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sabato 26 febbraio 2011

Dissetarsi con la cioccolata!

Wè, wè, wèèèè!
Buon sabato a tutte, signore mie! E in particolare alle donne del CANADA e dell'INDIA, che per ricerca o per caso (non lo so) si sono imbattute nel mio blog! Benvenute, nuove amiche, e non andate più via!!!

Ieri c'è stata la presentazione del mio ultimo libro, come avevo già annunciato in uno dei post precedenti. E devo dire che è andata molto bene...!
Adoro Cristian Floris, il moderatore della serata che ha presentato me e gli altri tre scrittori con la sua solita simpatia, spontaneità e gentilezza!
Pensavo fosse più difficile raccontare questa mia nuova "storia", essendo autobiografica, invece una volta presa la parola non ho avuto nessuna remora a dire quello che mi sentivo, in base anche alle domande che mi poneva lui.
E stato bello, sì... e ora vi riporto di seguito i due pezzi del libro letti in pubblico per l'occasione:

"Ci vuole coraggio per sentire il dolore" diceva Barbra Streisand ne Il principe delle maree (uno dei miei film preferiti).
E un'insana e assurda passione.
Sì, anche nella fogna più profonda occorre apprezzare ciò che si sta provando, semplicemente vivendo. la sola cosa vera e fondata a cui aggrapparsi per non cadere nell'abisso che ognuno di noi possiede e alimenta, inconsapevolmente.
Bisogna apprezzare quel che si ha, senza dimenticarlo (anche se ci sentiamo come se avessimo perso tutto). Senza accantonarlo per un sentimento ben più importante e coinvolgente. Poichè è vero che le stronzate ci fanno perennemente la corte e che, il più delle volte, ci caschiamo come stupide "marionette" senza spina dorsale.
Io in questo vortice non ci voglio passare, non mi voglio perdere. Non voglio dare ascolto alle Sirene, come facevano i marinai, un tempo, andandosi a schiantare contro le rocce. Fanculo il vittimismo, l'abbandono e il lasciarsi cogliere dalle grinfie dello sfacelo!
Però è anche vero che non so cos'altro fare nè dove andare a cercare la risposta alle mie domande. La cura al mio malessere...

Dovrei comunque scusarmi per non aver capito.
incluse tutte quelle volte che effettivamente non potevo comprendere e accettare, non essendo io un genitore.
I figli, lo sai bene, chiedono e basta. Vogliono. Pretendono. Esigono, senza nemmeno domandare. Sempre, da che mondo è mondo. Prosciugano, strappano, arraffano, abili ladri allo scoperto. Senza cattiveria alcuna, s'intende, senza crudeltà, ma per bisogno e per indole.
E i genitori lo sanno (o lo imparano vivendo).
Da quando ti mettono al mondo donano, elargiscono, si sacrificano, si prodigano, si inginocchiano a volte e lottano fino all'ultimo, prima di tutto per noi. Senza mi rinfacciare o aspettarsi qualcosa in cambio (parlo di quelli onesti, leali, adulti e maturi), senza mai sostare ai "box", anche solo di nascosto. Tutto per vocazione, per impulso alla vita, per spinta interiore. Perchè così è da quando posano per la prima volta gli occhi su di te.
Così, almeno, siete stati tu e mamma.
E' il girotondo del mondo, come dicevamo prima. Un ciclo che non si invertirà mai (salvo rare eccezioni). noi impareremo solo quando saremo madri e padri a nostra volta, rammaricandoci di non essere stati un poco più gentili, un poco meno prepotenti, molto più educati e cauti a sbattervi in faccia le nostre magagne, gli impeti e gli sbalzi dei nostri ormoni. Di non aver chiesto più volte scusa e di non aver detto più volte grazie.
Quindi...scusami.
E grazie.

Bene, non aggiungerei altro...
Se qualcuna è interessata potete trovare il libro già su Internet al sito http://www.ilfiloonline.it/, digitando il mio nome e cognome sul motore ricerca (Tecla Pasqualini) oppure il titolo del libro (A metà strada).

A sto giro, signore mie, pensavo di proporvi alcune bevande a base di cioccolato, così per cambiare un po', che ne dite?


