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domenica 6 febbraio 2011

Domenica è sempre domenica!

Com'è che faceva quella canzoncina??
...Domenica è sempre dome-ni-caaaaaaa....
Proprio così.
Il giorno in cui (quasi) tutti si riposano o partono presto per una piccola gita fuori città. Il giorno dove si "ricatta" amorevolmente qualcuno perchè ti porti la colazione a letto. Il giorno in cui hai tutto il tempo del mondo da dedicare a te stessa e alle cose che più ti piacciono (si spera), che ovviamente non siano le pulizie di casa, ti prego!!! Il giorno in cui ci si organizza per incontrarsi con amici che non si vedono da tempo o con i parenti, per un bel pranzetto all'insegna del: AIUTO! HO BISOGNO DI UN DIGESTIVO! L'unico giorno (forse) dove si riescono a convincere i mariti, i compagni e i fidanzati a fare un interminabile giro di negozi (con la solita scusa: GUARDIAMO SOLO LE VETRINE, GIURO!), ragionando già sul fatto che saranno loro, al ritorno, a portare i vari pacchi, pacchetti, borse e borsine. Il giorno in cui si decide si non alzarsi proprio dal letto, vivendo in pigiama, mangiando, leggendo e guardando vecchi film alla televisione. Il giorno in cui è più magico di sempre osservare i tuoi figli che giocano, magari insieme al papà, tutti sdraiati per terra sul tappeto o sulla moquette. Il giorno migliore, se sei piccola, per saltare sul lettone dei tuoi genitori, dando loro la sveglia e il tuo personale buongiorno.
Insomma, DOMENICA è sempre DOMENICA!
Almeno per la maggior parte di noi.
E proprio in questa domenica ci tengo a dare in benvenuto a tutte coloro che si sono aggregate dal BELGIO! Ciao, belle fanciulle!
In effetti, lo ammetto, in questo caso sono un po' di parte, visto che lì ci abitano i miei adorati cugini.... ma è ovvio che spero non siano solo loro a vagabondarsela fra i miei post, ma abbiano esteso l'invito agli amici.... e agli amici degli amici!!!
Detto questo, bando alle ciance e via col primo dolce di questa bellissima e assolatissima giornata! Il nome è: Pizza dolce di nonno Ernesto al cioccolato e l'autore si chiama Alfonso Iaccarino.


INGREDIENTI:
  • 800 grammi di amarene
  • 370 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di pasta frolla
  • 200 grammi di cioccolato fondente amaro
  • 6 tuorli
  • 2 albumi
  • 40 grammi di cacao in polvere
  • 8 centilitri di latte
  • burro e farina per lo stampo

Cuocere le amarene snocciolate con 250 grammi di zucchero per 20-30 minuti. Ovviamente non essendo stagione di amarene potete posticipare tale ricetta, attendendo la frutta necessaria, oppure, per quelle di voi che ne hanno avuto la possibilità, potete utilizzare quelle sciroppate preparate quest'estate e tenute in dispensa (così fa mia mamma). Altrimenti si possono comunque comprare (non fresche), se il dolce in questione vi attira.... Brave! Mai arrendersi!!!
Passata la mezz'ora porre tutto dentro un colino, appoggiarlo su di una ciotola e fare scendere tutto lo sciroppo ottenuto.
Stendere la pasta frolla (il mio solito consiglio è di farla voi stesse o al massimo di andarla a comprare da un pasticcere o un panettiere di fiducia. Solo non arrivate ad acquistare quella tenuta nel banco frigo dei supermercati, fra yogurt e formaggi!), ricavarne 6 dischetti e rivestire con essi 6 stampi da crostatina di 8-10 centimetri di diametro, che prima avrete imburrato e infarinato. Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno preriscaldato a 190 gradi per 5-10 minuti (il tempo varia dalla potenza e dal modello del vostro forno, comunque controllate spesso le crostatine).
Intanto, in un pentolino scaldare il latte con il CIOCCOLATO grattugiato, mescolando fino a che quest'ultimo non sarà completamente sciolto e ritirare dal fuoco.
Montare bene i tuorli con lo zucchero rimasto, unire il cacao e incorporare il cioccolato fuso, mescolando energicamente. Lasciare ora raffreddare.
Sbattere gli albumi a neve fermissima e aggiungerli delicatamente al composto.
Versare il tutto nei fondi di pasta frolla precedentemente cotti e cuocere nuovamente in forno ancora caldo a 190 gradi per altri 5-10 minuti o finchè il ripieno non risulterà ben rappreso.
Servire queste "pizzette dolci" calde, decorandole con la salsa di amarene preparata all'inizio e se ce l'avete a portata di mano uno spruzzo di zucchero a velo vanigliato.

