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domenica 27 febbraio 2011

Meringhe al cioccolato

Buona domaenica a voi tutte, belle bimbe. E in particolare al popolo femminile della BIELORUSSIA, per essersi aggiunto alla nostra sempre più vasta Famiglia!
Quanto mi rendete orgogliosa non si può dire!!!

Oggi, nonostante abbia già fatto un bordello di cose ho un sonno che non ci vedo. Colpa dell'ora in cui sono andata a dormire? Può darsi, visto che erano le sette del mattino! E mia mamma ha pensato bene di darmi la sveglia, telefonandomi, alle due del pomeriggio, quando ahimè ero ancora in fase "rem"... Però sono riuscita a tirarmi giù dal letto lo stesso, a fare colazione (al posto del pranzo) a salutare Manu che se n'è andato per due giorni su a casa dai suoi e a fermarmi in cucina a chiacchierare con Mara e Samu del sabato sera passato assieme a loro nel locale dove lavorano, Radio Cafè, e dove ieri come ospite c'era Asia Argento a fare la DJ.
Ebbene sì.
Non si è rivelata la donna strong e rock che tutti un po' ci aspettavamo, anzi, a tratti è apparsa come una dolce ragazzina, un po' timida e insicura, un po' pacata, tranquilla, "normale" come uno non se la immagina. Vestita benissimo, con i capelli portati in un semplice caschetto, fumando e bevendo caipiroska alla fragola ha passato la serata dietro la consolle, mixando i pezzi che lei e altri due dell'organizzazione mettevano (tutta musica anni Settanta) e poi a un certo punto, molto prima che il locale chiudesse, è sparita in sordina...

Chiusa parentesi ed è subito sera, come diciamo noi del Castello Errante (ormai è divenuto il nostro motto). Sono le otto e mezza, fuori piove, fa freddo, è tornato l'inverno, mi si chiudono gli occhi, devo ancora decidere cosa farmi per cena e scrivere un ultimo articolo per il mio nuovo lavoro....
Dove posso trovare le forze?
Forse in una di queste meringhe, se qualcuno le facesse spuntare per magia, offrendomene almeno metà...!


INGREDIENTI:
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • 200 grammi di zucchero a velo
  • 125 grammi di mandorle
  • 3 albumi
  • sale

Sciogliere a bagnomaria i due tipi di cioccolato, ma non assieme, separati.
Incorporare al cioccolato fondente 150 grammi di zucchero a velo e la metà delle mandorle (che precedentemente avrete tritato). Aggiungere il restante zucchero e l'altra metà delle mandorle al cioccolato al latte.
Montare a neve fermissima i bianchi d'uovo con un pizzico di sale e unirla ai due preparari al cioccolato.
Scaldare il forno a 180 gradi e, con un cucchiaio, formare tante meringhe, posizionandole su di una teglia larga rivestita di carta da forno. Cuocerle per 15 minuti, dopo di che tirarle fuori e decidere se mangiarle calde o aspettare il giorno dopo, spolverizzandole con dello zucchero a velo.

Semplici, veloci, buone.

martedì 22 febbraio 2011

Waffle al cioccolato

Salutiamo a braccia a perte la GRECIA e la POLONIA che si sono unite a noi questa settimana!
Voi non sapete quanto mi "illuminate d'immenso", ragazze!
E proprio a voi voglio dedicare l'ultimo dolce della giornata (che ormai è serata...) con la promessa da parte vostra di provare a farlo!
La prima volta che ho assaggiato questi "biscottoni" sono impazzita! Ero piccola e me li faceva la zia di mio padre, spedendomeli direttamente dal Belgio (una goduria!). Una volta cresciuta mi sono fatta dare la ricetta dalla sua famiglia, ma non sono mai riuscita a farli buoni come la zia Albertina.... MAI!
Si dice (e così riporta anche uno dei miei libri di cucina) che queste cialde croccanti vengono vendute a ogni angolo di strada in Olanda, in Belgio e nel nord della Francia (dove vengono chiamate gaufres). I pellegrini del nord Europa portarono questa ricetta in America dove vennero addirittura istituiti dei veri e propri "waffle party", molto di moda nel XVIII secolo. La loro struttura, infatti, è perfetta (lo vedrete una volta fatti) per trattenere dosi generose di panna montata, sciroppo d'acero, burro fuso, burro di noccioline e (tornando dalle nostre parti) marmellate, cioccolato fuso, creme di ogni tipo, Nutella e qualunque cosa il vostro gusto vi suggerisca!

L'unico intoppo, se così lo vogliamo chiamare, è che per fare i waffle o gaufres serve lo stampo adatto.
Se al momento non ne siete in possesso dovrete posticipare l'assaggio a quando avrete voglia e tempo per andarlo a comprare (ormai comunque ve lo tirano dietro e lo si trova in ogni negozio di elettrodomestici).
Per chi invece già ne possiede uno, beh, mie care, non devo proprio insegnarvi nulla, giusto? Posso solo consigliarvi la seguente ricetta, che magari per dosi e ingredienti potrebbe essere leggermente diversa da quella che conoscete voi...



INGREDIENTI:
  • 200 grammi di farina tipo "00"
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 3 cucchiai e 1/2 di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 400 millilitri di latte intero
  • 1 bustina di vanillina
  • 40 grammi di burro
  • zucchero a velo vanigliato


Setacciare la farina con un pizzico di sale, il cacao e il lievito in una terrina. Aggiungere lo zucchero, i tuorli, il latte, la vanillina e il burro fuso e con una frusta amalgamare bene il tutto. Il risultato dovrà essere una pasta densa e cremosa.
Montare a neve ben ferma gli albumi e amalgamarli all'impasto precedente con estrema delicatezza, senza però mescolare a lungo. Cioè, in questa fase della preparazione è meglio lasciare le classiche striature bianche piuttosto che rendere il tutto troppo omogeneo.
Mettere a scaldare lo stampo come da istruzioni del macchinario e per come siete abituate. Alcuni stampi, magari modelli vecchi, hanno bisogno di essere unti ogni volta che li si usa. Altri, probabilmente più moderni o di fattura diversa, non ne hanno bisogno, basta scaldarli e si usano direttamente.
Ora, utilizzando un cucchiaio di metallo mettere un po' di impasto sopra lo stampo (e qui si può decidere se fare un waffle grosso quanto lo stampo, prendendolo tutto con la dose di impasto, oppure un waffle più piccolo, mettendo solo un poco di impasto esattamente al centro di ogni stampo), richiuderlo e aspettare la cottura, che solitamente si aggiara intorno al minuto (anche qui a seconda del macchinario). Ci sono addirittura gli stampi di vecchia data che devono essere girati, così da cuocere prima 30 secondi un lato del waffle e poi 30 secondi l'altro.
E così via, fino a terminare l'impasto.
I waffle andrebbero serviti caldi, perciò potete prepararli sul momento e mangiarli in compagnia aspettando che si cuociano uno dopo l'altro.
Sono buonissimi anche così, senza aggiunta di nessuna crema o panna o cioccolata, ma semplicemente spolverizzati con abbondante zucchero a velo vanigliato.

A voi la scelta, donne!
E un consiglio spassionato: compratelo lo stampo. Non ve ne pentirete e conquisterete chiunque servendo loro qualcosa di assai originale!

venerdì 18 febbraio 2011

Torta al cioccolato con semi di papavero

Beh, questa qui non posso fare a meno di dedicarla ai miei due brothers, Samuele e Manuel, che ne hanno portato un sacco intero di semi di papavero di ritorno dalla Slovacchia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 100 grammi di farina bianca
  • 100 grammi di fecola
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 200 grammi di burro
  • 8 uova
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • 200 grammi di semi di papavero
  • 1 cucchiaino di lievito
  • sale

Per la glassa:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 80 grammi di burro
  • 1/2 tazzina di caffè ristretto

Lavorare il burro con lo zucchero semolato e quello vanigliato fino a ottenere una crema.
Aggiungere i tuorli delle uova uno alla volta, mescolando sempre con cura fra uno e l'altro.
Unire ora i semi di papavero macinati e poco per volta la farina setacciata con il lievito e la fecola.
Quindi il cioccolato grattugiato.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti e concludere incorporando gli albumi montati a neve con un pizzico di sale.
Versare l'impasto in uno stampo da 26 centimetri di diametro, foderato di carta forno e cuocere a 180 gradi per 50 minuti.
Togliere poi dal forno e lasciare raffreddare.
Intanto preparare la glassa sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente e amalgamandovi lo zucchero, il burro e il caffé.
Una volta fredda togliere la torta dallo stampo, posarla su di un piatto da portata e ricoprirla con la glassa.
Lasciare che quest'ultima si solidifichi prima di servire il dolce!

