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giovedì 3 marzo 2011

Pudding con fudge al cioccolato

Miii, che stanchezza ragazze!
Stare tutto il giorno davanti al computer, per un motivo e per un altro è a dir poco "massacrante", almeno dal punto di vista mentale...!
Ho sonno, freddo e fame, ma non ho voglia di assecondare nessuno di questi tre impulsi. E sono anche riuscita a fare step! Roba da matti... mi voglio proprio male! La doccia, poi, mi ha dato il colpo di grazia rendendomi intorpidita. Uff!
Vabbè, bando alle ciance! Vi ho trascurato fin troppo tra il mio lavoro normale e il mio nuovo lavoro da blogger (quando e se lo diventerò, grazie ad Alessio e Germana!).
Intanto rendo grazie per le visite della FEDERAZIONE RUSSA, che accogliamo fra noi a braccia aperte, dedicando a queste nuove amiche il dolce di oggi, sperando sia un gradito benvenuto.
E nel frattempo, non contenta, con gli occhi praticamente incartapecoriti (che potrebbero cadermi a terra da un momento all'altro) sto anche leggendo un sacco al di là dei post, degli articoli e dei miei mille capitoli. Malata nel cervello, credetemi! Un po' come quelle ballerine di danza classica che sacrificano tutto per la loro passione (come me per la scrittura e la lettura), arrivando da ragazzine a dormire in determinate (e scomodissime) posizioni in modo da dare la forma necessaria al collo del piede e robe del genere....
Così, magari, chiudendo il pc alle due o tre di notte sono ancora capace di leggiucchiare per una mezz'oretta, dandomi la scusa di invogliare il sonno (che è già lì bello pronto da mò, servirebbe solo che io serrassi le palpebre!).
Che ci volete fare? Sono incorreggibile.

Ma ora smetto di parlare di me e delle mie cazzabubbole e mi concentro su di voi e le vostre esigenze culinarie...


INGREDIENTI:
  • 340 grammi di zucchero di canna chiaro
  • 4 uova
  • 90 grammi di farina autolievitante
  • 225 grammi di burro
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 90 grammi di cacao amaro
  • 115 grammi di nocciole tostate

Tritare le nocciole, sbattere bene le uova e sciogliere il burro.
Mettere poi tutti gli ingredienti della ricetta insieme in una terrina capiente e lavorarli a lungo con un cucchiaio di legno fino a quando l'impasto non sarà morbido e omogeneo.
Prendere una pirofila con i bordi alti e che possa contenere 1,5 litri, imburrarla e versarci dentro il composto. Quindi porre quest'ultima a bagnomaria in una teglia grande.
Cuocere un'ora in forno già caldo a 160 gradi. E a fine cottura controllare che il dolce sia lievitato bene, divenendo solido.

Ora avete due opioni: servirlo subito, caldo, accompagnandolo con della panna montata o del gelato, oppure farlo raffreddare e tagliarlo poi in tanti quadrati, pronti per essere mangiati.

Io, ovviamente, opto per la prima!

martedì 1 marzo 2011

Torta mousse al forno

Donne!
Come ve la state passando in questa serata di pioggia?
Strette al vostro lui a guardare un film, con i piedini sotto la copertina di pile? Sole a leggere un libro insieme al vostro gatto acciambellato accanto a voi? A lavare i piatti, mentre figli e marito si sono defilati a vedere la tv o a giocare al pc? In compagnia di amiche che, nonostante il brutto tempo, sono comunque venute fino a casa a bersi un caffè e a fare due chiacchiere? A cena da amici o parenti, a divertirvi o a camuffare orrendi sbadigli?
Quale delle tante ipotesi?
La domanda è rivolta specialmente alle fanciulle della TAILANDIA, nuovo "acquisto" della nostra ormai vasta Famiglia. Benvenute!!!
Per quanto mi riguarda sono in camera mia, sul letto, a scrivere a voi, dopo aver cenato con i miei coinqui... e tra poco mi sa che proporrò una pausa tè con zibbibba (ovvero sigaretta). Ho comunque un sonno che non ci vedo, mi sono fatta troppo la figa nelle serate precedenti, chiudendo gli occhi sempre intorno alle quattro-quattro e mezza di notte e svegliandomi poi relativamente presto, perciò dovrei approfittarne e cercare di recuperare... Peccato che non accadrà! Dico sempre così e poi alle tre sono ancora lì che scrivo o leggo o sono in cucina a farmi qualcosa di caldo... non c'è rimedio! La notte, per me è come il giorno.
Prima, quando eravamo ancora a tavola, ci siamo messi a guardare su Real Time il reality che si intitola IL BOSS DELLE TORTE, ce l'avete presente? Ha come protagonista un pasticcere italo-americano che vive nel New Jersey (se non erro) e sforna torte meravigliose, di qualsiasi forma e dimensione e colore, quasi sempre su commissione. Un vero genio, che lavora nel retro del suo negozio dove ha un laboratorio enorme e come staff la sua famiglia. E' bellissimo vedere cosa riesce a creare da un'idea di base e spesso in pochissimo tempo. Peccato non poterne assaggiare nemmeno una...


Ingredienti:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 110 grammi di zucchero bianco
  • 30 grammi di cacao amaro
  • 2 uova
  • 40 grammi di burro
Per decorare:
  • 20 grammi di zucchero a velo
  • 12 acini di uva bianca
  • 1 albume
  • burro
  • farina

Sciogliere il CIOCCOLATO a bagnomaria insieme al burro.
Rompere le uova separando i rossi dai bianchi. Montare prima i tuorli con lo zucchero, fino a renderli chiari e spumosi, poi versarli sul cioccolato fuso e mescolare bene, ma con delicatezza. Unire, quindi, il cacao setacciato e gli albumi montati a neve fermissima.
Imburrare e infarinare uno stampo, versarci il composto ottenuto e cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per 40 minuti. Una volta cotta, togliere la torta dal forno e farla raffreddare.
Intanto spennellare uno a uno gli acini d'uva e passarli nello zucchero a velo (come delle polpette nel pangrattato).
Sformare la torta e posizionarla su di un piatto da portata, spolverizzarla tutta con il resto dello zucchero a velo e decorarla con gli acini d'uva.

Bontà, credetemi!

martedì 22 febbraio 2011

Waffle al cioccolato

Salutiamo a braccia a perte la GRECIA e la POLONIA che si sono unite a noi questa settimana!
Voi non sapete quanto mi "illuminate d'immenso", ragazze!
E proprio a voi voglio dedicare l'ultimo dolce della giornata (che ormai è serata...) con la promessa da parte vostra di provare a farlo!
La prima volta che ho assaggiato questi "biscottoni" sono impazzita! Ero piccola e me li faceva la zia di mio padre, spedendomeli direttamente dal Belgio (una goduria!). Una volta cresciuta mi sono fatta dare la ricetta dalla sua famiglia, ma non sono mai riuscita a farli buoni come la zia Albertina.... MAI!
Si dice (e così riporta anche uno dei miei libri di cucina) che queste cialde croccanti vengono vendute a ogni angolo di strada in Olanda, in Belgio e nel nord della Francia (dove vengono chiamate gaufres). I pellegrini del nord Europa portarono questa ricetta in America dove vennero addirittura istituiti dei veri e propri "waffle party", molto di moda nel XVIII secolo. La loro struttura, infatti, è perfetta (lo vedrete una volta fatti) per trattenere dosi generose di panna montata, sciroppo d'acero, burro fuso, burro di noccioline e (tornando dalle nostre parti) marmellate, cioccolato fuso, creme di ogni tipo, Nutella e qualunque cosa il vostro gusto vi suggerisca!

