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giovedì 3 marzo 2011

Tartufi, tartufi, sempre e comunque tartufi!

Il solo mezzo per liberarsi di una tentazione è cederle.
                                                                         Oscar Wilde


E allora facciamolo anche noi, donne!
Cediamo, godiamo, mangiamo, seduciamo e tutto alla facciazza di chi non ci capisce (e di conseguenza non ci merita)!
Cucinare è bello, dà piacere, gratifica occhi e animo e se poi quello che creiamo ce lo possiamo anche mangiare... che meraviglia!


Ingredienti:
  • 90 grammi di cioccolato fondente
  • 3 cucchiai di rum
  • 90 grammi di cioccolato al latte
  • 30 grammi di mandorle in polvere
  • 60 grammi di burro
  • 120 millilitri di panna da montare
  • cacao dolce in polvere

Sciogliere i due tipi di cioccolato a bagnomaria.
Togliere dal fuoco e aggiungere il burro, mescolando perchè si fonda anch'esso. Aggiungere la panna e la polvere di mandorle e il rum e poi lasciare riposare per almeno due ore, affinchè il composto ottenuto si rapprenda.
Una volta passato il tempo formare con le mani delle palline (se vedete che l'impasto è troppo molle per lavorarlo con le mani aggiungete del cacao fino ad arrivare alla consistenza giusta) e deporle su di un foglio di carta da forno sopra un piatto, facendole poi rassodare in frigorifero per un'ora.
Passare poi nel cacao ogni tartufo e disporli in un piatto da portata.
Servirli quando volete, ma sappiate che sono ottimi accompagnatori di un buon caffè a fine pasto!

Capito fanciulle?

lunedì 14 febbraio 2011

Frutta fritta al cioccolato

Amiche...compagne...sorelle...
BABBABIA COME STO!!!
Ma che cavolicchio è successo al mio sistema immunitario???
Io che non mi ammalo mai me ne esco da più di un mese di infiammazione alla pendice per cadere (da ieri) in una mezza influenzina con alla base un mal di gola assurdo, che non mi lascia quasi parlare! No, dico, poi non mi credete se nomino le macumbe!
Una buona notizia, in tutto questo, però c'è...
Non so se per caso ve l'ho già accennato nei post precedenti, ma la Casa Editrice ha finalmente fissato la data per una prima presentazione del mio nuovo libro (avete presente? Quello che narra di mio padre), ossia venerdì 25 febbraio. Perciò pensatemi!!!
Diciamo che quel giorno io e altri loro autori presenteremo brevemente il nostro scritto, perciò non sto lì a invitarvi, perchè non sarà uno spazio tutto mio da condividere con voi come invece vorrei. Al contrario, per le presentazioni future, vorrò senz'altro avervi accanto a me per questo mio piccolo evento e comunicherò in largo anticipo date e luoghi, in modo da permettere a quelle di voi interessate di poter venire.
Contente? Speruma, come dicono in Piemonte.

Intanto vi appioppo il primo dolcino, anche perchè ieri vi ho lasciato idegnamente a bocca asciutta e non si fa, lo so bene!


Ingredienti:

Per le frittelle:
  • 2 banane (non TROPPO mature)
  • 2 mele
  • 2 pere
  • 2 kiwi
  • 4 cucchiai di farina
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 1 limone
  • olio di semi per friggere

Per la salsa:
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 1 decilitro di panna da cucina
  • 1 bicchierino di rum

Setacciare la farina con il lievito e, mescolando, aggiungere a filo dell'acqua fino a ottenere una classica pastella, liscia e densa.
Pulire la frutta e tagliarla in dadi, spruzzandoli poi con il succo spremuto del limone.
Sgocciolare i dadi di frutta dal succo in eccesso e unirli alla pastella, dove dovranno stare per dieci minuti, in frigorifero.
Scaldare in una padella adatta alla frittura una dose abbondante di olio di semi e friggerci (una volta bollente) i dadi di frutta, depositandoli subito dopo su della carta assorbente.
Sciogliere poi a bagnomaria il cioccolato insieme alla panna. Una volta fuso levare dal fuoco e aggiungere il rum.
Infilzare ogni dado fritto di frutta con uno stecchino di legno (lungo o corto a seconda di ciò che avete in casa), disponendoli poi su di un vassoio da portata, servendoli accompagnati dalla salsa al cioccolato in cui andranno intinti.

Con la forza che NON ho oggi non arriverei manco a pelarla la frutta, figuriamoci a "sfornare" tutto ciò, ma voi che potete...dateci sotto!!!

mercoledì 9 febbraio 2011

Torta Dobos...

Mie dilette, buongiorno!
Chissà dove siete di bello e cosa state facendo....
Io ho avuto il piacere di ricevere il pacco che avevo ordinato qualche giorno fa, con dentro uno stepper nuovo di zecca con cui potrò "sfondarmi" e prepararmi in vista dell'estate... Lo so che non è strettamente necessario, ma è anche un modo per fare un po' più di movimento rispetto a quello che facevo prima!
Una città come Roma, per quanto possa offrire di tutto e di più (palestre di ogni tipo, corsi e allenamenti, personal trainer a domicilio ecc...) non è certo come Imperia, dove c'è la mia casetta con mia mamma. Lì siamo praticamente sul mare e si può andare a correre sulla spiaggia, ci sono i prati in campagna dove allenarsi e sei comunque più motivata vista la "privacy" dei luoghi che ti circondano, privi della massa costante di gente che c'è qui, fra abitanti e turisti! E poi, diciamolo, vogliamo mettere andare a fare jogging in riva al mare, piuttosto che lungo le strade o chiusi in un parco (per quanto bellissimo e meraviglioso?). Non c'è paragone... Poi, per carità, lo si fa, così come adesso siamo intenzionati a fare io e Samu, ma so già che la cosa non mi coinvolgerà a dovere. Non come se fossi in Liguria, quando mi facevo i miei bei giretti costeggiando il mare e non incontrando nemmeno una macchina, respirando un'aria di tutt'altro odore!
Ma come si dice? Non si può avere tutto dalla vita!!! Una cosa esclude l'altra, salvo rare eccezioni.
Ed è per questo che ho acquistato uno degli attrezzi "ginnici" che amo di più, che mi diverte proprio quando lo faccio, sia nel silenzio totale che con la musica a palla!

Ma...tutte le calorie che si bruciano, le vogliamo forse lasciare disperse??? E NO!!! Vanno reintegrate immediatamente (ovvio!) con dolci del calibro di questa torta....


Ingredienti:

Per la torta:
  • 140 grammi di farina bianca
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 6 uova
  • 80 grammi di burro
  • 1 bustina di zucchero vanigliato

Per la crema:
  • 130 grammi di zucchero a velo
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 30 grammi di cacao amaro
  • 360 grammi di burro
  • 2 cucchiai di rum

Per la glassa:
  • 200 grammi di zucchero a velo
  • 30 grammi di burro


Sì, avete letto bene, è VAI DI BURRO questa torta!