GNAM!!!

giovedì 17 febbraio 2011

Torta di mele della Slovenia

Sempre in tema di mondo...!
Visto e considerato che il mio piccolo mondo, oggi, per come sto, mi fa giusto schifo!
Mi sento realmente di cacca, anche se sto qui a fare la simpatica e, come se non bastasse, il computer ha pensato bene di divenire lento come la Quaresima!!! Cioè, prima a rispondere a un mio amico su Facebook c'ho messo mezz'ora, tanto che a un certo punto si è disconnesso, salutandomi offeso e pensando che non lo stessi cagando di proposito!
Ma dimmi te sta tecnologia!!!
Sono anche andata a controllare nell'angolino a destra in basso, sullo schermo, per vedere se per caso la mia connessione fosse "bassa" o "molto bassa", come una specie di fumetto ci annuncia a volte e invece c'è scritto "ottima". Capito? Piglia pure per il culo!
Giusto una torta ci vorrebbe per calmarmi, o giuro che potrei spaccare qualcosa!
Odio stare male.
Odio avere bisogno di qualcosa o di qualcuno.
Odio essere vulnerabile.
Odio non essere del mio solito umore brillante e nel mio solito equilibrio e stato di benessere generale!
Passerà, lo so, ci mancherebbe, come passa sempre tutto e in fin dei conti questi giorni di merda sono meno di una caccola in confronto a quello che ho già affrontato in ben altri frangenti.... ma in questo momento è così: odio!



Ingredienti:

Per la torta:
  • 200 grammi di noci sgusciate
  • 7 mele
  • 330 di semolino
  • 330 di zucchero bianco
  • 2 uova
  • 8 cucchiai di latte
  • 1 tazzina e mezzo di caffè amaro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 5 cucchiai di olio d'oliva
  • sale

Per guarnire:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • zucchero a velo


Sgusciare, spellare e tritare le noci (lo so è un lavoro duro, ma qualcuno lo deve pur fare...).
In una terrina mescolare con cura al semolino lo zucchero, l'olio, il caffè, il latte e un pizzico di sale. Quando l'impasto risulterà omogeneo unire il lievito setacciato e le mele, sbucciate e tagliate a fettine sottili.
Versare tale composto in una pirofila rettangolare bene imburrata e infarinata e fare cuocere per 45 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi.
Una volta cotta la torta sfornarla e lasciarla raffreddare nel suo contenitore.
Intanto sciogliere il CIOCCOLATO a bagnomaria, ottenendo così una specie di glassa con cui potrete divertirvi a seconda della vostra fantasia. La ricetta vuole che si decori il dolce con strisce trasversali: una fatta di zucchero a velo e l'altra di cioccolato spalmato e così via...
E' chiaro, però, che potete anche evitare di divenire matte o strabiche e gestire i due ingredienti in modo più semplice e veloce.

Sarà sempre e comunque buonissima!

Devil's food cake

Già solo il nome è tutto un programma, vero?
Molte di voi già la conosceranno, questa torta. Altre l'avranno fatta magari senza essere a conoscenza del nome originale. Altre ancora, incuriosite, proveranno subito.
Bene, donzelle, trattasi di una delle tipiche ricette "dal mondo", come vengono chiamate quelle che non fanno parte della tradizione del nostro Paese.
Ma non mi perderò in inutili chiacchiere, come ho fatto prima (oddio, più che chiacchiere era una specie di cronaca nera in riferimento alla mia vita!), ve l'avevo promesso, no?


Ingredienti:

Per le basi:
  • 160 grammi di cioccolato fondente da copertura (si chiama proprio così. Tendenzialmente io non ci faccio molto caso, si richiede quello fondente? E fondente sia, non sto a guardare se è ottimale per glasse e coperture o no, ma in questo caso voglio fare la pignola e voi seguirete la mia scia....eheheheh!)
  • 1,5 decilitri di panna acida
  • 200 grammi di zucchero di canna
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • sale
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 160 grammi di burro
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 3 uova

Per la farcitura:
  • 3,5 decilitri di panna da montare
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Per la glassa:
  • 190 grammi di cioccolato fondente da copertura (idem come sopra)
  • 1,5 decilitri di panna acida

Iniziare sciogliendo il CIOCCOLATO con la panna acida e lo zucchero di canna, a fuoco dolce.
Setacciare la farina con il cacao, il sale, il bicarbonato e lasciare da parte.
Lavorare a crema il burro con lo sbattitore elettrico insieme allo zucchero semolato e unendo poi i tuorli delle uova, uno alla volta. A questo punto aggiungere la farina messa da parte con cacao, sale e bicarbonato, alternandola con 2,5 decilitri di acqua. Il tutto deve sempre essere amalgamato con una frusta elettriga, regolando la velocità a seconda degli ingredienti che si aggiungono. Quindi unire il composto a base di cioccolato fuso e dopo gli albumi delle uova, montati a neve fermissima.
Dividere l'impasto ottenuto in due stampi a cerniera, possibilmente da 22 centimetri di diametro, foderati con carta da forno. Cuocere a 180 gradi in forno già caldo per circa mezz'ora.
Una volta cotte, sfornare e sformare le due torte, lasciandole raffreddare.
Scioglire a bagnomaria il fondente per la glassa e fuori dal fuoco amalgamarvi la panna acida riscaldata, lasciandolo poi lì così.
Ora, sempre con lo sbattitore elettrico, montare la panna con lo zucchero a velo e l'essenza di vaniglia.
Sistemare una delle due basi di pasta cotta su di un piatto da portata, spalmarla con un abbondante strato di panna montata e coprire con la seconda base. A questo punto ricoprire la superficie e la circonferenza con la glassa preparata prima e servire.
Se vi avanza un po' di panna montata potete usarla per guarnire i piattini in cui distribuirete le fette di torta.

Et voilà!

lunedì 14 febbraio 2011

"Ghiaccio" al cioccolato bianco...

Beato cioccolato, che dopo aver corso il mondo, attraverso il sorriso delle donne, trova la morte nel bacio saporito e fondente delle loro bocche.
                                                                        Anthelme Brillat-Savarin


In effetti trattasi di amore reciproco...no? Fra la donna e il cioccolato, intendo. Da sempre e per sempre, mi sa.
E intanto un altro San Valentino è arrivato, zitto-zitto, cogliendoci alla sprovvista. Oddio, tanto di sorpresa no, visto la fanfara che puntualmente lo annuncia, ogni anno, partendo minimo da tre settimane prima con la parola AMORE scritta ovunque e in qualunque maniere, il colore ROSSO che decora nelle sue infinite gradazioni ogni cosa possibile e immaginabile, il simbolo del CUORE disegnato, ritagliato, appeso, gonfiato, ecc, dovunque il tuo sguardo si posi... Dicevo alla sprovvista più che altro perchè ogni volta ci diciamo che la prossima sarà migliore (vero?), che il prossimo San Valentino lo potremo festeggiare anche noi, con la nostra dolce metà del momento, e invece...niente! La sfiga è perenne e, sebbene in un anno riuscissimo a incontrare una o più persone con le quali intraprendere anche solo una breve relazione, PUNTUALMENTE ci ritroviamo SOLE il 14 febbraio, a contemplare amiche che ricevono mazzi di fiori, dolcetti, cioccolatini e regalini vari... nevvero?
Oh, poi, certo, ci sono quelle che non se ne fanno niente come la sottoscritta, che è sempre stata refrattaria a questo genere di cose (anche perchè secondo me il romanticismo e l'amore sono tutta un'altra cosa!!!), quelle che vivono questa giornata come un giorno qualunque, uguale agli altri e via, chi cavolo se ne frega! Però, in fondo in fondo, in un misero angolino del nostro Essere, un pochino mancano due calde braccia che ti circondano, facendoti sentire speciale, quasi unica al mondo.... SPECIE OGGI CHE SONO MALATICCIA E CHE UN PO' DI COCCOLE CI VORREBBERO PROPRIO, INNAMORANTO O NO!!!
Cioè, non mi pare di chiedere troppo!
Niente, dobbiamo rassegnarci, siamo le solite creature incomprese di sempre...