L'unico intoppo, se così lo vogliamo chiamare, è che per fare i waffle o gaufres serve lo stampo adatto.
Se al momento non ne siete in possesso dovrete posticipare l'assaggio a quando avrete voglia e tempo per andarlo a comprare (ormai comunque ve lo tirano dietro e lo si trova in ogni negozio di elettrodomestici).
Per chi invece già ne possiede uno, beh, mie care, non devo proprio insegnarvi nulla, giusto? Posso solo consigliarvi la seguente ricetta, che magari per dosi e ingredienti potrebbe essere leggermente diversa da quella che conoscete voi...



INGREDIENTI:
  • 200 grammi di farina tipo "00"
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 3 cucchiai e 1/2 di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 400 millilitri di latte intero
  • 1 bustina di vanillina
  • 40 grammi di burro
  • zucchero a velo vanigliato


Setacciare la farina con un pizzico di sale, il cacao e il lievito in una terrina. Aggiungere lo zucchero, i tuorli, il latte, la vanillina e il burro fuso e con una frusta amalgamare bene il tutto. Il risultato dovrà essere una pasta densa e cremosa.
Montare a neve ben ferma gli albumi e amalgamarli all'impasto precedente con estrema delicatezza, senza però mescolare a lungo. Cioè, in questa fase della preparazione è meglio lasciare le classiche striature bianche piuttosto che rendere il tutto troppo omogeneo.
Mettere a scaldare lo stampo come da istruzioni del macchinario e per come siete abituate. Alcuni stampi, magari modelli vecchi, hanno bisogno di essere unti ogni volta che li si usa. Altri, probabilmente più moderni o di fattura diversa, non ne hanno bisogno, basta scaldarli e si usano direttamente.
Ora, utilizzando un cucchiaio di metallo mettere un po' di impasto sopra lo stampo (e qui si può decidere se fare un waffle grosso quanto lo stampo, prendendolo tutto con la dose di impasto, oppure un waffle più piccolo, mettendo solo un poco di impasto esattamente al centro di ogni stampo), richiuderlo e aspettare la cottura, che solitamente si aggiara intorno al minuto (anche qui a seconda del macchinario). Ci sono addirittura gli stampi di vecchia data che devono essere girati, così da cuocere prima 30 secondi un lato del waffle e poi 30 secondi l'altro.
E così via, fino a terminare l'impasto.
I waffle andrebbero serviti caldi, perciò potete prepararli sul momento e mangiarli in compagnia aspettando che si cuociano uno dopo l'altro.
Sono buonissimi anche così, senza aggiunta di nessuna crema o panna o cioccolata, ma semplicemente spolverizzati con abbondante zucchero a velo vanigliato.

A voi la scelta, donne!
E un consiglio spassionato: compratelo lo stampo. Non ve ne pentirete e conquisterete chiunque servendo loro qualcosa di assai originale!

Mississippi mud pie

Molte di voi conosceranno questo dolce con il nome di "torta di fango del Mississippi", vero?
La ricetta proviene direttamente dal sud degli Stati Uniti e sono il suo colore e la sua consistenza a far pensare al fango scuro, ma che ovviamente non c'entra una cippa-lippa con il gusto!
Provare per credere!


Ingredienti:

Per la base:
  • 225 grammi di biscotti Digestive (ma vanno bene anche semplici biscotti di frumento)
  • 60 grammi di burro
  • 60 grammi di cioccolato fondente

Per il ripieno:
  • 180 grammi di cioccolato fondente
  • 180 grammi di burro
  • 4 uova
  • 90 grammi di zucchero di canna scuro
  • 90 grammi di zucchero di canna biondo
  • 180 millilitri di panna fresca

Per la crema:
  • 140 millilitri di panna liquida (molto fredda)
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 40 grammi di zucchero a velo

Tritare finemente i biscotti (meglio se in un mixer).
Fondere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro. Togliere poi dal fuoco e mescolando dolcemente aggiungere i biscotti tritati. Trasferire il composto ottenuto in una tortiera, precedentemente imburrata, e con il dorso di un cucchiaio premerlo bene su tutto il fondo e su circa metà del bordo, cercando anche di livellarlo. Lasciare riposare mentre si preparare il resto.
Per il ripieno sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro, togliendo poi dal fuoco e lasciando raffreddare. Sbattere le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Amalgamare a quest'ultimo la panna e poi il cioccolato fuso versato a filo. Riempire con tale composto la tortiera con la base di biscotti e cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti, ossia fino a quando il ripieno non si sarà solidificato. Togliere dal forno, lasciare raffreddare per qualche minuti e poi sformare il dolce.
Per la crema mettere la panna in una terrina e setacciarvi sopra il cacao insieme allo zucchero a velo, mescolando il tutto con un cucchiaio fino a creare appunto una crema che si andrà poi a coprire con una velina, lasciandola riposare per almeno due ore.
Servire la torta accompagnata dalla crema di CIOCCOLATO.

Non ci sono parole...

giovedì 17 febbraio 2011

Devil's food cake

Già solo il nome è tutto un programma, vero?
Molte di voi già la conosceranno, questa torta. Altre l'avranno fatta magari senza essere a conoscenza del nome originale. Altre ancora, incuriosite, proveranno subito.
Bene, donzelle, trattasi di una delle tipiche ricette "dal mondo", come vengono chiamate quelle che non fanno parte della tradizione del nostro Paese.
Ma non mi perderò in inutili chiacchiere, come ho fatto prima (oddio, più che chiacchiere era una specie di cronaca nera in riferimento alla mia vita!), ve l'avevo promesso, no?


Ingredienti:

Per le basi:
  • 160 grammi di cioccolato fondente da copertura (si chiama proprio così. Tendenzialmente io non ci faccio molto caso, si richiede quello fondente? E fondente sia, non sto a guardare se è ottimale per glasse e coperture o no, ma in questo caso voglio fare la pignola e voi seguirete la mia scia....eheheheh!)
  • 1,5 decilitri di panna acida
  • 200 grammi di zucchero di canna
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • sale
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 160 grammi di burro
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 3 uova

Per la farcitura:
  • 3,5 decilitri di panna da montare
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Per la glassa:
  • 190 grammi di cioccolato fondente da copertura (idem come sopra)
  • 1,5 decilitri di panna acida

Iniziare sciogliendo il CIOCCOLATO con la panna acida e lo zucchero di canna, a fuoco dolce.
Setacciare la farina con il cacao, il sale, il bicarbonato e lasciare da parte.
Lavorare a crema il burro con lo sbattitore elettrico insieme allo zucchero semolato e unendo poi i tuorli delle uova, uno alla volta. A questo punto aggiungere la farina messa da parte con cacao, sale e bicarbonato, alternandola con 2,5 decilitri di acqua. Il tutto deve sempre essere amalgamato con una frusta elettriga, regolando la velocità a seconda degli ingredienti che si aggiungono. Quindi unire il composto a base di cioccolato fuso e dopo gli albumi delle uova, montati a neve fermissima.
Dividere l'impasto ottenuto in due stampi a cerniera, possibilmente da 22 centimetri di diametro, foderati con carta da forno. Cuocere a 180 gradi in forno già caldo per circa mezz'ora.
Una volta cotte, sfornare e sformare le due torte, lasciandole raffreddare.
Scioglire a bagnomaria il fondente per la glassa e fuori dal fuoco amalgamarvi la panna acida riscaldata, lasciandolo poi lì così.
Ora, sempre con lo sbattitore elettrico, montare la panna con lo zucchero a velo e l'essenza di vaniglia.
Sistemare una delle due basi di pasta cotta su di un piatto da portata, spalmarla con un abbondante strato di panna montata e coprire con la seconda base. A questo punto ricoprire la superficie e la circonferenza con la glassa preparata prima e servire.
Se vi avanza un po' di panna montata potete usarla per guarnire i piattini in cui distribuirete le fette di torta.