Sbattere i tuorli con entrambi i tipi di zucchero fino a ottenere una cremina spumosa. Aggiungere la farina, il burro ammorbidito e gli albumi (montati precedentemente a neve), ricordando di mescolare bene fra un ingrediente e l'altro.
Inburrare e infarinare sei (e dico 6!) tortiere dello stesso diametro e versare in ognuna 1/6 dell'impasto. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 6-8 minuti.
Una volta cotti lasciare raffreddare i dischi di pasta e tenere da parte quello che vi sembra riuscito meglio.
Passare alla crema. Montare il burro con lo sbattitore a immersione e aggiungere il cacao, lo zucchero a velo e in ultimo il cioccolato fuso a bagnomaria. Quindi allungare la crema ottenuta con la dose di rum.
Ora spalmarla su cinque dei dischi di pasta, sovrapponendoli, finendo col spalmare anche tutta la parete esterna della torta, ponendola poi in frigorifero.
Sciogliere su fuoco dolce lo zucchero a velo, fino a quando non avrà assunto un colore dorato e appena è fluido unirvi il burro, continuando a mescolare. Versare questa glassa ancora bollente sul disco tenuto da parte e prima che lo zucchero si solidifichi tagliare questo disco che fa da "coperchio" per la torta in 12-16 spicchi.
Quando la glassa sarà solida e completamente raffreddata, tirare fuori la torta dal frigo e ricomporre il cerchio di spicchi sulla superficie di quest'ultima.

Beh, un po' complicata per il tempo che ci vuole e il "traffico" di teglie, ma di certo buona e originale, non potete dirmi di no!

martedì 8 febbraio 2011

Torta yogurt e cacao amaro

Pulizie, pulizie e ancora pulizie.... MA NON SI FINISCE MAI??!
Ma perchè 'sta casa è un concentrato di polvere e schifezze che si formano da sole ogni due secondi (o lasciate da chi magari non ha voglia di toglierle)?
Che due palle!
Ho fatto la cucina e il bagno e poi se trovo ancora l'imput attacco col salotto, anche se ormai è per metà regno della gatta e ci sono peli ovunque, che non verranno mai via dai divani e dalle poltrone (a meno che non salti fuori il Folletto - non l'omino dei boschi, intendo l'aspirapolvere - da qualche parte).
Ma pensiamo ad altro!
Ho nuovamente messo a posto camera mia, attaccando qualche quadretto e qualche specchio qua e là e devo dire che inizia a prendere la piega giusta, l'immagine che io ho già bella e pronta in testa...
L'ho detto che mi piace arredare, vero?
Dai mobili più ovvi e necessari alle cazzabubbole più insignificanti, ma sempre ricercate e posizionate ad arte. Ehhh, non vedo l'ora di avere una casa tutta mia, da dipingere come voglio e da sistemare secondo il mio ordine e la mia fantasia! E arriverà, lo so che arriverà, com'è sempre arrivato tutto ciò che desideravo nella mia vita, presto o tardi che fosse. Infatti penso di essere una persona molto fortunata sotto questo punto di vista, anche perchè in contrapposizione ho avuto batoste mica da ridere, perciò mi sa che l'Universo ogni tanto mi conceda il contentino, giusto perchè me lo merito!!!
Oggi dovrebbero tornare Samu e Manu (se ho capito bene) e pure Mara (se non cambia idea all'ultimo). E intanto che li aspetto, prolungando la mia voglia di tè (che berrei a tutte le ore) me la spasso in vostra compagnia, dilettandomi nel dettarvi la seguente ricetta...
Carta e penna alla mano, care, oppure che si accenda la stampante!!!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 170 grammi di farina bianca
  • 80 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 120 grammi di yogurt naturale
  • 50 grammi di cacao amaro
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • 1 bicchiere di rum
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo

Per la salsa:
  • 300 millilitri di succo d'arancia fresco
  • 2 cucchiaini di maizena

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero fino a farle divenire chiare e spumose. Incorporare lo yogurt e la scorza grattugiata del limone. Poi la farina setacciata con il lievito e il cacao. Mescolare con cura mediante una frusta, ottenendo così un impasto omogeneo.
Aggiungere ora l'olio d'oliva e il rum, proseguendo ad amalgamare, quindi versare il composto in una tortiera di 20 centimetri di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti. Una volta cotta sfornarla, sformarla e lasciarla raffreddare.
Intanto mescolare la maizena con 180 millilitri di acqua, in modo da ottenere una pasta omogenea. Portare quest'ultima a ebollizione in una casseruola insieme al succo d'arancia, lasciando sobbolliere senza mai smettere di mescolare, finché tutto non sarà ben amalgamato.
Spolverizzare la torta con dello zucchero a velo e servirla subito, accompagnata dalla salsa all'arancia ancora calda.

Sì, direi che è l'ideale per una merenda in compagnia!

sabato 5 febbraio 2011

Ciambella, cioccolato e caffé per colazione?

Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane.
                                                                                               Stefano Benni


E con questo popò di aforisma vi dico buongiorno, belle fanciulle, e buon sabato mattina!
Folleggiato ieri sera?
Oddio, mattina proprio no, eh?... Per alcune di voi sarà già ora di pranzo o giù di lì, ma sapete che i miei orari sono un po' sballati, specie in questa casa...in questo nostro CASTELLO ERRANTE!
Oggi splende il sole qui a Roma e si sta bene, sembra già primavera. Davvero pazze queste stagioni, non si sa già più come vestire! Magari l'arietta è ancora bella frizzante, però appena capiti sotto un raggio di sole inizi subito a sudare e ti devi levare la giacca e il maglioncino leggero che ti sei messa pare pesante come se ti fossi avvolta in una coperta di lana di pecora!
Tra poco ho intenzione di andare a fare un poco di spesa (altrimenti non mangio) e un giretto qua e là: prima in erboristeria a comprare tutte quelle robine strane di cui vado ghiotta e che invece al supermercato e negli altri negozi non si trovano, e poi alla Coin perchè non è possibile che il lampadario da me ordinato a fine ottobre non sia ancora arrivato!!!
Prima di sparire, però, vi lascio con questa ricettina, semplice e gustosa come la cucina di casa e ideale per la colazione (soprattutto da "pucciare" nel tè, nel latte o nel caffé!).


Ingredienti:

Per la ciambella:
  • 250 grammi di burro
  • 4 uova
  • 250 grammi di zucchero bianco
  • 1 cucchiaino di caffé in polvere
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1/2 bicchierino di rum
  • 1 bustina di lievito
  • 280 grammi di farina tipo "00"
  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • sale

Per decorare:
  • 2,5 decilitri di panna fresca
  • 300 grammi di cioccolato fondente
  • 1 tazzina di caffé

Lavorare a crema il burro ammorbidito con lo zucchero. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, e poi il caffé, la vaniglia e il rum. Sempre lavorando bene l'impasto fra un ingrediente e l'altro. In ultimo incorporare la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Unire, ora, il CIOCCOLATO grattugiato.
Prendere uno stampo da ciambella, imburrarlo e infarinarlo e rovesciarci dentro il composto. Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180 gradi per almeno 40 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti), poi sfornare, lasciare raffreddare e sformare.
Nel frattempo portare a ebollizione la panna, nella quale si scioglierà il cioccolato grattugiato. Mescolare con la frusta la crema ottenuta e diluire con una tazzina di caffé ristretto appena tiepido.
Lasciare raffreddare questa glassa e dopo spalmarla interamente su tutta la superficie della ciambella.


Mmmmmh..... bontà!!!

venerdì 28 gennaio 2011

Wachau (aspettando l'Austria....)

Sopravvissuta!!!
A chi interessasse ho effettuato l'ultimo esame...e mo' basta! Cioè, se i dottori pensano di no lo dico io, piuttosto emigro!
Ho dato tutto quello che potevo dare e ho sopportato abbastanza in questo mese per poter dire che non ne ho più voglia. Davvero.
Ho ancora il liquido di contrasto che ho dovuto ingollare che mi va su e giù... bleah, che schifezza! Ho ancora la nausea.
Sono riuscita a mangiare solo uno yogurt, appena arrivata a casa, poco fa e ora mi sono messa su una damigiana di tè verde.
E con cosa accompagnare questa calda bevanda? Beh, non so voi, ma io un'ideuzza ce l'avrei... anche se ancora mi posso solo accontentare col pensiero di quello che vi propongo (SOB!), sperando però che voi ci diate dentro, visto che potete!!!