...aaaaaaaahahahahahahahah!!!

Cuciniamo e mangiamo, và, che è meglio, come soleva dire uno dei puffi!



Ingredienti:

Per i cubetti:
  • 470 grammi di cioccolato bianco
  • 160 grammi di farina tipo "00"
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 3 uova
  • 100 grammi di burro
  • 1 bustina di vanillina
  • sale

Per guarnire:
  • 80 grammi di cioccolato fondente
  • zucchero a velo

Sciogliere a bagnomaria metà del cioccolato bianco assieme al burro.
Montare le uova (intere) con un pizzico di sale, rendendole belle spumose e poi versarci il cioccolato fuso a filo e la farina setacciata con la vanillina.
Unire a questo punto il resto del cioccolato bianco tritato finemente e, quando il tutto sarà ben amalgamato, versare il composto ottenuto in uno stampo rettangolare foderato con della carta da forno. Cuocere a 190 gradi per almeno mezz'ora, poi togliere dal forno, lasciare raffreddare e solo dopo sformare il dolce.
Tagliare quest'ultimo in piccoli cubetti (stile quelli del ghiaccio) e spolverizzarli con abbondante zucchero a velo.
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, versarlo in una piccola sacca da pasticcere e decorare a piacere i cubetti.


E qui, come si dice per le ciliegie: uno tira l'altro....

martedì 8 febbraio 2011

Gateau Royal

Scusate, ma non potevo proprio sottrarmi, ho dovuto dare una "botta" anche al corridoio e al disimpegno (giusto una scopata) perchè c'erano delle vere e proprie balle di fieno che se la viaggiavano spinte dalla corrente d'aria, altro che gomitoli di polvere!!!
E poi mi sono concessa una sigaretta, com'è giusto che fosse, mia degna ricompensa.
Perciò rieccomi qui fra voi...
Ma dite un po', fra tutte 'ste visite al blog, c'è qualcuna che si iscrive anche sui lettori fissi o no???
Guardate che ci conto, eh!

Detto questo, partirei subitissimo all'attacco!


Ingredienti:

Per la base:
  • 100 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 50 grammi di burro
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale

Per la farcitura:
  • 1,5 decilitri di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato

Per la glassa:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 90 grammi di burro
  • 3 uova
  • sale

Mescolare il CACAO assieme alla farina e a un pizzico di sale.
In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, poi trasferire la ciotola a bagnomaria e continuare a sbattere per altri 7 minuti, ottenendo una crema spumosa. Incorporare la vanillina e poco alla volta la farina e il cacao setacciati. Unire ora il burro, che avrete fuso e lasciato raffreddare, quindi amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Versare l'impasto in uno stampo di 22 centimetri di diametro, foderato con carta da forno e infornare a 180 gradi per 40 minuti.
Una volta pronta togliere dal forno, lasciare riposare un quarto d'ora, poi sformare e fare raffreddare la torta capovolta, su una griglia.
Preparare intanto la glassa fondendo a bagnomaria il cioccolato e incorporarvi i tuorli uno per volta, con il burro ammorbidito e spezzettato. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale e incorporarli molto delicatamente.
Montare la panna per la farcia e aggiungervi lo zucchero.
Tagliare ora la torta in tre strati. Spalmare ogni strato con un po' di glassa al CIOCCOLATO, farcendolo poi con la panna, ricomponendo man mano la torta. In ultimo ricoprirla interamente con la glassa che resta.

Io rischierei di non riuscire manco ad aspettare coltello e piattino, mi ci avventerei sopra a mani nude...!

lunedì 7 febbraio 2011

Pollo cacao

E anche oggi sole... quasi non ci si crede!
Questa casa acquista bellezza quando si possono spalancare le finestre facendo entrare la luce. I soffitti (già alti di loro) sembrano allungarsi e i colori che abbiamo dato alle pareti si possono apprezzare nella loro tonalità vera, senza essere modificati dall'illuminazione artificiale di lampadari e abat-jour.
Oggi, tra le varie faccende di casa (ebbene sì, mi tocca!) pensavo di andarmi a fare un giro in qualche libreria a caccia delle ultime uscite (sui generi che piacciono a me, ovviamente!). Devo tirarmi su il morale in qualche modo!
Mi manca non avere dietro tutti i mie libri, ma nella mia stanza non ci staserebbero... per non parlare dei DVD! Qua non stiamo vedendo manco un film! La tv in comune è in cucina ed è più piccola di un pacco di pasta, ma non è quello il problema. Indovinate un po'? Si vedranno 10 canali su cento e passa! Sto cacchio di digitale o decoder o come diavolo si chiama mi ha già triturato le ovaie da quando è uscito!!! Vedrete che qualità visiva, vedrete che figata, vedrete che anteprime (pagando!) sì-sì, VEDO! Cosa? Non si sa, perchè è tanto se becca un canale qua e là e i pochi che prende saltano subito appena c'è... un temporale? Una pioggia leggera? Noooooo! Basta una leggera brezza e già và in tilt!!!
Davvero snervante!
Così ho dovuto dire in qualche modo addio a una delle mie passioni, una delle mie abitudini vitali: i FILM!
Ora mi tocca guardare ciò che voglio dal portatile, aspettando i vari "caricamenti" e tutto ciò che non ti permette di vedere qualcosa senza essere disturbata. Che palle!
Mi direte: esci e vai al cinema. Si, certo, quando posso (e mi ricordo) ci vado anche, ma è pur sempre un costo che non potrei permettermi tutti i giorni, come invece vorrei. E poi andare al cinema da soli non è sempre una gioia (anche se l'ho fatto parecchie volte), mentre a casa te ne freghi e te ne vedi anche tre di seguito chiusa da qualche parte, per i fatti tuoi.
Pazienza....
Intanto tiratevi su le maniche che si parte alla grande, stamattina, giusto per affondare altrove tutti i nostri "dispiaceri"!


Ingredienti:

  • 30 grammi di cacao amaro
  • 1 pollo di almeno 1,5 kg tagliato a pezzi
  • 1/4 di bicchiere di olio d'oliva
  • 25 grammi di burro
  • 50 grammi di pancetta (in una sola fetta)
  • 1/2 bicchiere di vino rosso
  • 1 bicchierino di vodka
  • 8 cipolline borettane in agrodolce
  • farina
  • pepe bianco e pepe di Cayenna
  • sale

Soffriggere lievemente (fino a indorarle un poco) le cipolline con un goccio di olio d'oliva, insieme alla pancetta tagliata a dadini (una buona pancetta, mi raccomando, evitando quella troppo grassa).
In un altra padella dorare i pezzi di pollo (che prima avrete infarinato) con il burro e il resto dell'olio. Appena prendono colore, salarli a piacimento e condirli con i due tipi di pepe. Unire le cipolline e la pancetta al pollo. Versare ora la vodka, quindi fiammeggiare e lasciare spegnere. Mescolare bene il tutto, affinchè ogni cosa prenda sapore.
In un altro tegame scaldare il vino e unirvi il CACAO, sciogliendolo accuratamente. Versare poi questa cremina direttamente sul pollo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco dolce, mescolando ogni tot di tempo.
Una volta cotti, disporre i pezzi di pollo su di un piatto da portata, contornati dalle cipolline. Deglassare il sugo di cottura con un po' d'acqua calda, quindi filtrarlo o passarlo al passaverdure e colarlo interamente sul pollo.


Buon appetito, signore mie!

sabato 5 febbraio 2011

Ciambella, cioccolato e caffé per colazione?

Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane.
                                                                                               Stefano Benni


E con questo popò di aforisma vi dico buongiorno, belle fanciulle, e buon sabato mattina!
Folleggiato ieri sera?
Oddio, mattina proprio no, eh?... Per alcune di voi sarà già ora di pranzo o giù di lì, ma sapete che i miei orari sono un po' sballati, specie in questa casa...in questo nostro CASTELLO ERRANTE!
Oggi splende il sole qui a Roma e si sta bene, sembra già primavera. Davvero pazze queste stagioni, non si sa già più come vestire! Magari l'arietta è ancora bella frizzante, però appena capiti sotto un raggio di sole inizi subito a sudare e ti devi levare la giacca e il maglioncino leggero che ti sei messa pare pesante come se ti fossi avvolta in una coperta di lana di pecora!
Tra poco ho intenzione di andare a fare un poco di spesa (altrimenti non mangio) e un giretto qua e là: prima in erboristeria a comprare tutte quelle robine strane di cui vado ghiotta e che invece al supermercato e negli altri negozi non si trovano, e poi alla Coin perchè non è possibile che il lampadario da me ordinato a fine ottobre non sia ancora arrivato!!!
Prima di sparire, però, vi lascio con questa ricettina, semplice e gustosa come la cucina di casa e ideale per la colazione (soprattutto da "pucciare" nel tè, nel latte o nel caffé!).


Ingredienti:

Per la ciambella:
  • 250 grammi di burro
  • 4 uova
  • 250 grammi di zucchero bianco
  • 1 cucchiaino di caffé in polvere
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1/2 bicchierino di rum
  • 1 bustina di lievito
  • 280 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • sale

Per decorare:
  • 2,5 decilitri di panna fresca
  • 300 grammi di cioccolato fondente
  • 1 tazzina di caffé

Lavorare a crema il burro ammorbidito con lo zucchero. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e poi il caffé, la vaniglia e il rum. Sempre lavorando bene l'impasto fra un ingrediente e l'altro. In ultimo incorporare la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Unire, ora, il CIOCCOLATO grattugiato.
Prendere uno stampo da ciambella, imburrarlo e infarinarlo e rovesciarci dentro il composto. Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180 gradi per almeno 40 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti), poi sfornare, lasciare raffreddare e sformare.
Nel frattempo portare a ebollizione la panna, nella quale si scioglierà il cioccolato grattugiato. Mescolare con la frusta la crema ottenuta e diluire con una tazzina di caffé ristretto appena tiepido.
Lasciare raffreddare questa glassa e dopo spalmarla interamente su tutta la superficie della ciambella.


Mmmmmh..... bontà!!!

venerdì 4 febbraio 2011

Pancioccolato

Non vi sembra delizioso anche solo il nome?
Direi di sì...
Da rotolarcisi dentro!

Vi sto scrivendo dalla mia camera, sdraiata sul mio letto rotondo (troppo chic e troppo comodo!), osservando il mio spazio privato che sa di me, del mio profumo (Ipnotic, di Dior - mica pizza e fichi!), delle candele alla cannella, al CIOCCOLATO (ovviamente), ai chiodi di garofano e alla vaniglia. La carta da parati messa solo su una parete raffigura New York nei colori del rame, del fumè, dell'oro e di una tonalità fra il marrone scuro e il nero. Marilyn Monroe mi sorride da una quadro e da una piccola cassettiera dov'è stampata sopra una sua immagine su fondo nero lucido. Mancano ancora tutte le mensole che voglio e i vari specchi che devo ancora appendere, ma le due lampade da tavolo sono bellissime, nere e bianche e così l'armadio pitturato in avorio con degli inserti neri, rossi e oro. Le pareti sono un mix fra il carminio e il ciclamino e spicca la piccola chaise loungue con legno smaltato d'argento uguale al tessuto, dove si interseca un motivo floreale nero. Il tutto illuminato dalla lampada alogena a stelo messa a media intensità (odio la troppa luce, sono per gli ambienti in penombra).
Non so ancora bene dove piazzare tutte le mie scarpe e i miei stivali, ma nel complesso direi che è piuttosto carina...sì-sì!

E con questa bell'immagine come sfondo, vi abbandono con la seconda ricetta del giorno.


Ingredienti:
  • 250 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di burro
  • 6 uova
  • 125 grammi di zucchero
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 3 cucchiai di cioccolato fondente in scaglie
  • sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato assieme al burro.
In una terrina lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero, ottenendo così un composto chiaro e spumoso.
Sbattere a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporarli delicatamente alla crema di tuorli. Infine unire a filo il cioccolato fuso.
Dividere quindi l'impasto in due parti e metterne una in frigorifero.
Alla parte rimasta aggiungere il pangrattato e versarla in uno stampo foderato con carta da forno. Cuocere la torta in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti. Una volta pronta sfornare e sformare, lasciandola raffreddare su di una griglia o su di un tagliere.
Togliere dal frigo la parte di impasto conservata e spalmarla interamente sulla torta (che dovrà essere fredda!). Spolverizzare con il CACAO amaro e guarnire con le scaglie di cioccolato.

E dite se è poco!!!

martedì 1 febbraio 2011

Crostatine di farina di castagne con pere e cioccolato

Alla fine la veterinaria che doveva venire a domicilio a visitare la mia micetta (per chi avesse seguito i post precedenti...) non è arrivata. Vatti a fidare degli umani! Perchè insistere con date e orari se poi dai buca per tre volte di seguito?! Mah... C'è di buono che Lillipout sembra si stia riprendendo da sola (le classiche nove vite dei gatti).
Nel frattempo mi sto guardando intorno, scovando qua e là le solite "cianfrusaglie" da portare (o spedire) a Roma. Mi piace arredare. Mi piace togliere, aggiungere, rimettere, spostare, comprare cose nuove o riesumare quelle vecchie. Peccato solo che la stanza che ho nella casa romana non sia grande (anzi), così da farci stare molta della roba che vorrei... Ma come si dice? Non si può avere tutto (anche se io ci spero sempre!).
Per adesso mi tocca "accontentarmi" e per il futuro si vedrà... Magari vinco alla Lotteria e mi compro l'attico dei miei sogni in centro, una nuova villa al mare e un qualche rudere in Provenza da poter ristrutturare!

Bene, dopo di che mi sveglio, mi sfrego gli occhi, mi alzo dal letto e insieme a voi preparo la seguente ricetta...


Ingredienti:
  • 150 grammi di pere Kaiser
  • 90 grammi di crema pasticcera (se siete brave e avete tempo fatela fresca, altrimenti si può acquistare in pasticceria. Solo evitate quella istantanea che si vende in buste al supermercato!)
  • 75 grammi di farina di castagne
  • 75 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero
  • 50 grammi di farina tipo "00"
  • 50 grammi di cioccolato extrafondente
  • 1 uovo
  • sale
  • zucchero a velo

Amalgamare il burro con 50 grammi di zucchero, dando vita a una specie di pasta.
Setacciare le due farine insieme su di un piano da lavoro dove potete impastare (o anche su di un grande tagliere, dove magari siete abituate a fare e a stendere una qualsiasi sfoglia), disponendole a fontana. Aggiungere al centro l'uovo, un pizzico di sale e il burro lavorato. Amalgamare bene il tutto, formare una palla, avvolgerla in una pellicola trasparente e metterla in frigorifero per un'ora.
Tagliare 80 grammi di pere a pezzi piccolini e cuocerli a fuoco dolce per venti minuti insieme a 30 grammi di zucchero. Dopo passarli al mixer.
Sciogliere intanto a bagnomaria il CIOCCOLATO e ridurre le restanti pere a fettine sottili.
Tirare fuori dal frigo la pasta frolla, stendere 2/3 dell'impasto ricavando una sfoglia dallo spessore di 4 millimetri. Tagliare 4 dischi di 11 centimetri di diametro e con essi rivestire quattro stampini da crostatina antiaderenti, precedentemente imburrati, ricordandovi di far aderire bene la pasta.
Spalmare un piccolo strato di crema pasticcera dentro ogni stampino. Versare un secondo strato della crema di pere e zucchero frullata al mixer. Coprire con un terzo strato di cioccolato e infine le fettine sottili di pere.
Con la pasta avanzata stendere una seconda sfoglia (spessa come la prima) e ricavarne 4 dischi di diametro inferiore che userete per "tappare" le crostatine, sigillando bene i bordi. Praticare quindi un taglio in mezzo a ogni crostatina con un coltello (non occorre proprio dividerle a metà, basta solo che l'aria possa uscire, così da non gonfiarle) e infornarle in forno già caldo a 180 gradi per circa mezz'ora.
Una volta cotte potete scegliere se servirle calde o se è preferibile lasciarle raffreddare. Ricordatevi solo di spolverarle di zucchero a velo prima di portarle in tavola.


