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domenica 23 gennaio 2011

Dolce africano

E qui, amiche, vi voglio vedere attive ed energiche!
Sto popò di dolce non scherza, quindi non dovete scherzare manco voi, specie nella scelta di chi avrà l'onore di assaggiarlo...
Perciò forza, mie dilette, un giro di telefonate e una cena con le vostre migliori amiche (o amici...vecchie mandrille!) non ve la leva nessuno! E non è detto nemmeno che dobbiate cucinare altro, giusto? Potete fare una cosa diversa, solo a base di dolci, con questo qui di seguito servito come piatto forte... su, su, lasciare libera la fantasia, please!!!


Ingredienti:
  • 200 grammi di burro
  • 200 grammi di zucchero bianco
  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 150 grammi di mandorle pelate
  • 50 grammi di cacao amaro
  • peperoncino macinato
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • rum
  • zucchero a velo
  • miele

Versare in una terrina il burro ammorbidito e lo zucchero e lavorarli fino a ridurli in crema.
Continuare a mescolare aggiungendo il cacao amaro, il cioccolato grattugiato, i biscotti ridotti in polvere, un cucchiaio di rum, le mandorle tritate e un pizzico di peperoncino.
Ottenuto un composto omogeneo (da poter lavorare anche con le mani, volendo) sistemarlo su di un rettangolo di carta di alluminio, dandogli la forma del salame.
Se per caso vedete che l'impasto è troppo asciutto e sbricioloso e si spezzetta appena lo si tocca cercate di omogeneizzarlo con del latte.
Una volta pronto, avvolgerlo appunto nella carta e metterlo in frigo per almeno cinque ore (in questi casi io consiglio sempre di preparare il dolce la sera e di lasciarlo al freddo tutta la notte).
Trascorso il tempo (o il giorno dopo) tirarlo fuori dal frigo, eliminare l'alluminio e tagliare il salame a fette, posizionandole su di un piatto da portata.
Su ogni fetta fare scendere qualche goccia di miele, spalmandola su tutta la superficie.
In ultimo, prima di servire, cospargere le fette con abbondante zucchero a velo.

Penso non si possa aggiungere altro, no?

mercoledì 19 gennaio 2011

Torrone noccioloso

E vissero felici e fondenti....
                                                                       Anonimo



Troppo carina, vero? Ih!

Tornando a noi, ragazze, oggi sono un po' così-così, pensierosa. Sta succedendo una cosa molto importante a uno dei miei migliori amici, quindi ho la testa altrove, scusatemi...
So che non posso abbandonarvi, questo no, mai, ma non mi sento di chiacchiarare come al solito... Non mi sento di raccontarvi qualcosa di me o delle mie giornate, come faccio prima di snocciolarvi ogni ricetta...
Mi perdonate, vero?
Grazie, sapevo che avreste capito!


INGREDIENTI:
  • 800 grammi di nocciole
  • 400 grammi di zucchero semolato
  • 300 grammi di miele
  • 200 grammi di cioccolato al latte alle nocciole
  • 70 grammi di cioccolato fondente
  • 3 albumi
  • 2 fogli di ostie

Versare in una casseruola 40 grammi di zucchero e 40 millilitri d'acqua. Mettere la pentola sul fuoco e lasciare sciroppare.
Prendere i due tipi di cioccolato tritarli insieme e farli scioglire a bagnomaria.
Porre il miele in un secondo pentolino e portarlo sul fuoco, sempre mescolando, fino a quando, tuffandone una goccia in un bicchiere d'acqua, il miele si cristallizzerà.
Montare gli albumi a bagnomaria.
Fare caramellare lo zucchero rimasto in un pentolino con 1/2 bicchiere d'acqua e unirlo al miele. Unire anche gli albumi, poi il cioccolato e le nocciole pelate e tostate.
Ricoprire il fondo di una placca da forno con le ostie e versarvi dentro il composto, livellandolo. Ricoprire con la seconda ostia e pressare con una seconda teglia, dando quindi uno spessore di 1,5 centimetri all'impasto.
Lasciare indurire il torrone e tagliare a quadratini, a rettangoli o come più vi piace, prima di servire.