BURRO, RUM E CIOCCOLATO:
In un boccale da birra mescolare un cucchiaino di zucchero di canna, uno di burro e uno di cacao dolce. Aggiungere una spruzzata di rum e riempire il boccale d'acqua bollente, girando in modo da sciogliere tutti gli ingredienti. Assaggiare e correggere con altro zucchero se occorre o se siete amanti del "molto dolce". Una volta pronto servire subito.


CALOR BIANCO:
In un altro boccale impastare un cucchiaino di cacao amaro con un poco d'acqua. Aggiungere poi un cucchiaio di cioccolato bianco tritato e unire del latte bollente, mescolando bene fino a ottenere una schiuma in superficie. Bere subito dopo.


MOKALATTE:
A 1/4 di tazzina di caffè unire un cucchiaio bello pieno di cacao dolce. Riscaldare 1/4  di tazza di latte fresco (senza però farlo bollire), aggiungerlo al composto precedente, mescolare e servire.


IL NON PLUS ULTRA DELLA CIOCCOLATA CALDA:
Spezzettare 50 grammi di cioccolato fondente e scioglierlo in un tegame sul fuoco con in aggiunta 2 cucchiai d'acqua. Unire poi gradualmente due tazze di latte intero caldo, sbattendo fino a ottenere un composto omogeneo e un po' spumoso. Senza arrivare a bollore spegnere il fuoco e dividerlo in dei boccali, ponendovi poi a galleggiare dei frollini o i biscotti che più vi piacciono.
Cin-cin!


CIOCCOLATA CALDA AROMATIZZATA:
Mettere 2 o 3 cucchini di cioccolato liquido (fondente, al latte, bianco, gianduia, come vi pare) in fondo a un boccale. Aggiungere un pizzico di cannella, di noce moscata e di zenzero, mescolando poi con cura assieme a poca acqua bollente. Unire quindi una tazza di latte fresco caldo e mescolare ancora. Concludere con della panna montata sopra e del cioccolato grattugiato.


MOKA ALLA CREMA:
Mescolare del caffè con un cucchiaino di cacao amaro. Aggiungere della crema da cucina (o fatta da voi o acquistata) quanto basta secondo il vostro gusto, poi mescolare e degustare.


CACAO CLASSICO PER DUE:
Mescolare un cucchiaio di cacao dolce e uno di zucchero in un tegame e sbattere assieme a 1/4 di tazza d'acqua. Portare a bollore, abbassare il fuoco e aggiungere due tazze di latte intero, sbattendo continuamente fino a farlo schiumare, servendolo poi subito.
Potete correggerlo con del liquore se vi sconquiffera!


E se non vi basta potete anche accompagnare ogni bevanda con una fetta di uno dei tanti dolci imparati finora....!!!

lunedì 7 febbraio 2011

Torta della Foresta Nera

La verità è che gli uomini vanno e vengono nelle nostre vite, possono portare gioia o dolore, ma qualsiasi cosa accada abbiamo la nostra amicizia e il cioccolato, nessuno ce li può portare via.
                                 Carole Matthews - Il Sexy Club del Cioccolato


Quanto è vero!
Oh, mi raccomando, se riuscite leggetelo il libro da cui è tratta questa citazione perchè è carinissimo!

Detto questo ora ho intenzione di appiopparvi una torta succulenta, direttamente dalla Germania! Anche perchè ci vuole proprio per concludere degnamente il pasto dopo il pollo di prima. Dico bene? Brave. Sapevo di trovarvi d'accordo!


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 8 uova
  • 225 grammi di zucchero semolato
  • 75 grammi di savoiardi
  • 70 grammi di mandorle
  • 50 grammi di farina "00"
  • 50 grammi di cacao in polvere
  • burro

Per la farcitura:
  • 100 millilitri di succo di ciliegia
  • 100 millilitri di kirsch
  • 600 millilitri di panna montata
  • 450 grammi di ciliegie nere sciroppate
  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • zucchero a velo

