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giovedì 3 marzo 2011

Pudding con fudge al cioccolato

Miii, che stanchezza ragazze!
Stare tutto il giorno davanti al computer, per un motivo e per un altro è a dir poco "massacrante", almeno dal punto di vista mentale...!
Ho sonno, freddo e fame, ma non ho voglia di assecondare nessuno di questi tre impulsi. E sono anche riuscita a fare step! Roba da matti... mi voglio proprio male! La doccia, poi, mi ha dato il colpo di grazia rendendomi intorpidita. Uff!
Vabbè, bando alle ciance! Vi ho trascurato fin troppo tra il mio lavoro normale e il mio nuovo lavoro da blogger (quando e se lo diventerò, grazie ad Alessio e Germana!).
Intanto rendo grazie per le visite della FEDERAZIONE RUSSA, che accogliamo fra noi a braccia aperte, dedicando a queste nuove amiche il dolce di oggi, sperando sia un gradito benvenuto.
E nel frattempo, non contenta, con gli occhi praticamente incartapecoriti (che potrebbero cadermi a terra da un momento all'altro) sto anche leggendo un sacco al di là dei post, degli articoli e dei miei mille capitoli. Malata nel cervello, credetemi! Un po' come quelle ballerine di danza classica che sacrificano tutto per la loro passione (come me per la scrittura e la lettura), arrivando da ragazzine a dormire in determinate (e scomodissime) posizioni in modo da dare la forma necessaria al collo del piede e robe del genere....
Così, magari, chiudendo il pc alle due o tre di notte sono ancora capace di leggiucchiare per una mezz'oretta, dandomi la scusa di invogliare il sonno (che è già lì bello pronto da mò, servirebbe solo che io serrassi le palpebre!).
Che ci volete fare? Sono incorreggibile.

Ma ora smetto di parlare di me e delle mie cazzabubbole e mi concentro su di voi e le vostre esigenze culinarie...


INGREDIENTI:
  • 340 grammi di zucchero di canna chiaro
  • 4 uova
  • 90 grammi di farina autolievitante
  • 225 grammi di burro
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 90 grammi di cacao amaro
  • 115 grammi di nocciole tostate

Tritare le nocciole, sbattere bene le uova e sciogliere il burro.
Mettere poi tutti gli ingredienti della ricetta insieme in una terrina capiente e lavorarli a lungo con un cucchiaio di legno fino a quando l'impasto non sarà morbido e omogeneo.
Prendere una pirofila con i bordi alti e che possa contenere 1,5 litri, imburrarla e versarci dentro il composto. Quindi porre quest'ultima a bagnomaria in una teglia grande.
Cuocere un'ora in forno già caldo a 160 gradi. E a fine cottura controllare che il dolce sia lievitato bene, divenendo solido.

Ora avete due opioni: servirlo subito, caldo, accompagnandolo con della panna montata o del gelato, oppure farlo raffreddare e tagliarlo poi in tanti quadrati, pronti per essere mangiati.

Io, ovviamente, opto per la prima!

giovedì 24 febbraio 2011

Torta frangipane alle mandorle

Un caloroso benvenuto al pubblico femminile del LUSSEMBURGO!!!
Care, ben arrivate e, mi raccomando, ora che mi avete trovata tornate!
Io, in cambio, dedico questo dolce a voi, perchè riscaldi e addolgisca serate gelide (nel senso che tira un vento della madonna!) come questa...
Se poi come me avete la finestra della camera con una ventina di spifferi che vi ghiacciano il naso quando state dormendo, beh, ve la meritate proprio!


INGREDIENTI:
  • 1 disco di pasta frolla (ovvio che vi consiglio di farlo da voi, invece di comprare la pasta già fatta, ma voglio essere precisa e seguire la ricetta, perciò spero che almeno andiate a prenderlo da un pasticcere di fiducia e non al supermercato!)
  • 125 grammi di burro
  • 115 grammi di zucchero semolato
  • 2 uova grandi
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaio di rum scuro
  • 125 grammi di mandorle macinate
  • 45 grammi di mandorle a lamelle
  • zucchero a velo

Lavorare il burro ammorbidito con la frusta elettrica fino a renderlo una crema chiara. Ora aggiungere lo zucchero e continuare a frullare.
Unire prima un uovo e poi l'altro, frullando bene fra un'aggiunta e l'altra. Tritare finemente il CIOCCOLATO e versarlo nel composto e dopo aver mescolato bene aggiungere il rum e le mandorle macinate.
A questo punto prendere la pasta frolla e stenderla bene in un disco di 4-5 millimetri di spessore e posizionarlo in uno stampo imburrato e infarinato dal diametro di 22 centimetri (vi avanzerà un po' di pasta, tranquille). Mettere lo stampo in frigorifero per almeno mezz'ora, dopo di che rifilare i bordi e versarci dento il composto preparato prima (ossia il frangipane), cospargendolo poi con le mandorle tagliate a lamelle. Cuocere in forno già caldo a 170 gradi per 45 minuti (la torta dovrà risultare dorata).
Una volta pronta lasciare raffreddare la torta nello stampo per un quarto d'ora, poi sformarla e farla freddare definitivamente su di una griglia.
Cospargere di zucchero a velo e servire.
In alternativa alle mandorle si possono usare nocciole, noci o noccioline, sempre macinate.

Buona serata, golosone!

sabato 19 febbraio 2011

Torta semplice

Una buona tazza di cioccolata verso le 11 del mattino, apre lo stomaco per il pranzo.
                                                                             Anthelme Brillat-Savarin



Che seguiate o no il suo consiglio (buonissimo!) io ora mi rivolgo alle più piccine di voi, che spero verranno coinvolte in questa prova alla "dolce forno" (oddio, ve lo ricordate? Era il mio gioco preferito da piccola!!!) dalle loro mamme o sorelle maggiori o zie, così da poter organizzare una piccola sorpresa ai nonni che...: sempre ci seguono e ci tengono compagnia e ci viziano e ci coccolano e ci sopportano e ci insegnano e ci difendono e mille cose ancora...
Nel senso che non serve aspettare per forza il loro compleanno o il loro onomastico o la festa nazionale dei nonni. Si può anche decidere di farli sentire speciali in un giorno qualunque, come può essere questo!
E quale migliore scusa per potersi mettere il grembiulino e buttarsi mani, testa e piedi in un bell'impasto (promettendo di non imbiancare tutta casa con la farina!)? Eh! Vi conosco, mascherine!

Quindi, mie piccole dilette, all'opera e in bocca al lupacchiotto per la riuscita!!!


INGREDIENTI:
  • 200 grammi di zucchero bianco
  • 200 grammi di burro
  • 150 grammi di farina
  • 150 grammi di amaretti
  • 100 grammi di cioccolato bianco
  • 4 uova
  • 3 cucchiaini di lievito

Tirare fuori dal frigo il burro e lasciarlo ammorbidire, dopo di che metterlo in una terrina e lavorarlo con lo zucchero fino a ottenere una crema soffice.
(se dopo un po' vi fa male il braccio lasciatevi aiutare dalla mamma)
Separare i tuorli dagli albumi e unire i primi alla crema di burro.
(se ancora non lo sapete fare cogliete l'occasione per farvi insegnare come rompere le uova separando i bianchi dai rossi)
Ora è la volta della farina, da aggiungere poco alla volta, sempre mescolando bene fra un'aggiunta e l'altra.
Poi tocca agli amaretti, che prima avrete ridotto in tantissime briciole.
Quindi bisogna tritare il cioccolato e unire anch'esso all'impasto.
(qui l'aiuto della mamma è obbligatorio, mi spiace...)
Per ultimi vengono amalgamata gli albumi che avrete montato a neve ben ferma.
(anche qui la mamma vi farà vedere come)
Accendere il forno a 180 gradi, lasciandolo scaldare.
(e questo ve lo deve fare assolutamente la mamma!)
Versare l'impasto in uno stampo di vostra scelta, imburrato e infarinato e cuocere la torta per 45 minuti.
Finito!
Una volta cotta sformarla su di un piatto da portata e servirla ai nonni ormai fredda, già tagliata a fette e accompagnata con dell'ottimo tè inglese.