Sì, non è velocissama, però è appunto una ricetta "domenicale", dove (sempre sperando) nessuno vi corre dietro.... e poi la bontà ripaga, ricordatevelo!!!

giovedì 27 gennaio 2011

E voi che tipo di mamma siete?

Lo so, strana domanda per introdurre la prima ricetta di oggi...
Eppure si sa, noi donne siamo brave coi bambini tanto quanto in cucina e viceversa. Ce l'abbiamo inside come dice sempre una mia amica.
So che ci sono ragazze e donne che non pensano di essere all'altezza di divenire madri, che hanno giustamente paura perchè, ammettiamolo, un figlio non è certo da paragonare a un qualche tipo di ciambellone che in un'ora e mezza è bello e pronto e non ci si deve più pensare! Specie se poi si tratta del primo figlio e quindi non si sa bene come comportarsi e quello che bisogna fare per agire il più correttamente possibile...
Così come (purtroppo) sappiamo bene che non tutte le donne e le ragazze, una volta divenute mamme si sentono legate alla creatura appena messa al mondo... Fin troppi casi vengono sviscerati attraverso la televisione e i quotidiani su neonati uccisi di proposito o abbandonati per la strada o venduti per raccimolare soldi o scambiati per una banalissima dose di una qualsiasi droga. Donne (e non solo) che non se la sentono di essere madri, che si detestano per ciò che è accaduto e di conseguenza trasferiscono questo "odio" sul bambino a cui hanno appena dato la vita, senza che lui ne abbia alcuna colpa. Donne che, pur essendo felici del frugoletto che stringono fra le mani, nel giro di poche settimane cadono nella classica depressione post-partum e invece di venirne fuori (aiutate anche dal proprio compagno, dai famigliari, dagli amici e, perchè no, da uno psicologo) precipitane sempre di più dentro un vortice che la risucchia, prosciugandole e trasformandole in un'altra persona. Una persona capace, in un raptus di follia, di cacciare giù dal balcone il suo bimbo di pochi mesi, perchè non smette di piangere, rimanendo del tutto impassibile o comunque distaccata dal gesto appena compiuto, quasi fosse l'unica soluzione possibile in quel momento. E, in alcuni casi, negando persino l'accaduto, non ricordandosi di averlo fatto.
Storie assurde e drammatiche capaci, ahimé, di rammentare che la realtà supera (sempre) di gran lunga la fantasia. Che non ci dobbiamo più stupire di nulla. E che purtroppo queste cose accadono tutti i giorni, nonostante alla tele ci continuino a propinare (da anni) l'allegra famiglia felice del Mulino Bianco e altri esempi simili.
Ma non è di questo che volevo arrivare a parlarvi.
Rivolgendomi a chi di voi ha dei figli, a chi sta per averne, a chi li desidera e li sta cercando, a chi li vorrebbe ma non trova la materia prima coi cui farli, a chi ci sta pensando perchè ancora non è sicura, a chi magari ha paura però si commuove (anche solo internamente) quando vede un determinato film che parla di questo o anche solo quando incontra per strada una mamma che coccola suo figlio...
A tutte voi, amiche, io chiedo questo: CHE TIPO DI MAMMA SIETE (O CREDETE DI ESSERE?)
Ci avete mai riflettuto?
La mia curiosità sorge spontanea dopo aver letto un certo articolo sulla rivista "A" di questa settimana.
Io, che appartengo alla categoria di quelle che lo vorrebbero sì un bimbo, ma non hanno sotto mano l'uomo "giusto" con cui farlo (e, personalmente parlando, all'idea di dovermi tenere anche il padre, al di là del figlio, il desiderio mi scema di brutto... perchè madre sì, ma moglie no, grazie!), leggendo di questo argomento mi sono sentita ispirata... e anche piuttosto incuriosita!
So che siete amanti della cucina, dei dolci e del CIOCCOLATO in particolare (altrimenti perchè visitare e iscrivervi al mio blog? Brave, continuate così!), ma vorrei sapere anche che tipo di "chioccia" vi sentite, visto e considerato che molte di voi che mi scrivono o con cui chatto su facebook sono soprattutto mamme.
Intanto precisiamo che il tutto deriva dal libro: L'inno di battaglia della madre tigre di Amy Chua, che spiega in cosa comporta un'educazione rigida alla cinese. L'autrice, americana di origini cinesi, insegna a Yale e ritiene (sorridendo) che le mamme occidentali siano troppo permissive con i figli. In una parola: RAMMOLLITE.
Partiamo, quindi, dall'analizzare le varie catergorie...
Poi sarete voi a trarre le giuste conclusioni per voi stesse.