Buona merenda, buon dopo cena...o quello che è!

domenica 30 gennaio 2011

Festeggiare il compleanno!

Buona domenica a tutte, pulzelle!
La mia sta passando in attesa del veterinario per la micetta più piccola, ricordate? Ve ne ho parlato in qualche post precedente...
Il mio vicino ha contattato una sua amica che è stata così gentile da dire che oggi (non ha precisato l'ora) passerà qui da me a controllarla. Che brava persona!
Intanto, non potendo uscire in attesa che arrivi, ammazzo il tempo assieme a voi... al mio nuovo romanzo... al film Il ragazzo della baia con un Kiefer Sutherland giovanissimo... e alle solite due tazzone di tè verde.
E non state lì a invidiarmi, per favore!
(sto sorridendo, anche se non mi vedete)
E visto che, tutto sommato, sono di buonumore, ho deciso di proporre qualcosa per eventuali compleanni (tenendo presente che fra poco ci sarà quello di mia nonna): sia che qualcuno lo stia festeggiando proprio oggi (AUGURIII!), sia che qualcuno stia preparando una festa a sorpresa in vista dei prossimi giorni (VECCHIE FAINE!) e sia che qualcuno l'abbia appena passato o che sia ancora piuttosto lontano.
Niente paura, perchè MOI ho la soluzione (per chi si accontenta, certo...).
Mamme, nonne, zie, madrine e sorelle: FATEVI SOTTO!!!


INGREDIENTI:

Per l'impasto:
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero bianco
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 grammi di farina tipo "00"
  • sale
  • 100 grammi di amido di frumento
  • 1 bustina di lievito per dolci

Per la farcia e la decorazione:
  • 125 millilitri di succo di albicocca
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 25 grammi di amido di frumento
  • 2 tuorli d'uovo
  • 400 millilitri di latte
  • 3 cucchiai di marmellata di arance
  • 50 grammi di Dolceneve di CAMEO
  • 1 confezione di palline arcobaleno "guarnì" di CAMEO

Procedere con l'impasto.
Separare i tuorli dagli albumi e sbattere a schiuma i primi con tre cucchiai di acqua bollente. Aggiungere poco alla volta 100 grammi di zucchero insieme a un pizzico di sale e alla vanillina, continuando a sbattere fino a ottenere una crema corposa.
Lasciare la crema un attimo da parte e montare a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero rimasto. Unire quindi la neve alla crema precedente, aggiungendo la farina setacciata con l'amido di frumento e il lievito.
Mettere l'impasto in uno stampo a cerniera di 26 centimetri di diametro, imburrato e infarinato, e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 35 minuti.
Ora preparare la farcitura mescolando in un pentolino il CACAO , lo zucchero, l'amido di frumento, i tuorli, 250 millilitri di latte e portare il tutto a ebollizione, facendo bollire per circa un minuto, senza smettere di mescolare.
Riprendere in mano la torta, che nel frattempo si sarà raffreddata, sformarla e tagliarla in tre strati in senso orizzontale. Bagnare il primo strato con un po' di succo di albicocca, spalmandovi poi sopra la marmellata di arance. Sovrapporre ora il secondo strato, bagnarlo con il succo di albicocche e spalmarci sopra la crema al cacao. Chiudere con l'ultimo strato, bagnarlo con il succo che resta e basta.
Preparare il Dolceneve di CAMEO seguendo le istruzioni scritte sul retro della busta, con i 150 millilitri di latte e, una volta pronto, spalmarlo a piacimento sulla superficie e su tutto il contorno della torta, rendendola unicamente bianca.
Decorare con le palline arcobaleno.

Visto?
Una cosa carina, che fa scena, facilissima da preparare e soprattutto buona.
Poi certo, potete variare gli ingredienti a seconda dei vostri gusti, come per tutte le altre ricette.
Perciò non mi resta che augurarvi: BUON COMPLEANNO!!!

sabato 29 gennaio 2011

Tortelli dolci

Sorelle, non ci crederete ma abbiamo nuove visitatrici anche da ISRAELE!!!
Benvenute, donne....e mi raccomando: rimanete con noi (e se vi piaccio, spargete la voce!!!).
Infatti avevo pensato di lasciarvi in pace, per oggi, ma non posso non rendere omaggio alle nostre nuove amiche, si fossero "sintonizzate" su di me anche solo per sbaglio!
E per sottolineare la mia gioia ecco ancora qualcosa da far annegare ben bene nell'olio!
Voglio dire, ho fatto 30? E mo' faccio pure 31!


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 1/2 decilitro di olio d'oliva
  • 400 grammi di farina bianca
  • 1 bicchiere di vino bianco (non troppo secco)
  • olio per friggere
  • sale

Per il ripieno:
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 250 grammi di confettura di frutti di bosco (se proprio non vi piace, sceglietene un'altra, magari di fragole o di ciliegie)
  • 100 grammi di scorza d'arancia candita
  • 1 cucchiaino di cannella
  • burro
  • zucchero a velo vanigliato

Preparare la pastella mescolando la farina setacciata con l'olio d'oliva, il vino e un pizzico di sale. Amalgamare fino a quando l'impasto diventa liscio, elastico e omogeneo. Se così non fosse aggiungere o più olio o più farina, a seconda della necessità. Tenete solo conto che dovrà poi essere stesa con un mattarello e non dosata con un cucchiaio, perciò contate di poterla lavorare con le mani. Dopo di che lasciare riposare per un'ora.
Nel frattempo preparare il ripieno.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato, quindi togliere dal fuoco e aggiungere a esso il trito di arancia candita.
Da una parte fare ammorbidire la marmellata in un tegamino a fuoco dolce con una noce di burro. Unirla poi al cioccolato, insieme alla cannella, mescolare e lasciare riposare per almeno dieci minuti.
Stendere ora la pasta in una sfoglia spessa mezzo centimetro, ritagliarla in quadrati da 8 centimetri di lato e collocare al centro di ognuno un cucchiaio di ripieno al CIOCCOLATO.
Riepiegare la pasta di ogni quadrato a formare un triangolo, sigillare bene i bordi (con le dita o con i rebbi di una forchetta o con un tagliapasta) e friggere i tortelli nell'olio bollente, depositandoli poi su carta assorbente.
Dirporli ancora caldi su di un piatto da portata e servirli subito, spolverizzati di zucchero a velo vanigliato.


Vi gusta l'idea, sempre per rallegrare questo sabato pomeriggio?
A me sì, mannaggia!!!

venerdì 28 gennaio 2011

E vai di crostata!

Ahhhhh....mmmmmmmmmhh....siiiii...bontààààà!
La crostata è realmente uno dei miei dolci preferiti.
Non si direbbe, lo so, perchè è una torta giudicata "semplice" e soprattutto "rustica". La classica merenda da dedicare ai bambini, il dolce perfetto da portare quando si organizza un pic-nic, il dessert quasi sempre presente nelle trattorie che si rispettino.
E diciamo che io non sono tipo da pic-nic, non sono per nulla semplice e ancora meno rustica. Però è così. La crostata mi fa impazzire.
Certo, ci deve essere la pasta fatta in un certo modo... e la marmellata (o la frutta) che piace a me... Di norma, poi, apprezzo molto quelle sottile, che in forno si cuociono bene e quando poi le mangi sono quasi croccanti, con la marmellata che si è un po' caramellata... capito cosa voglio dire?
L'unica, invece, capace di farmi divorare crostate alte e pastose, con la pasta che a tratti sembra quasi cruda o che ti si sbriciola in mano tanto è burrosa e friabile e con chili e chili di marmellata sopra è mia nonna (e te pareva!).
Ehhh, ste nonne! Devo ammettere che le è un po' passata la voglia di mettersi lì a farle, infatti mi prende in giro e dice che ora tocca a me prepararle le robine buone da mangiare, coccolandola come lei ha sempre fatto con me fino adesso... e datele torto!
Perciò eccomi qua a proporvi una crostata, appunto, ma una di quelle solite? Noooooo! Una di quelle normali, per non dire tradizionali? Nooooooo! Magari con l'onnipresente marmellata di albicocche o con le mele tagliate a fettine?
Noooooo!
Eh, scusate, dovrò pur farmi riconoscere in qualche modo!
Anche perchè, starete pensando voi, dove caspita ci infili il cioccolato???