Bravissime!!!

venerdì 18 febbraio 2011

Torta al cioccolato con semi di papavero

Beh, questa qui non posso fare a meno di dedicarla ai miei due brothers, Samuele e Manuel, che ne hanno portato un sacco intero di semi di papavero di ritorno dalla Slovacchia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 100 grammi di farina bianca
  • 100 grammi di fecola
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 200 grammi di burro
  • 8 uova
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • 200 grammi di semi di papavero
  • 1 cucchiaino di lievito
  • sale

Per la glassa:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 80 grammi di burro
  • 1/2 tazzina di caffè ristretto

Lavorare il burro con lo zucchero semolato e quello vanigliato fino a ottenere una crema.
Aggiungere i tuorli delle uova uno alla volta, mescolando sempre con cura fra uno e l'altro.
Unire ora i semi di papavero macinati e poco per volta la farina setacciata con il lievito e la fecola.
Quindi il cioccolato grattugiato.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti e concludere incorporando gli albumi montati a neve con un pizzico di sale.
Versare l'impasto in uno stampo da 26 centimetri di diametro, foderato di carta forno e cuocere a 180 gradi per 50 minuti.
Togliere poi dal forno e lasciare raffreddare.
Intanto preparare la glassa sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente e amalgamandovi lo zucchero, il burro e il caffé.
Una volta fredda togliere la torta dallo stampo, posarla su di un piatto da portata e ricoprirla con la glassa.
Lasciare che quest'ultima si solidifichi prima di servire il dolce!

GNAM!!!

sabato 12 febbraio 2011

E dopo il Muccassassina....Dacquoise alle mandorle con crema di cioccolato!

Oooooh, mie dilettissime!
Come ho potuto trascurarvi così?
Eppure accade.... ogni tanto anche io ho una vita!!
Ieri sera io e Manu siamo partiti belli freschi all'insegna del MUCCA, per andare a trovare Samu (che lavora lì come barman il venerdì sera) e per fare una seratina in compagnia di due amici di Manu: Matteo e Federica.
Non sto a raccontarvi l'Odissea della serata, fra balli, bevute (io l'unica sfigata con la bottiglietta d'acqua perchè non posso ancora assumere alcol!), svomitacchiamenti (perchè se non ci sono quelli, che seratona è??) e tante altre cose...
Vi voglio solo dire che alla fine, quando Samu ha finito il suo turno, ci siamo trovati io e lui in pista a ballare: IL MIO NOME E' JEM! Ricordate per caso il cartone animato? Ecco, brave, la sigla!
Comunque sia siamo tornati a casa alle sei meno un quarto del mattino e dopo toast, sigarette e doccia io mi sono infilata a letto alle sette....!
Quindi perdonatemi se sono ancora un po' fusa... Però sono stata brava, perchè mi sono svegliata all'una e mezza e dopo aver fatto "colazione" ho trovato la forza di spararmi un'ora intera di step!!!


Intanto, per introdurvi a ciò che ho scritto qui sopra, vi lascio il video della sigla di apertura del locale in questione, per chi di voi ancora non lo conoscesse...





Ingredienti:

Per gli strati di meringa:
  • 250 grammi di mandorle
  • 6 albumi (possibilmente che le uova siano grandi)
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di caffé solubile
  • maizena

Per la crema al cioccolato:
  • 250 grammi di zucchero
  • 6 tuorli (delle uova grandi precedenti)
  • 1 cucchiaio di caffé appena fatto
  • 250 grammi di burro
  • 200 grammi di cioccolato fondente (ma se vi piace di più va bene anche quello al latte)

Tostare le mandorle per dieci minuti su una normale placca da forno e lasciarle raffreddare.
Ridurle ora in polvere con un mixer da cucina.
Montare gli albumi a neve ben ferma e poi aggiungere ad essi lo zucchero, un po' alla volta. Continuare a sbattere fino a ottenere un composto sodo e lucido e solo dopo unire il caffè solubile e la polvere di mandorle.
Ritagliare, ora, 4 dischi dal diametro di 20 centimetri da 4 fogli di carta da forno, imburrarli e spolverizzarli di maizena.
Dividere il composto preparato prima in quattro parti uguali, depositandone ognuna sui 4 dischi e spalmandola bene con una spatola fino a farla arrivare ai bordi. Cuocere i dischi su 4 placche da forno, rivestite di carta oleata, a 180 gradi (in forno già caldo) per 25-30 minuti, fino a quando diventeranno croccanti e appena dorati. Una volta sfornati lasciarli raffreddare su una griglia e dopo eliminare la carta.
Intanto in un pentolino cuocere a fuoco dolce 310 millilitri d'acqua insieme allo zucchero, sciogliendolo, poi alzare la fiamma e portare a ebollizione. Fare bollire così per almeno 6 minuti.
In una terrina sbattere i tuorli con la frusta elettrica, rendendoli chiari e spumosi. Versarci dentro lo sciroppo di zucchero ancora caldo a filo, lentamente, mescolando sempre. Ora sbattere alla massima velocità per 5 minuti, ottenendo un composto denso e cremoso.
Unire il caffè e il burro ammorbidito fatto a cubetti, un cubetto alla volta, senza smettere di sbattere. A questo punto è il turno del CIOCCOLATO (sciolto precedentemente a bagnomaria e raffreddato) e amalgamare bene il tutto.
Lasciare raffreddare la crema ottenuta per circa un'ora.
Comporre il dolce unendo i dischi di meringa uno sull'altro usando metà della crema e componendo così degli starti: meringa-crema-meringa-crema e così via, finendo col quarto disco. Quindi, con la restante parte di crema ricoprire interamente la torta, superficie e circonferenza.
Metterla in frigo per almeno 4 ore o, come consiglio sempre in questi casi per una notte, servendo il dolce il giorno dopo.

Da leccarsi dita, baffi e tutto il resto a presso!

mercoledì 9 febbraio 2011

Torta Dobos...

Mie dilette, buongiorno!
Chissà dove siete di bello e cosa state facendo....
Io ho avuto il piacere di ricevere il pacco che avevo ordinato qualche giorno fa, con dentro uno stepper nuovo di zecca con cui potrò "sfondarmi" e prepararmi in vista dell'estate... Lo so che non è strettamente necessario, ma è anche un modo per fare un po' più di movimento rispetto a quello che facevo prima!
Una città come Roma, per quanto possa offrire di tutto e di più (palestre di ogni tipo, corsi e allenamenti, personal trainer a domicilio ecc...) non è certo come Imperia, dove c'è la mia casetta con mia mamma. Lì siamo praticamente sul mare e si può andare a correre sulla spiaggia, ci sono i prati in campagna dove allenarsi e sei comunque più motivata vista la "privacy" dei luoghi che ti circondano, privi della massa costante di gente che c'è qui, fra abitanti e turisti! E poi, diciamolo, vogliamo mettere andare a fare jogging in riva al mare, piuttosto che lungo le strade o chiusi in un parco (per quanto bellissimo e meraviglioso?). Non c'è paragone... Poi, per carità, lo si fa, così come adesso siamo intenzionati a fare io e Samu, ma so già che la cosa non mi coinvolgerà a dovere. Non come se fossi in Liguria, quando mi facevo i miei bei giretti costeggiando il mare e non incontrando nemmeno una macchina, respirando un'aria di tutt'altro odore!
Ma come si dice? Non si può avere tutto dalla vita!!! Una cosa esclude l'altra, salvo rare eccezioni.
Ed è per questo che ho acquistato uno degli attrezzi "ginnici" che amo di più, che mi diverte proprio quando lo faccio, sia nel silenzio totale che con la musica a palla!

Ma...tutte le calorie che si bruciano, le vogliamo forse lasciare disperse??? E NO!!! Vanno reintegrate immediatamente (ovvio!) con dolci del calibro di questa torta....


Ingredienti:

Per la torta:
  • 140 grammi di farina bianca
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 6 uova
  • 80 grammi di burro
  • 1 bustina di zucchero vanigliato

Per la crema:
  • 130 grammi di zucchero a velo
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 30 grammi di cacao amaro
  • 360 grammi di burro
  • 2 cucchiai di rum

Per la glassa:
  • 200 grammi di zucchero a velo
  • 30 grammi di burro


Sì, avete letto bene, è VAI DI BURRO questa torta!