Et voilà!

giovedì 10 febbraio 2011

Ma un "goccetto", mai?

Ragazzuole mie!
E' tutto il giorno che vi trascuro, lo so, mea culpa, mea culpa, mea massima culpa!
Però ci sono un sacco di buoni motivi dalla mia che, però, non ho la possibilità di raccontarvi ora perchè devo nuovamente scappare!
Quindi, per farmi momentaneamente perdonare, ho deciso di regalarvi una piccola chicca, tratta sempre da uno dei miei libricini magici.... devo troppo essere stata un'alchimista in una vita passata!


Ingredienti:
  • 250 grammi di alcol a 90°
  • 250 grammi di cacao amaro
  • 1 kilo di zucchero semolato
  • 1 stecca di vaniglia
  • 1 litro di latte intero

Prendere una pentola e mettere sul fuoco il latte, lo zucchero, il cacao (precedentemente mescolati insieme a freddo) con metà della stecca di vaniglia.
Lasciare bollire il composto per 3 minuti soltanto, poi togliere la pentola dal fuoco e lasciare raffreddare.
Una volta freddo unire l'alcol e mescolare bene fino a quando si otterrà un liquido cremoso. Versarlo quindi in una bottiglia e chiuderla bene.
Il liquore sarà pronto per essere bevuto dopo una settimana di conservazione.

Sbronzatevi, donne!!!
Ora devo proprio scappare, a dopo!

mercoledì 9 febbraio 2011

Affoghiamo il nervoso in un sano plumcake!

Ma andiaaaaamooooo!!!
Anche l'ALGERIA si è introdotta nella nostra numerosa famiglia! Benvenute, care, benvenute!!! E mi raccomando, d'ora in avanti continuate a esserci!
Io ne vengo or ora da 45 minuti di step. Ebbene sì, ce l'ho fatta e mi sento già una persona nuova, tutta bella tonica e scattante....(spero solo che tra un po' si inizino a vedere dei risultati e non sia solo una mia impressione interiore!)
Prima di mettermi a sgambettare su e giù, invece, ho fatto un salto alla Coin (ricordate? La storia del lampadario ordinato a ottobre e non ancora arrivato...) e sapete che cos'è saltato fuori? Che probabilmente il suddetto articolo non arriverà mai.
Ora, io mi domando e dico: E' MAI POSSIBILE UNA COSA DEL GENERE, visto e considerato che l'ho anche pagato in anticipo???! NO!!!
Non è normale! Che cavolo di problema può esistere nel farsi mandare un cazzo di lampadario dal fornitore??! Allora non mettelo sul catalogo se già sapete a priori che non vi verrà fornito! E poi, dettaglio non irrilevante: QUANTO CACCHIO VOLEVANO ASPETTARE ANCORA, PRIMA DI AVVISARMI?!
Cioè, se io in questi mesi, ogni tot di settimane, non passavo a chiedere, si poteva fare Pasqua e Ferragosto senza che nessuno mi dicesse niente, lasciandomi senza una luce principale in camera!!!
Mi tocco se ci sono, perchè ste cose proprio non le concepisco, mi spiace.
Morale della favola? I soldi già versati OVVIAMENTE non mi possono essere restituiti in contanti (te pareva), però (e secondo loro dovevo gioire alla notizia) vengono trasferiti su una specie di buono del valore stesso della cifra versata, che potro utilizzare per acquistare altri prodotti (sempre da loro, chiaro)....
Me ne sono andata con questo cavolo di scontrino omaggio perchè altrimenti gli saltavo al collo al commesso! E quanto tempo credete che io abbia per consumare tale buono (se per caso in questo preciso momento della mia vita non mi servisse nient'altro avente il marchio Coin!)? Tre mesi? Fino a quest'estate? Ma naturalmente no! Un mese esatto a partire da adesso. Della serie che se ti dimentichi o non hai tempo o, facciamo le corna, ti capita qualcosa e sei impossibilitata a muoverti CI RIMETTI PURE! CAPITO??!
Non ho parole.
Stiamo proprio andando indietro invece che avanti!


INGREDIENTI:

Per il plumcake:
  • 250 grammi di farina tipo "00"
  • 130 grammi di zucchero semolato
  • 3 uova
  • 130 grammi di burro
  • 30 grammi di noci
  • 30 grammi di mandorle
  • 30 grammi di nocciole
  • 30 grammi di prugne (vanno benissimo quelle secche e prive di nocciolo)
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/2 bustina di lievito

Per la copertura:
  • 100 grammi di cioccolato fondente (che però potete sostituire con quello al latte o quello bianco se il primo non è il vostro preferito)

Lavorare bene il burro ammorbidito con lo zucchero e la cannella, ottenendo così una specie di crema spessa.
Aggiungere le uova una alla volta, amalgamando bene fra un uovo e l'altro. Unire la farina setacciata con il cacao e il lievito, anche qui un po' per volta, continuando a mescolare con cura fra un aggiunta e l'altra.
Incorporare ora le noci, le mandorle, le nocciole e le prugne spezzettate, versando l'impasto in uno stampo da plumcake, già imburrato e infarinato.
Cuocere il dolce a 180 gradi per 50-55 minuti circa (minuto più, minuto meno), quindi togliere dal forno e lasciare raffreddare.
Intanto scioglire a bagnomaria il CIOCCOLATO fondente e versarlo poi sulla superficie del pluncake ormai freddo, aspettando che si rapprenda. Dopo di che portarlo in tavola.

Sì, mi sa che ci voleva proprio...
E fossi in voi ne avanzerei anche un po' per domani a colazione, perchè sarà ancora più buono! 

Torta Dobos...

Mie dilette, buongiorno!
Chissà dove siete di bello e cosa state facendo....
Io ho avuto il piacere di ricevere il pacco che avevo ordinato qualche giorno fa, con dentro uno stepper nuovo di zecca con cui potrò "sfondarmi" e prepararmi in vista dell'estate... Lo so che non è strettamente necessario, ma è anche un modo per fare un po' più di movimento rispetto a quello che facevo prima!
Una città come Roma, per quanto possa offrire di tutto e di più (palestre di ogni tipo, corsi e allenamenti, personal trainer a domicilio ecc...) non è certo come Imperia, dove c'è la mia casetta con mia mamma. Lì siamo praticamente sul mare e si può andare a correre sulla spiaggia, ci sono i prati in campagna dove allenarsi e sei comunque più motivata vista la "privacy" dei luoghi che ti circondano, privi della massa costante di gente che c'è qui, fra abitanti e turisti! E poi, diciamolo, vogliamo mettere andare a fare jogging in riva al mare, piuttosto che lungo le strade o chiusi in un parco (per quanto bellissimo e meraviglioso?). Non c'è paragone... Poi, per carità, lo si fa, così come adesso siamo intenzionati a fare io e Samu, ma so già che la cosa non mi coinvolgerà a dovere. Non come se fossi in Liguria, quando mi facevo i miei bei giretti costeggiando il mare e non incontrando nemmeno una macchina, respirando un'aria di tutt'altro odore!
Ma come si dice? Non si può avere tutto dalla vita!!! Una cosa esclude l'altra, salvo rare eccezioni.
Ed è per questo che ho acquistato uno degli attrezzi "ginnici" che amo di più, che mi diverte proprio quando lo faccio, sia nel silenzio totale che con la musica a palla!

Ma...tutte le calorie che si bruciano, le vogliamo forse lasciare disperse??? E NO!!! Vanno reintegrate immediatamente (ovvio!) con dolci del calibro di questa torta....