Sbattere i tuorli delle uova con lo zucchero fino a ottenere il nostro del composto chiaro e spumoso.
Sbriciolare i savoiardi, tritare le mandorle e aggiungere entrambi ai tuorli montati.
Aggiungere ora la farina e il cacao setacciati, dopo di che gli albumi montati a neve fermissima.
Versare l'impasto ottenuto in due teglie bene imburrate e dal diametro di 25 centimetri. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 35 minuti, fino a quando le due torte risulteranno elastiche al tatto (sul libro c'è scritto così, non guardatemi male!). Quindi sformarle e farle raffreddare su di una griglia.
Dividere ogni torta a metà in senso orizzondate, così da guadagnare 4 bei dischi di pasta.
Mescolare il succo di ciliegie con il kirsch. Spruzzarne un po' su un primo disco e poi cospargerlo di panna, disponendovi sopra qualche ciliegia sciroppata. Sovrapporre al primo disco un secondo e ripetere l'operazione. Fare la stessa cosa con il terzo disco e poi fermarsi disponendo sopra il quarto. Spalmare la superficie e i fianchi di tutto il dolce con la panna.
Tagliare il cioccolato fondente a pezzi e farlo sciogliere a bagnomaria (se riuscite a non scaldarlo troppo è meglio, per evitare che diventi grumoso e opaco). Togliere dal fuoco e mescolare bene con una spatola. Versarlo ancora caldo sopra un foglio di carta da forno appoggiato sopra un'asse di marmo o una piastra qualunque (di alluminio). Dovete versarlo poco alla volta, perchè dovrete ottenere uno strato sottile: 2 o 3 millimetri di spessore.
Spargerlo in modo regolare, sempre con la stessa spatola e depositarlo in frigo per 10 minuti.
Trascorso il tempo tirarlo fuori e ridurre il disco di CIOCCOLATO in molteplici scaglie, senza manovrarlo troppo con le mani, e con queste decorare la superficie e i lati della torta (la panna vi aiuterà, perchè le scaglie ci rimarranno subito attaccate).
Ultimare la decorazione con le ciliegie sciroppate che vi sono avanzate.


BABBABIA, ragazze!!!
Senza parole....
Se per caso, poi, oggi, non vi si chiude l'ultimo bottone dei jeans, beh.... ne è valsa comunque la pena. No? Eh! 

mercoledì 2 febbraio 2011

Frappé al cacao

E' giunta l'ora, finalmente!!!
Domani sveglia all'alba (ahimè) e si corre in stazione a prendere il treno per Roma! Si torna alla mia seconda casa! Si torna a questa stramba e magica città che ti dà tanto e ti toglie ancora di più!! E si torna dai miei coinquilini... i miei fratellini... le mie "vecchie signore" (lunga storia)....!!!
E come inaugurare il tutto? Tramite un bel frappé con cioccolato e panna (tenendo sempre conto che posso solo sognarlo e non ancora gustarlo...).
Voi che potete, invece, fatene pure indigestione!!!
Nel frettempo mi ha telefonato il mio specialfriend Samu, dicendo che verrà a prendermi in stazione... Cucciolo mio!!! Ma quanto bene gli voglio? Non si può dire! Proprio vero che nella maggior parte dei casi i veri fratelli (o sorelle) non nascono mai nella tua stessa famiglia. E lui è uno di quelli.


Ingredienti:
  • 4 decilitri di latte intero fresco
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
  • panna montata

In una ciotola mescolare lo zucchero con il CACAO.
Travasare l'insieme di polveri nel bicchiere del frullatore. Aggiungere il latte, un bicchiere di ghiaccio (tritato precedentemente) e frullare per almeno 3 minuti.
Appena pronto dividerlo nei bicchieri scelti e servirlo subito, decorando la superficie del frappé con un bel po' di panna montata (in questo caso consiglio quella fatta dal gelataio o dal pasticcere, riesce sempre più compatta della nostra, visti i loro "macchinari"...).
Si può sostituire il cacao amaro con quello dolce e aggiungere un pizzico di cannella o di vaniglia in polvere.

So che alcune di voi non sono ancora pronte per usare il ghiaccio in questa stagione (e avete tutte le ragioni), ma è anche vero che molte altre non abbandonano mai l'estate, vivendola anche d'inverno... e poi, diciamolo, qualsiasi cosa sappia di cioccolato va bene, fredda o calda che sia!