INGREDIENTI:

Per la pasta:
  • 5 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 1 limone
  • 125 grammi di mandorle tostate in polvere
  • 30 grammi di burro
  • 20 grammi di farina
  • cannella

Per la crema:
  • 100 grammi di burro
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • rum
  • olio di mandorle
  • 60 grammi di cioccolato fondente

Per decorare:
  • mandorle intere


Sbattere il burro con 30 grammi di zucchero, la farina e mezzo cucchiaino di cannella e lasciare riposare il composto ottenuto per venti minuti.
Sbattere i tuorli con 60 grammi di zucchero, trasformandoli in un composto chiaro e spumoso.
Montare gli albumi a neve fermissima.
Grattugiare la buccia del limone.
Unire lo zucchero rimasto con gli altri ingredienti e metà delle mandorle polverizzate, continuando a mescolare.
Riunire i due impasti, amalgamandoli per bene e stenderli in una tortiera abbondantemente imburrata e cuocere per un'ora in forno già caldo a 200 gradi.
Intanto occuparsi della crema.
Lavorare lo zucchero e il burro in una terrina fino a ridurli in una pasta gonfia. Unire i tuorli, diluire con il succo di limone, aggiungere lo zucchero vanigliato, le mandorle in polvere rimaste, un cucchiaio di rum, due cucchiai di olio di mandorle e infine il cioccolato fuso a bagnomaria.
Cotta la torta toglierla dal forno e lasciarla raffreddare. Sformarla solo quando sarà ormai fredda, quindi tagliarla a metà e farcirla con la crema preparata prima. Ricomporla, spalmarla in superficie e sui lati con la crema fimasta e decorarla con le mandorle intere.

Bel piattino, eh? Già!
Per ora vi lascio e mi dedico al mio povero stomaco, consolandolo con qualche Plasmon pucciato nel tè....
Che tristezza!!!

giovedì 27 gennaio 2011

E voi che tipo di mamma siete?

Lo so, strana domanda per introdurre la prima ricetta di oggi...
Eppure si sa, noi donne siamo brave coi bambini tanto quanto in cucina e viceversa. Ce l'abbiamo inside come dice sempre una mia amica.
So che ci sono ragazze e donne che non pensano di essere all'altezza di divenire madri, che hanno giustamente paura perchè, ammettiamolo, un figlio non è certo da paragonare a un qualche tipo di ciambellone che in un'ora e mezza è bello e pronto e non ci si deve più pensare! Specie se poi si tratta del primo figlio e quindi non si sa bene come comportarsi e quello che bisogna fare per agire il più correttamente possibile...
Così come (purtroppo) sappiamo bene che non tutte le donne e le ragazze, una volta divenute mamme si sentono legate alla creatura appena messa al mondo... Fin troppi casi vengono sviscerati attraverso la televisione e i quotidiani su neonati uccisi di proposito o abbandonati per la strada o venduti per raccimolare soldi o scambiati per una banalissima dose di una qualsiasi droga. Donne (e non solo) che non se la sentono di essere madri, che si detestano per ciò che è accaduto e di conseguenza trasferiscono questo "odio" sul bambino a cui hanno appena dato la vita, senza che lui ne abbia alcuna colpa. Donne che, pur essendo felici del frugoletto che stringono fra le mani, nel giro di poche settimane cadono nella classica depressione post-partum e invece di venirne fuori (aiutate anche dal proprio compagno, dai famigliari, dagli amici e, perchè no, da uno psicologo) precipitane sempre di più dentro un vortice che la risucchia, prosciugandole e trasformandole in un'altra persona. Una persona capace, in un raptus di follia, di cacciare giù dal balcone il suo bimbo di pochi mesi, perchè non smette di piangere, rimanendo del tutto impassibile o comunque distaccata dal gesto appena compiuto, quasi fosse l'unica soluzione possibile in quel momento. E, in alcuni casi, negando persino l'accaduto, non ricordandosi di averlo fatto.
Storie assurde e drammatiche capaci, ahimé, di rammentare che la realtà supera (sempre) di gran lunga la fantasia. Che non ci dobbiamo più stupire di nulla. E che purtroppo queste cose accadono tutti i giorni, nonostante alla tele ci continuino a propinare (da anni) l'allegra famiglia felice del Mulino Bianco e altri esempi simili.
Ma non è di questo che volevo arrivare a parlarvi.
Rivolgendomi a chi di voi ha dei figli, a chi sta per averne, a chi li desidera e li sta cercando, a chi li vorrebbe ma non trova la materia prima coi cui farli, a chi ci sta pensando perchè ancora non è sicura, a chi magari ha paura però si commuove (anche solo internamente) quando vede un determinato film che parla di questo o anche solo quando incontra per strada una mamma che coccola suo figlio...
A tutte voi, amiche, io chiedo questo: CHE TIPO DI MAMMA SIETE (O CREDETE DI ESSERE?)
Ci avete mai riflettuto?
La mia curiosità sorge spontanea dopo aver letto un certo articolo sulla rivista "A" di questa settimana.
Io, che appartengo alla categoria di quelle che lo vorrebbero sì un bimbo, ma non hanno sotto mano l'uomo "giusto" con cui farlo (e, personalmente parlando, all'idea di dovermi tenere anche il padre, al di là del figlio, il desiderio mi scema di brutto... perchè madre sì, ma moglie no, grazie!), leggendo di questo argomento mi sono sentita ispirata... e anche piuttosto incuriosita!
So che siete amanti della cucina, dei dolci e del CIOCCOLATO in particolare (altrimenti perchè visitare e iscrivervi al mio blog? Brave, continuate così!), ma vorrei sapere anche che tipo di "chioccia" vi sentite, visto e considerato che molte di voi che mi scrivono o con cui chatto su facebook sono soprattutto mamme.
Intanto precisiamo che il tutto deriva dal libro: L'inno di battaglia della madre tigre di Amy Chua, che spiega in cosa comporta un'educazione rigida alla cinese. L'autrice, americana di origini cinesi, insegna a Yale e ritiene (sorridendo) che le mamme occidentali siano troppo permissive con i figli. In una parola: RAMMOLLITE.
Partiamo, quindi, dall'analizzare le varie catergorie...
Poi sarete voi a trarre le giuste conclusioni per voi stesse.

LA MADRE TIGRE (riporto dall'articolo):
Ossia l'autrice del libro (...) quando la sua bambina di 7 anni non riesce a suonare il pianoforte le fa saltare i pasti, sequestra la casa delle bambole (...). Per le figlie la Madre Tigre sogna un futuro alla Condoleezza Rice. Loro, cui è vietato persino giocare a Shanghai, probabilmente escono di nascosto la notte, fumano nei bagni della scuola e copiano i compiti dalla vicina di banco. (...)