Sbattere i tuorli con entrambi i tipi di zucchero fino a ottenere una cremina spumosa. Aggiungere la farina, il burro ammorbidito e gli albumi (montati precedentemente a neve), ricordando di mescolare bene fra un ingrediente e l'altro.
Inburrare e infarinare sei (e dico 6!) tortiere dello stesso diametro e versare in ognuna 1/6 dell'impasto. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 6-8 minuti.
Una volta cotti lasciare raffreddare i dischi di pasta e tenere da parte quello che vi sembra riuscito meglio.
Passare alla crema. Montare il burro con lo sbattitore a immersione e aggiungere il cacao, lo zucchero a velo e in ultimo il cioccolato fuso a bagnomaria. Quindi allungare la crema ottenuta con la dose di rum.
Ora spalmarla su cinque dei dischi di pasta, sovrapponendoli, finendo col spalmare anche tutta la parete esterna della torta, ponendola poi in frigorifero.
Sciogliere su fuoco dolce lo zucchero a velo, fino a quando non avrà assunto un colore dorato e appena è fluido unirvi il burro, continuando a mescolare. Versare questa glassa ancora bollente sul disco tenuto da parte e prima che lo zucchero si solidifichi tagliare questo disco che fa da "coperchio" per la torta in 12-16 spicchi.
Quando la glassa sarà solida e completamente raffreddata, tirare fuori la torta dal frigo e ricomporre il cerchio di spicchi sulla superficie di quest'ultima.

Beh, un po' complicata per il tempo che ci vuole e il "traffico" di teglie, ma di certo buona e originale, non potete dirmi di no!

martedì 8 febbraio 2011

Gateau Royal

Scusate, ma non potevo proprio sottrarmi, ho dovuto dare una "botta" anche al corridoio e al disimpegno (giusto una scopata) perchè c'erano delle vere e proprie balle di fieno che se la viaggiavano spinte dalla corrente d'aria, altro che gomitoli di polvere!!!
E poi mi sono concessa una sigaretta, com'è giusto che fosse, mia degna ricompensa.
Perciò rieccomi qui fra voi...
Ma dite un po', fra tutte 'ste visite al blog, c'è qualcuna che si iscrive anche sui lettori fissi o no???
Guardate che ci conto, eh!

Detto questo, partirei subitissimo all'attacco!


Ingredienti:

Per la base:
  • 100 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 50 grammi di burro
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale

Per la farcitura:
  • 1,5 decilitri di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato

Per la glassa:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 90 grammi di burro
  • 3 uova
  • sale

Mescolare il CACAO assieme alla farina e a un pizzico di sale.
In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, poi trasferire la ciotola a bagnomaria e continuare a sbattere per altri 7 minuti, ottenendo una crema spumosa. Incorporare la vanillina e poco alla volta la farina e il cacao setacciati. Unire ora il burro, che avrete fuso e lasciato raffreddare, quindi amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Versare l'impasto in uno stampo di 22 centimetri di diametro, foderato con carta da forno e infornare a 180 gradi per 40 minuti.
Una volta pronta togliere dal forno, lasciare riposare un quarto d'ora, poi sformare e fare raffreddare la torta capovolta, su una griglia.
Preparare intanto la glassa fondendo a bagnomaria il cioccolato e incorporarvi i tuorli uno per volta, con il burro ammorbidito e spezzettato. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale e incorporarli molto delicatamente.
Montare la panna per la farcia e aggiungervi lo zucchero.
Tagliare ora la torta in tre strati. Spalmare ogni strato con un po' di glassa al CIOCCOLATO, farcendolo poi con la panna, ricomponendo man mano la torta. In ultimo ricoprirla interamente con la glassa che resta.

Io rischierei di non riuscire manco ad aspettare coltello e piattino, mi ci avventerei sopra a mani nude...!

domenica 6 febbraio 2011

Torta cioccolato, vaniglia e caramello

Sono sola in questa grande casa!
(ancora per poco, però, perchè devo uscire...)
Samu e Manu sono partiti per Bratislava, Mara è andata a Pescara poco fa e Peppe è al lavoro.
A tenermi compagnia, oltre voi, c'è solo la gatta di Samu (che si chiama un po' Minù e un po' Minnie, a seconda delle circostanze), ma se voglio evitare un invasione di peli (ne perde un bordello, che se fosse un uomo potrei dire che sta rischiando di rimanere calvo!) e soprattutto che non si faccia le unghie sui miei cuscini e sulle mie trapunte di pelo e di pile, devo per forza lasciarla fuori dalla porta. Perciò sono realmente sola. E sono già quasi le due del pomeriggio. Miiii come passa il tempo!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 250 grammi di biscotti al cioccolato
  • 150 grammi di burro
  • 1 baccello di vaniglia
  • 250 millilitri di latte
  • 500 millilitri di panna + 125 millitri
  • 160 grammi di zucchero semolato
  • 6 tuorli

Per il caramello:
  • 125 grammi di zucchero
  • 60 millilitri di panna
  • 30 grammi di burro

Ungere bene una teglia da 27 centimetri di diametro e metterla da parte.
Tritare i biscotti nel mixer, aggiungerci il burro e continuare a mescolare. Versare il composto ottenuto nella teglia facendolo ben aderire al fondo e contro i bordi, lasciandolo così a raffreddare.
Togliere i semi dal baccello di vaniglia e metterlo in un pentolino con il latte, 500 millilitri di panna e lo zucchero. Fare cuocere a fuoco medio finché lo zucchero non si è sciolto del tutto.
Mettere i tuorli in un tegame e aggiungere piano 125 millilitri di panna calda. Spostare sul fuoco questa crema e cuocere finchè non si addensa (circa 10 minuti), continuando a mescolare. Quand'è pronta versare in una terrina e lasciare raffreddare.
Trasferire il composto in un recipiente metallico e lasciare in freezer per due ore.
Trascorso il tempo spostare il composto nel mixer e frullarlo, poi rimetterlo ancora nel congelatore per un'altra ora. Ripetere l'operazione per tre volte. Nell'ultima versare il gelato ottenuto dentro la teglia con il fondo di biscotti al cioccolato e coprire poi con un foglio di alluminio.
Per preparare il caramello mettere lo zucchero e un cucchiaio d'acqua in un pentolino, miscelando a fuoco medio finchè non si è sciolto. Ora alzare la fiamma e far bollire senza mescolare aspettando che si formi il caramello. Togliere dal fuoco e aggiungere la panna, il burro e un cucchiaio d'acqua. Riportare su fiamma e a bollore, riprendendo a mescolare di continuo. Togliere nuovamente dal fuoco e lasciare raffreddare per almeno 20 minuti.   
Quando il caramello sarà quasi freddo versarlo (non tutto) sulla torta e rimetterla in freezer per indurire quest'ultimo.
Una volta pronta portare in tavola e servire con il caramello avanzato.

Lo so, lo so, piuttosto elaborata anche questa, ma oggi vi tocca, ve l'ho detto prima!

Domenica è sempre domenica!