A dopo, care!
Questo è giusto il primo "sorso" di oggi...

sabato 22 gennaio 2011

Uovo torta

Dio che sonno, però!
Svegliarsi tardi non significa per forza aver riposato bene o aver comunque dormito tante ore di seguito... anzi, spesso si rimane rincoglioniti per il resto della giornata!
Se penso che ho chiuso gli occhi all'alba, aprendoli alle dieci e poi crogiolandomi nel dormiveglia fino a mezzogiorno (sperando di riaddormentarmi)... ora crollerei volentieri sul divano, non avessi un po' di cose da fare (fra cui dedicarmi a voi).
Su Italia 1 c'è un film assurdo (ma cult) degli anni Ottanta con un Kurt Russell giovane e trooooppo carino e una Kim Cattrall che ancora non aveva idea che anni dopo sarebbe divenuta l'inimitabile Samantha di Sex and the City.
Fantastici tutti e due! 


Ingredienti:
  • 130 grammi di burro
  • 3 uova
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di mandorle macinate
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere
  • 2 cucchiai di rum
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di maizena
  • 50 grammi di farina bianca
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 20 grammi di cacao amaro
  • 100 grammi di panna montata zuccherata (prendetela dal pasticcere o dal gelataio)
  • latte
  • sale

Mescolare il burro con lo zucchero semolato fino ad ottenere una crema spumosa. Sbattere le uova e poi aggiungerle a tale crema. Quindi unire la farina bianca setacciata con il lievito, la maizena mescolata al cioccolato grattugiato, le mandorle macinate, il liquore e un pizzico di sale.
Il latte serve solo se l'impasto vi sembra difficile da girare.
Versare il composto in una teglia a cerniera rotonda, unta e infarinata, e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45-50 minuti.
In una ciotola mescolare lo zucchero a velo con il cacao, aggiungendo acqua bollente fino a ottenere una crema omogenea e filante.
Sformare la torta (una volta raffreddata) e versare la glassa al CACAO ottenuta su tutto il dolce. Dopo di che disegnare un uovo sulla superficie e circondarlo (senza riempirlo) di panna tramite una sacca da pasticcere e continuare a cospargere di panna il resto della torta, giocando a piacere, senza mai toccare l'uovo disegnato in superficie.
Se proprio volete darvi alla pazza gioia ed essere ancora più artistiche potete preparare a parte un goccio di zabaione o di crema pasticcera, riempiendo con una di queste due opzioni l'area dell'uovo, rispettando i bordi mantenuti dalla panna.

L'effetto ottico (se fatta bene) sarà bellissimo.
Una perfetta torta-uovo. O come dice la ricetta: uovo-torta! 

Sul manuale di Nonna Papera è chiamato: Zuccotto di Menelao

Un nuovo giorno...
...ed è subito sera...
Sorrido da sola, perchè questa è la frase che spesso dicono Manu e Mara (a Roma), quando fra tutti e cinque ci si sveglia tardissimo (considerando comunque l'ora tarda in cui ci addormentiamo) e ci si ritrova a fare "colazione" praticamente di pomeriggio. E questo pseudo-pranzo si prolunga sempre fino alle calende greche fra un tè, un caffè, una sigaretta e poi di nuovo tè e caffè e due sigarette e così via (ravanando qua e là nel frigo), fino a quando uno di loro due volge lo sguardo alla finestra della cucina e se ne esce con la frase di prima... proprio perchè nel frattempo è divenuto buio e magari sono già le sei e, ironia della sorte, tocca anche iniziare a prepararsi (specie a livello "mentale"!) per andare al lavoro!
Un serpente che si morde la coda...
Iiiiihihihihih!
Quanto mi mancano i miei fratellini!!!
'Spettatemi che arrivooooooooooo! (da leggere con accento modenese!)