LA MADRE TIGRE (riporto dall'articolo):
Ossia l'autrice del libro (...) quando la sua bambina di 7 anni non riesce a suonare il pianoforte le fa saltare i pasti, sequestra la casa delle bambole (...). Per le figlie la Madre Tigre sogna un futuro alla Condoleezza Rice. Loro, cui è vietato persino giocare a Shanghai, probabilmente escono di nascosto la notte, fumano nei bagni della scuola e copiano i compiti dalla vicina di banco. (...)

LA MADRE CANGURO (riporto dall'articolo):
Non potendo trascinarsi a zonzo i figli nella pancia (...) la Madre Canguro li allatta fino ai due anni: in tram, al ristorante (...). Con altre talebane del capezzolo si scambia consigli sul web e inorridisce alle news (...) che avvertono: i bebè che non provano cibi solidi entro i 6 mesi rischiano più allergie. Ma la Madre Canguro, rigorosissima, è spesso circondata da suocere o zie molto meno teutoniche, che offrono al bebè cucchiaiate di gelato al caffè, ovetti di Pasqua e marshmallows rosa confetto. (...) la Madre Canguro rinuncia volentieri al lavoro, non manda i figli alla scuola materna perchè teme le maestre come la peste. Non li manda in piscina, serbatoio di germi. Non è che sia fobica. E' accorta. (...)

LA MADRE RAGNO (riporto dall'articolo):
Informata e costantemente connessa. Lei sa tutto e vede tutto. (...) la Madre Ragno tesse la sua tela su Internet, dispensa consigli dal blog (...) L'apoteosi è raggiunta quando un femminile le offre la Rubrica Fissa. Qui racconta la sua interessantissima vita fra pannolini, iscrizioni scolastiche, vacanze esotiche per famiglie, promozioni sul campo (la Madre Ragno è fortunatamente in carriera e aggiorna il suo blog dal desk di lavoro). Sempre concentrata sui post, sui poke e sulla sua vasta community, la mamma aracnide non sente la bambina che piange, corregge i compiti dei figli via mail e quando il ragazzo ha un problema lo spedisce su Wikipedia (...) Sotto le lenzuola, preferibilmente twitta.

LA MADRE LABRADOR (riporto dall'articolo):
Solidale, generosa, pronta a dare una mano. E' la madre di tutte le battaglie, la professionista dei casi umani: bambini denutriti, mutilati, abbandonati. Dissipa il patrimonio famigliare finanziando ong in tutto il mondo. Adotta decine di piccoli a distanza (...) finanzia vaccinazioni. Per la Madre Labrador, anche i figli nascono naturalmente innocenti, alla Rousseau. E da buoni selvaggi devono sperimentare da soli le conseguenze dei propri errori (...). rafforzando a tal punto l'autostima dei figli, nel corso della storia le Madri Labrador più fortunate hanno generato capi di Stato e grandi leader di partito.

LA MADRE APE REGINA (riporto dall'articolo):
Si riproduce generosamente per assicurare la sopravvivenza della specie. (...) l'importante è organizzarsi. Naturalmente slow food, la Madre Aper Regina è ambientalista perchè si sente minacciata dall'inquinamento e, a differenza della sua omologa animale, è pure molto Operaia. (...) usa pannolini ecologici da lavare ogni volta (...) fa pagnotte in casa col lievito madre, organizza gruppi di acquisto bio-solidale, fabbrica il sapone a domicilio. Iscrive i bambini alla scuola steineriana a dieci chilometri di distanza, se il bilancio lo permette, perchè desidera che crescano uomini liberi. Rifugge dagli antibiotici, ha una fede incrollabile per l'omeopatia. Prima o poi i suoi figli si ingozzeranno furtivamente di merendine e ciclosporine, si faranno il piercing alla lingua, tatueranno l'inguine e organizzeranno feste alcoliche tra minorenni. Ma questo accade a tutte le Madri, meglio saperlo in anticipo.

