Visualizzazione post con etichetta limone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta limone. Mostra tutti i post

giovedì 10 marzo 2011

Torta al cuore di cioccolato

Ohhh, finalmente anche le amiche dell'AUSTRIA si sono fatte vive, dopo che in un paio di post le avevo chiamate!!!
Sono contenta ragazze, con tutti i dolci superlativi che si sfornano da voi non potevate mancare sul mio blog!
E' a voi infatti che vorrei dedicare il primo dolce di oggi... ebbene sì, se riesco ad organizzarmi con i tempi vorrei tornare a deliziarvi più tardi.
Pronte? Via!


INGREDIENTI:

Per la torta:
  • 200 grammi di burro 
  • 200 grammi di zucchero semolato
  • 6 uova
  • 200 grammi di cioccolato al latte
  • 250 grammi di fecola di patate
  • 1 bustina di lievito
  • sale
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 limone
  • 6 cucchiai di latte

Per la decorazione:
  • 30 grammi di gelatina di frutta
  • 30 grammi di nocciole tritate

Lavorare il burro ammorbidito insieme allo zucchero fino a ottenere una crema soffice.
Aggiungere uno alla volta i tuorli. Poi, senza smettere di mescolare, anche il cioccolato grattugiato. Quindi la buccia grattugiata del limone, il latte intiepidito, la fecola setacciata con la farina e il lievito, un pizzico di sale e la vanillina. Per ultimo gli albumi montati a neve fermissima.
Versare l'impasto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere la torta per un'ora in forno già caldo a 170 gradi.
Una volta cotta togliere dal forno e lasciare raffreddare.
Sformare il dolce e spennellare la superficie con la gelatina di frutta scaldata a bagnomaria, ricoprirla spolverizzando con il trito di nocciole e servire in tavola.

Come sempre non ci sono parole. Ottima anche a colazione.... se mai dovesse avanzare!!!


 

lunedì 14 febbraio 2011

Frutta fritta al cioccolato

Amiche...compagne...sorelle...
BABBABIA COME STO!!!
Ma che cavolicchio è successo al mio sistema immunitario???
Io che non mi ammalo mai me ne esco da più di un mese di infiammazione alla pendice per cadere (da ieri) in una mezza influenzina con alla base un mal di gola assurdo, che non mi lascia quasi parlare! No, dico, poi non mi credete se nomino le macumbe!
Una buona notizia, in tutto questo, però c'è...
Non so se per caso ve l'ho già accennato nei post precedenti, ma la Casa Editrice ha finalmente fissato la data per una prima presentazione del mio nuovo libro (avete presente? Quello che narra di mio padre), ossia venerdì 25 febbraio. Perciò pensatemi!!!
Diciamo che quel giorno io e altri loro autori presenteremo brevemente il nostro scritto, perciò non sto lì a invitarvi, perchè non sarà uno spazio tutto mio da condividere con voi come invece vorrei. Al contrario, per le presentazioni future, vorrò senz'altro avervi accanto a me per questo mio piccolo evento e comunicherò in largo anticipo date e luoghi, in modo da permettere a quelle di voi interessate di poter venire.
Contente? Speruma, come dicono in Piemonte.

Intanto vi appioppo il primo dolcino, anche perchè ieri vi ho lasciato idegnamente a bocca asciutta e non si fa, lo so bene!


Ingredienti:

Per le frittelle:
  • 2 banane (non TROPPO mature)
  • 2 mele
  • 2 pere
  • 2 kiwi
  • 4 cucchiai di farina
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 1 limone
  • olio di semi per friggere

Per la salsa:
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 1 decilitro di panna da cucina
  • 1 bicchierino di rum

Setacciare la farina con il lievito e, mescolando, aggiungere a filo dell'acqua fino a ottenere una classica pastella, liscia e densa.
Pulire la frutta e tagliarla in dadi, spruzzandoli poi con il succo spremuto del limone.
Sgocciolare i dadi di frutta dal succo in eccesso e unirli alla pastella, dove dovranno stare per dieci minuti, in frigorifero.
Scaldare in una padella adatta alla frittura una dose abbondante di olio di semi e friggerci (una volta bollente) i dadi di frutta, depositandoli subito dopo su della carta assorbente.
Sciogliere poi a bagnomaria il cioccolato insieme alla panna. Una volta fuso levare dal fuoco e aggiungere il rum.
Infilzare ogni dado fritto di frutta con uno stecchino di legno (lungo o corto a seconda di ciò che avete in casa), disponendoli poi su di un vassoio da portata, servendoli accompagnati dalla salsa al cioccolato in cui andranno intinti.

Con la forza che NON ho oggi non arriverei manco a pelarla la frutta, figuriamoci a "sfornare" tutto ciò, ma voi che potete...dateci sotto!!!

martedì 8 febbraio 2011

Torta yogurt e cacao amaro

Pulizie, pulizie e ancora pulizie.... MA NON SI FINISCE MAI??!
Ma perchè 'sta casa è un concentrato di polvere e schifezze che si formano da sole ogni due secondi (o lasciate da chi magari non ha voglia di toglierle)?
Che due palle!
Ho fatto la cucina e il bagno e poi se trovo ancora l'imput attacco col salotto, anche se ormai è per metà regno della gatta e ci sono peli ovunque, che non verranno mai via dai divani e dalle poltrone (a meno che non salti fuori il Folletto - non l'omino dei boschi, intendo l'aspirapolvere - da qualche parte).
Ma pensiamo ad altro!
Ho nuovamente messo a posto camera mia, attaccando qualche quadretto e qualche specchio qua e là e devo dire che inizia a prendere la piega giusta, l'immagine che io ho già bella e pronta in testa...
L'ho detto che mi piace arredare, vero?
Dai mobili più ovvi e necessari alle cazzabubbole più insignificanti, ma sempre ricercate e posizionate ad arte. Ehhh, non vedo l'ora di avere una casa tutta mia, da dipingere come voglio e da sistemare secondo il mio ordine e la mia fantasia! E arriverà, lo so che arriverà, com'è sempre arrivato tutto ciò che desideravo nella mia vita, presto o tardi che fosse. Infatti penso di essere una persona molto fortunata sotto questo punto di vista, anche perchè in contrapposizione ho avuto batoste mica da ridere, perciò mi sa che l'Universo ogni tanto mi conceda il contentino, giusto perchè me lo merito!!!
Oggi dovrebbero tornare Samu e Manu (se ho capito bene) e pure Mara (se non cambia idea all'ultimo). E intanto che li aspetto, prolungando la mia voglia di tè (che berrei a tutte le ore) me la spasso in vostra compagnia, dilettandomi nel dettarvi la seguente ricetta...
Carta e penna alla mano, care, oppure che si accenda la stampante!!!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 170 grammi di farina bianca
  • 80 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 120 grammi di yogurt naturale
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • 1 bicchiere di rum
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo

Per la salsa:
  • 300 millilitri di succo d'arancia fresco
  • 2 cucchiaini di maizena

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero fino a farle divenire chiare e spumose. Incorporare lo yogurt e la scorza grattugiata del limone. Poi la farina setacciata con il lievito e il cacao. Mescolare con cura mediante una frusta, ottenendo così un impasto omogeneo.
Aggiungere ora l'olio d'oliva e il rum, proseguendo ad amalgamare, quindi versare il composto in una tortiera di 20 centimetri di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti. Una volta cotta sfornarla, sformarla e lasciarla raffreddare.
Intanto mescolare la maizena con 180 millilitri di acqua, in modo da ottenere una pasta omogenea. Portare quest'ultima a ebollizione in una casseruola insieme al succo d'arancia, lasciando sobbolliere senza mai smettere di mescolare, finché tutto non sarà ben amalgamato.
Spolverizzare la torta con dello zucchero a velo e servirla subito, accompagnata dalla salsa all'arancia ancora calda.