Buon torrone a tutte!

domenica 16 gennaio 2011

Assai "ardua"...anzichenò!

Sì, bene, e qui vi voglio...
Scovata ricetta anticha dettata dalla tradizione più "tradizionale" (se mi permettete il gioco di parole).
Già immagino le facce della maggior parte di voi quando leggeranno un ingrediente in particolare fra i tanti...
Prima che sputiate per terra dal disgusto (esagerate!) e prima che pensiate a me come a una pazza, ricordatevi che in cucina non ci sono limiti e le abitudini tramandate di generazione in generazione non si possono mandare all'aria o criticare così, tanto per, solo perchè magari non corrispondono alle nostre. Vi pare?
Per questo dolce in particolare noi oggi ci spostiamo in Emilia Romagna... Quindi, per chi fra voi mi segue e abita in questa meravigliosa Regione non ci saranno problemi. Per chi di voi non si scompone mai o è comunque pronta a sperimentare e a provare di tutto, nulla di che allarmarsi. Per quelle di voi, invece, che sono un po' più "sensibili" o schizzinose o forse legate esclusivamente ai gusti a cui sono abituate da anni, beh... nessuno vi obbliga, sia chiaro!
Sorrido, anche se non potete vedermi....


Ingredienti:

Per l'impasto della "torta":
  • 7 decilitri di latte
  • 330 grammi di sangue di maiale
  • 200 grammi di sapa o di miele (a vostra scelta)
  • 100 grammi di mandorle sgusciate
  • 100 grammi di zucchero
  • 80 grammi di pangrattato finissimo
  • 50 grammi di canditi (possono essere misti oppure di una singola frutta che vi piace)
  • 50 grammi di burro
  • 2 cucchiaini di spezie (un mix tra cannella, noce moscata, un pizzico di pepe e un pizzico di zenzero)
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • limone

Per la pasta di "pane":
  • 300 grammi di farina di frumento tipo "0"
  • acqua
  • sale

Tritare finemente le mandorle insieme con i canditi, precedentemente tagliati a pezzettini. Bagnare il trito con qualche cucchiaio di latte.
Mettere il latte sul fuoco con ammollo la buccia del limone tagliata a strisce. Una volta giunto a bollore levare la scorza di limone e lasciare bollire per dieci minuti. Unire il cioccolato a pezzettini e mescolare aiutandolo a sciogliersi del tutto. Quindi levare dal fuoco e lasciare raffreddare il latte al CIOCCOLATO.
Versare ora nel latte il sangue di maiale, passato prima al setaccio, e tutti gli altri ingredienti tenendo per ultimo il pangrattato (se per caso risultasse troppo lasciatene un po' da parte). Mettere il composto così ottenuto a cuocere a bagnomaria e mescolarlo spesso con un cucchiaio, in modo che non si attacchi. Sarà pronto quando mettendo il cucchiaio in piedi, al centro del composto, esso rimarrà dritto, senza che voi lo teniate. Se questo non avviene, aggiungere il pangrattato che avrete lasciato da parte.
Nel frattempo con la farina di frumento, l'acqua necessaria e un po' di sale preparate una pagnotta di pasta (come se doveste fare del pane per la famiglia). Una volta pronta (liscia e omogenea) stendete con un mattarello la pasta di pane e foderate con tale sfoglia una teglia, precedentemente unta di burro. Riempire tale sfoglia con l'impasto cotto a bagnomaria e infornare in forno caldo a 180 gradi fino a quando immerso uno stuzzicadenti nella pasta e nel ripieno esso tornerà fuori asciutto.