Ingredienti:

Per la torta:
  • 140 grammi di farina bianca
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 6 uova
  • 80 grammi di burro
  • 1 bustina di zucchero vanigliato

Per la crema:
  • 130 grammi di zucchero a velo
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 30 grammi di cacao amaro
  • 360 grammi di burro
  • 2 cucchiai di rum

Per la glassa:
  • 200 grammi di zucchero a velo
  • 30 grammi di burro


Sì, avete letto bene, è VAI DI BURRO questa torta!

Sbattere i tuorli con entrambi i tipi di zucchero fino a ottenere una cremina spumosa. Aggiungere la farina, il burro ammorbidito e gli albumi (montati precedentemente a neve), ricordando di mescolare bene fra un ingrediente e l'altro.
Inburrare e infarinare sei (e dico 6!) tortiere dello stesso diametro e versare in ognuna 1/6 dell'impasto. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 6-8 minuti.
Una volta cotti lasciare raffreddare i dischi di pasta e tenere da parte quello che vi sembra riuscito meglio.
Passare alla crema. Montare il burro con lo sbattitore a immersione e aggiungere il cacao, lo zucchero a velo e in ultimo il cioccolato fuso a bagnomaria. Quindi allungare la crema ottenuta con la dose di rum.
Ora spalmarla su cinque dei dischi di pasta, sovrapponendoli, finendo col spalmare anche tutta la parete esterna della torta, ponendola poi in frigorifero.
Sciogliere su fuoco dolce lo zucchero a velo, fino a quando non avrà assunto un colore dorato e appena è fluido unirvi il burro, continuando a mescolare. Versare questa glassa ancora bollente sul disco tenuto da parte e prima che lo zucchero si solidifichi tagliare questo disco che fa da "coperchio" per la torta in 12-16 spicchi.
Quando la glassa sarà solida e completamente raffreddata, tirare fuori la torta dal frigo e ricomporre il cerchio di spicchi sulla superficie di quest'ultima.

Beh, un po' complicata per il tempo che ci vuole e il "traffico" di teglie, ma di certo buona e originale, non potete dirmi di no!

martedì 8 febbraio 2011

Gateau Royal

Scusate, ma non potevo proprio sottrarmi, ho dovuto dare una "botta" anche al corridoio e al disimpegno (giusto una scopata) perchè c'erano delle vere e proprie balle di fieno che se la viaggiavano spinte dalla corrente d'aria, altro che gomitoli di polvere!!!
E poi mi sono concessa una sigaretta, com'è giusto che fosse, mia degna ricompensa.
Perciò rieccomi qui fra voi...
Ma dite un po', fra tutte 'ste visite al blog, c'è qualcuna che si iscrive anche sui lettori fissi o no???
Guardate che ci conto, eh!

Detto questo, partirei subitissimo all'attacco!


Ingredienti:

Per la base:
  • 100 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 50 grammi di burro
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale

Per la farcitura:
  • 1,5 decilitri di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato

Per la glassa:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 90 grammi di burro
  • 3 uova
  • sale

Mescolare il CACAO assieme alla farina e a un pizzico di sale.
In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, poi trasferire la ciotola a bagnomaria e continuare a sbattere per altri 7 minuti, ottenendo una crema spumosa. Incorporare la vanillina e poco alla volta la farina e il cacao setacciati. Unire ora il burro, che avrete fuso e lasciato raffreddare, quindi amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Versare l'impasto in uno stampo di 22 centimetri di diametro, foderato con carta da forno e infornare a 180 gradi per 40 minuti.
Una volta pronta togliere dal forno, lasciare riposare un quarto d'ora, poi sformare e fare raffreddare la torta capovolta, su una griglia.
Preparare intanto la glassa fondendo a bagnomaria il cioccolato e incorporarvi i tuorli uno per volta, con il burro ammorbidito e spezzettato. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale e incorporarli molto delicatamente.
Montare la panna per la farcia e aggiungervi lo zucchero.
Tagliare ora la torta in tre strati. Spalmare ogni strato con un po' di glassa al CIOCCOLATO, farcendolo poi con la panna, ricomponendo man mano la torta. In ultimo ricoprirla interamente con la glassa che resta.

Io rischierei di non riuscire manco ad aspettare coltello e piattino, mi ci avventerei sopra a mani nude...!

Torta yogurt e cacao amaro

Pulizie, pulizie e ancora pulizie.... MA NON SI FINISCE MAI??!
Ma perchè 'sta casa è un concentrato di polvere e schifezze che si formano da sole ogni due secondi (o lasciate da chi magari non ha voglia di toglierle)?
Che due palle!
Ho fatto la cucina e il bagno e poi se trovo ancora l'imput attacco col salotto, anche se ormai è per metà regno della gatta e ci sono peli ovunque, che non verranno mai via dai divani e dalle poltrone (a meno che non salti fuori il Folletto - non l'omino dei boschi, intendo l'aspirapolvere - da qualche parte).
Ma pensiamo ad altro!
Ho nuovamente messo a posto camera mia, attaccando qualche quadretto e qualche specchio qua e là e devo dire che inizia a prendere la piega giusta, l'immagine che io ho già bella e pronta in testa...
L'ho detto che mi piace arredare, vero?
Dai mobili più ovvi e necessari alle cazzabubbole più insignificanti, ma sempre ricercate e posizionate ad arte. Ehhh, non vedo l'ora di avere una casa tutta mia, da dipingere come voglio e da sistemare secondo il mio ordine e la mia fantasia! E arriverà, lo so che arriverà, com'è sempre arrivato tutto ciò che desideravo nella mia vita, presto o tardi che fosse. Infatti penso di essere una persona molto fortunata sotto questo punto di vista, anche perchè in contrapposizione ho avuto batoste mica da ridere, perciò mi sa che l'Universo ogni tanto mi conceda il contentino, giusto perchè me lo merito!!!
Oggi dovrebbero tornare Samu e Manu (se ho capito bene) e pure Mara (se non cambia idea all'ultimo). E intanto che li aspetto, prolungando la mia voglia di tè (che berrei a tutte le ore) me la spasso in vostra compagnia, dilettandomi nel dettarvi la seguente ricetta...
Carta e penna alla mano, care, oppure che si accenda la stampante!!!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 170 grammi di farina bianca
  • 80 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 120 grammi di yogurt naturale
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • 1 bicchiere di rum
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo

Per la salsa:
  • 300 millilitri di succo d'arancia fresco
  • 2 cucchiaini di maizena

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero fino a farle divenire chiare e spumose. Incorporare lo yogurt e la scorza grattugiata del limone. Poi la farina setacciata con il lievito e il cacao. Mescolare con cura mediante una frusta, ottenendo così un impasto omogeneo.
Aggiungere ora l'olio d'oliva e il rum, proseguendo ad amalgamare, quindi versare il composto in una tortiera di 20 centimetri di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti. Una volta cotta sfornarla, sformarla e lasciarla raffreddare.
Intanto mescolare la maizena con 180 millilitri di acqua, in modo da ottenere una pasta omogenea. Portare quest'ultima a ebollizione in una casseruola insieme al succo d'arancia, lasciando sobbolliere senza mai smettere di mescolare, finché tutto non sarà ben amalgamato.
Spolverizzare la torta con dello zucchero a velo e servirla subito, accompagnata dalla salsa all'arancia ancora calda.

Sì, direi che è l'ideale per una merenda in compagnia!

lunedì 7 febbraio 2011

Torta della Foresta Nera

La verità è che gli uomini vanno e vengono nelle nostre vite, possono portare gioia o dolore, ma qualsiasi cosa accada abbiamo la nostra amicizia e il cioccolato, nessuno ce li può portare via.
                                 Carole Matthews - Il Sexy Club del Cioccolato


Quanto è vero!
Oh, mi raccomando, se riuscite leggetelo il libro da cui è tratta questa citazione perchè è carinissimo!