Com'è che faceva quella canzoncina??
...Domenica è sempre dome-ni-caaaaaaa....
Proprio così.
Il giorno in cui (quasi) tutti si riposano o partono presto per una piccola gita fuori città. Il giorno dove si "ricatta" amorevolmente qualcuno perchè ti porti la colazione a letto. Il giorno in cui hai tutto il tempo del mondo da dedicare a te stessa e alle cose che più ti piacciono (si spera), che ovviamente non siano le pulizie di casa, ti prego!!! Il giorno in cui ci si organizza per incontrarsi con amici che non si vedono da tempo o con i parenti, per un bel pranzetto all'insegna del: AIUTO! HO BISOGNO DI UN DIGESTIVO! L'unico giorno (forse) dove si riescono a convincere i mariti, i compagni e i fidanzati a fare un interminabile giro di negozi (con la solita scusa: GUARDIAMO SOLO LE VETRINE, GIURO!), ragionando già sul fatto che saranno loro, al ritorno, a portare i vari pacchi, pacchetti, borse e borsine. Il giorno in cui si decide si non alzarsi proprio dal letto, vivendo in pigiama, mangiando, leggendo e guardando vecchi film alla televisione. Il giorno in cui è più magico di sempre osservare i tuoi figli che giocano, magari insieme al papà, tutti sdraiati per terra sul tappeto o sulla moquette. Il giorno migliore, se sei piccola, per saltare sul lettone dei tuoi genitori, dando loro la sveglia e il tuo personale buongiorno.
Insomma, DOMENICA è sempre DOMENICA!
Almeno per la maggior parte di noi.
E proprio in questa domenica ci tengo a dare in benvenuto a tutte coloro che si sono aggregate dal BELGIO! Ciao, belle fanciulle!
In effetti, lo ammetto, in questo caso sono un po' di parte, visto che lì ci abitano i miei adorati cugini.... ma è ovvio che spero non siano solo loro a vagabondarsela fra i miei post, ma abbiano esteso l'invito agli amici.... e agli amici degli amici!!!
Detto questo, bando alle ciance e via col primo dolce di questa bellissima e assolatissima giornata! Il nome è: Pizza dolce di nonno Ernesto al cioccolato e l'autore si chiama Alfonso Iaccarino.


INGREDIENTI:
  • 800 grammi di amarene
  • 370 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di pasta frolla
  • 200 grammi di cioccolato fondente amaro
  • 6 tuorli
  • 2 albumi
  • 40 grammi di cacao in polvere
  • 8 centilitri di latte
  • burro e farina per lo stampo

Cuocere le amarene snocciolate con 250 grammi di zucchero per 20-30 minuti. Ovviamente non essendo stagione di amarene potete posticipare tale ricetta, attendendo la frutta necessaria, oppure, per quelle di voi che ne hanno avuto la possibilità, potete utilizzare quelle sciroppate preparate quest'estate e tenute in dispensa (così fa mia mamma). Altrimenti si possono comunque comprare (non fresche), se il dolce in questione vi attira.... Brave! Mai arrendersi!!!
Passata la mezz'ora porre tutto dentro un colino, appoggiarlo su di una ciotola e fare scendere tutto lo sciroppo ottenuto.
Stendere la pasta frolla (il mio solito consiglio è di farla voi stesse o al massimo di andarla a comprare da un pasticcere o un panettiere di fiducia. Solo non arrivate ad acquistare quella tenuta nel banco frigo dei supermercati, fra yogurt e formaggi!), ricavarne 6 dischetti e rivestire con essi 6 stampi da crostatina di 8-10 centimetri di diametro, che prima avrete imburrato e infarinato. Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno preriscaldato a 190 gradi per 5-10 minuti (il tempo varia dalla potenza e dal modello del vostro forno, comunque controllate spesso le crostatine).
Intanto, in un pentolino scaldare il latte con il CIOCCOLATO grattugiato, mescolando fino a che quest'ultimo non sarà completamente sciolto e ritirare dal fuoco.
Montare bene i tuorli con lo zucchero rimasto, unire il cacao e incorporare il cioccolato fuso, mescolando energicamente. Lasciare ora raffreddare.
Sbattere gli albumi a neve fermissima e aggiungerli delicatamente al composto.
Versare il tutto nei fondi di pasta frolla precedentemente cotti e cuocere nuovamente in forno ancora caldo a 190 gradi per altri 5-10 minuti o finchè il ripieno non risulterà ben rappreso.
Servire queste "pizzette dolci" calde, decorandole con la salsa di amarene preparata all'inizio e se ce l'avete a portata di mano uno spruzzo di zucchero a velo vanigliato.

Sì, non è velocissama, però è appunto una ricetta "domenicale", dove (sempre sperando) nessuno vi corre dietro.... e poi la bontà ripaga, ricordatevelo!!!

sabato 5 febbraio 2011

Crostata di fragole, menta e cioccolato

Ok, spesa fatta, abbordata da un simpatico "vecchietto" (che probabilmente era ringalluzzito per essere stato mandato dalla moglie al supermercato, tutto da solo - percui libero di "svolazzare" fra ragazze e signore), fatto passare avanti a me una donna che aveva solo due o tre cose in mano, senza che questa si degnasse a dirmi anche solo GRAZIE e (per fortuna) beccata la cassiera più simpatica, con cui mi sono fatta due grasse risate.
E il tutto per racimolare che cosa? Qualche carota, due yogurt, latte di riso, il balsamo per capelli, una ricottina e il deodorante... tanto valeva salire su all'ultimo piano del nostro palazzo, piazzarsi in mezzo al terrazzone (sfanculando i piccioni) e mettersi a prendere il sole!
Se domani è ancora così, giuro che lo faccio e addio commissioni varie!
Intanto, come avevo preventivato prima, mi tocca ancora andare in erboristeria e poi alla Coin a indagare sul mio lampadario...
Ma mi sono detta che prima ci siete voi, in assoluto! Dico bene? Già!


INGREDIENTI:

Per la crostata:
  • 120 grammi di nocciole
  • 250 grammi di biscotti al cacao
  • 130 grammi di farina bianca
  • 130 grammi di burro

Per la farcia:
  • 2 uova
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 50 grammi di fecola di patate
  • 3,8 decilitri di latte
  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 10 gocce di essenza di menta
  • 8 grammi di colla di pesce in fogli
  • 3 decilitri di panna fresca

Per decorare:
  • 2 decilitri di panna fresca
  • 100 grammi di fragole

Iniziare col tritare le nocciole e sbriciolare i biscotti.
Ssciogliere il burro a fiamma dolce, grattugiare il cioccolato e ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda.
Amalgamare, ora, le nocciole, il burro e i biscotti, ottenendo un composto omogeneo con il quale si andrà a foderare lo stampo da crostata, precedentemente imburrato e infarinato, avendo una particolare cura nel rivestire il fondo e le pareti. Fatto questo, riporre lo stampo così in frigorifero per almeno un'ora.
Sbattere le uova con lo zucchero fino a non renderle chiare e spumose e senza smettere di battere aggiungere la fecola e il latte (a temperatura ambiente, mi raccomando). Trasferire la crema ottenuta sul fuoco, a bagnomaria, e farla addensare. Allontanarla poi dalla fiamma e aggiungere il cioccolato che avevate grattugiato all'inizio e mescolare fino al completo scioglimento di quest'ultimo.
Aggiungere l'essenza di menta e la colla di pesce strizzata.
Intiepidire nuovamente la crema (se occorre) in modo che la gelatina si sciolga correttamente, dopo di che lasciare raffreddare.
Solo a questo punto si può aggiungere la panna montata.
Versare quindi la farcia dentro la base di pasta che era in frigo e rimettere poi lo stampo nuovamente dentro quest'ultimo, per altre 4 ore.
Una volta pronta sbizzaritevi come più vi aggrada, decorando la crostata con la panna montata e le fragole.


Non ci sono parole....

Ciambella, cioccolato e caffé per colazione?

Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane.
                                                                                               Stefano Benni


E con questo popò di aforisma vi dico buongiorno, belle fanciulle, e buon sabato mattina!
Folleggiato ieri sera?
Oddio, mattina proprio no, eh?... Per alcune di voi sarà già ora di pranzo o giù di lì, ma sapete che i miei orari sono un po' sballati, specie in questa casa...in questo nostro CASTELLO ERRANTE!
Oggi splende il sole qui a Roma e si sta bene, sembra già primavera. Davvero pazze queste stagioni, non si sa già più come vestire! Magari l'arietta è ancora bella frizzante, però appena capiti sotto un raggio di sole inizi subito a sudare e ti devi levare la giacca e il maglioncino leggero che ti sei messa pare pesante come se ti fossi avvolta in una coperta di lana di pecora!
Tra poco ho intenzione di andare a fare un poco di spesa (altrimenti non mangio) e un giretto qua e là: prima in erboristeria a comprare tutte quelle robine strane di cui vado ghiotta e che invece al supermercato e negli altri negozi non si trovano, e poi alla Coin perchè non è possibile che il lampadario da me ordinato a fine ottobre non sia ancora arrivato!!!
Prima di sparire, però, vi lascio con questa ricettina, semplice e gustosa come la cucina di casa e ideale per la colazione (soprattutto da "pucciare" nel tè, nel latte o nel caffé!).