Diciamo che, a parte il sangue di maiale (a cui non siamo magari abituate), è una bella tortina, no?
Se vi impressiona ancora tanto, evitate di elencare gli ingredienti ai vostri amici o a chi offrirete il dolce... Se invece ve ne sbattete le balle o, ancora meglio, trovate il tutto molto normale perchè magari abituate a la carne (e la carne cotta al sangue) non vi turba maneggiare sangue puro nel fare una torta, ben venga.
E godetevi il risultato del vostro cucinare!!!
Ah... pure poetessa sono!

lunedì 6 dicembre 2010

Pain d'épices al chocolat

Oggi gran giornata che non posso non raccontare! 
Lo dicevo io che la mattina prometteva bene...!
Dopo un pranzo fugace in compagnia di Mara e Samu a base del tacchino ripieno di castagne della mamma di Peppe, io e il mio amicicio abbiamo deciso di uscire alla ricerca di alcune cosucce: MISSIONE AUCHAN!
Così, stesa una lista mentale di quello che occorreva, siamo partiti. Appena presa la metro e scesi a Termini, per cambiare linea, un singnore mi ha portato via una spalla, scontrandosi con me nella fretta di salire (una volta aperte le porte) invece di aspettare che chi devova scendere... scendesse! (com'è giusto che sia e come mi ha ricordato bene Manu, una volta raccontato il fatto a cena). E sono lì che mi massaggio un secondo la parte lesa, ridendo con Samu della prepotenza (e "cecità" mentale) di alcune persone, quando, circa venti secondi dopo, una signora ha pensato bene di tagliarmi di netto la strada passandomi sopra un piede con il suo trolley! E visto che tale gesto l'ha rallentata un attimo (quasi io fossi stata una specie di ostacolo che stava nel bel mezzo della banchina della metropolitana) è stata anche capace di voltarsi verso di me, stizzita, fulminandomi con gli occhi, manco fosse stata colpa mia a mettere il piede sotto la sua valigia del cazzo! Almeno a detta di Samu che, mentre io ero intenta a fissare il mio piede sperando ci fosse ancora (ridacchiando fra me e contando mentalmente: e siamo a due, poi?!), le ha gridato dietro: EH, SIGNORA, PERO' SI CHIEDE SCUSA!!!
Niente, figurarsi, quella non vedeva l'ora di salire su ai binari del treno (oppure uscire all'aria aperta) e non c'ha minimamente cagati!
Ora... pensate forse che questo gesto potesse passare impunito?
Ovviamente no!
Detto fatto, Samu mi prende per mano e scatta l'inseguimento! 
In mezzo alla bolgia che regna perenne a Termini, fra gente che arriva e gente che deve partire, noi l'abbiamo rincorsa e raggiunta e prima di prendere la scala mobile e fuggire sulla LINEA B.... ci siamo vendicati!
In che modo purtroppo non posso dirvelo, altrimenti poi sarei costretta a uccidervi, ma vi basti sapere, mie dilette, che l'azione punitiva è riuscita... e alla grande!!!
Comunque, una volta giunti al centro commerciale, sono scattate le ricerche per ciò che ci serviva. E pensate che siamo riusciti a trovare qualcosa? Naturalmente no. Per il carica batterie del mio pc mancava non so quale dato fondamentale per permetterci di comprarne uno qualsiasi che ci poteva sembrare buono. Le cornici che credevo di trovare non c'erano e al loro posto mi si proponevano quelle "povere" (e orribili!) che si usano per quando ingrandisci le foto. Dello sturalavandino manco l'ombra. Il detersivo per pavimenti veniva venduto solo in pacchetto, della serie: ne vuoi acquistare uno? Bene, peccato che te ne devi portare a casa altri tre, pagandoli tutti! Il concime liquido per le piante di Samu, che sullo scaffale costava due euro, alla cassa si è rivelato costarne sei. I due appendiabiti in legno che ho deciso all'ultimo di prendere, visto che c'erano, alla cassa sono risultati costare cinque euro e settanta l'uno, cioè, manco fossero stati in rovere! 
Insomma, un FLOP dietro l'altro!
Pure il caffè freddo che ci siamo concessi al bar faceva schifo!!!
Ma non per questo ci siamo fatti abbattere. Anzi, abbiamo comprato un po' di cibarie per la cena e ci siamo diretti a casa.
In autobus? In metro? Magari pure in taxi per farci i fighi? Certo che no. A piedi! Una bella passeggiatina fino a San Giovanni, sotto una "incantevole" pioggerellina di Londra! Perchè noi siamo tosti e audaci (e vogliamo sempre dimagrire!).
Ma il punto sta proprio qui. Nonostante la marea di eventi sfigati, il buonumore non è mai sceso di un grado e ridendo, scherzando, prendendoci in giro da soli e chiacchierando, ci siamo messi in cammino, accendendoci beatamente una cicca.
Anzi, a un certo punto ci siamo pure fermati davanti a una pasticceria, decidendo in un lampo che come minimo ci meritavamo pure il dolce, oltre alle seppie con riso, piselli e patate! Vale a dire profiterol cioccolato fondente e panna e un "cabarettino" di marron glacé, perchè io ne avevo troppa voglia da giorni e giorni!
Immaginatevi come ci hanno accolto bene i nostri fratellini, una volta a casa!