Donne di poca fede!
Seguitare a leggere, please...
...e provare per credere!


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 180 grammi di farina
  • 2 tuorli
  • 80 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • sale

Per la crema:
  • 4 decilitri di latte
  • 5 tuorli
  • 50 grammi di zucchero semolato
  • 30 grammi di fecola di patate
  • 4 cucchiai di crema di limoncello
  • 1 baccello di vaniglia
  • 150 grammi di cioccolato misto (fondente, al latte, bianco)

Occupiamoci prima di tutto della pasta.
Disporre la farina a fontana sul tavolo (o su di un tagliere grande, o dove impatate solitamente), unire i tuorli, il burro ammorbidito e fatto a tocchetti, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale. Impastare bene, formare la classica palla con la pasta frolla ottenuta, avvolgerla in una pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero per un'ora.
Ora preparate la crema con cui farcire la crostata.
Versare il latte in una casseruola con il baccello di vaniglia inciso per lungo e portarlo a ebollizione.
Montare a spuma i tuorli con lo zucchero, incorporare la fecola di patate e la crema di limoncello e per ultimo il latte filtrato a filo. Trasferire il tutto in una casseruola e cuocere a fuoco dolce girando in continuazione, senza arrivare però a ebollizione. Togliere quindi dal fuoco e mettere da parte a raffreddare.
Prendere la pasta frolla dal frigo, stenderla con un matterello in una sfoglia di 2-3 millimetri di spessore e con essa foderare uno stampo di 18-20 centimetri di diametro, rivestito di carta oleata. Bucherellare tutta la pasta qua e là con una forchetta, dopo di che cuocerla in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.
Una volta cotta fare raffreddare e riempirla con la crema al limoncello. Cospargere, poi, con il mix di CIOCCOLATI ridotti in piccole scaglie.

GNAM, GNAM, signore mie!

giovedì 27 gennaio 2011

E voi che tipo di mamma siete?

Lo so, strana domanda per introdurre la prima ricetta di oggi...
Eppure si sa, noi donne siamo brave coi bambini tanto quanto in cucina e viceversa. Ce l'abbiamo inside come dice sempre una mia amica.
So che ci sono ragazze e donne che non pensano di essere all'altezza di divenire madri, che hanno giustamente paura perchè, ammettiamolo, un figlio non è certo da paragonare a un qualche tipo di ciambellone che in un'ora e mezza è bello e pronto e non ci si deve più pensare! Specie se poi si tratta del primo figlio e quindi non si sa bene come comportarsi e quello che bisogna fare per agire il più correttamente possibile...
Così come (purtroppo) sappiamo bene che non tutte le donne e le ragazze, una volta divenute mamme si sentono legate alla creatura appena messa al mondo... Fin troppi casi vengono sviscerati attraverso la televisione e i quotidiani su neonati uccisi di proposito o abbandonati per la strada o venduti per raccimolare soldi o scambiati per una banalissima dose di una qualsiasi droga. Donne (e non solo) che non se la sentono di essere madri, che si detestano per ciò che è accaduto e di conseguenza trasferiscono questo "odio" sul bambino a cui hanno appena dato la vita, senza che lui ne abbia alcuna colpa. Donne che, pur essendo felici del frugoletto che stringono fra le mani, nel giro di poche settimane cadono nella classica depressione post-partum e invece di venirne fuori (aiutate anche dal proprio compagno, dai famigliari, dagli amici e, perchè no, da uno psicologo) precipitane sempre di più dentro un vortice che la risucchia, prosciugandole e trasformandole in un'altra persona. Una persona capace, in un raptus di follia, di cacciare giù dal balcone il suo bimbo di pochi mesi, perchè non smette di piangere, rimanendo del tutto impassibile o comunque distaccata dal gesto appena compiuto, quasi fosse l'unica soluzione possibile in quel momento. E, in alcuni casi, negando persino l'accaduto, non ricordandosi di averlo fatto.
Storie assurde e drammatiche capaci, ahimé, di rammentare che la realtà supera (sempre) di gran lunga la fantasia. Che non ci dobbiamo più stupire di nulla. E che purtroppo queste cose accadono tutti i giorni, nonostante alla tele ci continuino a propinare (da anni) l'allegra famiglia felice del Mulino Bianco e altri esempi simili.
Ma non è di questo che volevo arrivare a parlarvi.
Rivolgendomi a chi di voi ha dei figli, a chi sta per averne, a chi li desidera e li sta cercando, a chi li vorrebbe ma non trova la materia prima coi cui farli, a chi ci sta pensando perchè ancora non è sicura, a chi magari ha paura però si commuove (anche solo internamente) quando vede un determinato film che parla di questo o anche solo quando incontra per strada una mamma che coccola suo figlio...
A tutte voi, amiche, io chiedo questo: CHE TIPO DI MAMMA SIETE (O CREDETE DI ESSERE?)
Ci avete mai riflettuto?
La mia curiosità sorge spontanea dopo aver letto un certo articolo sulla rivista "A" di questa settimana.
Io, che appartengo alla categoria di quelle che lo vorrebbero sì un bimbo, ma non hanno sotto mano l'uomo "giusto" con cui farlo (e, personalmente parlando, all'idea di dovermi tenere anche il padre, al di là del figlio, il desiderio mi scema di brutto... perchè madre sì, ma moglie no, grazie!), leggendo di questo argomento mi sono sentita ispirata... e anche piuttosto incuriosita!
So che siete amanti della cucina, dei dolci e del CIOCCOLATO in particolare (altrimenti perchè visitare e iscrivervi al mio blog? Brave, continuate così!), ma vorrei sapere anche che tipo di "chioccia" vi sentite, visto e considerato che molte di voi che mi scrivono o con cui chatto su facebook sono soprattutto mamme.
Intanto precisiamo che il tutto deriva dal libro: L'inno di battaglia della madre tigre di Amy Chua, che spiega in cosa comporta un'educazione rigida alla cinese. L'autrice, americana di origini cinesi, insegna a Yale e ritiene (sorridendo) che le mamme occidentali siano troppo permissive con i figli. In una parola: RAMMOLLITE.
Partiamo, quindi, dall'analizzare le varie catergorie...
Poi sarete voi a trarre le giuste conclusioni per voi stesse.

LA MADRE TIGRE (riporto dall'articolo):
Ossia l'autrice del libro (...) quando la sua bambina di 7 anni non riesce a suonare il pianoforte le fa saltare i pasti, sequestra la casa delle bambole (...). Per le figlie la Madre Tigre sogna un futuro alla Condoleezza Rice. Loro, cui è vietato persino giocare a Shanghai, probabilmente escono di nascosto la notte, fumano nei bagni della scuola e copiano i compiti dalla vicina di banco. (...)

LA MADRE CANGURO (riporto dall'articolo):
Non potendo trascinarsi a zonzo i figli nella pancia (...) la Madre Canguro li allatta fino ai due anni: in tram, al ristorante (...). Con altre talebane del capezzolo si scambia consigli sul web e inorridisce alle news (...) che avvertono: i bebè che non provano cibi solidi entro i 6 mesi rischiano più allergie. Ma la Madre Canguro, rigorosissima, è spesso circondata da suocere o zie molto meno teutoniche, che offrono al bebè cucchiaiate di gelato al caffè, ovetti di Pasqua e marshmallows rosa confetto. (...) la Madre Canguro rinuncia volentieri al lavoro, non manda i figli alla scuola materna perchè teme le maestre come la peste. Non li manda in piscina, serbatoio di germi. Non è che sia fobica. E' accorta. (...)

LA MADRE RAGNO (riporto dall'articolo):
Informata e costantemente connessa. Lei sa tutto e vede tutto. (...) la Madre Ragno tesse la sua tela su Internet, dispensa consigli dal blog (...) L'apoteosi è raggiunta quando un femminile le offre la Rubrica Fissa. Qui racconta la sua interessantissima vita fra pannolini, iscrizioni scolastiche, vacanze esotiche per famiglie, promozioni sul campo (la Madre Ragno è fortunatamente in carriera e aggiorna il suo blog dal desk di lavoro). Sempre concentrata sui post, sui poke e sulla sua vasta community, la mamma aracnide non sente la bambina che piange, corregge i compiti dei figli via mail e quando il ragazzo ha un problema lo spedisce su Wikipedia (...) Sotto le lenzuola, preferibilmente twitta.