LA MADRE CANGURO (riporto dall'articolo):
Non potendo trascinarsi a zonzo i figli nella pancia (...) la Madre Canguro li allatta fino ai due anni: in tram, al ristorante (...). Con altre talebane del capezzolo si scambia consigli sul web e inorridisce alle news (...) che avvertono: i bebè che non provano cibi solidi entro i 6 mesi rischiano più allergie. Ma la Madre Canguro, rigorosissima, è spesso circondata da suocere o zie molto meno teutoniche, che offrono al bebè cucchiaiate di gelato al caffè, ovetti di Pasqua e marshmallows rosa confetto. (...) la Madre Canguro rinuncia volentieri al lavoro, non manda i figli alla scuola materna perchè teme le maestre come la peste. Non li manda in piscina, serbatoio di germi. Non è che sia fobica. E' accorta. (...)

LA MADRE RAGNO (riporto dall'articolo):
Informata e costantemente connessa. Lei sa tutto e vede tutto. (...) la Madre Ragno tesse la sua tela su Internet, dispensa consigli dal blog (...) L'apoteosi è raggiunta quando un femminile le offre la Rubrica Fissa. Qui racconta la sua interessantissima vita fra pannolini, iscrizioni scolastiche, vacanze esotiche per famiglie, promozioni sul campo (la Madre Ragno è fortunatamente in carriera e aggiorna il suo blog dal desk di lavoro). Sempre concentrata sui post, sui poke e sulla sua vasta community, la mamma aracnide non sente la bambina che piange, corregge i compiti dei figli via mail e quando il ragazzo ha un problema lo spedisce su Wikipedia (...) Sotto le lenzuola, preferibilmente twitta.

LA MADRE LABRADOR (riporto dall'articolo):
Solidale, generosa, pronta a dare una mano. E' la madre di tutte le battaglie, la professionista dei casi umani: bambini denutriti, mutilati, abbandonati. Dissipa il patrimonio famigliare finanziando ong in tutto il mondo. Adotta decine di piccoli a distanza (...) finanzia vaccinazioni. Per la Madre Labrador, anche i figli nascono naturalmente innocenti, alla Rousseau. E da buoni selvaggi devono sperimentare da soli le conseguenze dei propri errori (...). rafforzando a tal punto l'autostima dei figli, nel corso della storia le Madri Labrador più fortunate hanno generato capi di Stato e grandi leader di partito.

LA MADRE APE REGINA (riporto dall'articolo):
Si riproduce generosamente per assicurare la sopravvivenza della specie. (...) l'importante è organizzarsi. Naturalmente slow food, la Madre Aper Regina è ambientalista perchè si sente minacciata dall'inquinamento e, a differenza della sua omologa animale, è pure molto Operaia. (...) usa pannolini ecologici da lavare ogni volta (...) fa pagnotte in casa col lievito madre, organizza gruppi di acquisto bio-solidale, fabbrica il sapone a domicilio. Iscrive i bambini alla scuola steineriana a dieci chilometri di distanza, se il bilancio lo permette, perchè desidera che crescano uomini liberi. Rifugge dagli antibiotici, ha una fede incrollabile per l'omeopatia. Prima o poi i suoi figli si ingozzeranno furtivamente di merendine e ciclosporine, si faranno il piercing alla lingua, tatueranno l'inguine e organizzeranno feste alcoliche tra minorenni. Ma questo accade a tutte le Madri, meglio saperlo in anticipo.

Capito l'antifona?
Bene, brave.
Ora, io non so voi che tipologia di madri siate o vogliate diventare... sta di fatto che il seguente dolce è dedicato alla forza con cui affrontate ogni nuovo giorno e all'amore con cui accudite la vostra prole, stringato o eccessivo che sia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • 25 grammi di lievito di birra
  • latte fresco
  • 75 grammi di burro
  • 3 tuorli
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • rum
  • sale

Per la copertura:
  • 2 cucchiai di caffé forte
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di cioccolato bianco

Sbriciolare il quadratino di lievito di birra e scioglierlo in due cucchiai di latte caldo. Aggiungere quattro cucchiai di farina, mescolare bene e lasciare lievitare in un luogo tiepido per almeno un'ora e mezza (possibilmente coprendo la ciotola con un panno).
In una casseruola sciogliere il burro (evitando di farlo sfrigolare) e incorporare i tuorli, uno alla volta. Unire ora lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata del limone. Amalgamare bene, dopo di che incorporare la pastella lievitata messa precedentemente da parte, aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaio di rum. Lavorare il tutto senza sosta fino a ottenere un impasto dalla consistenza elastica.
Imburrare e infarinare uno stampo per Kugelhupf (dolce tipico della tradizione Mitteleuropea. Il nome deriva forse dalla sua forma particolare che ricorda i cappucci dei frati) o (per quelle di voi che ne sono sprovviste) un normalissimo stampo a cupola e versare al suo interno il composto, fino a mezza altezza. Lasciare quindi lievitare ancora il tempo necessario all'impasto per raggiungere l'orlo del recipiente (accadrà più velocemente se l'avrete lavorate bene).
Una volta lievitato infornarlo in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per un'ora, dopo la quale togliere il dolce dal forno, sformare dallo stampo e lasciare raffreddare su di un piatto da portata.
Preparare intanto la glassa stemperando lo zucchero a velo nel caffè, versandola poi sul dolce e cospargendola con il cioccolato bianco ridotto in granella.
C'è anche chi scioglie il cioccolato a bagnomaria unendo poi lo zucchero e il caffè, cospargendo il kugelhupf con la crema ottenuta.
A voi la scelta.

E a voi, belle mamme, il mio più sentito affetto!
Forza e coraggio, che solo chi ci passa e lo fa amando può comprendere....

mercoledì 26 gennaio 2011

Diplomatiche mini o mini diplomatiche?

A volte, l'amore assomiglia a un uovo di Pasqua: una sorpresa rivestita di rassicurante cioccolato!
                                                                                                  Anonimo


Oggi mi sono svegliata felice (a parte il freddo e il sonno) e la felicità è andata aumentando durante la mattinata...
Il primo strato di contentezza è derivato da un sogno fatto stannotte, con protagonista un ragazzo sconosciuto, ma molto, moooolto interessante... e insieme a lui ne combinavo di tutti i colori, sentendomi realmente benissimo!
Il secondo strato è arrivato come una vampata di rossore quando ho letto un messaggino su Facebook mandatomi da una persona "speciele"...iiiiihihihihi!
E infine, il terzo strato me l'ha regalato mio cugino Stefano, dandomi la fresca notizia che lui e sua moglie Silvia sono in attesa del primo bambino!
Che meraviglia! Specie poi se magari lo stavano cercando...

Comunque non c'è che dire, mattinata intensa di emozioni!

E, a proposito di "strati", mi appresto a rendere felici anche voi tutte, mie care donne (sempre nei limiti del possibile, certo)!


Ingredienti:

Per le diplomatiche:
  • 1/2 kilo di pan di Spagna
  • 220 grammi di cioccolato al latte
  • 180 grammi di cioccolato fondente
  • 300 millilitri di panna fresca
  • 4 uova
  • 240 grammi di zucchero semolato
  • 4 fogli di gelatina
  • 100 millilitri di rum

Per la decorazione:
  • zucchero a velo
  • cioccolato al latte

In due scodelle separate fondere i due cioccolati a bagnomaria.
Montare due uova intere più due tuorli con lo zucchero, fino a ottenere il classico composto chiaro e spumoso.
Fare ammorbidire in acqua fredda i fogli di gelatina per dieci minuti, poi toglierli dall'acqua, strizzarli, dividerli in parti uguali e aggiungere ai due cioccolati (sempre tenuti separati fra di loro).
Montare bene la panna, dividerla in due parti e unirle ai due CIOCCOLATI.
Fare lo stesso con le uova sbattute con lo zucchero, dividendo il composto in due e versare ogni parte nelle due scodelle, ottenendo così due creme distinte.
Tagliare il pan di Spagna ricavando delle strisce lunghe e rettangolari e bagnarle con il rum (al quale avrete aggiunto due o tre cucchiai d'acqua).
Spalmare su un primo strato una delle due creme di cioccolato, ricoprire con il pan di Spagna, quindi stendere l'altra crema e terminare con altro pan di Spagna.
Fare riposare e rapprendere in frigorifero per almeno tre ore e servire il dolce tagliato a bocconcini quadrati (ossia mini-diplomatiche), ricordandosi di decorare con una pioggia di zucchero a velo e il cioccolato al latte grattugiato.