Sì, direi che è l'ideale per una merenda in compagnia!

venerdì 4 febbraio 2011

Dolce...papà!

Come mi ero ripromessa ieri, oggi gran giorno di pulizie (che manco a Pasqua!).
La mia camera, ora, sembra essere tornata quella di prima, sebbene non sia totalmente soddisfatta...
Ma è un'inezia in confronto a ciò che è successo questa mattina: mi sono finalmente arrivate le copie del mio nuovo libro: A META' STRADA!!!
Un'emozione infinita, gente, davvero!
Io non sono una che piange o che fa i salti di gioia, però quello che mi accade dentro è forte e nonostante non riesca mai a manifestarlo a pieno alle persone che mi circondano, chi mi conosce bene lo può immaginare. Lo può capire osservandomi, fissandomi negli occhi...
E poi, al di là del pathos di vedere pubblicato (e quindi toccare con mano) il proprio scritto, il proprio romanzo (anche se siamo a quota tre la gioia, la sorpresa e la commozione interiore non spariranno mai!), a sto giro c'è una sensazione in più.
Sì, perchè questo è il libro che racchiude una storia vera. La mia e di mio padre. Il mio narrare della sua morte così come l'ho vissuta io. Parole che non sono mai riuscita a dirgli. Espressioni che non mi sono mai permessa o che, al contrario, avrei voluto evitare....
Una sorta di "addio". Uno sfogo che non è mai venuto fuori a voce.

E mi fermo qui, non voglio annoiarvi o rattristarvi oltre.
Magari, più in là, ne trascriverò un accenno sul blog. Per ora (se vi interessa, certo) sappiate che sono felice, orgogliosa di lui (e sì, anche un po' di me stessa!) e del fatto che fosse mio padre.

E a lui dedico questo dolce, visto che le volte che lo preparavo se ne faceva fuori metà tutto da solo!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di patate
  • 100 grammi di burro
  • 5 uova
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di nocciole pelate
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito
  • pangrattato
  • sale

Per decorare:
  • 3 cucchiai di marmellata di albicocche
  • 100 grammi di cioccolato al latte
  • burro

Lessare le patate (pelate o no a vostra scelta, nel senso che se non lo fate prima lo dovrete fare poi).
Lavorare a crema il burro con lo zucchero e un pizzico di sale. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e mescolare con cura. Tritare le nocciole e amalgamarle al composto insieme alla buccia grattugiata del limone, le patate passate allo schiacciapatate, il semolino e il lievito.
Lasciare riposare l'impasto ottenuto per almeno venti minuti.
Imburrare uno stampo rotondo e cospargerlo di pangrattato.
Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli delicatamente al composto che sarà stato a riposo, versandolo poi nello stampo.
Cuocere per 45 minuti in forno già caldo a 200 gradi.
Nel frattempo mescolare la marmellata con pochissima acqua. Quando la torta sarà pronta, sformata e raffreddata, spalmergliela sulla superficie. Quindi fondere a bagnomaria il cioccolato con 20 grammi di burro e un paio di cucchiai di acqua e con la glassa ottenuta ricoprire interamente il dolce.


Buonissimo, vedrete!

sabato 29 gennaio 2011

Ebbene sì, una frittata...

Oggi si comincia alla grande!
Ho appena scoperto che alla nostra allegra combriccola si sono unite le dolci fanciulle della MALESIA! Proprio così, amiche... mi sto espandendo senza nemmeno accorgermene...che figata!!!
Quindi benvenute, ragazze, e mi raccomando non lasciateci più!
Cambiando argomento la mia gatta più piccola deve aver ingoiato qualcosa di strano che le è rimasto incastrato in gola, perchè continua a deglutire in modo anomalo, pulendosi il muso tutta storta, come se con la zampina potesse farsi uscire il corpo estraneo dalla bocca. Oppure potrebbe essere una lisca di pesce o roba simile... so che mi fa una tenerezza infinita. Fa un verso simile a quello di un vecchietto che scatarra per terra, tra una sigaretta e l'altra! Ho anche provato a guardarle le tonsille, sperando di vedere e beccare qualcosa, ma niente... ci vogliono la pila e gli strumenti del veterinario. Solo che quello che conosco io, dove ho portato l'altra a far sterilizzare, oggi non c'è. Così mi tocca aspettare il mio vicino di casa, che di sicuro ne conoscerà altri visto e considerato che è pieno di gatti anche lui.
Speriamo solo che non peggiori fra oggi e lunedì....

Nel frattempo alla tv, su Iris, stanno dando un vecchio film: L'ultimo dei grandi re. L'ho visto un paio di volte quando ero ragazzina e ricordo di essermi impallata un sacco con JARED LETO, lattore che interpreta il protagonista. Mi fa strano rivederlo ora, mi sembra così piccolo, così "infantile"... cioè, l'attore è uno bonazzo ancora oggi, super cool, ma adesso che io sono bella cresciutella il ruolo che ricopriva in questa pellicola mi fa solo sorridere (con tenerezza), anche perchè era lui stesso un pivello (anche se già super carino).
Comunque me lo rivedo volentieri stando qui a occuparmi di voi.

Per oggi ho pensato a qualcosa di "trasgressivo", preparatevi.
Non che una frittata in sé lo sia, chiaro, ma senza dubbio non è il primo "dolce" (visto che è quasi sempre salata) che viene in mente quando si parla di cioccolato, dico bene?
E magari molte di voi non l'hanno nemmeno mai associata alla nostra grande passione comune. Perciò sarà come provare qualcosa di VERAMENTE nuovo... Facendolo poi sperimentare a chi vi sta intorno... (questo tipo di novità sorprendono sempre positivamente i maschietti, fidatevi, specie quelli ghiotti delle frittate "comuni").
Non mi ricordo nemmeno più da dove ho ricavato la ricetta. Forse da una qualche rivista, sta di fatto che da quando ho provato a farla per la prima volta (curiosissima) poi non ho più smesso e quando io o miei amici hanno voglia di qualcosa di dolce, ma diverso dal solito... ecco qua che tiro fuori la padella e via col liscio!