Ingredienti:

Per la ciambella:
  • 250 grammi di burro
  • 4 uova
  • 250 grammi di zucchero bianco
  • 1 cucchiaino di caffé in polvere
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1/2 bicchierino di rum
  • 1 bustina di lievito
  • 280 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • sale

Per decorare:
  • 2,5 decilitri di panna fresca
  • 300 grammi di cioccolato fondente
  • 1 tazzina di caffé

Lavorare a crema il burro ammorbidito con lo zucchero. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e poi il caffé, la vaniglia e il rum. Sempre lavorando bene l'impasto fra un ingrediente e l'altro. In ultimo incorporare la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Unire, ora, il CIOCCOLATO grattugiato.
Prendere uno stampo da ciambella, imburrarlo e infarinarlo e rovesciarci dentro il composto. Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180 gradi per almeno 40 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti), poi sfornare, lasciare raffreddare e sformare.
Nel frattempo portare a ebollizione la panna, nella quale si scioglierà il cioccolato grattugiato. Mescolare con la frusta la crema ottenuta e diluire con una tazzina di caffé ristretto appena tiepido.
Lasciare raffreddare questa glassa e dopo spalmarla interamente su tutta la superficie della ciambella.


Mmmmmh..... bontà!!!

venerdì 4 febbraio 2011

Pancioccolato

Non vi sembra delizioso anche solo il nome?
Direi di sì...
Da rotolarcisi dentro!

Vi sto scrivendo dalla mia camera, sdraiata sul mio letto rotondo (troppo chic e troppo comodo!), osservando il mio spazio privato che sa di me, del mio profumo (Ipnotic, di Dior - mica pizza e fichi!), delle candele alla cannella, al CIOCCOLATO (ovviamente), ai chiodi di garofano e alla vaniglia. La carta da parati messa solo su una parete raffigura New York nei colori del rame, del fumè, dell'oro e di una tonalità fra il marrone scuro e il nero. Marilyn Monroe mi sorride da una quadro e da una piccola cassettiera dov'è stampata sopra una sua immagine su fondo nero lucido. Mancano ancora tutte le mensole che voglio e i vari specchi che devo ancora appendere, ma le due lampade da tavolo sono bellissime, nere e bianche e così l'armadio pitturato in avorio con degli inserti neri, rossi e oro. Le pareti sono un mix fra il carminio e il ciclamino e spicca la piccola chaise loungue con legno smaltato d'argento uguale al tessuto, dove si interseca un motivo floreale nero. Il tutto illuminato dalla lampada alogena a stelo messa a media intensità (odio la troppa luce, sono per gli ambienti in penombra).
Non so ancora bene dove piazzare tutte le mie scarpe e i miei stivali, ma nel complesso direi che è piuttosto carina...sì-sì!

E con questa bell'immagine come sfondo, vi abbandono con la seconda ricetta del giorno.


Ingredienti:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di burro
  • 6 uova
  • 125 grammi di zucchero
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di cioccolato fondente in scaglie
  • sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro.
In una terrina lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero, ottenendo così un composto chiaro e spumoso.
Sbattere a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli delicatamente alla crema di tuorli. Infine unire a filo il cioccolato fuso.
Dividere quindi l'impasto in due parti e metterne una in frigorifero.
Alla parte rimasta aggiungere il pangrattato e versarla in uno stampo foderato con carta da forno. Cuocere la torta in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Una volta pronta sfornare e sformare, lasciandola raffreddare su di una griglia o su di un tagliere.
Togliere dal frigo la parte di impasto conservata e spalmarla interamente sulla torta (che dovrà essere fredda!). Spolverizzare con il CACAO amaro e guarnire con le scaglie di cioccolato.

E dite se è poco!!!

Dolce...papà!

Come mi ero ripromessa ieri, oggi gran giorno di pulizie (che manco a Pasqua!).
La mia camera, ora, sembra essere tornata quella di prima, sebbene non sia totalmente soddisfatta...
Ma è un'inezia in confronto a ciò che è successo questa mattina: mi sono finalmente arrivate le copie del mio nuovo libro: A META' STRADA!!!
Un'emozione infinita, gente, davvero!
Io non sono una che piange o che fa i salti di gioia, però quello che mi accade dentro è forte e nonostante non riesca mai a manifestarlo a pieno alle persone che mi circondano, chi mi conosce bene lo può immaginare. Lo può capire osservandomi, fissandomi negli occhi...
E poi, al di là del pathos di vedere pubblicato (e quindi toccare con mano) il proprio scritto, il proprio romanzo (anche se siamo a quota tre la gioia, la sorpresa e la commozione interiore non spariranno mai!), a sto giro c'è una sensazione in più.
Sì, perchè questo è il libro che racchiude una storia vera. La mia e di mio padre. Il mio narrare della sua morte così come l'ho vissuta io. Parole che non sono mai riuscita a dirgli. Espressioni che non mi sono mai permessa o che, al contrario, avrei voluto evitare....
Una sorta di "addio". Uno sfogo che non è mai venuto fuori a voce.

E mi fermo qui, non voglio annoiarvi o rattristarvi oltre.
Magari, più in là, ne trascriverò un accenno sul blog. Per ora (se vi interessa, certo) sappiate che sono felice, orgogliosa di lui (e sì, anche un po' di me stessa!) e del fatto che fosse mio padre.

E a lui dedico questo dolce, visto che le volte che lo preparavo se ne faceva fuori metà tutto da solo!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di patate
  • 100 grammi di burro
  • 5 uova
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di nocciole pelate
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito
  • pangrattato
  • sale

Per decorare:
  • 3 cucchiai di marmellata di albicocche
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • burro

Lessare le patate (pelate o no a vostra scelta, nel senso che se non lo fate prima lo dovrete fare poi).
Lavorare a crema il burro con lo zucchero e un pizzico di sale. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e mescolare con cura. Tritare le nocciole e amalgamarle al composto insieme alla buccia grattugiata del limone, le patate passate allo schiacciapatate, il semolino e il lievito.
Lasciare riposare l'impasto ottenuto per almeno venti minuti.
Imburrare uno stampo rotondo e cospargerlo di pangrattato.
Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli delicatamente al composto che sarà stato a riposo, versandolo poi nello stampo.
Cuocere per 45 minuti in forno già caldo a 200 gradi.
Nel frattempo mescolare la marmellata con pochissima acqua. Quando la torta sarà pronta, sformata e raffreddata, spalmergliela sulla superficie. Quindi fondere a bagnomaria il cioccolato con 20 grammi di burro e un paio di cucchiai di acqua e con la glassa ottenuta ricoprire interamente il dolce.


Buonissimo, vedrete!

giovedì 3 febbraio 2011

Biscotti d'avena

Ma non ci posso credere!
Mi sono "guadagnata" anche l'ALGERIA!!!
Benvenute nuove amiche, sono troppo contenta di avervi in questa pazza, eterogenea e CIOCCOLATOSA Famiglia!

Subito per voi qualcosa di classico e intramontabile, visto e rivisto in più di mille film, mangiato e stramangiato, tramandato di nonna in nipote nei secoli dei secoli....amen!


INGREDIENTI:
  • 85 grammi di farina tipo "00"
  • 40 grammi di farina autolievitante
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 30 grammi di fiocchi di avena
  • 3 cucchiai di olio di girasole
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 40 grammi di uvetta
  • 55 grammi di zucchero di canna
  • 85 grammi di di cioccolato fondente
  • 55 grammi di zucchero semolato

Setacciare insieme le due farine e mescolarle con i fiocchi d'avena, il lievito e i due tipi di zucchero in una terrina.
In una ciotola sbattere l'uovo con l'estratto di vaniglia. Aggiungere tale composto, mescolando, agli ingredienti precedenti e amalgamare bene. Unire lentamente l'olio e continuare a lavorare con un cucchiaio di legno fino a quando l'impasto risulterà compatto, iniziando a staccarsi dai bordi della terrina.
A questo punto aggiungere l'uvetta (senza ammorbidirla in acqua) e il cioccolato ridotto in piccole scaglie.
Dividere l'impasto in 12 o 15 porzioni, facendone delle palline (tipo polpettine). Disporre quindi le palline ben distanziate fra loro su di un foglio di carta da forno posizionato su di una placca per biscotti. Appiattirle ora con il dorso di un cucchiaio o con il fondo di un bicchiere.
Cuocere per 10-12 minuti in forno preriscaldato a 190 gradi, finchè i biscotti non assumeranno un colore dorato.
Ben venga se in mezzo sono rimasti morbidi!