Detto questo ora ho intenzione di appiopparvi una torta succulenta, direttamente dalla Germania! Anche perchè ci vuole proprio per concludere degnamente il pasto dopo il pollo di prima. Dico bene? Brave. Sapevo di trovarvi d'accordo!


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 8 uova
  • 225 grammi di zucchero semolato
  • 75 grammi di savoiardi
  • 70 grammi di mandorle
  • 50 grammi di farina "00"
  • 50 grammi di cacao in polvere
  • burro

Per la farcitura:
  • 100 millilitri di succo di ciliegia
  • 100 millilitri di kirsch
  • 600 millilitri di panna montata
  • 450 grammi di ciliegie nere sciroppate
  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • zucchero a velo

Sbattere i tuorli delle uova con lo zucchero fino a ottenere il nostro del composto chiaro e spumoso.
Sbriciolare i savoiardi, tritare le mandorle e aggiungere entrambi ai tuorli montati.
Aggiungere ora la farina e il cacao setacciati, dopo di che gli albumi montati a neve fermissima.
Versare l'impasto ottenuto in due teglie bene imburrate e dal diametro di 25 centimetri. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 35 minuti, fino a quando le due torte risulteranno elastiche al tatto (sul libro c'è scritto così, non guardatemi male!). Quindi sformarle e farle raffreddare su di una griglia.
Dividere ogni torta a metà in senso orizzondate, così da guadagnare 4 bei dischi di pasta.
Mescolare il succo di ciliegie con il kirsch. Spruzzarne un po' su un primo disco e poi cospargerlo di panna, disponendovi sopra qualche ciliegia sciroppata. Sovrapporre al primo disco un secondo e ripetere l'operazione. Fare la stessa cosa con il terzo disco e poi fermarsi disponendo sopra il quarto. Spalmare la superficie e i fianchi di tutto il dolce con la panna.
Tagliare il cioccolato fondente a pezzi e farlo sciogliere a bagnomaria (se riuscite a non scaldarlo troppo è meglio, per evitare che diventi grumoso e opaco). Togliere dal fuoco e mescolare bene con una spatola. Versarlo ancora caldo sopra un foglio di carta da forno appoggiato sopra un'asse di marmo o una piastra qualunque (di alluminio). Dovete versarlo poco alla volta, perchè dovrete ottenere uno strato sottile: 2 o 3 millimetri di spessore.
Spargerlo in modo regolare, sempre con la stessa spatola e depositarlo in frigo per 10 minuti.
Trascorso il tempo tirarlo fuori e ridurre il disco di CIOCCOLATO in molteplici scaglie, senza manovrarlo troppo con le mani, e con queste decorare la superficie e i lati della torta (la panna vi aiuterà, perchè le scaglie ci rimarranno subito attaccate).
Ultimare la decorazione con le ciliegie sciroppate che vi sono avanzate.


BABBABIA, ragazze!!!
Senza parole....
Se per caso, poi, oggi, non vi si chiude l'ultimo bottone dei jeans, beh.... ne è valsa comunque la pena. No? Eh! 

Pollo cacao

E anche oggi sole... quasi non ci si crede!
Questa casa acquista bellezza quando si possono spalancare le finestre facendo entrare la luce. I soffitti (già alti di loro) sembrano allungarsi e i colori che abbiamo dato alle pareti si possono apprezzare nella loro tonalità vera, senza essere modificati dall'illuminazione artificiale di lampadari e abat-jour.
Oggi, tra le varie faccende di casa (ebbene sì, mi tocca!) pensavo di andarmi a fare un giro in qualche libreria a caccia delle ultime uscite (sui generi che piacciono a me, ovviamente!). Devo tirarmi su il morale in qualche modo!
Mi manca non avere dietro tutti i mie libri, ma nella mia stanza non ci staserebbero... per non parlare dei DVD! Qua non stiamo vedendo manco un film! La tv in comune è in cucina ed è più piccola di un pacco di pasta, ma non è quello il problema. Indovinate un po'? Si vedranno 10 canali su cento e passa! Sto cacchio di digitale o decoder o come diavolo si chiama mi ha già triturato le ovaie da quando è uscito!!! Vedrete che qualità visiva, vedrete che figata, vedrete che anteprime (pagando!) sì-sì, VEDO! Cosa? Non si sa, perchè è tanto se becca un canale qua e là e i pochi che prende saltano subito appena c'è... un temporale? Una pioggia leggera? Noooooo! Basta una leggera brezza e già và in tilt!!!
Davvero snervante!
Così ho dovuto dire in qualche modo addio a una delle mie passioni, una delle mie abitudini vitali: i FILM!
Ora mi tocca guardare ciò che voglio dal portatile, aspettando i vari "caricamenti" e tutto ciò che non ti permette di vedere qualcosa senza essere disturbata. Che palle!
Mi direte: esci e vai al cinema. Si, certo, quando posso (e mi ricordo) ci vado anche, ma è pur sempre un costo che non potrei permettermi tutti i giorni, come invece vorrei. E poi andare al cinema da soli non è sempre una gioia (anche se l'ho fatto parecchie volte), mentre a casa te ne freghi e te ne vedi anche tre di seguito chiusa da qualche parte, per i fatti tuoi.
Pazienza....
Intanto tiratevi su le maniche che si parte alla grande, stamattina, giusto per affondare altrove tutti i nostri "dispiaceri"!


Ingredienti:

  • 30 grammi di cacao amaro
  • 1 pollo di almeno 1,5 kg tagliato a pezzi
  • 1/4 di bicchiere di olio d'oliva
  • 25 grammi di burro
  • 50 grammi di pancetta (in una sola fetta)
  • 1/2 bicchiere di vino rosso
  • 1 bicchierino di vodka
  • 8 cipolline borettane in agrodolce
  • farina
  • pepe bianco e pepe di Cayenna
  • sale

Soffriggere lievemente (fino a indorarle un poco) le cipolline con un goccio di olio d'oliva, insieme alla pancetta tagliata a dadini (una buona pancetta, mi raccomando, evitando quella troppo grassa).
In un altra padella dorare i pezzi di pollo (che prima avrete infarinato) con il burro e il resto dell'olio. Appena prendono colore, salarli a piacimento e condirli con i due tipi di pepe. Unire le cipolline e la pancetta al pollo. Versare ora la vodka, quindi fiammeggiare e lasciare spegnere. Mescolare bene il tutto, affinchè ogni cosa prenda sapore.
In un altro tegame scaldare il vino e unirvi il CACAO, sciogliendolo accuratamente. Versare poi questa cremina direttamente sul pollo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco dolce, mescolando ogni tot di tempo.
Una volta cotti, disporre i pezzi di pollo su di un piatto da portata, contornati dalle cipolline. Deglassare il sugo di cottura con un po' d'acqua calda, quindi filtrarlo o passarlo al passaverdure e colarlo interamente sul pollo.


Buon appetito, signore mie!

venerdì 4 febbraio 2011

Pancioccolato

Non vi sembra delizioso anche solo il nome?
Direi di sì...
Da rotolarcisi dentro!

Vi sto scrivendo dalla mia camera, sdraiata sul mio letto rotondo (troppo chic e troppo comodo!), osservando il mio spazio privato che sa di me, del mio profumo (Ipnotic, di Dior - mica pizza e fichi!), delle candele alla cannella, al CIOCCOLATO (ovviamente), ai chiodi di garofano e alla vaniglia. La carta da parati messa solo su una parete raffigura New York nei colori del rame, del fumè, dell'oro e di una tonalità fra il marrone scuro e il nero. Marilyn Monroe mi sorride da una quadro e da una piccola cassettiera dov'è stampata sopra una sua immagine su fondo nero lucido. Mancano ancora tutte le mensole che voglio e i vari specchi che devo ancora appendere, ma le due lampade da tavolo sono bellissime, nere e bianche e così l'armadio pitturato in avorio con degli inserti neri, rossi e oro. Le pareti sono un mix fra il carminio e il ciclamino e spicca la piccola chaise loungue con legno smaltato d'argento uguale al tessuto, dove si interseca un motivo floreale nero. Il tutto illuminato dalla lampada alogena a stelo messa a media intensità (odio la troppa luce, sono per gli ambienti in penombra).
Non so ancora bene dove piazzare tutte le mie scarpe e i miei stivali, ma nel complesso direi che è piuttosto carina...sì-sì!