Ingredienti:
  • dischi di pan di Spagna (la quantità che vi serve è legata allo stampo che deciderete di usare, comunque dovrebbe andare bene una confezione, dove solitamente ci sono tre o quattro dischi)
  • 70 grammi di mandorle
  • 70 grammi di nocciole
  • 1/2 litro di panna montata (e zuccherata, quindi magari prendetela dal gelataio o dal pasticeere)
  • 2 cucchiai di cacao dolce
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 3 cucchiai di rum
  • 3 cucchiai di alchermes

Tagliare a pezzi uguali il pan di Spagna e rivestire con le strisce ottenute il fondo e le pareti di uno stampo (possibilmente a cupola), dove precedentemente avrete applicato un foglio di carta da forno.
Ora bagnare con i due liquori le strisce di pan di Spagna.
Unire alla panna il cacao e il trito di mandorle e nocciole, amalgamando per bene. Quindi versare il composto nello stampo dove si trova il pan di Spagna e livellare bene la superficie.
Mettere lo stampo in frigorifero per almeno cinque ore (io vi consiglio addirittura di prepararlo la sera e di lasciarlo al freddo tutta la notte). Trascorso il tempo capovolgere lo stampo su di un piatto da portata, eliminare la carta da forno e cospargere il dolce con lo zucchero a velo vanigliato.

E dite se è poco!

domenica 16 gennaio 2011

Dolce "marrone" con panna montata

Molto bene benissimo!
Mamma ha voglia di castagne e io di panna.... vecchie porche!!! Fortuna che io non posso mangiarla e lei da sola non osa farselo.

Ora, sappiamo bene che il periodo dei marroni è finito, ahimè, ma forse qualcuno si riesce ancora a raccattare da qualche parte, no? A costo di farselo spedire! E se così non fosse o le potete sostituire con le castagne secche (che vendono un po' dappertutto, lo sapete meglio di me), oppure vi segnate questa ricetta e ve la tenete in serbo per l'autunno prossimo o quando sarà (e vi verrà voglia).
Io so solo che ve la devo dire, punto!


INGREDIENTI:
  • 500 grammi di castagne fresche (bei marroni sani e grossi!)
  • 130 grammi di zucchero a velo
  • 70 grammi di cioccolato fondente
  • 30 grammi di rosolio di cedro (va anche bene rosolio misto o di altra frutta e se proprio non ce l'avete e non riuscite a procurarvelo può essere sostituito dall'Alchermes)
  • 300 grammi di panna montata

Cuocere i marroni nell'acqua, poi sbucciarli e passarli caldi in un passaverdure o in uno schiacciapatate.
Ridurre in un trito finissimo il cioccolato e poi unirlo al passato di marroni, allo zucchero a velo e il rosolio, mescolando bene fino a formare un impasto omogeneo.
Ora seguite con attenzione questo procedimento:
Prendete un piatto grande e rotondo e collocateci in mezzo un piattino da caffè rovesciato. Versateci sopra il composto, senza però farlo andare sul piattino da caffè, quindi prendere quest'ultimo come linea di confine, edificando il dolce tutto intorno, aiutandovi con una spatola, con un cucchiaio o con le stesse mani se preferite, anche girando il piatto grande su se stesso.
Compiuta questa operazione levate in modo dolce ma netto il piattino da caffè e riempite il vuoto che resta in mezzo al dolce con la panna montata, ricoprendo poi anche la superficie di tutto il dolce.

Questo il procedimento delle "nonne", diciamo così. Oggi, se non avete voglia di "tribolare" potete benissimo usare uno stampo da ciambella per ottenere la forma indicata del dolce e la "voragine" nel mezzo...

Buona castagnata alla panna!

domenica 9 gennaio 2011

Da un libro assai antico e misterioso....

Scusatemi care se vi ho abbandonato per così tante ore, ma oggi non ci sto proprio, nè con la testa e nè con il corpo...
Ma, anche se moribonda sul divano, continuo a "studiare" ed effettuare "ricerche" per voi, tenendo conto poi che passerà un po' prima che possa mettermi ai fornelli per sperimentare prelibatezze cioccolatose! Perciò, in un certo senso, voi dovrete essere le mie braccia, i miei occhi e il mio stomaco... Dovrete esuiguire le ricette e godervele (da sole o in compagnia!), anche un po' pe me.
Mi seguite, vero?
Sugelliamo il patto?
Brave, GRAZIE!!!

Or bene, partiamo quindi da qualcosa di "antico"... vi dico solo che la ricetta arriva da un onorevole casato (il che è tutto dire, no?).