Ingredienti:
  • 2 banane
  • 1 limone
  • 100 grammi di cioccolato bianco
  • 6 uova
  • 50 grammi di zucchero bianco
  • 40 grammi di burro

Sbucciare le banane e affettarle in rondelle sottilissime. Spremere metà del limone e irrorarle col succo ricavato.
Sbattere le uova con lo zucchero e la scorza di tutto il limone grattugiata. Quando saranno ben montate aggiungere il cioccolato fuso (sciolto precedentemente a bagnomaria) e colato a filo.
Sciogliere il burro in padella (senza farlo sfrigolare), unire le banane con il loro succo al composto di uova e, una volta amalgamato bene, versarlo in padella sul burro completamente sciolto.
Cuocere bene da entrambi i lati, aiutandovi a girare la frittata con il coperchio della padella.
Se volete proprio "svaccare" (come dice mia zia), una volta trasferita la frittata su di un piatto grande e lasciata intiepidire un attimo, potete spolverarla di zucchero a velo vanigliato oppure accompagnarla con un filo di sciroppo d'acero.

Beh, mi dispiace dirvelo, ma ci sono tutti i presupposti per un sabato pomeriggio da sballo, visto e considerato che piove, fa freddo e... di certo prima o poi vi verrà fame. No?

venerdì 28 gennaio 2011

E vai di crostata!

Ahhhhh....mmmmmmmmmhh....siiiii...bontààààà!
La crostata è realmente uno dei miei dolci preferiti.
Non si direbbe, lo so, perchè è una torta giudicata "semplice" e soprattutto "rustica". La classica merenda da dedicare ai bambini, il dolce perfetto da portare quando si organizza un pic-nic, il dessert quasi sempre presente nelle trattorie che si rispettino.
E diciamo che io non sono tipo da pic-nic, non sono per nulla semplice e ancora meno rustica. Però è così. La crostata mi fa impazzire.
Certo, ci deve essere la pasta fatta in un certo modo... e la marmellata (o la frutta) che piace a me... Di norma, poi, apprezzo molto quelle sottile, che in forno si cuociono bene e quando poi le mangi sono quasi croccanti, con la marmellata che si è un po' caramellata... capito cosa voglio dire?
L'unica, invece, capace di farmi divorare crostate alte e pastose, con la pasta che a tratti sembra quasi cruda o che ti si sbriciola in mano tanto è burrosa e friabile e con chili e chili di marmellata sopra è mia nonna (e te pareva!).
Ehhh, ste nonne! Devo ammettere che le è un po' passata la voglia di mettersi lì a farle, infatti mi prende in giro e dice che ora tocca a me prepararle le robine buone da mangiare, coccolandola come lei ha sempre fatto con me fino adesso... e datele torto!
Perciò eccomi qua a proporvi una crostata, appunto, ma una di quelle solite? Noooooo! Una di quelle normali, per non dire tradizionali? Nooooooo! Magari con l'onnipresente marmellata di albicocche o con le mele tagliate a fettine?
Noooooo!
Eh, scusate, dovrò pur farmi riconoscere in qualche modo!
Anche perchè, starete pensando voi, dove caspita ci infili il cioccolato???

Donne di poca fede!
Seguitare a leggere, please...
...e provare per credere!


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 180 grammi di farina
  • 2 tuorli
  • 80 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • sale

Per la crema:
  • 4 decilitri di latte
  • 5 tuorli
  • 50 grammi di zucchero semolato
  • 30 grammi di fecola di patate
  • 4 cucchiai di crema di limoncello
  • 1 baccello di vaniglia
  • 150 grammi di cioccolato misto (fondente, al latte, bianco)

Occupiamoci prima di tutto della pasta.
Disporre la farina a fontana sul tavolo (o su di un tagliere grande, o dove impatate solitamente), unire i tuorli, il burro ammorbidito e fatto a tocchetti, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale. Impastare bene, formare la classica palla con la pasta frolla ottenuta, avvolgerla in una pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero per un'ora.
Ora preparate la crema con cui farcire la crostata.
Versare il latte in una casseruola con il baccello di vaniglia inciso per lungo e portarlo a ebollizione.
Montare a spuma i tuorli con lo zucchero, incorporare la fecola di patate e la crema di limoncello e per ultimo il latte filtrato a filo. Trasferire il tutto in una casseruola e cuocere a fuoco dolce girando in continuazione, senza arrivare però a ebollizione. Togliere quindi dal fuoco e mettere da parte a raffreddare.
Prendere la pasta frolla dal frigo, stenderla con un matterello in una sfoglia di 2-3 millimetri di spessore e con essa foderare uno stampo di 18-20 centimetri di diametro, rivestito di carta oleata. Bucherellare tutta la pasta qua e là con una forchetta, dopo di che cuocerla in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.
Una volta cotta fare raffreddare e riempirla con la crema al limoncello. Cospargere, poi, con il mix di CIOCCOLATI ridotti in piccole scaglie.

GNAM, GNAM, signore mie!

Wachau (aspettando l'Austria....)

Sopravvissuta!!!
A chi interessasse ho effettuato l'ultimo esame...e mo' basta! Cioè, se i dottori pensano di no lo dico io, piuttosto emigro!
Ho dato tutto quello che potevo dare e ho sopportato abbastanza in questo mese per poter dire che non ne ho più voglia. Davvero.
Ho ancora il liquido di contrasto che ho dovuto ingollare che mi va su e giù... bleah, che schifezza! Ho ancora la nausea.
Sono riuscita a mangiare solo uno yogurt, appena arrivata a casa, poco fa e ora mi sono messa su una damigiana di tè verde.
E con cosa accompagnare questa calda bevanda? Beh, non so voi, ma io un'ideuzza ce l'avrei... anche se ancora mi posso solo accontentare col pensiero di quello che vi propongo (SOB!), sperando però che voi ci diate dentro, visto che potete!!!


INGREDIENTI:

Per la pasta:
  • 5 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 1 limone
  • 125 grammi di mandorle tostate in polvere
  • 30 grammi di burro
  • 20 grammi di farina
  • cannella

Per la crema:
  • 100 grammi di burro
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • rum
  • olio di mandorle
  • 60 grammi di cioccolato fondente

Per decorare:
  • mandorle intere


Sbattere il burro con 30 grammi di zucchero, la farina e mezzo cucchiaino di cannella e lasciare riposare il composto ottenuto per venti minuti.
Sbattere i tuorli con 60 grammi di zucchero, trasformandoli in un composto chiaro e spumoso.
Montare gli albumi a neve fermissima.
Grattugiare la buccia del limone.
Unire lo zucchero rimasto con gli altri ingredienti e metà delle mandorle polverizzate, continuando a mescolare.
Riunire i due impasti, amalgamandoli per bene e stenderli in una tortiera abbondantemente imburrata e cuocere per un'ora in forno già caldo a 200 gradi.
Intanto occuparsi della crema.
Lavorare lo zucchero e il burro in una terrina fino a ridurli in una pasta gonfia. Unire i tuorli, diluire con il succo di limone, aggiungere lo zucchero vanigliato, le mandorle in polvere rimaste, un cucchiaio di rum, due cucchiai di olio di mandorle e infine il cioccolato fuso a bagnomaria.
Cotta la torta toglierla dal forno e lasciarla raffreddare. Sformarla solo quando sarà ormai fredda, quindi tagliarla a metà e farcirla con la crema preparata prima. Ricomporla, spalmarla in superficie e sui lati con la crema fimasta e decorarla con le mandorle intere.