E con questa bell'immagine come sfondo, vi abbandono con la seconda ricetta del giorno.


Ingredienti:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di burro
  • 6 uova
  • 125 grammi di zucchero
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di cioccolato fondente in scaglie
  • sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro.
In una terrina lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero, ottenendo così un composto chiaro e spumoso.
Sbattere a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli delicatamente alla crema di tuorli. Infine unire a filo il cioccolato fuso.
Dividere quindi l'impasto in due parti e metterne una in frigorifero.
Alla parte rimasta aggiungere il pangrattato e versarla in uno stampo foderato con carta da forno. Cuocere la torta in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Una volta pronta sfornare e sformare, lasciandola raffreddare su di una griglia o su di un tagliere.
Togliere dal frigo la parte di impasto conservata e spalmarla interamente sulla torta (che dovrà essere fredda!). Spolverizzare con il CACAO amaro e guarnire con le scaglie di cioccolato.

E dite se è poco!!!

mercoledì 2 febbraio 2011

Frappé al cacao

E' giunta l'ora, finalmente!!!
Domani sveglia all'alba (ahimè) e si corre in stazione a prendere il treno per Roma! Si torna alla mia seconda casa! Si torna a questa stramba e magica città che ti dà tanto e ti toglie ancora di più!! E si torna dai miei coinquilini... i miei fratellini... le mie "vecchie signore" (lunga storia)....!!!
E come inaugurare il tutto? Tramite un bel frappé con cioccolato e panna (tenendo sempre conto che posso solo sognarlo e non ancora gustarlo...).
Voi che potete, invece, fatene pure indigestione!!!
Nel frettempo mi ha telefonato il mio specialfriend Samu, dicendo che verrà a prendermi in stazione... Cucciolo mio!!! Ma quanto bene gli voglio? Non si può dire! Proprio vero che nella maggior parte dei casi i veri fratelli (o sorelle) non nascono mai nella tua stessa famiglia. E lui è uno di quelli.


Ingredienti:
  • 4 decilitri di latte intero fresco
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
  • panna montata

In una ciotola mescolare lo zucchero con il CACAO.
Travasare l'insieme di polveri nel bicchiere del frullatore. Aggiungere il latte, un bicchiere di ghiaccio (tritato precedentemente) e frullare per almeno 3 minuti.
Appena pronto dividerlo nei bicchieri scelti e servirlo subito, decorando la superficie del frappé con un bel po' di panna montata (in questo caso consiglio quella fatta dal gelataio o dal pasticcere, riesce sempre più compatta della nostra, visti i loro "macchinari"...).
Si può sostituire il cacao amaro con quello dolce e aggiungere un pizzico di cannella o di vaniglia in polvere.

So che alcune di voi non sono ancora pronte per usare il ghiaccio in questa stagione (e avete tutte le ragioni), ma è anche vero che molte altre non abbandonano mai l'estate, vivendola anche d'inverno... e poi, diciamolo, qualsiasi cosa sappia di cioccolato va bene, fredda o calda che sia!

A dopo, care!
Questo è giusto il primo "sorso" di oggi...

domenica 30 gennaio 2011

Riso al cioccolato

Bene, bene, bene....
La veterinaria non compare ancora all'orizzonte. Ma come vedete io non vi abbandono!
Anche se magari, fra una ricetta e l'altra, lascio ampio spazio a un nuovo capitolo del libro (la mia vera passione primaria!)... Pensate che a furia di scrivere ormai si sono consumate le lettere sui tasti del pc. Fortuna che le mani e il cervello hanno memorizzato dove si trova quella e quest'altra lettera (tipo la E, la A, la C, la S e la D, che sono praticamente "scomparse"!), altrimenti sarebbe un vero casino! Un "battere" alla cieca!

Bando alle ciance, tenetevi forte perchè per la prima volta da quando ho iniziato a scrivere sul blog ho in serbo per voi un piatto SALATO!
Ebbene sì, trattasi di risotto... e un risotto buo-nis-si-mo!
Certo, non si tratta di risotto allo champagne o al tartufo bianco, ma è comunque un piatto prelibato e sicuramente originale. Estrapolato, oltretutto, dal ricettario fatto dai bambini nella scuola dell'ospedale di Vercelli nell'anno scolastico 2005/2006.
E vorrei dedicarlo a una persona speciale, a una mia nuova amica di Facebook che si è innamorata del blog e lo seque quotidianamente (per la mia gioia personale!).
Quindi grazie, grazie e ancora grazie a Sofia Scotto Di Carlo!


Ingredienti:
  • 8 manciate di riso
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/4 di cipolla bianca dolce
  • 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 1/2 dado vegetale
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 1/2 tavoletta di cioccolato extrafondente (una tavoletta solitamente pesa circa 100 -125 grammi)

In una padella ampia versare la cipolla tritata facendola rosolare nell'olio d'oliva. Dopo di che aggiungere il riso e lasciarlo tostare brevemente.
Versare il vino e mescolare lasciando evaporare.
Nel frattempo mettere sul fuoco una padella d'acqua che dovrà essere mantenuta calda.
Aggiungere al riso il mezzo dado, il cacao e un mestolo alla volta di acqua (regolandola man mano a seconda della necessità del riso), mescolando spesso finchè non sarà cotto.
Prima di servire, grattugiare il CIOCCOLATO extrafondente direttamente sul riso (come fosse il parmigiano o un altro formaggio di vostro gradimento), mescolando poi affinchè si sciolga.
Aggiungere sale e pepe a seconda dei gusti del vostro palato.

Buon appetito!
Decisamente un piatto "domenicale" assai chic!

Festeggiare il compleanno!

Buona domenica a tutte, pulzelle!
La mia sta passando in attesa del veterinario per la micetta più piccola, ricordate? Ve ne ho parlato in qualche post precedente...
Il mio vicino ha contattato una sua amica che è stata così gentile da dire che oggi (non ha precisato l'ora) passerà qui da me a controllarla. Che brava persona!
Intanto, non potendo uscire in attesa che arrivi, ammazzo il tempo assieme a voi... al mio nuovo romanzo... al film Il ragazzo della baia con un Kiefer Sutherland giovanissimo... e alle solite due tazzone di tè verde.
E non state lì a invidiarmi, per favore!
(sto sorridendo, anche se non mi vedete)
E visto che, tutto sommato, sono di buonumore, ho deciso di proporre qualcosa per eventuali compleanni (tenendo presente che fra poco ci sarà quello di mia nonna): sia che qualcuno lo stia festeggiando proprio oggi (AUGURIII!), sia che qualcuno stia preparando una festa a sorpresa in vista dei prossimi giorni (VECCHIE FAINE!) e sia che qualcuno l'abbia appena passato o che sia ancora piuttosto lontano.
Niente paura, perchè MOI ho la soluzione (per chi si accontenta, certo...).
Mamme, nonne, zie, madrine e sorelle: FATEVI SOTTO!!!