Per questo, anche se è piuttosto tardi, mi sento particolarmente in vena di scrivere per raccontarvi... ma non solo.

Perchè, diciamolo, oltre a voi questa nuova ricetta è dedicata a lui. Al mio specialfriend! E al suo lato supereroe!!! Che mi fa sempre tanto ridere e mi riscalda il cuore!

INGREDIENTI: 

Per il dolce:
  • 200 grammi di farina
  • 100 grammi di farina di segale
  • 1/4 di cucchiaino di sale marino finissimo
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino di quatre épices (un mix di spezie pronte all'uso e molto comune in Francia, anche se ormai in parecchie città e nei negozi specializzati in questo tipo di alimenti lo si può trovare facilmente)
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 300 grammi di miele chiaro (a vostra scelta, anche se io prediligo quello di acacia o di arancio)
  • 2 tuorli d'uovo
  • 5 cucchiai di latte

Per la glassa:
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 3 cucchiai di latte

Prendere uno stampo da plumcake, imburrarlo e rivestire l'interno con carta da forno.
Setacciare le due farine, il sale, il lievito in polvere e tutte le spezie in una terrina. Aggiungere il CIOCCOLATO finemente tritato, il miele, i tuorli e il latte. Amalgamare bene tutti gli ingredienti con un cucchiaio in legno fino ad ottenere un impasto denso e corposo. Versarlo ora nello stampo, precedentemente preparato, e distribuirlo uniformemente. Dopo aver scaldato il forno a 180 gradi cuocere il Pain per quarantacinque minuti, fino a quando sarà dorato e avrà passato la prova dello stuzzicadenti infilato al centro (che, come tutte noi sappiamo, deve uscire asciutto e pulito dal dolce che ha bucato). Togliere quindi il Pain dal forno e poi dallo stampo e metterlo su di una griglia a raffreddare.
Mettere il cioccolato per la glassa, lo zucchero e il latte in una piccola casseruola dal fondo spesso e scaldare a fuoco basso, mescolando, fino a quando tutto sarà sciolto. Portare a ebollizione continuando a mescolare e lasciare bollire per sei secondi, dopo di che togliere il pentolino dal fuoco. Versare subito la glassa sul dolce, anche se magari è ancora caldo e lasciarla colare lungo i fianchi. Adesso lasciare raffreddare completamente, prima di tagliarlo a fette.

Una piccola aggiunta dai miei libricini di cucina: se per caso non riuscite a trovare il quatre épices potete farlo anche in casa, mescolando sette parti di pepe nero tritato con una parte di chiodi di garofano, una di zenzero e una di noce moscata, conservando poi questo mix di spezie in una arbanellina (cioè vasetto) ermetica.

Beh, direi da leccarsi le dita, no?
Samu lo farà di certo!