LA MADRE LABRADOR (riporto dall'articolo):
Solidale, generosa, pronta a dare una mano. E' la madre di tutte le battaglie, la professionista dei casi umani: bambini denutriti, mutilati, abbandonati. Dissipa il patrimonio famigliare finanziando ong in tutto il mondo. Adotta decine di piccoli a distanza (...) finanzia vaccinazioni. Per la Madre Labrador, anche i figli nascono naturalmente innocenti, alla Rousseau. E da buoni selvaggi devono sperimentare da soli le conseguenze dei propri errori (...). rafforzando a tal punto l'autostima dei figli, nel corso della storia le Madri Labrador più fortunate hanno generato capi di Stato e grandi leader di partito.

LA MADRE APE REGINA (riporto dall'articolo):
Si riproduce generosamente per assicurare la sopravvivenza della specie. (...) l'importante è organizzarsi. Naturalmente slow food, la Madre Aper Regina è ambientalista perchè si sente minacciata dall'inquinamento e, a differenza della sua omologa animale, è pure molto Operaia. (...) usa pannolini ecologici da lavare ogni volta (...) fa pagnotte in casa col lievito madre, organizza gruppi di acquisto bio-solidale, fabbrica il sapone a domicilio. Iscrive i bambini alla scuola steineriana a dieci chilometri di distanza, se il bilancio lo permette, perchè desidera che crescano uomini liberi. Rifugge dagli antibiotici, ha una fede incrollabile per l'omeopatia. Prima o poi i suoi figli si ingozzeranno furtivamente di merendine e ciclosporine, si faranno il piercing alla lingua, tatueranno l'inguine e organizzeranno feste alcoliche tra minorenni. Ma questo accade a tutte le Madri, meglio saperlo in anticipo.

Capito l'antifona?
Bene, brave.
Ora, io non so voi che tipologia di madri siate o vogliate diventare... sta di fatto che il seguente dolce è dedicato alla forza con cui affrontate ogni nuovo giorno e all'amore con cui accudite la vostra prole, stringato o eccessivo che sia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • 25 grammi di lievito di birra
  • latte fresco
  • 75 grammi di burro
  • 3 tuorli
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • rum
  • sale

Per la copertura:
  • 2 cucchiai di caffé forte
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di cioccolato bianco

Sbriciolare il quadratino di lievito di birra e scioglierlo in due cucchiai di latte caldo. Aggiungere quattro cucchiai di farina, mescolare bene e lasciare lievitare in un luogo tiepido per almeno un'ora e mezza (possibilmente coprendo la ciotola con un panno).
In una casseruola sciogliere il burro (evitando di farlo sfrigolare) e incorporare i tuorli, uno alla volta. Unire ora lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata del limone. Amalgamare bene, dopo di che incorporare la pastella lievitata messa precedentemente da parte, aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaio di rum. Lavorare il tutto senza sosta fino a ottenere un impasto dalla consistenza elastica.
Imburrare e infarinare uno stampo per Kugelhupf (dolce tipico della tradizione Mitteleuropea. Il nome deriva forse dalla sua forma particolare che ricorda i cappucci dei frati) o (per quelle di voi che ne sono sprovviste) un normalissimo stampo a cupola e versare al suo interno il composto, fino a mezza altezza. Lasciare quindi lievitare ancora il tempo necessario all'impasto per raggiungere l'orlo del recipiente (accadrà più velocemente se l'avrete lavorate bene).
Una volta lievitato infornarlo in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per un'ora, dopo la quale togliere il dolce dal forno, sformare dallo stampo e lasciare raffreddare su di un piatto da portata.
Preparare intanto la glassa stemperando lo zucchero a velo nel caffè, versandola poi sul dolce e cospargendola con il cioccolato bianco ridotto in granella.
C'è anche chi scioglie il cioccolato a bagnomaria unendo poi lo zucchero e il caffè, cospargendo il kugelhupf con la crema ottenuta.
A voi la scelta.

E a voi, belle mamme, il mio più sentito affetto!
Forza e coraggio, che solo chi ci passa e lo fa amando può comprendere....

sabato 22 gennaio 2011

Uovo torta

Dio che sonno, però!
Svegliarsi tardi non significa per forza aver riposato bene o aver comunque dormito tante ore di seguito... anzi, spesso si rimane rincoglioniti per il resto della giornata!
Se penso che ho chiuso gli occhi all'alba, aprendoli alle dieci e poi crogiolandomi nel dormiveglia fino a mezzogiorno (sperando di riaddormentarmi)... ora crollerei volentieri sul divano, non avessi un po' di cose da fare (fra cui dedicarmi a voi).
Su Italia 1 c'è un film assurdo (ma cult) degli anni Ottanta con un Kurt Russell giovane e trooooppo carino e una Kim Cattrall che ancora non aveva idea che anni dopo sarebbe divenuta l'inimitabile Samantha di Sex and the City.
Fantastici tutti e due! 


Ingredienti:
  • 130 grammi di burro
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di mandorle macinate
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 2 cucchiai di rum
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di maizena
  • 50 grammi di farina bianca
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 20 grammi di cacao amaro
  • 100 grammi di panna montata zuccherata (prendetela dal pasticcere o dal gelataio)
  • latte
  • sale

Mescolare il burro con lo zucchero semolato fino ad ottenere una crema spumosa. Sbattere le uova e poi aggiungerle a tale crema. Quindi unire la farina bianca setacciata con il lievito, la maizena mescolata al cioccolato grattugiato, le mandorle macinate, il liquore e un pizzico di sale.
Il latte serve solo se l'impasto vi sembra difficile da girare.
Versare il composto in una teglia a cerniera rotonda, unta e infarinata, e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45-50 minuti.
In una ciotola mescolare lo zucchero a velo con il cacao, aggiungendo acqua bollente fino a ottenere una crema omogenea e filante.
Sformare la torta (una volta raffreddata) e versare la glassa al CACAO ottenuta su tutto il dolce. Dopo di che disegnare un uovo sulla superficie e circondarlo (senza riempirlo) di panna tramite una sacca da pasticcere e continuare a cospargere di panna il resto della torta, giocando a piacere, senza mai toccare l'uovo disegnato in superficie.
Se proprio volete darvi alla pazza gioia ed essere ancora più artistiche potete preparare a parte un goccio di zabaione o di crema pasticcera, riempiendo con una di queste due opzioni l'area dell'uovo, rispettando i bordi mantenuti dalla panna.

L'effetto ottico (se fatta bene) sarà bellissimo.
Una perfetta torta-uovo. O come dice la ricetta: uovo-torta! 

domenica 16 gennaio 2011

Assai "ardua"...anzichenò!

Sì, bene, e qui vi voglio...
Scovata ricetta anticha dettata dalla tradizione più "tradizionale" (se mi permettete il gioco di parole).
Già immagino le facce della maggior parte di voi quando leggeranno un ingrediente in particolare fra i tanti...
Prima che sputiate per terra dal disgusto (esagerate!) e prima che pensiate a me come a una pazza, ricordatevi che in cucina non ci sono limiti e le abitudini tramandate di generazione in generazione non si possono mandare all'aria o criticare così, tanto per, solo perchè magari non corrispondono alle nostre. Vi pare?
Per questo dolce in particolare noi oggi ci spostiamo in Emilia Romagna... Quindi, per chi fra voi mi segue e abita in questa meravigliosa Regione non ci saranno problemi. Per chi di voi non si scompone mai o è comunque pronta a sperimentare e a provare di tutto, nulla di che allarmarsi. Per quelle di voi, invece, che sono un po' più "sensibili" o schizzinose o forse legate esclusivamente ai gusti a cui sono abituate da anni, beh... nessuno vi obbliga, sia chiaro!
Sorrido, anche se non potete vedermi....