Contente? Bene. Intanto a me è venuta fame....

Tutti in Alaska!

Detto fatto sono tornata alla mia seconda casa....
Miiiii quant'è "incasinata" Roma!!!
Dopo un periodo in una piccola cittadina come Imperia (e con le settimane di malattia trascorse fra le mura di casa), tornare qua è stata una vera e propria immersione di folla! Specie scendendo a Termini e prendendo la metro per arrivare dove devi, chiaro!
Sono decisamente stanca... il viaggio in treno è sempre palloso e la posizione obbligatoria, incastrata fra quelli che ti stanno di fianco e quelli che ti stanno davanti è massacrante. O spendi un botto in treni più fashion, dove almeno riesci ad accavallare le gambe (senza "alzare" il tavolino con le ginocchia) e dove il gomito del vicino non ti è praticamente in grembo, oppure sei "costretta" a sentirti come un coniglio in gabbia, con tanto di borsoni e trolley disseminati nel corridoio, perchè guai a metterli sugli appositi porta bagagli... eh, no! Primo perchè pesano tantissimo e secondo, anche se ci riuscissero, ti guardano come a dire: dopo me la tiri giù tu la valigia??!
E intanto ti chiedi come mai tu ce l'hai fatta stare, senza dare fastidio a nessuno.
Comunque devo essere capitata in un vagone sfigato, di quelli aperti e non chiusi a scomparti, con persone che urlavano, russavano, puzzavano (ma perchè la gente non si lava???) e via dicendo. Una ha litigato con il suo fidanzato (al telefono) per tutta la durata del viaggio (sei ore!!!) concedendoci la grazia di due o tre pause brevi. Un altro ha continuato a magiare le cose più assurde e decisamente non consigliate durante un viaggio (dove non sei per i fatti tuoi nella tua macchina), spruzzando briciole e olio fritto ovunque. E altri due, ancora, che si sono accapigliati per la prenotazione del posto (fatta su Internet) perchè a quanto ho capito avevano entrambi il sedile numero 27 e si è solo chiarito dopo un'ora, una marea di insulti e l'arrivo del controllore che sì, il numero era lo stesso, peccato che fossero le carrozze a essere differenti! Ma non lo puoi leggere prima sul biglietto?! Non è mica scritto in sanscrito!!!
Insomma, un manicomio!
E ora eccomi qua... da una parte felice, soprattutto di cambiare aria e di riavere intorno i miei "coinqui", e dall'altra un po' "affaticata" mentalmente per tutto ciò che devo fare e mettere a posto. La mia camera (oltre a essere coperta di polvere ovunque) ha un aspetto strano. Non so, è buffo, ma mi dà la sensazione che non sia come quando l'ho lasciata... Forse lasciare un luogo, uno spazio tuo privato, per così tanti giorni ti porta a dovertici poi riabituare quando ti ci ritrovi... non lo so, non so bene come spiegarmi, so solo che è così che la vedo. Probabilmente perchè il viverci era senza dubbio diverso, poi per una come me, fissata con la pulizia, con i profumi, con l'ordine... e un po' come se adesso dovessi di nuovo organizzarla, di nuovo ripristinarla e visto che comunque oggi sono stanca di mio e ho ancora addosso gli strascichi del male fisico il tutto mi appare moltiplicato e in negativo. Ma sono certa che domani andrà meglio. Straccio, guanti, scopa, paletta, moccio e via di olio di gomito, spalancando porte e finestre. Senza contare che voglio darmi da fare con i lavori che ancora mancano... Appendere quadri e mensole, posizionare libri e altri oggettini vari, nonché appendere le ultime lampade.

Vabbé, è andata, ci dormirò sopra. Scusate il piccolo e ridicolo sfogo!


Ingredienti:
  • 600 millilitri di gelato al cioccolato
  • 600 millilitri di gelato alla crema
  • 90 grammi di cioccolato fondente
  • 1 disco di pan di Spagna al cioccolato (diametro 20 centimetri, spessore circa 2,5 centimetri)
  • 3 albumi
  • 175 grammi di zucchero semolato

Si dice (e così recita il libro da cui l'ho presa la prima volta) che questo dolce fosse un classico degli anni Settanta... perciò, diamoci sotto col "retrò"!


Versare il gelato al CIOCCOLATO in una terrina grande e ammorbidirlo bene con un cucchiaio di legno o una spatola da pasticcere (che se ce l'avete è pure più figa!).
Rivestire la parte interna di un'altra terrina con una pellicola trasparente, lasciandola fuoriuscire dai bordi. Versare il gelato lavorato in questa seconda terrina e stenderlo bene sia sulla base che sui lati di essa (guarda te cosa si inventavano le nostre madri!!!). Aggiungere il cioccolato fondente grattugiato, ricoprendo interamente il gelato.
Riempire ora la ciotola con il gelato alla crema e lisciarne la parte superiore con il cucchiaio. Coprire con la pellicola e mettere in freezer per tre ore.
Scaldare il forno a 200 gradi.
Montare gli albumi a neve ferma con lo sbattitore elettrico. Aggiungere poco alla volta lo zucchero. La neve alla fine dovrà risultare densa, lucida e liscia, come il preparato per fare le meringhe. Tenerla quindi da parte.
Adagiare il pan di Spagna su un pezzo di carta da forno e rovesciare su di esso (facendo bene attenzione) la "cupola di gelato, togliendo poi la pellicola trasparente.
Tagliare via con un coltello il bordo intorno della torta, lasciandone 2,5 centimetri intorno al gelato. Spalmare quindi la neve-meringa sul gelato e il bordo di pan di Spagna che resta libero, assicurandovi che la cupola sia interamente (e ben) coperta.
Infornare per circa 10 minuti, fino alla doratura della meringa.
Una volta pronta, servire immediatamente.

Per chi ha i genitori che se la vivacchiavano da baldi giovani in quegli anni pazzi: provate a fargliela come sorpresa e metteteli poi alla prova per vedere se la riconoscono!

mercoledì 2 febbraio 2011

Deliziosamente...cioccolato e arancia!

Gli alimenti non sono che alimenti, ma il cioccolato è cioccolato.
                                                                                     Patrick Skene Catling


E si è detto tutto, direi.

Cambiando argomento, oggi, adesso, vorrei fare una cosa nuova...
Proporvi uno scorcio del mio secondo libro. Giusto un assaggio. Così, tanto per farvi vedere come scrivo, per conoscermi un po' meglio, per capire in cosa consiste la mia passione primaria (prima ancora della cioccolata!).
Che ne dite? Me l'hanno consigliato in due o tre e, dopo averci riflettuto un attimo, mi sono detta: perchè no?