Bel piattino, eh? Già!
Per ora vi lascio e mi dedico al mio povero stomaco, consolandolo con qualche Plasmon pucciato nel tè....
Che tristezza!!!

giovedì 27 gennaio 2011

E voi che tipo di mamma siete?

Lo so, strana domanda per introdurre la prima ricetta di oggi...
Eppure si sa, noi donne siamo brave coi bambini tanto quanto in cucina e viceversa. Ce l'abbiamo inside come dice sempre una mia amica.
So che ci sono ragazze e donne che non pensano di essere all'altezza di divenire madri, che hanno giustamente paura perchè, ammettiamolo, un figlio non è certo da paragonare a un qualche tipo di ciambellone che in un'ora e mezza è bello e pronto e non ci si deve più pensare! Specie se poi si tratta del primo figlio e quindi non si sa bene come comportarsi e quello che bisogna fare per agire il più correttamente possibile...
Così come (purtroppo) sappiamo bene che non tutte le donne e le ragazze, una volta divenute mamme si sentono legate alla creatura appena messa al mondo... Fin troppi casi vengono sviscerati attraverso la televisione e i quotidiani su neonati uccisi di proposito o abbandonati per la strada o venduti per raccimolare soldi o scambiati per una banalissima dose di una qualsiasi droga. Donne (e non solo) che non se la sentono di essere madri, che si detestano per ciò che è accaduto e di conseguenza trasferiscono questo "odio" sul bambino a cui hanno appena dato la vita, senza che lui ne abbia alcuna colpa. Donne che, pur essendo felici del frugoletto che stringono fra le mani, nel giro di poche settimane cadono nella classica depressione post-partum e invece di venirne fuori (aiutate anche dal proprio compagno, dai famigliari, dagli amici e, perchè no, da uno psicologo) precipitane sempre di più dentro un vortice che la risucchia, prosciugandole e trasformandole in un'altra persona. Una persona capace, in un raptus di follia, di cacciare giù dal balcone il suo bimbo di pochi mesi, perchè non smette di piangere, rimanendo del tutto impassibile o comunque distaccata dal gesto appena compiuto, quasi fosse l'unica soluzione possibile in quel momento. E, in alcuni casi, negando persino l'accaduto, non ricordandosi di averlo fatto.
Storie assurde e drammatiche capaci, ahimé, di rammentare che la realtà supera (sempre) di gran lunga la fantasia. Che non ci dobbiamo più stupire di nulla. E che purtroppo queste cose accadono tutti i giorni, nonostante alla tele ci continuino a propinare (da anni) l'allegra famiglia felice del Mulino Bianco e altri esempi simili.
Ma non è di questo che volevo arrivare a parlarvi.
Rivolgendomi a chi di voi ha dei figli, a chi sta per averne, a chi li desidera e li sta cercando, a chi li vorrebbe ma non trova la materia prima coi cui farli, a chi ci sta pensando perchè ancora non è sicura, a chi magari ha paura però si commuove (anche solo internamente) quando vede un determinato film che parla di questo o anche solo quando incontra per strada una mamma che coccola suo figlio...
A tutte voi, amiche, io chiedo questo: CHE TIPO DI MAMMA SIETE (O CREDETE DI ESSERE?)
Ci avete mai riflettuto?
La mia curiosità sorge spontanea dopo aver letto un certo articolo sulla rivista "A" di questa settimana.
Io, che appartengo alla categoria di quelle che lo vorrebbero sì un bimbo, ma non hanno sotto mano l'uomo "giusto" con cui farlo (e, personalmente parlando, all'idea di dovermi tenere anche il padre, al di là del figlio, il desiderio mi scema di brutto... perchè madre sì, ma moglie no, grazie!), leggendo di questo argomento mi sono sentita ispirata... e anche piuttosto incuriosita!
So che siete amanti della cucina, dei dolci e del CIOCCOLATO in particolare (altrimenti perchè visitare e iscrivervi al mio blog? Brave, continuate così!), ma vorrei sapere anche che tipo di "chioccia" vi sentite, visto e considerato che molte di voi che mi scrivono o con cui chatto su facebook sono soprattutto mamme.
Intanto precisiamo che il tutto deriva dal libro: L'inno di battaglia della madre tigre di Amy Chua, che spiega in cosa comporta un'educazione rigida alla cinese. L'autrice, americana di origini cinesi, insegna a Yale e ritiene (sorridendo) che le mamme occidentali siano troppo permissive con i figli. In una parola: RAMMOLLITE.
Partiamo, quindi, dall'analizzare le varie catergorie...
Poi sarete voi a trarre le giuste conclusioni per voi stesse.

LA MADRE TIGRE (riporto dall'articolo):
Ossia l'autrice del libro (...) quando la sua bambina di 7 anni non riesce a suonare il pianoforte le fa saltare i pasti, sequestra la casa delle bambole (...). Per le figlie la Madre Tigre sogna un futuro alla Condoleezza Rice. Loro, cui è vietato persino giocare a Shanghai, probabilmente escono di nascosto la notte, fumano nei bagni della scuola e copiano i compiti dalla vicina di banco. (...)

LA MADRE CANGURO (riporto dall'articolo):
Non potendo trascinarsi a zonzo i figli nella pancia (...) la Madre Canguro li allatta fino ai due anni: in tram, al ristorante (...). Con altre talebane del capezzolo si scambia consigli sul web e inorridisce alle news (...) che avvertono: i bebè che non provano cibi solidi entro i 6 mesi rischiano più allergie. Ma la Madre Canguro, rigorosissima, è spesso circondata da suocere o zie molto meno teutoniche, che offrono al bebè cucchiaiate di gelato al caffè, ovetti di Pasqua e marshmallows rosa confetto. (...) la Madre Canguro rinuncia volentieri al lavoro, non manda i figli alla scuola materna perchè teme le maestre come la peste. Non li manda in piscina, serbatoio di germi. Non è che sia fobica. E' accorta. (...)