Ingredienti:

Per l'impasto della "torta":
  • 7 decilitri di latte
  • 330 grammi di sangue di maiale
  • 200 grammi di sapa o di miele (a vostra scelta)
  • 100 grammi di mandorle sgusciate
  • 100 grammi di zucchero
  • 80 grammi di pangrattato finissimo
  • 50 grammi di canditi (possono essere misti oppure di una singola frutta che vi piace)
  • 50 grammi di burro
  • 2 cucchiaini di spezie (un mix tra cannella, noce moscata, un pizzico di pepe e un pizzico di zenzero)
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • limone

Per la pasta di "pane":
  • 300 grammi di farina di frumento tipo "0"
  • acqua
  • sale

Tritare finemente le mandorle insieme con i canditi, precedentemente tagliati a pezzettini. Bagnare il trito con qualche cucchiaio di latte.
Mettere il latte sul fuoco con ammollo la buccia del limone tagliata a strisce. Una volta giunto a bollore levare la scorza di limone e lasciare bollire per dieci minuti. Unire il cioccolato a pezzettini e mescolare aiutandolo a sciogliersi del tutto. Quindi levare dal fuoco e lasciare raffreddare il latte al CIOCCOLATO.
Versare ora nel latte il sangue di maiale, passato prima al setaccio, e tutti gli altri ingredienti tenendo per ultimo il pangrattato (se per caso risultasse troppo lasciatene un po' da parte). Mettere il composto così ottenuto a cuocere a bagnomaria e mescolarlo spesso con un cucchiaio, in modo che non si attacchi. Sarà pronto quando mettendo il cucchiaio in piedi, al centro del composto, esso rimarrà dritto, senza che voi lo teniate. Se questo non avviene, aggiungere il pangrattato che avrete lasciato da parte.
Nel frattempo con la farina di frumento, l'acqua necessaria e un po' di sale preparate una pagnotta di pasta (come se doveste fare del pane per la famiglia). Una volta pronta (liscia e omogenea) stendete con un mattarello la pasta di pane e foderate con tale sfoglia una teglia, precedentemente unta di burro. Riempire tale sfoglia con l'impasto cotto a bagnomaria e infornare in forno caldo a 180 gradi fino a quando immerso uno stuzzicadenti nella pasta e nel ripieno esso tornerà fuori asciutto.

Diciamo che, a parte il sangue di maiale (a cui non siamo magari abituate), è una bella tortina, no?
Se vi impressiona ancora tanto, evitate di elencare gli ingredienti ai vostri amici o a chi offrirete il dolce... Se invece ve ne sbattete le balle o, ancora meglio, trovate il tutto molto normale perchè magari abituate a la carne (e la carne cotta al sangue) non vi turba maneggiare sangue puro nel fare una torta, ben venga.
E godetevi il risultato del vostro cucinare!!!
Ah... pure poetessa sono!

Torta di cioccolata, mandorle e patate

Buona domenica, figliole sante!
Oggi mi darò da fare in un po' di cosette... Ma, come al solito, prima di tutto vengono il mio nuovo libro e il mio dolce blog. Giusto? Ebbene sì.
Cosa state facendo di bello?
Beh, qui dopo lunghe e penose preghiere è uscito un po' sole (anche se l'aria punge per quanto è fredda!), così mi sono concessa una lunga passeggiata, stamattina, con tanto di colazione in riva al mare e pausa-spesa lungo il tratto di ritorno.
Adesso volevo un attimo stendere la gamba sul divano, perchè rimane ancora indolenzita, specie sotto sforzo e accendendo la tv mi sono cascate le palle (che non ho) per terra! Com'è possibile che in quasi tutti i canali si parli di Sara Scazzi? Ma non tanto per lei, poverina, perchè ben venga parlarne se questo lo si facesse in modo chiaro. E invece no. Solo discorsi senza capo nè coda, litigi fra i vari opinionisti e una confusione generale! 
Ho timore che finirà tutto come il caso Cogne... dove la madre del piccolo Samuele (per me palesemente colpevole) se ne sta ancora in giro adesso, dopo quasi dieci anni, entrando e uscendo dai tribunali, con comparsate televisive a destra e a manca (pagata) e via di seguito....
Ma è davvero così difficile riconoscere chi ha fatto cosa, quando si hanno prove (piccole o grandi che siano) che portano comunque verso una o più persone in particolare? Al di là della Difesa, che fa comunque il suo lavoro trovando ogni tipo di cavillo e insinuando ogni tipo di dubbio per depistare o scagionare l'ipotetico colpevole, davvero non riusciamo a vedere come stanno le cose?
Fossi la madre di Sara io sarei già impazzita. Avrei dato i numeri, e di sicuro avrei voluto dare fuoco ai miei parenti coinvolti nell'omicidio, ogni volta che il mio sguardo si fosse posato sopra di loro... Tanto si sa che è successo tutto lì, no? E prima è lo zio e poi è la cugina, accusata dal padre stesso, e poi forse c'entra la zia (madre di lei) con la sorella maggiore, ma poi no, si ritorna a pensare allo zio e... che cazzo! E spuntano fuori lettere assurde, tra padre e figlia, che non si capisce se si assolvono da soli o se si incolpano, ma nello stesso tempo si personano... E si viene a sapere che ci sono di mezzo quattro cellulari (???) fra cui uno o due della vittima e non si sa perchè sti quattro cosi siano tutti in mano della famiglia dello zio... E mo' sto qui, adesso, sembrerebbe pronto a prendere il posto della figlia in carcere e, perciò, qualcuno inizia a chiamarlo eroe, semplicemente perchè la parola eroe significa che qualcuno si sacrifica per salvare qualcun altro... Insomma un casino che fa venir voglia di mandare tutti a quel paese, cambiando il canale, pensando solo a questa povera ragazzina che c'è andata di mezzo perdendo la vita, senza voler troppo supporre cosa può essere successo e cosa può aver passato (e in mano di chi) prima di morire....
Orribile domenica pomeriggio...

Sembra che la tv non sappia più fare il suo "lavoro".
O i programmi sono intasati di cose ridicole e decisamente TRASH oppure pendono per il dramma più dramma, speculando, incasinando e litigando come al solito, facendo quindi del gran bordello per fare comunque spettacolo.
Ci credo che poi gli ascolti calano. E ci credo che poi la gente corre a farsi gli abbonamente ai vari canali di Cinema e simili.... TUTTO, pur di scampare a quello che è l'intrattenimento al giorno d'oggi.

Poi, ovvio che questo è sempre è solo il mio parere. Il mio punto di vista. 

Ingredienti:
  • 150 grammi di mandorle
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 60 grammi di farina di patate
  • 50 grammi di burro
  • 3 decilitri di latte
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 grammi di farina di frumento tipo "0"
  • acqua
  • sale

Tritare le mandorle finissime al mixer. Mescolare il trito ottenuto con 1/3 dello zucchero. 
In una casseruola sciogliere sul fuoco il burro insieme alla farina di patate e il latte, versato a filo. Quando il composto sarà giunto a consistenza versare il cioccolato tritato, lo zucchero rimasto e (dopo che questi si saranno ben sciolti) aggiungere il trito di mandorle, continuando a mescolare. Quando il composto sarà ben amalgamato aggiungere la bustina di vanillina e lasciare raffreddare.
Una volta freddo unirvi le uova, precedentemente sbattute.
Con la farina di frumento formare una pasta di pane (cioè, come se doveste fare del pane, appunto) insieme al sale e all'acqua (ovvio che non dovrà essere particolarmente salato). La pasta dovrà risultare morbida e omogenea.
Una volta ottenuta questa palla di pasta, stenderla con il mattarello e foderarci una teglia, precedentemente unta molto bene di burro. Versare l'impasto alle mandorle e cioccolato direttamente sulla pasta di pane.
Infornare in forno già caldo fra i 170 e i 180 gradi, facendo molta attenzione alla cottura... Per questo dolce non c'è un tempo definito, nel senso che dopo i quaranta minuti standard spetterà a voi controllare la pasta e la torta (non essendoci lievito potrete tranquillamente aprire il forno e controllare con un coltellino), dipende molto dal tipo di forno che avete, ventilato, elettrico... Addirittura la ricetta consiglia un forno da campagna, tipo quello a legna per la pizza.
Comunque sia la torta è un'opera d'arte, sia come originalità e sia come gusto, perciò, forno o non forno, io fossi in voi tenterei, facendo solo un po' più di attenzione di quella che già mettete in generale nel compiersi di ogni dolce.

Buona merenda, cena, colazione di domani o quel che sarà!