Capito l'antifona?
Bene, brave.
Ora, io non so voi che tipologia di madri siate o vogliate diventare... sta di fatto che il seguente dolce è dedicato alla forza con cui affrontate ogni nuovo giorno e all'amore con cui accudite la vostra prole, stringato o eccessivo che sia!


Ingredienti:

Per la torta:
  • 400 grammi di farina tipo "00"
  • 25 grammi di lievito di birra
  • latte fresco
  • 75 grammi di burro
  • 3 tuorli
  • 100 grammi di zucchero bianco
  • 1 limone
  • rum
  • sale

Per la copertura:
  • 2 cucchiai di caffé forte
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 50 grammi di cioccolato bianco

Sbriciolare il quadratino di lievito di birra e scioglierlo in due cucchiai di latte caldo. Aggiungere quattro cucchiai di farina, mescolare bene e lasciare lievitare in un luogo tiepido per almeno un'ora e mezza (possibilmente coprendo la ciotola con un panno).
In una casseruola sciogliere il burro (evitando di farlo sfrigolare) e incorporare i tuorli, uno alla volta. Unire ora lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata del limone. Amalgamare bene, dopo di che incorporare la pastella lievitata messa precedentemente da parte, aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaio di rum. Lavorare il tutto senza sosta fino a ottenere un impasto dalla consistenza elastica.
Imburrare e infarinare uno stampo per Kugelhupf (dolce tipico della tradizione Mitteleuropea. Il nome deriva forse dalla sua forma particolare che ricorda i cappucci dei frati) o (per quelle di voi che ne sono sprovviste) un normalissimo stampo a cupola e versare al suo interno il composto, fino a mezza altezza. Lasciare quindi lievitare ancora il tempo necessario all'impasto per raggiungere l'orlo del recipiente (accadrà più velocemente se l'avrete lavorate bene).
Una volta lievitato infornarlo in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per un'ora, dopo la quale togliere il dolce dal forno, sformare dallo stampo e lasciare raffreddare su di un piatto da portata.
Preparare intanto la glassa stemperando lo zucchero a velo nel caffè, versandola poi sul dolce e cospargendola con il cioccolato bianco ridotto in granella.
C'è anche chi scioglie il cioccolato a bagnomaria unendo poi lo zucchero e il caffè, cospargendo il kugelhupf con la crema ottenuta.
A voi la scelta.

E a voi, belle mamme, il mio più sentito affetto!
Forza e coraggio, che solo chi ci passa e lo fa amando può comprendere....

lunedì 24 gennaio 2011

Rotolo di cioccolato con crema di castagne

Hallo, amiche mie, figlie della foschia!
Iniziamo alla grande questa nuova giornata!
Oggi c'è uno spiraglio di sole... perciò il mio buonumore lievita salendo di livello, come il mercurio nel termometro. Ho anche voglia di dolce più del solito (ma dai? Sarà perchè è un mese che non tocco zuccheri?), non potendo però esaudire i miei desideri... porca paletta!
La mia doctor mi ha prescritto ancora un esame, prima di poter tornare a Roma. Non ricordo il nome esatto, so solo che devo bere una schifezza di "bibitone" plastico (ossia liquido di contrasto)... Cioè, capito? Per guarirti da una parte ti avvelenano dall'altra!!!
Fortuna che ho i miei amiconi che mi vengono a trovare spesso (portandomi dei regali fantastici fra cui un libro stupendo che ho quasi finito e che tratta dei VAMPIRI, una delle mie più grandi passioni!) e il mio amicicio di Roma (Samu) che mi chiama e mi tira su di morale, altrimenti ci sarebbe da spararsi! Infatti cinque minuti fa, al telefono con lui, gli dicevo che sto di certo scontando una pena per tutti gli anni in cui non ho avuto nulla... Il Cosmo si è riunito a consiglio e ha deciso di farmela pagare!
Dato che non sto mai male e di norma mi lamento poco in generale, qualcuno da "lassù" ha pensato bene di darmi una TRANVATA giusto per ricordarmi che sono anch'io un essere umano, con una cariola di limiti!
Prometto (nel senso che giuro proprio!) di prendermi almeno un raffreddore o un mal di gola ogni sei mesi. Giusto per dilazionare bene ciò che spetta a tutti, senza arrivare a ricevere d'improvviso una dose unica!