LA MADRE RAGNO (riporto dall'articolo):
Informata e costantemente connessa. Lei sa tutto e vede tutto. (...) la Madre Ragno tesse la sua tela su Internet, dispensa consigli dal blog (...) L'apoteosi è raggiunta quando un femminile le offre la Rubrica Fissa. Qui racconta la sua interessantissima vita fra pannolini, iscrizioni scolastiche, vacanze esotiche per famiglie, promozioni sul campo (la Madre Ragno è fortunatamente in carriera e aggiorna il suo blog dal desk di lavoro). Sempre concentrata sui post, sui poke e sulla sua vasta community, la mamma aracnide non sente la bambina che piange, corregge i compiti dei figli via mail e quando il ragazzo ha un problema lo spedisce su Wikipedia (...) Sotto le lenzuola, preferibilmente twitta.

LA MADRE LABRADOR (riporto dall'articolo):
Solidale, generosa, pronta a dare una mano. E' la madre di tutte le battaglie, la professionista dei casi umani: bambini denutriti, mutilati, abbandonati. Dissipa il patrimonio famigliare finanziando ong in tutto il mondo. Adotta decine di piccoli a distanza (...) finanzia vaccinazioni. Per la Madre Labrador, anche i figli nascono naturalmente innocenti, alla Rousseau. E da buoni selvaggi devono sperimentare da soli le conseguenze dei propri errori (...). rafforzando a tal punto l'autostima dei figli, nel corso della storia le Madri Labrador più fortunate hanno generato capi di Stato e grandi leader di partito.

LA MADRE APE REGINA (riporto dall'articolo):
Si riproduce generosamente per assicurare la sopravvivenza della specie. (...) l'importante è organizzarsi. Naturalmente slow food, la Madre Aper Regina è ambientalista perchè si sente minacciata dall'inquinamento e, a differenza della sua omologa animale, è pure molto Operaia. (...) usa pannolini ecologici da lavare ogni volta (...) fa pagnotte in casa col lievito madre, organizza gruppi di acquisto bio-solidale, fabbrica il sapone a domicilio. Iscrive i bambini alla scuola steineriana a dieci chilometri di distanza, se il bilancio lo permette, perchè desidera che crescano uomini liberi. Rifugge dagli antibiotici, ha una fede incrollabile per l'omeopatia. Prima o poi i suoi figli si ingozzeranno furtivamente di merendine e ciclosporine, si faranno il piercing alla lingua, tatueranno l'inguine e organizzeranno feste alcoliche tra minorenni. Ma questo accade a tutte le Madri, meglio saperlo in anticipo.

Capito l'antifona?
Bene, brave.
Ora, io non so voi che tipologia di madri siate o vogliate diventare... sta di fatto che il seguente dolce è dedicato alla forza con cui affrontate ogni nuovo giorno e all'amore con cui accudite la vostra prole, stringato o eccessivo che sia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • 25 grammi di lievito di birra
  • latte fresco
  • 75 grammi di burro
  • 3 tuorli
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • rum
  • sale

Per la copertura:
  • 2 cucchiai di caffé forte
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di cioccolato bianco

Sbriciolare il quadratino di lievito di birra e scioglierlo in due cucchiai di latte caldo. Aggiungere quattro cucchiai di farina, mescolare bene e lasciare lievitare in un luogo tiepido per almeno un'ora e mezza (possibilmente coprendo la ciotola con un panno).
In una casseruola sciogliere il burro (evitando di farlo sfrigolare) e incorporare i tuorli, uno alla volta. Unire ora lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata del limone. Amalgamare bene, dopo di che incorporare la pastella lievitata messa precedentemente da parte, aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaio di rum. Lavorare il tutto senza sosta fino a ottenere un impasto dalla consistenza elastica.
Imburrare e infarinare uno stampo per Kugelhupf (dolce tipico della tradizione Mitteleuropea. Il nome deriva forse dalla sua forma particolare che ricorda i cappucci dei frati) o (per quelle di voi che ne sono sprovviste) un normalissimo stampo a cupola e versare al suo interno il composto, fino a mezza altezza. Lasciare quindi lievitare ancora il tempo necessario all'impasto per raggiungere l'orlo del recipiente (accadrà più velocemente se l'avrete lavorate bene).
Una volta lievitato infornarlo in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per un'ora, dopo la quale togliere il dolce dal forno, sformare dallo stampo e lasciare raffreddare su di un piatto da portata.
Preparare intanto la glassa stemperando lo zucchero a velo nel caffè, versandola poi sul dolce e cospargendola con il cioccolato bianco ridotto in granella.
C'è anche chi scioglie il cioccolato a bagnomaria unendo poi lo zucchero e il caffè, cospargendo il kugelhupf con la crema ottenuta.
A voi la scelta.

E a voi, belle mamme, il mio più sentito affetto!
Forza e coraggio, che solo chi ci passa e lo fa amando può comprendere....

domenica 16 gennaio 2011

Assai "ardua"...anzichenò!

Sì, bene, e qui vi voglio...
Scovata ricetta anticha dettata dalla tradizione più "tradizionale" (se mi permettete il gioco di parole).
Già immagino le facce della maggior parte di voi quando leggeranno un ingrediente in particolare fra i tanti...
Prima che sputiate per terra dal disgusto (esagerate!) e prima che pensiate a me come a una pazza, ricordatevi che in cucina non ci sono limiti e le abitudini tramandate di generazione in generazione non si possono mandare all'aria o criticare così, tanto per, solo perchè magari non corrispondono alle nostre. Vi pare?
Per questo dolce in particolare noi oggi ci spostiamo in Emilia Romagna... Quindi, per chi fra voi mi segue e abita in questa meravigliosa Regione non ci saranno problemi. Per chi di voi non si scompone mai o è comunque pronta a sperimentare e a provare di tutto, nulla di che allarmarsi. Per quelle di voi, invece, che sono un po' più "sensibili" o schizzinose o forse legate esclusivamente ai gusti a cui sono abituate da anni, beh... nessuno vi obbliga, sia chiaro!
Sorrido, anche se non potete vedermi....


Ingredienti:

Per l'impasto della "torta":
  • 7 decilitri di latte
  • 330 grammi di sangue di maiale
  • 200 grammi di sapa o di miele (a vostra scelta)
  • 100 grammi di mandorle sgusciate
  • 100 grammi di zucchero
  • 80 grammi di pangrattato finissimo
  • 50 grammi di canditi (possono essere misti oppure di una singola frutta che vi piace)
  • 50 grammi di burro
  • 2 cucchiaini di spezie (un mix tra cannella, noce moscata, un pizzico di pepe e un pizzico di zenzero)
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • limone

Per la pasta di "pane":
  • 300 grammi di farina di frumento tipo "0"
  • acqua
  • sale