Carine, vero?
Soprattutto buone!

lunedì 24 gennaio 2011

Salame con albicocche

E qui concludo con il terzo "rotolone"...eheheheh! Vi vedo che ridete sotto i baffi!
Io proporrei un vero e proprio raduno con amiche o amici (o tutti insieme!) per fare assaggiare una fetta di tutti e tre questi "salamotti", facendo la felicità di molti (ve lo prometto!).
Può essere anche un modo efficace per agganciare (finalmente!) bottone con il vicino di casa figo, andando a suonare alla sua porta con questo dolce "assaggio"...
Oppure potete confezionare un piatto e portarlo al maestro cool di vostro/a figlio/a, iniziando così a circuirlo lentamente... e una volta sposati potrà dire che l'avete preso per la "gola"...
Insomma, io le basi e gli strumenti ve li fornisco, ogni giorno, poi ovvio che tocca a voi aguzzare l'ingegno e la fantasia... Eh! Sbaglio?


Ingredienti:
  • 200 grammi di biscotti al burro (quelli che preferite o che vi avanzano in dispensa, basta che siano semplici)
  • 100 grammi di cacao
  • 150 grammi di burro
  • 6 albicocche secche
  • 150 grammi di zucchero bianco
  • 2 uova
  • 2 bicchieri di rum

Versare il liquore in una ciotola e metterci in ammollo le albicocche. Lasciarle lì per almeno un'ora o fino a quando le vedrete belle gonfie e morbide.
In una terrina lavorare il burro ammorbidito fino a ridurlo in una crema.
Unire al burro lo zucchero, i biscotti ridotti in briciole e le albicocche scolate e tagliate in pezzettini piccolini.
Aggiungere il CACAO e le uova, uno alla volta.
Quando l'impasto sarò ben amalgamato e omogeneo, versarlo su di un foglio di alluminio e dargli la forma di un salame. Quindi avvolgerlo nella carta stagnola e deporlo in frigorifero per almeno quattro-cinque ore.
Una volta passato il tempo tirarlo fuori, tagliarlo a fette e servire.

Ok ragazze?
Soddisfatte?
Molto bene!
A domani, fanciulle!

domenica 23 gennaio 2011

Dolce africano

E qui, amiche, vi voglio vedere attive ed energiche!
Sto popò di dolce non scherza, quindi non dovete scherzare manco voi, specie nella scelta di chi avrà l'onore di assaggiarlo...
Perciò forza, mie dilette, un giro di telefonate e una cena con le vostre migliori amiche (o amici...vecchie mandrille!) non ve la leva nessuno! E non è detto nemmeno che dobbiate cucinare altro, giusto? Potete fare una cosa diversa, solo a base di dolci, con questo qui di seguito servito come piatto forte... su, su, lasciare libera la fantasia, please!!!


Ingredienti:
  • 200 grammi di burro
  • 200 grammi di zucchero bianco
  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 150 grammi di mandorle pelate
  • 50 grammi di cacao amaro
  • peperoncino macinato
  • 50 grammi di cioccolato fondente
  • rum
  • zucchero a velo
  • miele

Versare in una terrina il burro ammorbidito e lo zucchero e lavorarli fino a ridurli in crema.
Continuare a mescolare aggiungendo il cacao amaro, il cioccolato grattugiato, i biscotti ridotti in polvere, un cucchiaio di rum, le mandorle tritate e un pizzico di peperoncino.
Ottenuto un composto omogeneo (da poter lavorare anche con le mani, volendo) sistemarlo su di un rettangolo di carta di alluminio, dandogli la forma del salame.
Se per caso vedete che l'impasto è troppo asciutto e sbricioloso e si spezzetta appena lo si tocca cercate di omogeneizzarlo con del latte.
Una volta pronto, avvolgerlo appunto nella carta e metterlo in frigo per almeno cinque ore (in questi casi io consiglio sempre di preparare il dolce la sera e di lasciarlo al freddo tutta la notte).
Trascorso il tempo (o il giorno dopo) tirarlo fuori dal frigo, eliminare l'alluminio e tagliare il salame a fette, posizionandole su di un piatto da portata.
Su ogni fetta fare scendere qualche goccia di miele, spalmandola su tutta la superficie.
In ultimo, prima di servire, cospargere le fette con abbondante zucchero a velo.

Penso non si possa aggiungere altro, no?

sabato 22 gennaio 2011

Uovo torta

Dio che sonno, però!
Svegliarsi tardi non significa per forza aver riposato bene o aver comunque dormito tante ore di seguito... anzi, spesso si rimane rincoglioniti per il resto della giornata!
Se penso che ho chiuso gli occhi all'alba, aprendoli alle dieci e poi crogiolandomi nel dormiveglia fino a mezzogiorno (sperando di riaddormentarmi)... ora crollerei volentieri sul divano, non avessi un po' di cose da fare (fra cui dedicarmi a voi).
Su Italia 1 c'è un film assurdo (ma cult) degli anni Ottanta con un Kurt Russell giovane e trooooppo carino e una Kim Cattrall che ancora non aveva idea che anni dopo sarebbe divenuta l'inimitabile Samantha di Sex and the City.
Fantastici tutti e due! 


Ingredienti:
  • 130 grammi di burro
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di mandorle macinate
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 2 cucchiai di rum
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di maizena
  • 50 grammi di farina bianca
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 20 grammi di cacao amaro
  • 100 grammi di panna montata zuccherata (prendetela dal pasticcere o dal gelataio)
  • latte
  • sale

Mescolare il burro con lo zucchero semolato fino ad ottenere una crema spumosa. Sbattere le uova e poi aggiungerle a tale crema. Quindi unire la farina bianca setacciata con il lievito, la maizena mescolata al cioccolato grattugiato, le mandorle macinate, il liquore e un pizzico di sale.
Il latte serve solo se l'impasto vi sembra difficile da girare.
Versare il composto in una teglia a cerniera rotonda, unta e infarinata, e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45-50 minuti.
In una ciotola mescolare lo zucchero a velo con il cacao, aggiungendo acqua bollente fino a ottenere una crema omogenea e filante.
Sformare la torta (una volta raffreddata) e versare la glassa al CACAO ottenuta su tutto il dolce. Dopo di che disegnare un uovo sulla superficie e circondarlo (senza riempirlo) di panna tramite una sacca da pasticcere e continuare a cospargere di panna il resto della torta, giocando a piacere, senza mai toccare l'uovo disegnato in superficie.
Se proprio volete darvi alla pazza gioia ed essere ancora più artistiche potete preparare a parte un goccio di zabaione o di crema pasticcera, riempiendo con una di queste due opzioni l'area dell'uovo, rispettando i bordi mantenuti dalla panna.

L'effetto ottico (se fatta bene) sarà bellissimo.
Una perfetta torta-uovo. O come dice la ricetta: uovo-torta! 