INGREDIENTI:
  • 200 grammi di farina di castagne
  • 60 grammi di cioccolato fondente
  • 30 grammi di zucchero semolato
  • 25 grammi di burro
  • 20 grammi di cedro candito
  • 15 grammi di mandorle (più o meno 12) e qualche pistacchio
  • 1/2 litro di latte
  • 3 uova
  • essenza di vaniglia
  • 150 grammi di panna montata

Iniziare tostanto le mandorle in forno, poi tritarle insieme a qualche pistacchio sgusciato. Passare ora a tritare il cedro candito.
Sciogliere il cioccolato in 1 decilitro del latte, poi unirci lo zucchero, il burro e lasciare la crema ottenuta da parte.
Porre la farina in un tegame e versarci il resto del latte a filo, mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi. Unire poi la crema di CIOCCOLATO e mettere il tegame sul fuoco. Arrivato a ebollizione spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Una volta che il composto è meno che tiepido unire le uova, prima i tuorli e poi gli albumi montati a neve. Per ultimo aggiungere le mandorle, i pistacchi e il cedro.
Prendere uno stampo da ciambella, ungerlo di burro, infarinarlo e versarci l'impasto. Cuocere a bagnomaria fino ad assodarlo completamente.
Prima di sformare il dolce immergere lo stampo (solo fino al bordo della teglia, ovvio!) nel ghiaccio o in acqua ghiacciata.
Servirlo ricoperto di panna montata alla quale avrete aggiunto qualche goccia di essenza di vaniglia.

Si vede che è un dolce di una volta, vero? Un po' più arzigogolato nei procedimenti, con tanto di cubetti di ghiaccio!!!
Ho variato alcune bazzecole per facilitarvi la vita, ma mi sono mantenuta il più coerente possibile alla ricetta!

Baci, baci e ancora baci!

sabato 8 gennaio 2011

"roba buona" al cioccolato, mandorle e caffè

No, dico, e scusate se è poco!
A sto giro c'è realmente da leccarsi i baffi...
Un po' come me li sto leccando io adesso, ma per tutt'altro motivo!
Ebbene sì, da qualche parte un po' di gratificazione la devo pur raccattare, perciò, mentre mi dedico alla vostra felicità (maledette!), con lo sguardo sto ammirando Andy Garcia in un vecchio film beccato su L7...(frega niente se non vi piace!). Ma quant'è carino? Non si può dire! Ok, d'accordo, è un po' basso di statura, specie per quelle di voi che come la sottoscritta superano il metro e settanta, ma cosa vuol dire? In tempo di guerra non si butta via niente, ricordatelo! Quindi non mi state a fare così le pignole!!!
Soprattutto visto il popò di dolce che vi sto per appioppare...
Questo davvero vi renderà fantastiche agli occhi di chiunque!

INGREDIENTI:

Per il dolce:
  • 140 grammi di zucchero a velo
  • 150 grammi di burro
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 100 grammi di panna montata
  • 100 grammi di mandorle
  • 200 grammi di amaretti
  • 200 grammi di savoiardi
  • 6 tuorli
  • 1/2 tazza di caffè freddo ristretto
  • 2 fogli di gelatina
  • 200 millilitri di Marsala

Per decorare:
  • cioccolato fondente

Perdo già la bava....

Lavorare a crema i tuorli con lo zucchero a velo.
Fare bollire 100 millilitri di Marsala e aggiungervi le uova e lo zucchero montati. Unire la gelatina e per ultima la panna montata.
Dividere la crema ottenuta in 3 parti, delle quali la terza un po' più abbondante.
Alla prima delle tre parti aggiungere il cioccolato fondente grattato a scaglie.
Alla seconda aggiungere il caffè ristretto, versandolo a filo.
Alla terza aggiungere le mandorle tritate, che prima avrete tostato leggermente in forno.
Tagliare ora i savoiardi a metà, bagnarli con il restante Marsala, schiacciarli leggermente e posizionarli sul piatto da portata che avete scelto. Stendere sui savoiardi la prima crema e coprirla con gli amaretti, bagnati anch'essi nel Marsala. Stendere sopra la seconda crema e poi ancora i savoiardi. Infine ricoprire il tutto con la terza crema.
Mettere in frigorifero per almeno quattro ore.
Servire il dolce freddo, decorandolo con del cioccolato fondente grattugiato.

LI MORTACCI (come dicono a Roma) DEL TIRAMISU' RICCO!