INGREDIENTI:

Per l'impasto:
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero bianco
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 grammi di farina tipo "00"
  • sale
  • 100 grammi di amido di frumento
  • 1 bustina di lievito per dolci

Per la farcia e la decorazione:
  • 125 millilitri di succo di albicocca
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 25 grammi di amido di frumento
  • 2 tuorli d'uovo
  • 400 millilitri di latte
  • 3 cucchiai di marmellata di arance
  • 50 grammi di Dolceneve di CAMEO
  • 1 confezione di palline arcobaleno "guarnì" di CAMEO

Procedere con l'impasto.
Separare i tuorli dagli albumi e sbattere a schiuma i primi con tre cucchiai di acqua bollente. Aggiungere poco alla volta 100 grammi di zucchero insieme a un pizzico di sale e alla vanillina, continuando a sbattere fino a ottenere una crema corposa.
Lasciare la crema un attimo da parte e montare a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero rimasto. Unire quindi la neve alla crema precedente, aggiungendo la farina setacciata con l'amido di frumento e il lievito.
Mettere l'impasto in uno stampo a cerniera di 26 centimetri di diametro, imburrato e infarinato, e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 35 minuti.
Ora preparare la farcitura mescolando in un pentolino il CACAO , lo zucchero, l'amido di frumento, i tuorli, 250 millilitri di latte e portare il tutto a ebollizione, facendo bollire per circa un minuto, senza smettere di mescolare.
Riprendere in mano la torta, che nel frattempo si sarà raffreddata, sformarla e tagliarla in tre strati in senso orizzontale. Bagnare il primo strato con un po' di succo di albicocca, spalmandovi poi sopra la marmellata di arance. Sovrapporre ora il secondo strato, bagnarlo con il succo di albicocche e spalmarci sopra la crema al cacao. Chiudere con l'ultimo strato, bagnarlo con il succo che resta e basta.
Preparare il Dolceneve di CAMEO seguendo le istruzioni scritte sul retro della busta, con i 150 millilitri di latte e, una volta pronto, spalmarlo a piacimento sulla superficie e su tutto il contorno della torta, rendendola unicamente bianca.
Decorare con le palline arcobaleno.

Visto?
Una cosa carina, che fa scena, facilissima da preparare e soprattutto buona.
Poi certo, potete variare gli ingredienti a seconda dei vostri gusti, come per tutte le altre ricette.
Perciò non mi resta che augurarvi: BUON COMPLEANNO!!!

mercoledì 26 gennaio 2011

Ma chi è stato il primo (o prima) a tirare fuori il nome: pirottini?

No, perchè io certe domande me le faccio, di tanto in tanto...anche a costo di sembrare pazza!
Cioè, io devo ancora fare i conti oggi, alla mia veneranda età (quasi trenta!!!) con il mio nome (Tecla) che nessuno capisce mai alla prima (nel senso che devo ripeterlo almeno due volte!), mentre ci sono nomi e termini come appunto "pirottini" a cui nessuno fa caso perchè così si chiamano da sempre, punto.
Il mio nome sembra qualcosa di ostrogoto, che spinge il prossimo a fissarmi con sguardo indagatore per capire come mai i miei tratti somatici siano così tanto "europei", dando per scontato che io sia per forza straniera o figlia di immigrati (per ora vincono i greci, dato che Tecla deriva effettivamente dal greco) e invece per utensili come i pirottini, la grattugia eccetera non ci sono mai domande e sguardi corrucciati. Perchè è così da sempre, ce l'hanno insegnato da piccoli, lo sanno tutti, sono divenuti termini "comuni", mentre i nomi propri di persona hanno ancora quel qualcosa che li rende unici e spesso sconosciuti e sorprendenti. 

Ci avete fatto caso anche voi o sto semplicemente delirando??
La seconda, eh?
Grazie. Me lo ricorderò!


INGREDIENTI:
  • 200 grammi di cioccolato al latte
  • 1 cucchiaio di olio di semi di sesamo
  • 60 grammi di nocciole pelate
  • 80 grammi di uvetta
  • 1/2 bicchiere di Marsala dolce
  • cacao amaro

Ammollare l'uvetta nel Marsala e farla gonfiare per bene.
Sciogliere 2/3 del cioccolato a bagnomaria e prima che si fonda del tutto, togliere dal fuoco e unire il cioccolato rimanente (tritato) e l'olio di semi di sesamo.
Tostare le nocciole in forno, quindi tirarle fuori, raffreddarle un attimo e tritarle.
Scolare ora l'uvetta, tamponarla in uno scottex e passarla nel cacao in polvere.
Prendere dei comuni pirottini in carta oleata (ci sono anche di alluminio se preferite) e versare dentro di essi il cioccolato fino a metà della loro altezza. Porre dentro a ciascun pirottino un acino d'uvetta e coprire con dell'altro cioccolato. Cospargere la superficie con la granella di nocciole e mettere in frigo.
Tirare fuori solo al momento di servire.


Ahimè, il mio libricino delle meraviglie sta quasi per terminare...

martedì 25 gennaio 2011

Piccole cialde al cacao piene di spuma al cioccolato bianco

...I ricercatori hanno scoperto che il CIOCCOLATO produce alcune reazioni che procura anche la MARIJUANA.
I ricercatori hanno scoperto altre analogie fra i due elementi... ma non se le ricordano...
                                                                           Matt Lauer (giornalista)


Giornatina iniziata mica da ridere...!
Un freddo porco in casa, perchè la caldaia ha pensato bene di entrare in sciopero per qualche ora. No, dico, già è traumatico quando ci alziamo al mattino, ancora cariche di sonno (specie se come me si sta svegli a scrivere o a leggere fino a tardi...ma tardi-tardi!) e dobbiamo scoprirci uscendo fuori dal "nido" che abbiamo formato con il piumone... in più ti accosti per un attimo ai termosifoni, convinta di smorzare la crisi epilettica che ti sta facendo battere i denti e cosa trovi?? TUTTO GHIACCIATO!
Ti tocca ballare la tarantella (ossia saltellare!) fino in bagno, sperando che gli arti ti si riscaldino al più presto. Ma è finita qui? NO! Perchè senza caldaia, in questa vecchia (e fantastica!) casa della nonna non c'è acqua calda! Quindi sai che DEVI per forza rinunciare a farti la doccia (sebbene tu l'abbia fatta prima di coricarti ieri sera) o rischi davvero di congelare, oltre al fatto che i capelli ti si potrebbero ghiacciare e quindi cadere! Perciò? Decidi di lavarti a pezzi, maledicendo qualsiasi cosa e iniziando a perdere la sensibilità di piedi... mani... e... beh, se avessi le palle ti cadrebbero a terra anche quelle! Fortuna che le tette rimangono ben salde al loro posto... anzi, dicono che l'acqua fredda (che è un eufemismo!) faccia bene in generale e a partire dalla pelle, e che renda TUTTO più liscio e sodo...
Per carità, è vero, MA PERCHè INIZIARE A SOFFRIRE DAL MATTINO PRESTO???!
Comunque... sopravvissuta al risveglio scendo al piano di sotto a fare colazione vestita peggio di una talebana! Nel senso che per sfuggire al gelo mi sono avvolta in sciarpe, sciarpine e scialli (avendo già addosso circa tre maglioni), lasciando scoperte solo le dita dove il sangue ha ripreso a circolare correttamente solo dopo averle incollate alla tazza bollente del tè.
E per fortuna che sono malata, che devo stare al caldo e che devo riguardarmi!!!
Finito di mangiucchiare mi decido a mettere il naso fuori casa, abbandonando i miei strati in più di vestiario per riuscire a entrare nella giacca. L'impatto con l'aria è tremendo e per quanto io sappia (visto che i telegiornali te lo ripetono - e quasi rinfacciano! - ogni tre per due) che in zone come Belluno la temperatura è scesa sotto i -30 e -40 (il mio cadavere starebbe già scivolando lungo la riva congelata di qualche fiume...) il pensiero più naturale e sincero è il seguente...: NON ME NE FREGA UN CAZZO! FA FREDDO, PUNTO!
La strada verso le Poste è breve, ma c'è tempo perchè la circolazione si ripristini, infiammandomi la faccia e le orecchie (me lo sapete dire voi perchè nel gelo assiderale le orecchie diventano rosse e bruciano?? Mah!), mentre l'aria pungente (ancora più glaciale per via del cielo sereno e del sole, cioè, paradossale!) mi fa lascimare gli occhi sciogliendomi così un po' di mascara.
Arrivo, infine, a destinazione. Entro e tutti si girano a fissarmi e mi vedo con i loro occhi: una sorta di Omino Michelin (per via del piumino) con tanto di guance rosse alla Heidi e occhi neri a panda.
Qualcuno ridacchia pure e riesce a sentirsi simpatico dicendomi: - Freddo, eh? -
MA VA'?! NON L'AVREI MAI NOTATO SE NON ME LO DICEVI TU!
Mi faccio strada fra la gente, iniziando già a sudare (quindi a pezzare la maglia sotto) perchè in 'sti posti e negli uffici in generale il riscaldamento è sempre a palla! Arrivo allo sportello libero, dove si pesano i pacchi (visto che ero lì per spedirne due a Roma, a me stessa - ahahahah!) e la tipa me li prende dalle mani, li pesa, mi guarda e scuote la testa, iniziando a dirmi che ho sbagliato, che sono stata "fessa", che potevo fare un pacco unico invece di due "piccoli", spendendo così una sola somma invece che la stessa moltiplicata per due...
Ora, io mi domando e dico... tolto che non sono fattacci tuoi quello che spedisco e come cacchio lo voglio spedire... MA DEVI PROPRIO ROMPERMI LE PALLE?! Non puoi fare il tuo lavoro e basta? No! Devi farmi sentire una stupida cacca, che sta sudando, accaldata, dentro il suo ridicolo piumino!!! Ma è colpa mia se in casa avevo solo quelle scatole lì e non una grande??! Cosa dovevo fare, andarmi a girare tutti i parcheggi dei supermercati, spulciando vicino ai cassonetti dove di solito lasciano gli scatoloni, riempiendo dentro e fuori il bidone che raccoglie la carta???!
Insomma, ho mollato lì quello che dovevo spedire, ho sfoderato un sorriso di plastica che dietro nascondeva un VAFFANCULO grande come una casa e me ne sono andata!