Sul manuale di Nonna Papera è chiamato: Zuccotto di Menelao

Un nuovo giorno...
...ed è subito sera...
Sorrido da sola, perchè questa è la frase che spesso dicono Manu e Mara (a Roma), quando fra tutti e cinque ci si sveglia tardissimo (considerando comunque l'ora tarda in cui ci addormentiamo) e ci si ritrova a fare "colazione" praticamente di pomeriggio. E questo pseudo-pranzo si prolunga sempre fino alle calende greche fra un tè, un caffè, una sigaretta e poi di nuovo tè e caffè e due sigarette e così via (ravanando qua e là nel frigo), fino a quando uno di loro due volge lo sguardo alla finestra della cucina e se ne esce con la frase di prima... proprio perchè nel frattempo è divenuto buio e magari sono già le sei e, ironia della sorte, tocca anche iniziare a prepararsi (specie a livello "mentale"!) per andare al lavoro!
Un serpente che si morde la coda...
Iiiiihihihihih!
Quanto mi mancano i miei fratellini!!!
'Spettatemi che arrivooooooooooo! (da leggere con accento modenese!)


Ingredienti:
  • dischi di pan di Spagna (la quantità che vi serve è legata allo stampo che deciderete di usare, comunque dovrebbe andare bene una confezione, dove solitamente ci sono tre o quattro dischi)
  • 70 grammi di mandorle
  • 70 grammi di nocciole
  • 1/2 litro di panna montata (e zuccherata, quindi magari prendetela dal gelataio o dal pasticeere)
  • 2 cucchiai di cacao dolce
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 3 cucchiai di rum
  • 3 cucchiai di alchermes

Tagliare a pezzi uguali il pan di Spagna e rivestire con le strisce ottenute il fondo e le pareti di uno stampo (possibilmente a cupola), dove precedentemente avrete applicato un foglio di carta da forno.
Ora bagnare con i due liquori le strisce di pan di Spagna.
Unire alla panna il cacao e il trito di mandorle e nocciole, amalgamando per bene. Quindi versare il composto nello stampo dove si trova il pan di Spagna e livellare bene la superficie.
Mettere lo stampo in frigorifero per almeno cinque ore (io vi consiglio addirittura di prepararlo la sera e di lasciarlo al freddo tutta la notte). Trascorso il tempo capovolgere lo stampo su di un piatto da portata, eliminare la carta da forno e cospargere il dolce con lo zucchero a velo vanigliato.

E dite se è poco!

martedì 11 gennaio 2011

Budino Rum e cioccolato

Lo stress non sarebbe così duro da gestire, se fosse ricoperto di cioccolato

Il nostro solito amico Anonimo....
Dio quanto ha ragione!
Questi miei ultimi quasi-venti giorni sarebbero senza'altro stati migliori ricoperti di cioccolato fondente e cioccolato bianco!!!


INGREDIENTI:
  • 300 millilitri di latte
  • 200 millilitri di panna fresca
  • 3 tuorli
  • 80 grammi di zucchero bianco
  • 3 fogli di gelatina
  • 200 grammi di cioccolato al latte
  • 20 grammi di cacao amaro
  • rum

Portare a ebollizione la panna con il latte.
Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, poi aggiungere un cucchiaio di rum e il cacao amaro.
Tritare il cioccolato e scioglierlo nella panna e nel latte caldi.
Far ammorbidire i fogli di gelatina nell'acqua fredda, poi strizzarli e aggiungerli al composto di panna.
Fare intiepidire del tutto e versare il composto sui tuorli, sbattendo con una frusta perchè il tutto si amalgami bene.
Rivestire uno stampo o una terrina decorata con della pellicola per alimenti e riempire con il composto. Fare riposare in frigo per almeno due ore.
Una volta trascorso il tempo, sformare il budino e servire.

Un perfetto budino da "grandi"!

lunedì 10 gennaio 2011

Soufflè patate e cioccolata

Sorelle!
(e anche fratelli, se ci sono...)
Stamattina sveglia "all'alba" e analisi, poi di corsa a casa, mangiare qualcosina e mò mi tocca bere una bottiglia d'acqua (senza poi poter andare a fare la pipì) prima di recarmi in clinica per l'ecografia...
Ma chi se li inventa sti esami???!
E poi che palle il fatto di non poter mangiare nulla prima che ti levino il sangue! Cioè, una si sveglia, già debole di suo per lo stato di salute e per la dieta che sta facendo e non può manco concedersi un cucchiaino di miele nel tè, prima di uscire e andarsi a "bucare"! Eh, no, altrimenti lo zucchero appena introdotto và subito in circolo e il sangue lo rivela e viene fuori che hai la glicemia alta quando magari non è vero!
Che due palle! e poi ti inculcano fin dai tempi delle medie che la colazione è il pasto più importante della giornata e bisogna darci dentro da quando posi i piedi a terra, appena scesa dal letto.
Dire che stavo su dritta per miracolo è dire poco!
Insomma, a me non viene fame dopo aver fatto tutto l'ambaradan! Anzi, mi si chiude lo stomaco fra lacci emostatici, fialette, aghi, odore di disinfettante...

Ehh....quanta "pasiensa", come dice il mio cuginetto Gughi!

Oltrettutto mai che ti capitassero dottori fighi, ci avete fatto caso?
Nada. Bravi, professionali, competenti (grazie a Dio!) ma alquanto cessi oppure decrepiti! Voglio dire: non che pretenda George Cloony in ER, o Clive Owen in Amore senza confini o i neolaureandi Kevin Bacon e William Baldwin in Linea Mortale..... PERO', UN MINIMO!!!
Dico male?
Anche solo per potersi distrarre un attimino dal fatto che ti stanno palpando tutta e schiacciando e spingendo le dita nella carne fin su nei pensieri!
No, niente, i begli uomini indossano il camice bianco solo nei film, porca zozza! Oppure sono io che sono talmente sfigata da non averne incontrato nemmeno uno, non so...!
Voi siete state più fortunate di me? Immagino di sì.
E magari qualcuna di voi se lo sarà anche sposato il bel dottore di turno.... Brava, brava, brava!
Non so mica se ti meriti la ricetta seguente, visto quanto culo hai già avuto nella tua vita!

Ingredienti:
  • 120 grammi di zucchero semolato
  • 80 grammi di farina di patate
  • 80 grammi di cioccolato fondente 
  • 30 grammi di burro
  • 4 decilitri di latte
  • 3 uova
  • rum


Sciogliere su fuoco il burro con il cioccolato. Una volta fusi unire la farina di patate e il latte caldo a filo. Non smettere di mescolare e aggiungere anche lo zucchero.
Una volta cotta la farina e omogeneizzato il composto, lasciarlo raffreddare.
Unire quindi una cucchiaiata di rum e le uova: prima i tuorli e poi gli albumi montati a neve (se ci scappa un albume in più il soufflè viene pure meglio, ricordatevelo).
Ungere ora col burro uno stampo da soufflè (pensate che sulla ricetta c'è scritto che potete adagiare l'impasto anche su di un vassoietto resistente al calore e lasciarlo "lievitare" sul fuoco... vedete voi quale tecnica vi sembra migliore), versarci il composto, metterlo in forno a 160-170 gradi e lasciare semplicemente che si gonfi bene.
Una volta pronto, servirlo caldo e, a chi piace ABBONDARE, con del cioccolato grattato sopra, in modo che si sciolga da solo al contatto con la superficie, tipo lo sciroppo sul gelato.

Cioè, capito cosa vi scrivo, nonostante le mie condizioni???
TZS....

venerdì 7 gennaio 2011

Torta peperoncino!

