina, lavorando velocemente con un cucchiaio di legno. Incorporare quindi il burro fuso a filo.
Versare l'impasto ottenuto in uno stampo largo (preferibilmente rettangolare) imburrato e infarinato (o foderato dalla nostra amica carta da forno). Infornare a 180 gradi in forno già caldo per almeno trenta minuti. Una volta cotto il Pavé lasciarlo intiepidire bene prima di sformarlo.
Sciogliere il cioccolato a pezzi a bagnomaria e farlo intiepidire. Unirvi, mescolando, la panna precedentemente montata, così che si rapprenda un po'.
Sformare quindi il dolce, tagliarlo a mattoncini e ricoprirli con la glassa preparata. Fare rapprendere quest'ultima e spolverare a piacere con della cannella.

Buono, eh?
Già... Mica come la minestrina che aspetta la sottoscritta!

martedì 4 gennaio 2011

Torta di albicocche con fonduta di cioccolato

Ho la camomilla che mi esce dalle orecchie!
Santa piantina che tutto cura... (ed è vero, provare per credere!)
La prendo da sola, la metto nelle tisane, piglio i granuli sotto la lingua... la mia pancia non è che ha tutte ste ragioni per continuare a lamentarsi, eh!
Mamma sta ridendo di queste mie riflessioni, mentre si mangiucchia fichi secchi e albicocche disidratate (lei che può!), facendomi venire così in mente che c'è da qualche parte una ricettina inerente e davvero niente male!

Ingredienti:

Per la torta:
  • 310 grammi di farina "00"
  • 250 millilitri di succo d'arancia (spremuta fresca, mi raccomando)
  • 250 grammi di burro
  • 250 grammi di zucchero bianco
  • 200 grammi di albicocche secche (figuriamoci se non ve ne hanno regalate un po', dentro qualche cestino di Natale!)
  • 100 grammi di pinoli
  • 2 arance non trattate
  • 3 uova
  • 3/4 di bustina di lievito

Per decorare:
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 5 cucchiai di panna fresca

Tostare i pinoli in forno per qualche minuto, poi tritarli grossolanamente.
Montare il burro ammorbidito con lo zucchero e la scorza grattugiata delle due arance.
Unire le uova, una alla volta, sempre sbattendo, dopo di che incorporare la farina setacciata con il lievito, facendolo con un cucchiaio di legno o una spatola di gomma.
Aggiungere i pinoli, le albicocche tritate e il succo d'arancia.
Versare il composto in uno stampo capiente, foderato di carta forno (imburrata, mi raccomando) e livellarne la superficie. Infornare per un'ora e venti minuti a 175 gradi. Lasciare riposare per quindici minuti, una volta fuori dal forno, e sformare.
Fare fondere il CIOCCOLATO insieme con la panna a bagnomaria e versarlo caldo sulle fette della torta, subito prima di servirle.

Oddio... non ci posso pensare...
A me che spettano patate lesse per cena!
Ma si può???!
No!

venerdì 31 dicembre 2010

Soufflè di benvenuto!

Ragazze, non ci credo!
Si è unito a noi anche il Cile!!!
Fantastico!
Bisogna festeggiare, non c'è altro da dire....!
Qui da me hanno già cominciato a lanciare petardi a destra e a manca, specie lungo la strada privata che comprende casa mia e altre cinque villette (stronzi-ragazzini-rompicoglioni!). C'è anche gente che strombazza con i clacson, in lontananza, manco ci fossero i Mondiali di calcio e noi stessimo giocando la finale!!!
Per carità, invidio in modo sano e palese chiunque di voi stasera potrà festeggiare degnamente, essendo felice di farlo. Per quanto mi riguarda non sono una che bada più di tanto alle festività. In più metteteci le mie condizioni di salute... e vedrete che ci sono tutti i presupposti per essere stanca, nervosa, irritabile e disfattista, mentre il mondo fuori esulta!
Ma potrei decidere di migliorare da qui a mezzanotte...
Quindi non perdiamoci in ciance e mettiamoci a pensare a cose più importanti, come dare il benvenuto alle nostre amiche cilene.

INGREDIENTI:
  • 30 grammi di burro
  • 60 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 40 centilitri di latte
  • 25 centilitri di panna da montare
  • 30 grammi di farina
  • 1 cucchiaio di grappa alla pera (se vi manca va bene qualsiasi grappa fruttata, che però sia più dolciastra che secca)
  • 4 uova
  • 1 grande pera William
  • 1 limone

Spennellare di burro fuso 6 stampini da soufflè, quindi spolverizzarli di zucchero e riporli in frigorifero.
Fare sciogliere il cioccolato a bagnomaria, regolando la fiamma al minimo. Quando sarà fuso incorporare il latte, la panna, la farina e la grappa. Lasciare raffreddare.
Rompere le uova separando gli albumi e tenendoli da parte. Mescolando con energia amalgamare i tuorli alla preparazione a base di cioccolato.
Sbucciare e pulire la pera tagliandola a pezzetti abbastanza grandi. Spruzzare poi i tocchetti ottenuti con il succo del limone, per evitare che si scuriscano.
Montare gli albumi a neve ferma unendo a poco a poco i 60 grammi di zucchero non ancora utilizzati. Unirli poi alla preparazione di cioccolato e tuorli, mescolando dal basso verso l'alto con delicatezza.
Suddividere il composto negli stampini e guarnirlo in superficie con i pezzetti di pera. Fate cuocere i soufflè a bagnomaria per circa venticinque minuti in forno già caldo a 180 gradi.
Derviteli in tavola appena tolti dal forno. I soufflè sono ottimi appena fatti.

Suggerimento della scheda: qualsiasi soufflè si gonfia meglio se, prima di infornarlo, si passa la lama di un coltello tra l'impasto e le pareti dello stampo.

E buon appetito a tutte! Io vi invidierò da lontano.....

Galletta morbida al cioccolato

Rieccomi di nuovo. Come vedete mantengo sempre le promesse!
Sono o non sono fantastiche ste schede di cucina che ho riesumato dalla mia collezione? Ah!

INGREDIENTI:
  • 100 grammi di biscotti savoiardi
  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 125 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero bianco
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 1 albume
  • sale

Sbriciolare i savoiardi in modo abbastanza omogeneo.
Portare a bollore un recipiente colmo di acqua calda, quindi, fuori del fuoco, sciogliendovi a bagnomaria il cioccolato fondente ridotto a pezzetti.
Lavorare il burro in una terrina con un cucchiaio di legno, fino a ridurlo in crema. Amalgamarvi poi il CIOCCOLATO, i due tipi di zucchero e i savoiardi sbriciolati.
Montate a neve ferma l'albume con un pizzico di sale e incorporarlo delicatamente al composto preparato prima.
Foderate una tortiera con una pellicola di plastica per alimenti. Versare nella tortiera l'impasto al cioccolato e pareggiatelo in superficie.
Tenere la galletta al CIOCCOLATO in frigorifero per dodici ore o nel freezer per due ore (io propendo sempre per il frigo), in modo che si solidifichi ben bene.
Una volta pronto, sformare il dolce su di un piatto da portata, eliminando poi la pellicola trasparente e servire.
Se volete potete accompagnare ogni fetta con una pallina di gelato alla crema o alla vaniglia o al fiordilatte.

N.B. Se avete tenuto la galletta nel congelatore è preferibile lasciarla a temperatura ambiente per almeno venti minuti, prima di portarla in tavola.

Piaciuta? Pratica, veloce, una merenda un po' originale da gustare prima del grande Cenone!

Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!