Ingredienti:
  • 100 grammi di burro
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 70 grammi di farina
  • 270 grammi di cioccolato fondente
  • 20 grammi di farina di mandorle
  • 6 tuorli
  • 7 albumi
  • 1 vasetto di crema di marroni (almeno 360 grammi)
  • 10 marron glacé
  • 400 grammi di panna da cucina
  • 1 cucchiaio di cacao dolce
  • 3 cucchiai di zucchero a velo

Spezzettare 200 grammi di cioccolato, unirlo a 200 grammi di panna e allo zucchero a velo e sciogliere il tutto a bagnomaria. Quando è fuso deporre in una ciotola e tenere al fresco in frigorifero fino al giorno seguente.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato rimasto con il burro. Quindi levare dal fuoco e lasciare intiepidire. Incorporare i tuorli (uno alla volta) e le due farine setacciate.
Montare gli albumi con lo zucchero semolato a neve fermissima e unirli all'impasto precedente.
Foderare, ora, una placca da forno con carta oleata, versarci sopra l'impasto (ottenendo così un rettangolo di circa 1 centimetro di spessore) e cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 15-20 minuti.
Una volta cotto, sfornare il "rettangolo", coprirlo con un telo umido e arrotolare la pasta intorno al telo.
Montare la panna rimasta, unire a essa la crema di marroni, il CACAO e i marron glacé tritati e mettere in frigorifero per mezz'ora.
Srotolare la pasta, spalmarla con la crema di marroni e arrotolarla di nuovo su se stessa (a sto giro eliminando il telo), depositandola così su di un piatto ovale da portata.
Tirare fuori dal frigo la crema al cioccolato preparata per prima, mescolarla, spalmarla sul dolce ricoprendolo interamente e, infine, decorare con una spolverata di zucchero a velo (se ancora ve ne avanza) oppure disegnando dei ghirigori sulla crema con una forchetta.

A voi la scelta, pulzelle. Fatevi sotto!

domenica 23 gennaio 2011

Barbagliata di Milano

Un'altra notte in bianco, amiche... che due palle!
Con tanto di colichetta al seguito, giusto per non farsi mancare nulla!
Da una parte mi dicono che lentamente sto migliorando... dall'altra so anche che è normale con tutte le cose che sto prendendo per guarire che ci sia un rivoluzionamento dell'organismo con tanto di "peggioramento" momentaneo, perchè paradossalmente condurrà ad una disinfiammazione completa.
Non avessi la pazienza che ho di carattere mi sarei già arrampicata sui muri!
Mamma, poverina, non sa più cosa fare e cosa inventarsi di cibo da darmi, idem mia nonna, che dopo aver tirato fuori tutte le opzioni e i rimedi (risalenti all'anteguerra!) ormai appena mi vede si attacca al suo rosario e inizia a pregare...!
E io, intanto, qua a "soffrire" in silenzio, mentre vi elargisco parole e azioni a dir poco succulente!!!
Brave, brave, ridacchiate pure alle mie spalle!


INGREDIENTI:
  • 120 grammi di cacao
  • 7,5 decilitri di latte
  • 1 stecca di vaniglia
  • 100 grammi di zucchero
  • 4 tuorli

Versare in latte in una casseruola, con dentro la stecca di vaniglia e portare a ebollizione.
In un'altra casseruola, lavorare a spuma i tuorli delle uova con lo zucchero.
Incorporare il cacao e dopo il latte versato a filo, eliminando la stecca di vaniglia. Riportare il composto sul fuoco, a fiamma dolce, mescolando per almeno quindici minuti, fino a ottenere una crema densa.
A questo punto togliere dal fuoco, versare la "barbagliata" in delle tazze e servire bollente.
Volendo si può aromatizzare con del Marsala.


Sapere com'è, con la scusa del freddo e della mancanza di coccole (solita in noi donne, che si voglia fare le dure o meno)... questo e altro!

venerdì 21 gennaio 2011

Biscottini "sbricioloni" con cioccolato al latte

Gli dei bevono ambrosia... gli uomini CIOCCOLATA...
                                                                                                    Anonimo



Ho usato tutte le parole che avevo da dire nel post precedente...