Il titolo è UNA E UNICA (PRATICAMENTE SOLA):

"Basta!
Soffio fuori l'imprecazione mentale insieme al fumo.
Quanto mai può sopportare una giovane donna? Per quanti anni ancora dovrò patire me stessa, ridotta così?
Riuscirò mai a stare bene per cinque minuti di seguito?
Basta Poco come dice il mio amore Vasco. Ma sto "poco" dove lo vendono?
Che due palle pelose! E' delirante questa mia instabilità. Questa mia continua ricerca del particolare che manca. Oddio, fosse solo uno stupido particolare sarei a cavallo!
Ho perso il mio lui. Ecco cosa.
Quello che tutte sognano e cercano, arrivando a compiere riti vudù per ottenerlo. Quello che io non avevo mai sognato, ma mi è capitato e ho deciso bene di pisciarci sopra. L'unica storia al mondo dove la protagonista sbatte la porta in faccia al Principe Azzurro, scopandosi il Re e il Primo Ministro, spezzandogli così il cuore.
Probabilmente Biancaneve, Cenerentola e la Bella Addormentata (con a capo Bridget Jones), mi staranno cercando per randellarmi a colpi di machete. Tranquille, ragazze. A furia di sigarette, alcol, caffé e cioccolato (in tutte le versioni esistenti) mi sto sotterrando con le mie mani.
Ma a parte questo... cosa c'ho che non funziona?
Non lo so. Nessuno lo sa. Pure Freud è morto senza riuscire a spiegarselo!
E quando non si sa una cosa, non la si sa e basta. Non deve per forza esserci una soluzione e una conseguenza a tutto, come invece insegna la matematica.
Perchè mia madre mi odia?
Perchè mio padre è sparito nel nulla, una mattina, circa vent'anni fa?
Perchè ho capito di amare Emanuele solo dopo essermi innamorata di suo fratello?
Visto? Nessuna risposta. Nessuna cazzo di cometa o scritta luminosa che appaia in cielo a indicarci la Sacra Via. Mica siamo nel Magico Regno di Oz, dove (per inteso) cercherei di portarmi a letto il potente mago, solo per essere certa di accaparrarmi una decina di desideri in più. Bene. Lo sapevo che iniziare a bere alle cinque del pomeriggio e a stomaco vuoto è deleterio. Ma ho voglia di dolce e 'sto moscato d'Alba che ho ravanato in dispensa è troppo buono. Sorso, boccata di fumo e un Pocket Coffee, sorso, boccata di fumo e un Pocket Coffee. Evviva! Tanto non ho nessun appuntamento per il pre-aperitivo, visto che non ho quasi più amiche, di quelle "vere" intendo. E mia mamma non c'è per scassarmi le balle e impedirmi di fare ciò che voglio (con la sua roba). Già è tanto l'essere tornata a casa e doverla sopportare. Ne ho di motivi per ubriacarmi!..."

Beh? Che ne pensate?
Se per caso qualcuna di voi fosse interessata a continuare la lettura vi consiglio di acquistare il libro via Internet.
"Purtroppo", avendolo già pubblicato non posso riportarlo sul blog, perciò se volete leggere qualcosa in più di mio (oltre CIOCCOLATAMENTE) potete trovare il libro su ibs.it o sul sito della Casa Editrice - Gruppo Albatros-Il Filo o su altri siti che vendono libri...

E adesso concentriamoci su qualcosa di più importante!


Ingredienti:


Per i cestini di cioccolato:
  • olio vegetale
  • 400 grammi di cioccolato fondente

Per il ripieno all'arancia:
  • 1 cucchiaino di gelatina in polvere
  • 250 grammi di formaggio cremoso a temperatura ambiente (possibilmente "dolce" o che sappia molto di latte)
  • 100 grammi di mascarpone
  • 1 arancia
  • 2 cucchiaini di zucchero a velo vanigliato
  • 2 cucchiai di liquore all'arancia o Brandy

Per decorare:
  • cioccolato fondente grattugiato


Per preparare i cestini serviranno 40 pirottini di carta. Ungerli con l'olio vegetale. Sciogliere il CIOCCOLATO a bagnomaria. ricoprirli con un cucchiaino e 1/2 di fonduta al cioccolato, passando il dorso del cucchiaino lungo ogni bordo per ispessirlo.
Mettere i pirottini in frigorifero per farli rassodare (almeno dieci minuti).
In una ciotola stemperare la gelatina in polvere con un cucchiaio di acqua fredda, poi metterla a bagnomaria e mescolare tranquillamente fino al suo completo scioglimento.
Unire il formaggio, il mascarpone, la gelatina sciolta, la scorza d'arancia, lo zucchero a velo e il liquore in una terrina e mescolare con cura.
Versare il composto ottenuto in una sacca da pasticcere (possibilmente con la bocchetta a stella), tirare fuori i pirottini dal frigo e riempire i cestini di cioccolato.  
Infine decorare con del cioccolato grattugiato fatto scendere a pioggia sopra il ripieno e rimettere i cestini in frigo fino al momento di servirli.


Mica male, ragazzuole...eh?

martedì 1 febbraio 2011

Crostatine di farina di castagne con pere e cioccolato

Alla fine la veterinaria che doveva venire a domicilio a visitare la mia micetta (per chi avesse seguito i post precedenti...) non è arrivata. Vatti a fidare degli umani! Perchè insistere con date e orari se poi dai buca per tre volte di seguito?! Mah... C'è di buono che Lillipout sembra si stia riprendendo da sola (le classiche nove vite dei gatti).
Nel frattempo mi sto guardando intorno, scovando qua e là le solite "cianfrusaglie" da portare (o spedire) a Roma. Mi piace arredare. Mi piace togliere, aggiungere, rimettere, spostare, comprare cose nuove o riesumare quelle vecchie. Peccato solo che la stanza che ho nella casa romana non sia grande (anzi), così da farci stare molta della roba che vorrei... Ma come si dice? Non si può avere tutto (anche se io ci spero sempre!).
Per adesso mi tocca "accontentarmi" e per il futuro si vedrà... Magari vinco alla Lotteria e mi compro l'attico dei miei sogni in centro, una nuova villa al mare e un qualche rudere in Provenza da poter ristrutturare!

Bene, dopo di che mi sveglio, mi sfrego gli occhi, mi alzo dal letto e insieme a voi preparo la seguente ricetta...


Ingredienti:
  • 150 grammi di pere Kaiser
  • 90 grammi di crema pasticcera (se siete brave e avete tempo fatela fresca, altrimenti si può acquistare in pasticceria. Solo evitate quella istantanea che si vende in buste al supermercato!)
  • 75 grammi di farina di castagne
  • 75 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero
  • 50 grammi di farina tipo "00"
  • 50 grammi di cioccolato extrafondente
  • 1 uovo
  • sale
  • zucchero a velo

Amalgamare il burro con 50 grammi di zucchero, dando vita a una specie di pasta.
Setacciare le due farine insieme su di un piano da lavoro dove potete impastare (o anche su di un grande tagliere, dove magari siete abituate a fare e a stendere una qualsiasi sfoglia), disponendole a fontana. Aggiungere al centro l'uovo, un pizzico di sale e il burro lavorato. Amalgamare bene il tutto, formare una palla, avvolgerla in una pellicola trasparente e metterla in frigorifero per un'ora.
Tagliare 80 grammi di pere a pezzi piccolini e cuocerli a fuoco dolce per venti minuti insieme a 30 grammi di zucchero. Dopo passarli al mixer.
Sciogliere intanto a bagnomaria il CIOCCOLATO e ridurre le restanti pere a fettine sottili.
Tirare fuori dal frigo la pasta frolla, stendere 2/3 dell'impasto ricavando una sfoglia dallo spessore di 4 millimetri. Tagliare 4 dischi di 11 centimetri di diametro e con essi rivestire quattro stampini da crostatina antiaderenti, precedentemente imburrati, ricordandovi di far aderire bene la pasta.
Spalmare un piccolo strato di crema pasticcera dentro ogni stampino. Versare un secondo strato della crema di pere e zucchero frullata al mixer. Coprire con un terzo strato di cioccolato e infine le fettine sottili di pere.
Con la pasta avanzata stendere una seconda sfoglia (spessa come la prima) e ricavarne 4 dischi di diametro inferiore che userete per "tappare" le crostatine, sigillando bene i bordi. Praticare quindi un taglio in mezzo a ogni crostatina con un coltello (non occorre proprio dividerle a metà, basta solo che l'aria possa uscire, così da non gonfiarle) e infornarle in forno già caldo a 180 gradi per circa mezz'ora.
Una volta cotte potete scegliere se servirle calde o se è preferibile lasciarle raffreddare. Ricordatevi solo di spolverarle di zucchero a velo prima di portarle in tavola.


Buona merenda, buon dopo cena...o quello che è!