Tritare finemente le mandorle insieme con i canditi, precedentemente tagliati a pezzettini. Bagnare il trito con qualche cucchiaio di latte.
Mettere il latte sul fuoco con ammollo la buccia del limone tagliata a strisce. Una volta giunto a bollore levare la scorza di limone e lasciare bollire per dieci minuti. Unire il cioccolato a pezzettini e mescolare aiutandolo a sciogliersi del tutto. Quindi levare dal fuoco e lasciare raffreddare il latte al CIOCCOLATO.
Versare ora nel latte il sangue di maiale, passato prima al setaccio, e tutti gli altri ingredienti tenendo per ultimo il pangrattato (se per caso risultasse troppo lasciatene un po' da parte). Mettere il composto così ottenuto a cuocere a bagnomaria e mescolarlo spesso con un cucchiaio, in modo che non si attacchi. Sarà pronto quando mettendo il cucchiaio in piedi, al centro del composto, esso rimarrà dritto, senza che voi lo teniate. Se questo non avviene, aggiungere il pangrattato che avrete lasciato da parte.
Nel frattempo con la farina di frumento, l'acqua necessaria e un po' di sale preparate una pagnotta di pasta (come se doveste fare del pane per la famiglia). Una volta pronta (liscia e omogenea) stendete con un mattarello la pasta di pane e foderate con tale sfoglia una teglia, precedentemente unta di burro. Riempire tale sfoglia con l'impasto cotto a bagnomaria e infornare in forno caldo a 180 gradi fino a quando immerso uno stuzzicadenti nella pasta e nel ripieno esso tornerà fuori asciutto.

Diciamo che, a parte il sangue di maiale (a cui non siamo magari abituate), è una bella tortina, no?
Se vi impressiona ancora tanto, evitate di elencare gli ingredienti ai vostri amici o a chi offrirete il dolce... Se invece ve ne sbattete le balle o, ancora meglio, trovate il tutto molto normale perchè magari abituate a la carne (e la carne cotta al sangue) non vi turba maneggiare sangue puro nel fare una torta, ben venga.
E godetevi il risultato del vostro cucinare!!!
Ah... pure poetessa sono!

giovedì 13 gennaio 2011

Tartare di fragole con pan brioche al cioccolato

Che bevanda delicata! Che diletto che mi dà! Viva pur la cioccolata, che dà gusto e sanità!

Tiè!
Stamattina iniziamo subito con Carlo Goldoni. Mi sento tanto teatrale anch'io...!
E mi sa che la prima ricettina di oggi ce la invidierà anche il topino Rémy di RATATOUILLE.
So che non è prettamente invernale, per via delle fragole, ma (al di là del fatto che se si vuole si trovano, sebbene sappiano di poco) ogni tanto un guizzo di vita al di là degli schemi prefissi bisogna pure concederselo, no?

Io e i miei libri pensiamo di sì...!

Ingredienti:

Per la tartare:
  • 1 vaschetta di fragole
  • 4 fette di pan brioche
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 3 foglie di menta
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato

Per la crema inglese:
  • 1/2 litro di latte fresco
  • 1 limone non trattato
  • 4 tuorli
  • 125 grammi di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di fecola

Per decorare:
  • panna fresca

Pulire le fragole, tagliarle a dadini piccoli e condirle con lo zucchero e le foglie di menta tagliate a striscioline sottilissime con le forbici (oppure tritate se preferite).
Ricavare quattro dischi dal pan brioche tramite un coppapasta. "Biscottarli" in una padella antiaderente, lasciandoli però morbidi al centro.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e glassare con la fonduta ottenuta ogni disco di pan brioche.
Preparare la crema inglese scaldando il latte con la scorza del limone. Montare i tuorli con lo zucchero e la fecola. Versare il latte a filo sul composto di uova e riportare sul fuoco mescolando, fino a quando non si velerà il cucchiaio di legno. Immergere la casseruola in acqua fredda e lasciare raffreddare.
Riempire di fragole un tagliapasta appena più grande di quello dei dischi precedenti e disporvi sopra uno dei dischi di pan brioche glassato al cioccolato. Terminare con la crema inglese fredda e un ciuffetto di panna.
Ripetere l'operazione anche per gli altri tre dischi.

Ehhh?
Vale o no la pena di andare a scovare una manciata di fragole, fossero anche all'altro capo della città?
Certo che sì!!!

lunedì 10 gennaio 2011

Gusci in frolla

Ok, per oggi ho finito, mi sono lasciata "torturare" per benino e mi sono guadagnata l'altro pezzo di giornata (o dovrei dire serata, vista l'ora).
Uscita dalla clinica mi sono rifugiata da mia nonna, come tappa prima di tornare a casa. Chissà perchè, ma la nonna è sempre la nonna, così come la mamma è sempre la mamma... Siete d'accordo?
Mi ha fatto subito sdraiare sul suo letto, mi ha tutta abbracciata e sbaciucchiata, mi ha messo il plaid addosso (anche se nel suo appartamento fa sempre un caldo boia!) ed è corsa a prepararmi una damigiana di tè (deteinato!), tornando poi con la tazza su un vassoio e una scatola stracolma di Plasmon (perchè sapendo che adesso mi fa bene mangiare quelli ha mandato subito il nonno a fare rifornimento!). E, dopo aver inforcato gli occhiali, controllando ogni mezzo secondo che stessi bevendo e mangiando, si è messa a studiare le foto che sono uscite dall'ecografia e che il medico mi aveva rilasciato.
Ah... me la sono proprio goduta! E che "rilassatezza"! Mi sono quasi addormentata come una bambina abituata al sonnellino pomeridiano...

IGREDIENTI:
  • 300 grammi di pasta frolla
  • 100 grammi di cioccolato fondente (o al latte)
  • 250 grammi di yogurt magro
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
  • 1 arancia non trattata
  • 1 limone non trattato
  • albicocche secche

Stendere la pasta frolla in una sfoglia finissima (la potete acquistare già pronta, altrimenti mettervi a farla qualche ora prima) e ricavarne tanti dischetti mediante il tagliapasta oppure tramite una formina rotonda. Utilizzare questi dischi per foderare degli stampini semisferici e bucherellarli con i denti di una forchetta. Infornare a 170 gradi per dieci minuti.
Mescolare intanto lo yogurt con lo zucchero a velo e le scorze grattate dell'arancia e del limone. Sciogliere quindi il cioccolato a bagnomaria.
Una volta cotti i piccoli "gusci" inzuppare la superficie esterna nel cioccolato e disporli capovolti su una griglia per farli raffreddare. Una volta freddi e con la glassa di cioccolato ben indurita, riempire i gusci con la crema di yogurt e, al centro, adagiarvi uno o due quadratini di albicocche secche che avrete precedentemente tritato.

Ecco dei dolcini sfiziosi e leggeri, per chi magari davvero non vuole rovinarsi la linea nemmeno con il pensiero...!
BUTTATEVI!!!

venerdì 7 gennaio 2011

Torta macchiata

Se invece i mariti e i fidanzati (scrittori) sono più semplici, nel senso di "bambinoni" nei gusti, proporrei la seguente torta, care "mammine"!!!
Vi sto facendo l'occhiolino, eh, anche se non potete vederlo...