Miiii, che mattinata!


Ingredienti:

Per le cialde:
  • 1 albume
  • 60 grammi di burro
  • 60 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di farina bianca tipo "00"
  • 10 grammi di cacao amaro

Per la spuma:
  • 150 millilitri di latte intero fresco
  • 40 grammi di cioccolato bianco
  • 250 millilitri di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo

Per decorare:
  • 25 grammi di cioccolato fondente


Montare a neve l'albume con lo zucchero a velo, quindi unire il burro fuso (non caldo), la farina e il cacao setacciati.
Lasciare il composto ottenuto in frigorifero affinchè si rapprenda.
Scaldare intanto il latte e scioglerci dentro il CIOCCOLATO. Fare intiepidire, zuccherare e versare in un sifone. Unire la panna e caricare con il gas, lasciandolo poi al fresco.
Con il dorso di un cucchiaio formare (con il composto messo in frigo precedentemente) dei dischi posandoli su di una placca da forno foderata di carta oleata. Cuocerli per 4 minuti a 200 gradi.
Togliere dalla placca le cialdine ottenute e farle raffreddare subito su dei piccoli stampini rovesciati o sul collo di una bottiglia.
Appena queste cialde saranno croccanti (cioè solide nella loro forma) riempirle con la spuma soffiata dal sifone e servirle decorate con il cioccolato fondente grattugiato sopra.

Ovviamente se non possedete un sifone potete rinunciare ad ottenere una vera e propria spuma, accontentandovi della "solita" crema usata tramite una tasca da pasticcere con la punta dentellata.
Si fa quel che si può, no?

lunedì 24 gennaio 2011

Salame, salame e ancora salame!

Ebbene sì, lo ammetto e ve tocca (anche se non vi và): oggi ce l'ho con i rotoli e coi salami, perciò praparatevi!
Naaaa... non è mancanza di "qualcosa", brutte, stregacce, maliziose!!!
Oddio, se magari mi capitasse di incontrare un medico che, oltre ad essere bravo, sia anche bello, perchè buttarlo via? Per ora non è ancora capitato (e sì che ne ho visti da Natale a oggi!).
Pazienza. Mi devo accontentare di quelli di CIOCCOLATO!
E ben vengano!


INGREDIENTI:
  • 150 grammi di burro
  • 120 grammi di cacao amaro
  • 250 grammi di zucchero
  • 100 grammi di amaretti
  • 1 bicchierino di amaretto di saronno
  • 2 uova

Lavorare il burro ammorbidito con una spatola fino a ridurlo a una crema.
Unire lo zucchero a cucchiaiate, mescolando dopo ogni cucchiaiata.
A questo punto aggiungere un uovo più un tuorlo, amalgamando con cura.
Incorporare il cacao setacciato e gli amaretti ridotti in poltiglia, bagnati precedentemente con il liquore all'amaretto.
Ora incorporare l'albume tenuto da parte e montato a neve ben ferma.
Dare al composto la forma di un salame e avvolgerlo in un foglio di alluminio.
Mettere il salame in frigo per almeno quattro ore, dopo le quali tirarlo fuori, tagliarlo a fette e servirlo.

Da aggiungere al rotolo precedente, dandovi alla pazza gioia!!!

domenica 23 gennaio 2011

Dolce africano

E qui, amiche, vi voglio vedere attive ed energiche!
Sto popò di dolce non scherza, quindi non dovete scherzare manco voi, specie nella scelta di chi avrà l'onore di assaggiarlo...
Perciò forza, mie dilette, un giro di telefonate e una cena con le vostre migliori amiche (o amici...vecchie mandrille!) non ve la leva nessuno! E non è detto nemmeno che dobbiate cucinare altro, giusto? Potete fare una cosa diversa, solo a base di dolci, con questo qui di seguito servito come piatto forte... su, su, lasciare libera la fantasia, please!!!


Ingredienti:
  • 200 grammi di burro
  • 200 grammi di zucchero bianco
  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 150 grammi di mandorle pelate
  • 50 grammi di cacao amaro
  • peperoncino macinato
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • rum
  • zucchero a velo
  • miele

Versare in una terrina il burro ammorbidito e lo zucchero e lavorarli fino a ridurli in crema.
Continuare a mescolare aggiungendo il cacao amaro, il cioccolato grattugiato, i biscotti ridotti in polvere, un cucchiaio di rum, le mandorle tritate e un pizzico di peperoncino.
Ottenuto un composto omogeneo (da poter lavorare anche con le mani, volendo) sistemarlo su di un rettangolo di carta di alluminio, dandogli la forma del salame.
Se per caso vedete che l'impasto è troppo asciutto e sbricioloso e si spezzetta appena lo si tocca cercate di omogeneizzarlo con del latte.
Una volta pronto, avvolgerlo appunto nella carta e metterlo in frigo per almeno cinque ore (in questi casi io consiglio sempre di preparare il dolce la sera e di lasciarlo al freddo tutta la notte).
Trascorso il tempo (o il giorno dopo) tirarlo fuori dal frigo, eliminare l'alluminio e tagliare il salame a fette, posizionandole su di un piatto da portata.
Su ogni fetta fare scendere qualche goccia di miele, spalmandola su tutta la superficie.
In ultimo, prima di servire, cospargere le fette con abbondante zucchero a velo.

Penso non si possa aggiungere altro, no?