Ancora nessuna reazione???!
Allora c'è qualcosa che non và... a meno che non stiano lavorando a qualcosa per il premio Pulitzer!
Bisogna mettere loro un po' di pepe al culo, non credete?
Ecco la soluzione, fanciulle...
Dategliele sode!!!

Ingredienti:

Per la torta:
  • 110 grammi di cioccolato fondente al peperoncino (di quello bello tosto!)
  • 2 cucchiai di rum
  • 120 grammi di burro
  • 70 grammi di biscotti Digestive
  • 110 grammi di zucchero di canna
  • 3 uova
  • sale

Per decorare:
  • panna fresca (la dose la scegliete voi)

Tritare il CIOCCOLATO al peperoncino e fonderlo a bagnomaria.
In una terrina montare a crema il burro ammorbidito con lo zucchero di canna.
Unire i tuorli, uno alla volta, e amalgamare con il cioccolato fuso versato a filo e il rum, mescolando il tutto per bene.
Sbriciolare i biscotti e unirli alla farina e aggiungere poi entrambi al composto precedentemente ottenuto.
Montare gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale e incorporarli al resto, poco per volta.
Foderare con carta da forno uno stampo a cerniera e versarvi il composto. Infornare a 180 gradi per almeno mezz'ora.
Fare raffreddare la torta, sformare e servire accompagnando con panna fresca(presa dal vostro gelataio o pasticcere di fiducia), altrimenti se avete gusti più sofisticati potete "condire" con della crema Chantilly.

Ah, ovvio che prima di portarla al vostro amore scrittore, dovrete appendervi al collo una collana di peperoncini freschi.... e magari senza nient'altro addosso!
Ahahahahah!
Ok, meglio lasciare a voi la decisione... sparisco!

lunedì 3 gennaio 2011

Dicesi: "Manna"!

Amiche della Croazia: benvenuteeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
Sono molto, molto, molto contenta di conoscervi e accogliervi, sperando di piacervi!
Eccovi subitissimo un dolce per festeggiare il vostro arrivo, sperando solo che sia il primo di una lunga serie... passate la voce, genteeeeeee!

Ingredienti:
  • 1 pan di Spagna a 5 strati
  • 1 confezione di crema di amarene
  • 1 confezione di crema di more
  • 1 confezione di crema di ciliegie (queste "creme" si trovano dai droghieri e si montano con l'aiuto di succo di limone. Eventualmente non ne trovaste potete sostituirle con delle marmellate non troppo dolci e possibilmente "lisce", ossia prive di pezzi di frutta)
  • 150 grammi di cioccolata fondente
  • 1 confezione di marmellata di limoni
  • noce moscata
  • cannella
  • succo di limone
  • panna montata fresca (a sto giro acquistatela da un gelataio o un pasticcere, bella compatta)
  • rum

Procurarsi una torta di pan di Spagna della forma che si desidera, basta che sia a 5 strati. Farcire ciascuno strato con un gusto diverso: quello più basso con la crema di amarene (montata con del succo di limone, come dicevo io, seguendo le istruzioni sulla confezione o del droghiere stesso, eventualmente), quello dopo con la crema di more, l'altro ancora con la crema di ciliegie e l'ultimo con la marmellata di limoni, ricordando di unire a ciascuna crema un pizzico di noce moscata e di cannella.
La facciata superiore della torta si decora con il cioccolato fuso a bagnomaria con due cucchiai di rum. 
Coprire poi lo strato di CIOCCOLATO con la panna montata.
Porre la torta in frigo e servire bella fredda.

Alla faccia di chi ci vuole male, oserei dire!

sabato 1 gennaio 2011

Il famigerato salame di cioccolato!

Ahhh... ho appena sentito i miei amicici coinqui... miiii quanto mi mancano, non si può dire! Metà della casa dormiva ancora, ma Samu e Manu erano già svegli e all'opera. Mi hanno raccontato cosa hanno combinato ieri e io di rimando ho riassunto i miei tristi e patetici obiettivi per oggi (sempre legati al mio pancino)... che però è meglio non svelare!
Al contrario, ho una gran voglia di elargire tutto il possibile e immaginabile per quanto riguarda il seguente dolce, uno dei più famosi dolci a base dei nostri amanti CIOCCO e Lato (come sottolineava già prima di me la mitica Bridget Jones!). Senza contare la voglia che ne ho!
Che tragedia le Feste in carestia!!!

Ingredienti:
  • 350 grammi di biscotti secchi (a vostra scelta a partire da quelli che avete in casa, a patto che siano semplici, senza roba dentro)
  • 100 grammi di cacao amaro
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 150 grammi di burro
  • 4 tazzine di caffè ristretto
  • 2 bicchierini di rum
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 uova
  • 20 gherigli di noce
  • 10 chicchi di caffè

Tritare finemente i biscotti e riunirli su di una spianatoia con lo zucchero a velo, il CACAO, la vanillina, il burro ammorbidito, i tuorli delle uova, il caffè e il rum e impastare il tutto fino a quando il composto non risulterà ben amalgamato. Farne poi una palla (stile pasta frolla), sistemarla in una ciotola e metterla in frigorifero per una decina di minuti.
Nel frattempo montare gli albumi che avete lasciato da parte a neve fermissima (con il solito pizzico di sale oppure le due di numero gocce di limone).
Rimettere l'impasto sulla spianatoia, unire i bianchi montati e metà dei gherigli di noce tritati grossolanamente. Dargli quindi la forma di un salame (più spesso o più sottile a seconda del vostro gusto, ma che abbia almeno il diametro di 6-7 centimetri) e avvolgerlo strettamente in un foglio di carta stagnola.
Lasciarlo riposare così in frigo per almeno quattro ore.
Poco prima di servirlo, decorare la sommità del salame con i rimanenti gherigli di noce alternati ai chicchi di caffè. Affettarlo in tavola.

Che ingiustizia, comunque, star qui a scrivere di certe cose non potendocisi nemmeno avvicinare col naso...uffa!
Andrò a farmi un tè per disperazione...

venerdì 31 dicembre 2010

Un cuore di mousse al cocco

Buongiorno a tutte (e a tutti quelli che sbirciano alle vostre spalle)!
Oggi sono proprio ispirata.... ma non credo che sia merito della minestrina a base di avena con cui ho fatto colazione e poi pranzo. No. Qui si tratta forse di un inizio di guarigione VERA, che deve assolutamente andare festeggiata! Anche perchè devo sopperire in qualche modo la tristezza e la malinconia di un Capodanno costretto a casa, sul divano, con Matissa (la mia gattona di due anni) appollaiata sul mio stomaco e Lillipout (la mia gattina di cinque mesi) aggrovigliata intorno ai miei piedi! Che bell'immagine....
Penso più che altro ai miei amici-coinqui, che mi aspettavano a Roma (com'era concordato prima che partissi) per brindare al nuovo anno insieme, nella nostra nuova casa, e invece niente, è andato tutto storto!
Non che magari a loro importi più di tanto, ma a me sì... Mi mancano un po' tanto. Mi manca il nostro quotidiano, il vivere assieme ad altre persone che da tempo non sperimentavo...
Mara e Peppe saranno a Pescara, a festeggiare con gli amiconi di lei in un bel localino. Mentre Samu e Manu saranno in qualche piazza di Roma (non mi hanno ancora detto quale), in compagnia di amici fra cui la mia sorellina acquisita (anni fa) Giorgia e la sua dolce metà Carlo e poi Daniele e Lidia.
E io qui con la mia mamma (che è la mia unica gioia!!!) a fare il conto alla rovescia assieme a... non ho ancora deciso se Barbara D'Urso su canale cinque (e solo perchè c'è Samuel Peròn) oppure con chiunque ci sarà su rai uno (Milly Carlucci? Mara Venier? Carlo Conti? Fabrizio Frizzi? Mah...).
Scherzi a parte i miei amici più cari di qui si sono ovviamente offerti di farmi compagnia (sul divano), un po' perchè sono amici veri (nel senso che ad altri non sarebbe passato nemmeno per l'anticamera del cervello) e un po' perchè stando a Roma pare che la mia presenza sia mancata parecchio, più di quel che credevo. Ma ho declinato garbatamente la proposta. Uno, perchè non so mai in che condizioni arrivo alla sera in questi giorni, spesso stanca e dolorante, due perchè non mi pare proprio il caso di obbligarli a stare qui, a rompersi le balle al mio "capezzale", quando hanno la possibilità e la libertà piena di andarsene in giro, al chiuso o all'aperto che sia. Sbaglio? No, infatti.
Quindi, riassumendo, sta giornata sarà come tutte le altre, con l'unica differenza di far felici voi, in qualche modo, con un dolcino che ho tenuto in serbo per le occasioni speciali...!