INGREDIENTI:
  • 125 grammi di burro
  • 125 grammi di zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • 1 baccello di vaniglia
  • 155 grammi di farina bianca
  • 110 grammi di farina di mais
  • 60 grammi di cioccolato al latte in gocce
  • bicarbonato

Sbattere il burro ammorbidito con lo zucchero, in modo da ottenere una specie di crema. Unire i tuorli, uno alla volta, i semi del baccello di vaniglia e un pizzico di bicarbonato. Lavorare bene fino a omogeneizzare la pasta, dopo di che appiattirla su di un foglio di carta da forno. Chiudere con una pellicola trasparente e fare riposare per un'ora in frigorifero.
Reimpastare la pasta aggiungendovi le gocce di cioccolato, quindi risternderla con il mattarello.
Ritagliare i biscotti con le formine che più vi piacciono e disporli su di una teglia, anch'essa riverstita di carta da forno.
Infornare a 160 gradi per 15 minuti.
Una volta pronti fare raffreddare e servire, spolverizzandoli magari con dello zucchero a velo vanigliato.

giovedì 13 gennaio 2011

Tartare di fragole con pan brioche al cioccolato

Che bevanda delicata! Che diletto che mi dà! Viva pur la cioccolata, che dà gusto e sanità!

Tiè!
Stamattina iniziamo subito con Carlo Goldoni. Mi sento tanto teatrale anch'io...!
E mi sa che la prima ricettina di oggi ce la invidierà anche il topino Rémy di RATATOUILLE.
So che non è prettamente invernale, per via delle fragole, ma (al di là del fatto che se si vuole si trovano, sebbene sappiano di poco) ogni tanto un guizzo di vita al di là degli schemi prefissi bisogna pure concederselo, no?

Io e i miei libri pensiamo di sì...!

Ingredienti:

Per la tartare:
  • 1 vaschetta di fragole
  • 4 fette di pan brioche
  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 3 foglie di menta
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato

Per la crema inglese:
  • 1/2 litro di latte fresco
  • 1 limone non trattato
  • 4 tuorli
  • 125 grammi di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di fecola

Per decorare:
  • panna fresca

Pulire le fragole, tagliarle a dadini piccoli e condirle con lo zucchero e le foglie di menta tagliate a striscioline sottilissime con le forbici (oppure tritate se preferite).
Ricavare quattro dischi dal pan brioche tramite un coppapasta. "Biscottarli" in una padella antiaderente, lasciandoli però morbidi al centro.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e glassare con la fonduta ottenuta ogni disco di pan brioche.
Preparare la crema inglese scaldando il latte con la scorza del limone. Montare i tuorli con lo zucchero e la fecola. Versare il latte a filo sul composto di uova e riportare sul fuoco mescolando, fino a quando non si velerà il cucchiaio di legno. Immergere la casseruola in acqua fredda e lasciare raffreddare.
Riempire di fragole un tagliapasta appena più grande di quello dei dischi precedenti e disporvi sopra uno dei dischi di pan brioche glassato al cioccolato. Terminare con la crema inglese fredda e un ciuffetto di panna.
Ripetere l'operazione anche per gli altri tre dischi.

Ehhh?
Vale o no la pena di andare a scovare una manciata di fragole, fossero anche all'altro capo della città?
Certo che sì!!!

martedì 11 gennaio 2011

Budino Rum e cioccolato

Lo stress non sarebbe così duro da gestire, se fosse ricoperto di cioccolato

Il nostro solito amico Anonimo....
Dio quanto ha ragione!
Questi miei ultimi quasi-venti giorni sarebbero senza'altro stati migliori ricoperti di cioccolato fondente e cioccolato bianco!!!


INGREDIENTI:
  • 300 millilitri di latte
  • 200 millilitri di panna fresca
  • 3 tuorli
  • 80 grammi di zucchero bianco
  • 3 fogli di gelatina
  • 200 grammi di cioccolato al latte
  • 20 grammi di cacao amaro
  • rum

Portare a ebollizione la panna con il latte.
Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, poi aggiungere un cucchiaio di rum e il cacao amaro.
Tritare il cioccolato e scioglierlo nella panna e nel latte caldi.
Far ammorbidire i fogli di gelatina nell'acqua fredda, poi strizzarli e aggiungerli al composto di panna.
Fare intiepidire del tutto e versare il composto sui tuorli, sbattendo con una frusta perchè il tutto si amalgami bene.
Rivestire uno stampo o una terrina decorata con della pellicola per alimenti e riempire con il composto. Fare riposare in frigo per almeno due ore.
Una volta trascorso il tempo, sformare il budino e servire.

Un perfetto budino da "grandi"!