Ciambelle al cioccolato

Eccomi qui con voi anche oggi!
Finalmente sono riuscita a scovare un caricabatterie per il mio cellulare che, dopo essere stato come MORTO per più di un mese, ritorna finalmente alla vita!
E dato che ero di buonumore per via di questo banalissimo fatto, il Cosmo ha ben pensato di agire, spinto dalla legge di contrapposizione...
Infatti avevo un nuovo pacco da spedire in Posta e pensavo di metterci i soliti venti minuti massimo, visto che non era un qualche tipo di "esercizio finanziario" (come citano i biglietti con i numerini che prendi quando entri), e poi qui è così, nella maggior parte dei casi, anche quando c'è gente non è mai come a Roma dove rischi di rimanerci per ore in fila!
Peccato che a sto giro mi sia andata male....
Sembrava che tutta Imperia avesse deciso di spedire pacchi ovunque nel mondo! Ma.... gente normale? OVVIAMENTE NO! I cafoni della peggiore specie, buzzurri e caproni, che di fisso erano scesi dai paesini imbriccati sulle montagne per fare quella specifica commissione, non ricordandosi come ci si comporta in mezzo alle altre persone, con civiltà ed educazione. E miste a loro c'erano le solite signore di una certa età, stizzite e incazzate con chiunque a prescindere (manco fosse colpa nostra delle loro personali disgrazie) e quelle due o tre donne giovani (dai trenta ai quaranta) che credono di avere solo loro una vita, degli impegni, dei figli e degli orari, perciò è sottinteso che tu le debba far passare avanti, anche se sono arrivate per ultime. E se così non fai, perchè guarda caso hai carattere (sebbene tu sia una persona gentile e abbastanza accomodante) e non ti lasci mettere i piedi in testa (avendo per giunta ragione) se la prendono da morire e iniziano a busugliare a dentri stretti le peggio cose (su di te), manco avessero una qualche bambolina vudù nascosta in tasca e ti stessero facendo la macumba, puntellandoti con degli spilli minuscoli....(sarà per quello che ho un po' di mal di pancia?)
C'è da aver paura ormai, ve lo dico io. Anche solo per andare in Posta!

Comunque ce l'ho fatta e ora eccomi qui, a godermi un meritato yogurt di soia e un tè al bergamotto (si, lo so che mi invidiate).
E mi sembra giusto offrire qualcosa anche a voi, anche solo per tenervi buone, se mai dovessi incontrarvi per caso da qualche parte.....


INGREDIENTI:
  • 50 grammi di riso originario
  • 1/2 litro di latte
  • 120 grammi di zucchero
  • 1 bustina di vanillina
  • Grand Marnier
  • 90 grammi di cioccolato fondente
  • 200 grammi di panna
  • 80 grammi di gelatina in fogli
  • 1 arancia non trattata
  • 1 vasetto di marmellata d'arance
  • 2 tuorli
  • olio di semi di mais
  • cannella

Cuocere il riso a fuoco lento in 3 decilitri e 1/2 di latte, finchè non sarà ben cotto ma ancora immerso nel latte.
Unire al riso 40 grammi di zucchero, la vanillina, il cioccolato ridotto in scaglie e mescolare bene finché quest'ultimo non si sarà fuso completamente. Quindi spegnere il fuoco e aggiungere la gelatina (precedentemente ammollata in acqua fredda per dieci minuti e poi strizzata). Lasciare intiepidire e poi passare tutto al frullatore, ottenendo una crema che però non dovrà risultare troppo densa. Se così fosse significa che avete fatto assorbire al riso più latte del necessario, quindi potete aggiungerne un goccio freddo.
Ora portare a ebollizione il latte rimasto.
Sbattere i tuorli assieme a 60 grammi di zucchero, fino a ottenere il classico composto chiaro e spumoso. Unire il latte caldo a filo e cuocere a bagnomaria, mescolando di continuo fino a quando la crema si addenserà.
Versare quindi la crema in una terrina e incorporare l'altra crema di riso, con un cucchiaio e 1/2 di Grand Marnier. Lasciare raffreddare.
Montare la panna ben ferma e aggiungerla al composto precedente con molta delicatezza.
Suddividere il tutto in otto stampini a ciambella, precedentemente unti con l'olio di semi e depositarli in frigorifero per almeno cinque ore.
Asportare intanto la scorza dell'arancia, scottarla appena in acqua bollente, poi scolarla e tagliarla a filetti sottilissimi.
Cuocere un cucchiaio di zucchero con tre cucchiai d'acqua, fino a ottenere un liquido sciropposo. Buttarci dentro i filetti di buccia d'arancia e fare sobbollire per quattro minuti, quindi spegnere il fuoco.
Frullare la marmellata con tre cucchiai di succo d'arancia, unirla alle scorze e profumare con un cucchiaio di Grand Marnier, mescolando bene l'impasto.
Al momento di servire sformare le ciambelle e poggiarle su di uno strato di marmellata condita (se per caso vi avanza potete spalmarcela anche sopra), dopo di che spolverizzare con della cannella.

Alla faccia delle macumbe!!!


  

lunedì 31 gennaio 2011

Grazieeeeeeeee!

Ok, un'ultima "cosuccia" e poi per oggi vi lascio stare, giuro!
Potevo già farlo dopo la ciambella di prima (avete ragione), ma ci tenevo a ringraziarvi tutte per l'ennesima volta perchè, nonostante stiano passando i giorni (e quindi i mesi) da quando ho cominciato a scrivere in questo blog ancora non mi sono abituata alle vostre visite, sempre più costanti e da Paesi così sparsi nel Mondo!
Nel senso che non smetto di sorprendermi nel trovare quasi ogni giorno nuove "adepte" connesse a questo mio indirizzo, e la sorpresa aumenta quando le stesse si rifanno vive il giorno dopo, o due giorni dopo o anche solo una volta alla settimana, senza però "abbandonarmi" mai.
Io, che ho iniziato questa cosa quasi per gioco perchè amo il cioccolato sopra qualsiasi alimento esistente e perchè adoro stare ai fornelli e impastare e creare e dare vita a cose buone da condividere con chi mi sta intorno... MAI avrei pensato possibile che delle ennesime ricette proposte su Rete potessero interessare più di tanto. Ok amiche e parenti, che mi vengono a leggere quasi per "dovere" o per farmi un favore o anche solo per curiosità, visto che conoscono di persona chi scrive... ma tutte voi che non sapete manco chi io sia (e che cosa voglia)?
Sto sorridendo, anche se non potete vedirmi....
Se penso, poi, che non essendo per niente esperta di blog (ma sto imparando pian piano con la pratica!) non sono ancora riuscita ad inserire una sola immagine... cioè, una figura pietosa al cospetto delle migliaia di blog dedicati alla cucina che si vedono sul Web, cento volte migliori del mio!
Questa sì che è FIDUCIA, da parte vostra!!! 

E' quindi con orgoglio e pura gioia che voglio nominare tutte voi che mi seguite... dagli STATI UNITI, da SINGAPORE, dalla GERMANIA, dal REGNO UNITO, dalla DANIMARCA, dall'UNGHERIA, dalla FRANCIA, dal BRASILE, dalla SVIZZERA, dalla SPAGNA, dal CILE, dalla CROAZIA, da ISRAELE, dalla SLOVENIA e dalla MALESIA!

Grazie, grazie e ancora grazie!
Siete la mia "OLIMPIADE" del cuore, ragazze!


Ingredienti:
  • 100 grammi di fecola
  • 100 grammi di cioccolato fondente (o se preferite al latte, o se preferite bianco)
  • 80 grammi di zucchero di canna
  • 1/2 decilitro di latte intero
  • Cognac
  • Lingue di Gatto (biscotti)

In una casseruola (senza accendere ancora il fuoco) mescolare la fecola, lo zucchero e il cioccolato grattugiato. Diluire quindi con il latte, accendere il fuoco (bassissimo!) e cuocere mescolando di continuo fino a ottenere una crema omogenea e molto densa.
Versare la crema in delle coppette bagnate con il Cognac e metterle in frigorifero per almeno quattro ore.
Servire la crema accompagnandola con un cabaret di biscotti Lingue di Gatto.