IGREDIENTI:
  • 1/2 kilo di farina tipo "00"
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 1 bicchierino di liquore all'anice
  • 2 bustine di lievito in polvere
  • 1 bicchiere di latte
  • 170 grammi di burro
  • 1/2 limone non trattato
  • 30 grammi di cacao
  • zucchero a velo 

Lavorare la farina con le uova, lo zucchero, il liquore, il latte, 150 grammi di burro, il lievito e la scorza grattugiata del limone.
Impastare fino a ottenere un composto omogeneo.
Prendere 1/3 di pasta e incorporarvi il cacao.
Imburrare una teglia a cerniera e versarvi dentro metà dell'impasto bianco, coprirlo con quello al CACAO e finire con un ultimo strato di pasta bianca.
Infornare a 180 gradi in forno già caldo fino a completa doratura della torta (solitamente 30-40 minuti, a seconda del forno che avete).
Tirare fuori dal forno e sformare.
Servire la torta macchiata tiepida o appena raffreddata (ma tiepida è più buona!), spolverizzata con zucchero a velo.


Divertitevi gente!
E ricordate, se gli altri non apprezzano: peggio per loro! E di più per voi, ah!

venerdì 31 dicembre 2010

Soufflè di benvenuto!

Ragazze, non ci credo!
Si è unito a noi anche il Cile!!!
Fantastico!
Bisogna festeggiare, non c'è altro da dire....!
Qui da me hanno già cominciato a lanciare petardi a destra e a manca, specie lungo la strada privata che comprende casa mia e altre cinque villette (stronzi-ragazzini-rompicoglioni!). C'è anche gente che strombazza con i clacson, in lontananza, manco ci fossero i Mondiali di calcio e noi stessimo giocando la finale!!!
Per carità, invidio in modo sano e palese chiunque di voi stasera potrà festeggiare degnamente, essendo felice di farlo. Per quanto mi riguarda non sono una che bada più di tanto alle festività. In più metteteci le mie condizioni di salute... e vedrete che ci sono tutti i presupposti per essere stanca, nervosa, irritabile e disfattista, mentre il mondo fuori esulta!
Ma potrei decidere di migliorare da qui a mezzanotte...
Quindi non perdiamoci in ciance e mettiamoci a pensare a cose più importanti, come dare il benvenuto alle nostre amiche cilene.

INGREDIENTI:
  • 30 grammi di burro
  • 60 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 40 centilitri di latte
  • 25 centilitri di panna da montare
  • 30 grammi di farina
  • 1 cucchiaio di grappa alla pera (se vi manca va bene qualsiasi grappa fruttata, che però sia più dolciastra che secca)
  • 4 uova
  • 1 grande pera William
  • 1 limone

Spennellare di burro fuso 6 stampini da soufflè, quindi spolverizzarli di zucchero e riporli in frigorifero.
Fare sciogliere il cioccolato a bagnomaria, regolando la fiamma al minimo. Quando sarà fuso incorporare il latte, la panna, la farina e la grappa. Lasciare raffreddare.
Rompere le uova separando gli albumi e tenendoli da parte. Mescolando con energia amalgamare i tuorli alla preparazione a base di cioccolato.
Sbucciare e pulire la pera tagliandola a pezzetti abbastanza grandi. Spruzzare poi i tocchetti ottenuti con il succo del limone, per evitare che si scuriscano.
Montare gli albumi a neve ferma unendo a poco a poco i 60 grammi di zucchero non ancora utilizzati. Unirli poi alla preparazione di cioccolato e tuorli, mescolando dal basso verso l'alto con delicatezza.
Suddividere il composto negli stampini e guarnirlo in superficie con i pezzetti di pera. Fate cuocere i soufflè a bagnomaria per circa venticinque minuti in forno già caldo a 180 gradi.
Derviteli in tavola appena tolti dal forno. I soufflè sono ottimi appena fatti.

Suggerimento della scheda: qualsiasi soufflè si gonfia meglio se, prima di infornarlo, si passa la lama di un coltello tra l'impasto e le pareti dello stampo.

E buon appetito a tutte! Io vi invidierò da lontano.....

giovedì 30 dicembre 2010

'Na "botta di vita" al cioccolato e pere!

Ahhh... forse oggi è il primo giorno in cui i miei vari doloretti mi danno un po' di tregua...(speriamo bene che duri!). Così, dopo una parchissima colazione a base di tè verde e quattro Plasmon e una doccia super rilassante (ho rischiato di svenire dal sonno dentro la cabina, viste le notti che ho trascorso in bianco!) ho proprio il desiderio fremente di dedicarmi a voi, sorelline, che tanto mi sopportate e tanto mi sostenete, continuando a visitare il blog, giorno dopo giorno!
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!
Quindi ho pensato bene di farvi un vero e proprio regalo di Natale (anche se decisamente in ritardo!). Una ricetta che vi renderà fantastiche agli occhi di tutti, grandi e piccini (attenzione però ai più piccoli, per via di determinati ingredienti che vedrete di seguito...). Un dolce moderno, con il quale poter aprire degnamente il nuovo anno. Insomma, come cita il titolo (e come l'ho soprannominata io) una vera e propria "botta di vita"!!! Che ogni tanto ci vuole, no? Specie per chi, in questo momento, è nelle mie stesse condizioni... Infatti io vi seguirò da lontano con il pensiero, a sto giro, non potendone assaggiare manco una punta. Ma per chi è ridotta peggio della sottoscritta e non ha comunque male alla pendice, beh, quale rimedio migliore per tirarsi su il morale e guarire??? Eh!

INGREDIENTI:

Per la pasta:
  • 150 grammi di farina
  • 75 grammi di burro
  • 50 grammi di zucchero semolato
  • 2 tuorli

Per la guarnizione:
  • 100 grammi di miele d'acacia (se proprio vi manca sostituitelo con un miele simile, che non sia melata di bosco, castagno, tarassaco, ecc... per intenderci)
  • 1/2 cucchiaino di pepe in grani (nero, bianco, verde o rosa)
  • 2 chiodi di garofano
  • 5 grammi di zenzero fresco
  • 2 peperoncini
  • 1 limone
  • 4 pere William
  • 30 centilitri di panna per dolci
  • 1 cucchiaino di latte
  • 1 stecca di vaniglia
  • 250 grammi di cacao amaro
  • 1 tuorlo