INGREDIENTI:

Per la pasta:
  • 250 grammi di farina
  • 2 cucchiai di cacao dolce
  • 50 grammi di zucchero semolato
  • sale
  • 125 grammi di burro
  • 1 uovo

Per la guarnizione:
  • 25 centilitri di latte di cocco
  • 50 grammi di frutta esotica candita (mango, ananas, papaya, cocco)
  • 200 grammi di cocco grattugiato (detta anche farina di cocco)
  • 1 fialetta di estratto di vaniglia
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 tuorli
  • 3 cucchiai di maizena
  • 2 cucchiai di rum
  • 25 centilitri di panna da montare
  • 2 cucchiaini di zucchero a velo

Mescolare fra loro la farina, il CACAO, lo zucchero e un pizzico di sale. Incorporare il burro ammorbidito e l'uovo, che avrete lievemente sbattuto prima. Ottenuto un impasto omogeneo, tenerlo da parte al fresco.
Riscaldare il latte di cocco mettendovi in infusione la frutta candita tagliata a dadini piccoli, il cocco grattugiato, la vaniglia e lo zucchero. Amalgamare in una terrina i tuorli con la maizena, quindi versarvi dentro l'infuso appena preparato e mescolare bene.
Porre il recipiente a bagnomaria e cuocere il composto senza mai smettere di girare con un cucchiaio di legno. Appena la crema inizierà ad addensarsi, velando il dorso del cucchiaio, spegnere, unire il rum e lasciare raffreddare.
Imburrare e infarinare uno stampo (possibilmente di ceramica) a forma di cuore (si, lo so, è una cosa un po' sdolcinata, però dai, ogni tanto ci si può anche lasciare andare, no? Eh!) e foderarlo con la pasta preparata all'inizio, rialzando bene il bordo, "ondulandolo" un poco se vi piace, aiutandovi con le dita. Dopo aver coperto la pasta con un foglio di alluminio da cucina e una mangiata di fagioli secchi, infornare lo stampo per quindici minuti a 180 gradi, poi eliminare i fagioli e l'alluminio a lasciare cuocere il cuore per altri quindici minuti.
Montare la panna, dolcificarla con lo zucchero a velo e unirla delicatamente alla crema al cocco. 
Versare quindi nel cuore di pasta "cotto" la mousse così ottenuta e riporre in frigorifero per almeno 2-3 ore prima di servirlo.

Mmmmm... 
Buono, buono, buooooooono!!! 

giovedì 30 dicembre 2010

Torta Missouri

Ma siii, andiamo, così, una dietro l'altra!
Sfasciamoci in questi giorni di festa, che come dicono al telegiornale per mettersi a dieta c'è sempre tempo dopo la Befana!!!
Scherzi a parte sarà che mi sento ancora un po' in difetto per tutti i giorni che non ho potuto scrivere, sarà che vi penso indaffarate mani, gambe e braccia nei preparativi per la cena di stasera e poi per il cenone di domani, sarà che non avendo nulla da fare (e non potendo fare altro, nelle condizioni in cui mi trovo, mannaggia a me!) me ne sto qui a sfogliare libri, riviste e raccoglitori....ma trovata questa ricettina non potevo proprio aspettare domani!!!
Trattasi di una sorta di crostata d'origine nordamericana, guarnita di gelato e servita con una salsa calda.... mmmmmmmmh..... o almeno così è scritto sulla scheda che ho davanti agli occhi. Di una cosa sono certa: voglio dedicarla in particolar modo alle mie lettrici americane che stanno aumentando di settimana in settimana, rendendomi moooolto orgogliosa!!!

INGREDIENTI:

Per la torta:
  • 125 grammi di burro
  • 250 grammi di biscotti secchi
  • 100 grammi di cacao amaro
  • 3 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 litro di gelato al caffè (ora, prima di agitarvi, ci sono rimasta anch'io quando ho letto LITRO al posto di CHILO... di mio proverei a seguire l'istinto, come vi ispira vi ispira. Certo l'equivalenza non è la stessa... e qui in casa mia mamma mi sta già suggerendo quello che farebbe lei, ossia sciogliere il gelato, misurarne un litro in un apposito dosatore per liquidi e poi rimetterlo in frigo in modo che ritrovi la sua consistenza naturale...)
  • 20 centilitri di panna da montare

Per la salsa:
  • 60 grammi di noci pecan
  • 15 centilitri di panna da montare
  • 60 grammi di burro
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 125 grammi di zucchero di canna
  • 100 grammi di cacao amaro
  • sale
  • 1 cucchiaino di rum bruno

Sciogliere il burro in una casseruola, senza farlo scurire. Sbriciolare i biscotti in una terrina, poi aggiungere il cacao, lo zucchero e il burro fuso. Mescolare bene per ottenere un impasto sodo e omogeneo.
Imburrare una teglia di 25-26 centimetri di diametro e stendere l'impasto che distribuirete nel recipiente, sistemandolo e schiacciandolo bene con le dita. Mettere in frigorifero per venti minuti.
Passare poi la tortiera in forno preriscaldato a 180 gradi e fare cuocere questa base di pasta a base di CACAO per venti minuti. Sfornare e lasciare raffreddare, quindi riempire tale crostata con il gelato al caffè (una volta tolto dal frigo e reso spalmabile) e livellare con una spatola umida d'acqua. Mettere la torta così com'è nuovamente in frigo per due ore.
Tritare in modo grossolano le noci pecan e farle tostare passandole sotto il grill per una decina di minuti; durante la tostatura mescolare il trito due o tre volte con un cucchiaio di legno, in modo da farle dorare in modo uniforme.
Nel frattempo riscaldare la panna in un pentolino. Unire il burro, mescolare e portare a ebollizione. Quindi incorporare al composto i due tipi di zucchero, il cacao, un pizzico di sale e fare riprendere il bollore. Infine, fuori dal fuoco, aggiungere il rum e le noci tostate. Mescolare nuovamente.
Al momento di servire il dolce, montare la panna e, usando una tasca da pasticceria, disporla a ciuffetti qua e là sulla torta (ossia sul gelato). Versare poi la salsa ancora calda in una salsiera e portarla in tavola, a parte, in modo tale che gli ospiti (o a chi spetta questa delizia!) si possano servire a piacere.

E poi dite che non vi voglio bene!!!