(e scusate se è poco!)
Disporre la farina a fontana e versare nella conca formata il burro ammorbidito a pezzetti, lo zucchero e i tuorli. Lavorare gli ingredienti con le dita, amalgamandoli fino ad ottenere un composto omogeneo. Stenderlo quindi in una tortiera da 20 centimetri di diametro, imburrata e infarinata. Bucherellare la pasta con una forchetta, poi infornare per venti minuti in forno già caldo a 200 gradi. Una volta cotta levate la tortiera dal forno e lasciatela raffreddare in un angolo, senza sformarla.
Mettere ora il miele in una casseruola, unire 20 centilitri d'acqua, i grani del pepe, i chiodi di garofano, lo zenzero, i peperoncini e la scorza grattata di mezzo limone. Portare a ebollizione a fuoco dolce e lasciare sobbollire per cinque minuti.
Sbucciare le pere e irrorarle con il succo del limone, unirle poi allo sciroppo a base di miele e lasciarle cuocere per venti minuti, girandole un paio di volte. Una volta trascorso il tempo scocciolarle, farle raffreddare e tagliarle a spicchi non troppo sottili, lasciandoli in ammollo nello sciroppo.
Preparare la crema di CIOCCOLATO versando la panna e il latte in un pentolino, unendo la stecca di vaniglia tagliata a metà per lungo. Portare a ebollizione a fuoco basso e lasciare bollire per uno o due minuti, dopo di che spegnere e levare la vaniglia. Mettere quindi il cacao in una terrina, unire la crema di panna e latte, mescolare bene (in modo che eventuali grumi si sciolgano) e incorporare il tuorlo con la frusta. Versare la farcia ottenuta sulla pasta ormai fredda che avete lasciato nella teglia.
Infornare di nuovo per tre minuti (non di più) a 150 gradi. Fare nuovamente raffreddare e poi mettere la torta così com'è in frigo per almeno otto ore.
Al momento di servire (potrebbe anche essere il giorno dopo, e sarebbe pure meglio) disporre gli spicchi di pera, scolati dallo sciroppo, sulla superficie della torta (se qualche grano di pepe rimane attaccato ad essi non importa, anzi!).

Beh, che dire? Non si scherza mica!
Spero di aver dato un prezioso consiglio su che dolce preparare in questi giorni a chi (soprattutto) ama le spezie e il "piccantoso" come me! Tutto merito del mio raccoglitore di ricette....
Baci, baci!

venerdì 3 dicembre 2010

Cheesecake con "Clementine" e cioccolato

Donne!
Stamattina è stata un susseguirsi di piccoli e divertenti eventi... tra cui l'essere svegliata "all'alba" (che per me equivale alle otto e trenta) da uno che parlava biascicando (magari ancora ubriaco dalla sera prima!) che mi ha chiesto se avevamo messo noi l'annuncio di un divano su PORTA PORTESE. Quando gli ho detto sì, ma che il divano era ormai andato, ha incominciato a riflettere fra sè, come se io non ci fossi più, farfugliando grugniti senza senso... Cioè, capito? Non solo mi svegli, ma manco mi caghi dopo che hai ottenuto risposta!
La gente è strana proprio, comunque...
Alla fine ha messo giù, mollandomi lì come una scema. E credete che sia riuscita a riaddormentarmi del tutto?? Ovvio che no! Anche perchè al piano di sotto stanno smantellando interamente l'appartamento e c'è sempre un concerto di trapani e martelli che non si può descrivere!
Per fortuna, quando mi sono risvegliata del tutto, decidendo con rabbia di alzarmi, ho trovato Mara in cucina...con il caffè caldo... e i cornetti... e le sigarette fatte con il tabacco.... e allora il giorno ha iniziato ad assumere una piega migliore!
Ho intravisto Samu, che però doveva uscire di corsa perchè in ritardo per non ho capito cosa, Peppe che è venuto anche lui a bersi un caffè con noi e con Manu mi sono sentita per telefono. Perciò ora sto meglio, perchè i miei "fratellini" mi ricaricano, anche senza saperlo!
Così, fra una cosa e l'altra, prima di mettermi al lavoro sul mio pc, sono andata a comprarmi le mie Marlboro dal tabacchino e al rientro mi sono imbattuta nella terrina di plastica che contiene le Clementine (ossia una qualità buonissima di mandarini, per chi non lo sapesse). Ne ho afferrate un paio, portandomele in camera e BOOM!!! Mi è venuta in mente una torta troppo buona, letta in uno dei libri della mia piccola enciclopedia sul cioccolato...
INGREDIENTI: 
  • 225 grammi di biscotti "Digestive" al cioccolato
  • 55 grammi di zucchero semolato
  • 115 grammi di burro
  • 1 cucchiaio di gelatina (ovviamente si tratta di quella in polvere)
  • 325 grammi di crema di formaggio (possibilmente di quella senza grassi)
  • 800 grammi di Clementine in spicchi
  • 1 limone
  • 150 millilitri di panna acida
  • 55 grammi di scaglie di cioccolato bianco
  • 3 uova
  • 4 cucchiai di marmellata di arance (senza bucce, mi raccomando)
Cominciare mettendo i biscotti Digestive in un mixer, frantumandoli. Sciogliere il burro in un pentolino (attenzione a non farlo mai arrivare a bollore) e aggiungerlo caldo ai biscotti, mescolando per farli ammalgamare. Ungere una tortiera per crostate del diametro di 20 centimetri (a cerniera, o comunque con la base rimovibile). Versare ora il composto nella teglia, aggiustandolo bene sulla base e lungo i bordi, aiutandovi con il rovescio di un cucchiaio. Fare raffreddare in frigorifero per almeno mezz'ora. 
Nel frattempo mettere la crema di formaggio, la scorza grattugiata del limone, tre cucchiai del succo di quest'ultimo e la panna acida nel mixer usato in precedenza e miscelare fino ad ottenere un composto molto omogeneo e soffice.
In una terrina sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero, finchè non diventeranno morbidi e cremosi. Sciogliere quindi la gelatina in un cucchiaio d'acqua a bagnomaria. Lasciare raffreddare, poi, per almeno cinque minuti.
Ora aggiungere il composto con il limone alle uova e la gelatina all'impasto con la crema di formaggio e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo. In una ciotola di media grandezza, montare gli albumi a neve fermissima con la frusta elettrica (se volete potete sempre aggiungere quel pizzico di sale o quelle due gocce di limone che vi suggerisco dall'inizio delle nostre chiacchierate). 
Scolare 400 grammi di mandarini e tenere da parte il succo, rompendo a pezzetti gli spicchi e aggiungendoli all'impasto di crema di formaggio. Unire gli albumi e le scaglie di CIOCCOLATO e mescolare delicatamente per amalgamare il tutto.
Versare il composto ottenuto nella tortiera preparata prima e lasciare raffreddare in frigo finchè non si solidifica bene.
Mettere la marmellata di arance e il succo dei mandarini tenuto da parte in un pentolino e cuocere finchè il composto non assumerà un aspetto più liscio. Togliere ora la cheesecake dal frigo e trasferirla su un piatto da portata.
Scolare i restanti spicchi di Clementine e usarli per decorare la torta come più vi piace (sopra, lungo il perimetro, di fianco....sbizzarritevi!). Spalmare quindi la gelatina alla marmellata sopra il tutto e fare raffreddare nuovamente in frigorifero fin quando lo ritenete necessario. Dopo di che potete servire e gustare!
Ricordate, però, che un dolce del genere si conserva in frigo massimo due giorni, considerando i suoi ingredienti... anche se qualcosa mi dice che non avrete problemi a farlo durare tanto!!!